Emiliano e De Vincenti su TAP e Acquedotto: ridicoli per giustificare il TAP.

Non c’è limite delle bugie di Emiliano per giustificare TAP. Dopo quelle sulla “decarbonizzazione” di Ilva e Cerano, smentite ripetutamente dalle aziende e dallo stesso Governo PD, ora lancia un’assurdità ancora più vergognosa: tratta l’acqua, un diritto umano universale, come una merce di scambio.

La finalità di quest’ultima colossale castroneria, rivela il doppio obiettivo di Emiliano: appoggiare TAP e favorire l’ingresso di privati nel capitale dell’Acquedotto Pugliese. Pensavamo non si potesse amministrare peggio di Vendola e Fitto, ma ci sbagliavamo: sull’Italia pendono ancora procedure d’infrazione per gli impianti di depurazione che certificano l’incapacità di gestire un bene comune fondamentale e preziosissimo.

Non abbiamo bisogno del gas di TAP tanto meno di acqua da altri Paesi. Inoltre è sconsiderato renderci dipendenti da nazioni straniere come l’Albania, l’Azerbaijan e la Turchia. Abbiamo avanzato proposte per risolvere i problemi con il servizio idrico e l’approvvigionamento energetico ma sono rimaste inascoltate e a farne le spese sono sempre gli italiani.

Chiusura centrale Cerano: follia aspettare il 2025!

Aspettare ancora per chiudere la centrale a carbone di Cerano rappresenta una follia. La Strategia Energetica Nazionale (SEN) è ancora basata su fonti fossili e non pone degli impegni precisi rimanendo più una dichiarazione di intenti che un documento strategico. Vuole scimmiottare il programma energetico del M5S perché non prevede azioni precise, scadenze e non definisce una visione chiara.

Il M5S chiuderà tutte le centrali a carbone al 2020 ma abbiamo obiettivi ambiziosi anche per smettere di usare petrolio e suoi derivati e il gas: ridurre i consumi e aumentare efficienza energetica in campo edilizio, elettrificare i trasporti, aumentare le applicazioni dell’idrogeno come vettore energetico, investire in ricerca e sviluppo sono le soluzioni per eliminare subito smog e inquinamento, veleni e malattie, rilanciando economia ad alto tasso di occupazione.

Anche il Governo finalmente smentisce lo stesso Pd regionale e le ipotesi fantasiose di Emiliano per giustificare TAP: non esiste alcuna “decarbonizzazione” di Cerano come non esiste quella di Ilva a Taranto. E allora a chi serve TAP se già oggi abbiamo il doppio del gas che utilizziamo e potrebbe essere usato per alimentare le centrali a gas, invece di quelle a carbone, che paghiamo comunque e che da anni il partito del petrolio tiene spente?

Rifiuti, Regione stanzia 16 milioni: tutti gli errori di politici incapaci

Non si possono sprecare soldi pubblici con impianti completamente sbagliati. Finanziare un impianto per produrre materiale da bruciare negli inceneritori, dannosi per la salute e per l’ambiente, è pura follia. Inoltre, verrà finanziato anche un impianto definito di compostaggio anaerobico: temiamo che sia un modo per mascherare un impianto finalizzato alla produzione di gas e solo marginalmente a fertilizzante naturale di qualità.

Emiliano continua la politica di Fitto e di Vendola, tesa a favorire gli inceneritori e il gruppo Marcegaglia/Albanese, monopolista di tali impianti in Puglia. Emiliano si rivela ancora una volta in perfetta sintonia con Renzi che con il decreto “sblocca Italia” ha favorito l’incenerimento dei rifiuti!

La legge prevede questo ordine di priorità di interventi: ridurre a monte la produzione di rifiuti (eccesso di packaging), riusare i prodotti e i materiali, riciclo degli stessi attraverso la raccolta differenziata che doveva essere al 65% a fine 2012.

Bisogna intervenire urgentemente prima sulle cause che hanno reso la Puglia incapace di gestire i materiali di scarto che chiamiamo rifiuti. Come prevede la normativa europea, occorrono politiche incentrate sulla diminuzione della produzione dei rifiuti e sull’aumento della raccolta differenziata che in Puglia è ancora fuori legge! Occorre migliorare l’impiantistica del ciclo dei rifiuti favorendo in maniera diffusa sul territorio piccoli impianti aerobici e pubblici per trasformare umido in compost e finalizzare gli impianti che trattano l’indifferenziato a recuperare ulteriormente i rifiuti senza inviarli ad incenerimento, con l’obiettivo di recuperare il 100% dei material. Questa politica chiamata “strategia rifiuti zero” è applicata in tanti contesti internazionali perché rappresenta la migliore pratica (risolve in maniera definitiva e sostenibile il problema dello smaltimento creando occupazione stabile e numerosa) e da anni è presente in tutti i programmi elettorali del M5S per qualunque livello istituzionale mentre i partiti di centrodestra e centrosinistra vanno esattamente nella direzione opposta per creare emergenza e favorire gli affari di aziende che avrebbero già dovuto chiudere.

