Manifestazione a Cerano: chiusura immediata. M5S ha già l’alternativa.

La centrale Enel di Cerano va chiusa! E’ un’autentica colossale assurdità: produrre energia dal carbone, in modo centralizzato, è antistorico e inquinante. Tutti i problemi causati dalle centrali a carbone, come quella di Cerano , sono riconducibili alla politica energetica nazionale obsoleta e inaccettabile perché punta ancora sui combustibili fossili e sullo sfruttamento degli idrocarburi e dei loro derivati, responsabili non solo dello sconvolgimento climatico ma anche dell’inquinamento e dei problemi di salute pubblica.

Per il M5S la soluzione è stata già presentata: un programma energetico che prevede entro il 2020 l’azzeramento del consumo del carbone con la chiusura di tutte le centrali a carbone presenti nel territorio italiano. Bisogna “democratizzare” la produzione di energia eliminando l’oligopolio in cui pochissimi producono energia e permettendo ad ogni cittadino di poter produrre energia. Per attuare ciò bisogna investire sulle energie rinnovabili distribuite.  Questo genera anche un ulteriore vantaggio: l’occupazione. Per ogni miliardo investito in fonti fossili si creano fino a 600 posti di lavoro, la stessa cifra investita nel “solare diffuso” crea fino a 3.500 posti di lavoro, cioè sei volte in più. E’ necessario cambiare immediatamente politica energetica!

Inchiesta rifiuti illeciti di Ilva e Cerano destinati a Cementir.

L’inchiesta leccese ha fatto scattare il sequestro a Cementir, Ilva e alla centrale di Cerano per il traffico illecito dei rifiuti utilizzati per produrre cemento, Ceneri pericolose smaltite nel cemento invece che secondo le apposite procedure. Salute dei cittadini in pericolo, ambiente inquinato. Purtroppo quello che sta emergendo dalle carte della procura di Lecce l’abbiamo visto già mille altre volte. Ma oggi a essere coinvolti sono Enel, Cementir, Ilva, colossi della nostra produzione.

 
Insieme agli altri parlamentari pugliesi e a quelli delle commissioni ambiente e attività produttive del M5S andremo fino in fondo: vogliamo sapere quali sono state le coperture per questo traffico di ceneri pericolose che secondo le accuse avrebbe fruttato 500 milioni di “guadagno” all’Enel.

I vertici sapevano?  Se sì, a che livello?

E quali danni sono stati perpetrati alla salute della popolazione, già schiacciata dall’inquinamento di questi colossi?

Chi doveva controllare e non l’ha fatto?

Dove è andato a finire il cemento di Cementir prodotto in questa maniera?

Quali rischi corrono i cittadini che vivono in case che sono state costruite con questo cemento?

È l’ennesima riprova che Enel, Cementir e Ilva provocano più danni che benefici: occorre una riconversione economica di Taranto e Brindisi.