Aeroporti Pugliesi: Emiliano prende in giro tutti.

Emiliano prende in giro tutti alimentando guerre di campanile inutili o peggio l’illusione di poter avere 4 scali aperti in equilibrio finanziario. Se il Presidente di Regione crede che le attuali scelte della società Aeroporti di Puglia non siano corrette, dica pubblicamente quali sono le ragioni e come intende intervenire l’azionista di maggioranza perché per ora lo abbiamo solo visto interessato a fusioni societarie improbabili, peraltro mai annunciate in campagna elettorale, solo per la scalata interna al partito.

Per rimanere aeroporti di interesse nazionale, la società Aeroporti di Puglia deve dimostrare che ogni singolo scalo è in grado di esercitare un ruolo ben definito all’interno del bacino di riferimento e il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario nonché di adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno su un triennio.

Promettere utilizzi diversi rispetto quanto indicato dal Piano Nazionale degli Aeroporti, senza tuttavia azioni concrete tramite la società di gestione aeroportuale, significa contestare, solo a parole, anche il piano nazionale degli aeroporti! Il Governatore certamente saprà che gli aeroporti di interesse nazionale devono dimostrare di essere economicamente sostenibili: non può essere ambiguo anche su questo. I cittadini, abituati alle sue capriole, hanno il diritto di sapere come può mantenere le sue promesse in tutta la Puglia perché le sue appaiono solo manovre per mantenere il consenso attraverso slogan e tavoli che non avranno alcun effetto pratico! Farebbe bene piuttosto a pubblicare i contratti e a fornire pubblicamente come prevede la legge le informazioni sui finanziamenti alle compagnie aeree, e se trova il tempo anche le risorse per una programmazione seria del trasporto pubblico regionale in modo da renderlo intermodale e integrato per consentire facilmente il raggiungimento degli aeroporti a tutti i pugliesi!

Dal Contratto di Programma dipendono le tariffe e gli investimenti già individuati per circa 118 milioni di euro e approvati in linea tecnica dall’Enac.

Emiliano potrebbe anche bussare ai Ministri competenti del suo partito a Roma per capire perché il Governo ancora non abbia emanato il decreto di approvazione del Contratto di Programma relativo a Aeroporti di Puglia.  Il destino degli aeroporti dipende da politicanti perennemente in campagna elettorale quando invece servirebbe trasparenza, serietà e chiarezza.

Ferrovie Turistiche del Circummarpiccolo: opportunità da cogliere.

Un progetto dell’AMAT del 2008 prevede diverse ipotesi per recuperare l’attuale tratta ferroviaria abbandonata. Il M5S Taranto ha inserito nel proprio programma il recupero di tale collegamento in ottica turistica valutando anche l’ipotesi di una velorail. Recentemente anche le associazioni FIAB, Rotaie di Puglia e WWF hanno rilanciato la proposta di recupero.

La possibilità esiste ed è concreta: recuperare la ferrovia sulla Circumarpiccolo per fini turistici. Bisogna avere la volontà politica di rilanciare sul territorio jonico le attività sostenibili: Taranto ha tutte le condizioni per cogliere questa occasione: la politica locale, anche regionale, si è fatta sempre scappare per incapacità o mancanza di visione, ogni occasione! Ora, Emiliano e il sindaco di Taranto Melucci perseguano con convinzione la valorizzazione di questa infrastruttura e dimostrino di non essere coloro che dicono NO.

Vélo-rail à Dunières.

La ferrovia sulla Circummarpiccolo si presta a tante alternative progettuali: potrebbe essere usata con il “velorail” oppure realizzare, in affiancamento, un percorso ciclabile che faccia coincidere la ciclovia francigena, il prolungamento della ciclovia della Magna Grecia e la ciclovia dei tre mari. Valorizzare questo tracciato permetterebbe di visitare l’affascinante foce del fiume Galeso, i due 2 Siti di Interesse Comunitario “Battendieri” e “Mar Piccolo”, l’incantevole oasi regionale palude “la vela” per poi arrivare alla pineta Cimino.

Vogliamo che questi progetti virtuosi si realizzino invertendo la rotta intrapresa anche dall’attuale amministrazione Comunale di Taranto in continuità con quelle precedenti: gli evidenti errori in occasione della settimana europea della mobilità hanno portato soltanto malcontento nei cittadini. Speriamo che il PD non sprechi l’ennesima possibilità di dimostrare che Taranto può avere un futuro diverso!

Il caso Ryanair e la fragilità degli aeroporti pugliesi.

Dilettanti allo sbaraglio! Il caso Ryanair mette in risalto la fragilità del sistema degli aeroporti italiani. Non è possibile che i problemi di una singola compagnia mettano in ginocchio l’intero sistema di trasporto aereo.

La normativa prevede, ormai da due anni, che gli incentivi alle compagnie aeree debbano essere pubblicati sul sito web del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il PD è sinonimo di mancanza di trasparenza: gli incentivi alle rotte dovrebbero essere resi pubblici e comunicati dai gestori degli scali aeroportuali a ENAC e al Ministero dei Trasporti, eppure queste informazioni fondamentali mancano ancora: cosa si vuole nascondere?

Il Piano nazionale degli Aeroporti prevede ancora la presenza di aeroporti inutili che non raggiungono la stabilità economica o non hanno finalità di continuità territoriale e pertanto sperperano denaro pubblico: assurdo lamentarsi dei disagi e incertezze causati dalle compagnie aeree se il Governo ha ceduto a richieste localistiche ingiustificabili.

I Contratti di programma sono stipulati tra l’Enac e le società di gestione. Disciplinano il profilo tariffario, la realizzazione del piano degli investimenti e il rispetto degli obiettivi di qualità e di tutela ambientale. Diventano efficaci a seguito di approvazione con Decreto Interministeriale (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero dell’Economia e delle Finanze).

In particolare in Puglia ci sono responsabilità istituzionali: il contratto di programma di Aeroporti di Puglia, fondamentale per lo sviluppo degli aeroporti e delle rotte, non è stato ancora approvato dal Governo PD. Il silenzio di Emiliano è imbarazzante perché dovrebbe pretenderne e sollecitarne l’approvazione immediata, invece da quando è Presidente di Regione non ha agito in tal senso: ancora una volta il finto “dissidente” è complice della mala gestione del PD.

Infine, in Puglia non si esistono collegamenti rapidi, efficienti, capillari e sostenibili per raggiungere gli scali: sia su gomma, sia su ferro manca un trasporto regionale che garantisca il collegamento con gli scali aeroportuali in tempi rapidi e con il massimo comfort per i cittadini.

AdP: nessuna chiarezza sul futuro dell’azienda.

Non c’è un futuro senza chiarezza. L’era Emiliano si caratterizza per incertezza sul destino della società che ad oggi è sconosciuto: si parla di privatizzazione, argomento di cui Emiliano e il PD non hanno mai parlato in campagna elettorale durante le regionali, senza apportare una minima giustificazione plausibile a questa scelta.

Emiliano sia chiaro una volta per tutte e ci dica, senza le consuete giravolte, qual è la linea politica della giunta regionale su Aeroporti di Puglia. Una società che chiude in attivo e che aumenta di anno in anno il numero di passeggeri non può essere privatizzata per assecondare gli interessi elettorali del PD.

Gli incentivi che la Regione ha rilasciato fino ad ora a Ryanair hanno creato un monopolio delle rotte della compagnia irlandese che, a seconda dei propri e legittimi vantaggi economici, può togliere voli alla Puglia per dirottarli in scali più remunerativi, lasciando di fatto un vuoto difficilmente colmabile.  Nel futuro è auspicabile che, nel rispetto della legge, gli eventuali incentivi per le rotte vengano affidati a più vettori, in modo da garantire la concorrenza, ma anche su questo c’è ancora incertezza da parte del Presidente Emiliano.

Trasporti studenti: servizio assente

E’ allucinante anche quest’anno, riparte la scuola ma il trasporto per gli studenti è assente. Gli incontri estivi dei vertici delle società, della Provincia di Lecce e della Regione si sono rivelati inconcludenti: gli studenti rimangono a terra alla faccia degli slogan dei politicanti.

Nonostante la partenza della scuola sia caratterizzata dall’assenza del trasporto ancora oggi leggiamo dichiarazioni di rassicurazione dei trasporti per i prossimi giorni da parte del presidente della Provincia di Lecce, eppure la realtà è ben diversa: l’evidenza dei fatti mette in risalto l’incapacità della Provincia di Lecce e della Regione Puglia di pianificare e non riuscire a coordinare l’apertura delle scuole e le corse di trasporto pubblico. Gabellone, così come la giunta Emiliano, dimostrano ancora una volta che non sono in grado di gestire il territorio, per questo farebbero meglio a dimettersi.

Il tema del trasporto pubblico è fondamentale per garantire il diritto alla mobilità ai cittadini ed è propedeutico a garantire il diritto allo studio a chi vive lontano dalle scuole. A causa dei tagli governativi al fondo nazionale per il tpl, il servizio e quindi i Diritti, sono sempre più difficili da garantire. E’ la sconfitta di un Paese che guarda unicamente al rapporto debito/PIL ma non al reale benessere dei cittadini.

Vaccini: obbligatorietà sbagliata.

I vaccini hanno salvato molte vite nel corso del tempo, tuttavia non si spiega logicamente l’obbligatorietà stabilita dal Governo, tra l’altro con un decreto che non aveva carattere di necessità e urgenza come prescrive la Costituzione e imponendo l’assurdo voto di fiducia senza adeguata discussione nel merito in entrambe le Camere. È assurdo che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in questi anni non ha mosso un dito sui tanti problemi della sanità e abbia aspettato l’ultimo periodo della legislatura per imporre l’obbligo di dieci vaccini, caso unico in Europa, sebbene non c’è alcuna epidemia che lo giustifichi!

Noi crediamo che una corretta informazione e le raccomandazioni sulle vaccinazioni sia il miglior metodo come dimostrato da esperienze internazionali per aumentare la copertura vaccinale: l’obbligo avrà l’effetto opposto, essendo vissuta dai cittadini come una imposizione o peggio una persecuzione. Sappiamo che il monitoraggio di chi non si vaccina, un percorso di informazione completa sui rischi e la più diffusa consapevolezza sono strumenti migliori di qualsiasi coercizione. Purtroppo nel nostro Paese c’è una informazione carente sui vantaggi e i rischi delle vaccinazioni. Altresì è evidente la mancanza dei “follow up” per segnalare le eventuali reazioni avverse. Questa situazione contribuisce a creare incertezze e timori verso i vaccini.

Se Emiliano non condivide la linea del Governo PD dia segni inconfutabili: in primis, strappi la tessera di partito, altrimenti sarà l’ennesimo finto disaccordo con il PD nazionale esattamente come ha già fatto su “Buona Scuola”, “Jobsact”, tribunali, gasdotti, trivellazioni e Ilva: una finta presa di distanza condotta unicamente per scalare il partito, ma che in realtà trova Emiliano esattamente in linea con il Governo nazionale. E in secondo luogo, se Emiliano è contrario al decreto, approvi la mozione dei portavoce del M5S in Regione per impugnare la legge alla Consulta.

Incontro Emiliano – FS: poche novità.

Giovedì 20 luglio, il Presidente Michele Emiliano ha incontrato i vertici di Ferrovie dello Stato.  Ci si sarebbe aspettati una forte presa di posizione del Presidente Emiliano per i mancati rispetti del contratto di servizio. Invece continuiamo ad assistere a continui annunci che vengono puntualmente smentiti dalla realtà dei fatti. Come al solito si decantano investimenti da centinaia di milioni di euro ma non viene detto quando verranno realizzati! Il servizio di trasporto regionale di FSE rimane pessimo, l’odissea che vivono i passeggeri non è degna di un Paese civile.

Emiliano, al contrario di quanto dichiarato, non ha ottenuto nulla. L’adeguamento dei sistemi di sicurezza SCMT sulle tratte di FSE è rimasto come aveva già stabilito FSE ad aprile 2017: entro il 2018 per l’anello di Bari ed entro il 2019 per il resto della rete.

E’ ingiustificata questa doppia scadenza perché nulla avrebbe impedito di procedere celermente su tutta la rete. Invece con il beneplacito del Presidente Emiliano, viene confermato che ci sono tratte e cittadini di serie A e di serie B. La sicurezza continua ad essere trattata come un argomento secondario e almeno fino al 2019 mancherà un sistema fondamentale per garantire ai cittadini del salento di viaggiare più velocemente e soprattutto in sicurezza.

Sull’importante raddoppio della tratta ferroviaria adriatica non sono state comunicate date per il completamento. Da 20 anni sentiamo che si è sulla strada buona per realizzarlo ma ancora oggi non solo non conosciamo date certe ma mancano anche i progetti. Inoltre è imbarazzante apprendere che stanno realizzando nuovi progetti per i collegamenti al porto di Taranto nonostante l’opera sia prevista dalla legge obiettivo del 2001 e doveva già essere realizzata! Questa inerzia è dovuta principalmente dal lassismo del Governo. Ancora una volta su fondamentali infrastrutture per l’Italia meridionale il Governo gira la testa dall’altra parte.