Incontro al Ministero contro l’ennesima autostrada inutile!

Foto Ilaria Ghidini

Sì alla ferrovia, no all’autostrada: i sindaci No-Tibre ricevuti al Ministero

Evitare che venga avviata la costruzione della bretella autostradale Tirreno-Brennero e concentrare le risorse disponibili sul completamento della ferrovia: è la proposta presentata questa mattina al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti da un gruppo di sindaci, insieme a comitati ed associazioni ambientaliste. All’incontro con il capo della segreteria tecnica, Maurizio Battini ed il capo della vigilanza sulle concessionarie autostradali, Mauro Coletta, hanno partecipato sindaci, consiglieri e consulenti dei Comuni di Parma, Sissa-Trecasali e Torre de’ Picenardi, in rappresentanza anche di altri sei Comuni (Mezzani, Colorno, San Secondo Parmense, Vescovato, Sabbioneta, Martignana di Po).

L’infrastruttura contestata avrebbe una lunghezza complessiva di 85 chilometri e collegherebbe l’Autostrada Parma-La Spezia A15 all’Autostrada del Brennero A22, ma al momento stanno per partire i lavori di realizzazione dei soli primi dieci chilometri, mentre gli altri 75 resterebbero non finanziati, così come il completamento del Ti-Bre ferroviario da La Spezia a Verona, solo in parte realizzato. Il primo lotto dell’autostrada avrebbe un forte impatto ambientale e sarebbe destinato a restare inutilizzato; per questo si chiede di dirottare i 513 milioni sulla ferrovia, in coerenza con quanto dichiarato in varie occasioni dal Ministro Delrio, riguardo alla necessità di far fronte alla crisi ambientale e all’emergenza smog con interventi strutturali: la “cura del ferro”.

L’incontro ha riguardato molto concretamente la proposta operativa per abbandonare definitivamente la costruzione del primo lotto e quindi del progetto autostradale complessivo, a beneficio della ferrovia. Una road-map che prevederebbe i seguenti passaggi: sospensione di qualsiasi attività riguardante il primo lotto, avvio di una trattativa con la Commissione Europea per sostituire il progetto autostradale con quello del Ti-Bre ferroviario, emanazione di un’apposita legge per autorizzare Autocisa spa a finanziare la ferrovia con i maggiori introiti dei pedaggi autorizzati e stipula di un accordo transattivo con la ditta Pizzarotti spa per convertire i lavori dell’autostrada con lavori da individuare all’interno del progetto ferroviario del Ti-Bre, ad esempio il raddoppio della tratta Parma-Vicofertile.

In attesa delle valutazioni che il Ministero si è impegnato ad effettuare sulla proposta definita “suggestiva”, si dice parzialmente soddisfatta la delegazione, formata anche da vari esponenti delle associazioni ambientaliste, fra cui Stefano Lenzi, Responsabile rapporti istituzionali del WWF Italia, Edoardo Zanchini, Vice Presidente nazionale di Legambiente, Danilo Selvaggi, Direttore generale della Lipu-BirdLife Italia e due parlamentari della Commissione Trasporti della Camera: gli onorevoli Franco Bordo e Diego De Lorenzis. Per il comune di Parma ha partecipato, in rappresentanza del Sindaco Pizzarotti, la consigliera Patrizia Ageno.

Sul fronte dell’iter autorizzativo del primo lotto, il Ministero ha dichiarato di essere ancora in attesa dei pareri del Ministero dei Beni Culturali e del Ministero dell’Ambiente, al quale le associazioni ambientaliste hanno fatto presente le violazioni della norme comunitarie che comporterebbe la realizzazione del progetto.

Secondo Cesare Vacchelli, del Coordinamento delle associazioni ambientaliste del casalasco e del parmense la realizzazione di questo moncone di autostrada serve solo a giustificare la concessione dell’A15 ad Autocisa fino al 2031, ma non risolverà il problema del collegamento tra Tirreno e Brennero, che invece potrebbe trovare una risposta ambientalmente sostenibile, moderna, più rapida e molto meno costosa nel completamento della ferrovia

Tra una settimana invierò una lettera per sapere le osservazioni del Ministero sul progetto presentato, tenuto conto che su questo tema la nostra posizione è chiara e ho presentato una risoluzione proprio in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati.

Porti: l’autoritarismo di Renzi bocciato dalla Corte Costituzionale!

IMG_1350La sentenza della Corte Costituzionale n.261 del 17 novembre 2015 dichiara l’illegittimità costituzionale parziale dell’art. 29, c. 1°, dello “Sblocca Italia” nella parte in cui non prevede che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica sia adottato in sede di Conferenza Stato-Regioni. La sentenza trova impreparati il Ministero e il Governo Renzi che a fronte di questa non hanno ancora dichiarato come intendono proseguire con la riforma portuale che ora rischia un blocco. Question Time del M5S mercoledì alla Camera dei Deputati. 

FullSizeRender-4

Lo avevamo detto e ribadito in più occasioni. La nuova riforma portuale di Renzi rappresenta l’autoritarismo di un Governo che non è disposto a confrontarsi con i territori per comprendere quale siano le scelte opportune da compiere. La Corte Costituzionale, bocciando le modalità di adozione del piano strategico nazionale della portualità e della logistica, riconosce che non è prevista alcuna forma di coinvolgimento delle Regioni nella procedura di predisposizione del piano, in contrasto con le chiare indicazioni della giurisprudenza costituzionale. Non basta quindi che alle Regioni vengano relegati solo le funzioni di esprimere un parere sullo schema di decreto ministeriale relativo alla classificazione dei porti, l’intesa relativa alla nomina del presidente dell’autorità portuale o la partecipazione del Presidente della Giunta Regionale interessata o di un suo delegato al comitato portuale. Queste funzioni non possono essere considerate in alcun modo equivalenti al coinvolgimento, nella forma dell’intesa, nella predisposizione del piano strategico nazionale. piano nazionale porti

Il M5S farà un question time in commissione mercoledì, chiedendo al Governo come intende risolvere la situazione e che rischia di bloccare una riforma portuale pensata male e scritta in forma addirittura peggiore! Ancora una volta si “naviga” a vista, non c’è una visione complessiva e soprattutto mancano chiari criteri per definire le funzioni delle nuove Autorità portuali. La definizione delle sedi delle nuove Autorità di sistema, situazione, quest’ultima, che ha come diretta conseguenza una guerra campanilistica da parte dei territori interessati, preoccupati che queste nuove autorità siano, al pari di quelle passate, solo dei centri di potere per spartire risorse e appalti in maniera opaca e a porte chiuse, magari secondo logiche legate alle correnti politiche e non centri di coordinamento, programmazione, pianificazione e razionalizzazione per migliorare la competitività del nostro Paese, dei territori, per garantire anche maggiore rispetto dell’ambiente.

FullSizeRender-5

Sono scandalose le dichiarazioni del Ministro Delrio quando fanno riferimento a mettere nei luoghi più “deboli” le Autorità di sistema dando seguito ad una sorta di elemosina, ma soprattutto confermando indirettamente le preoccupazioni che queste saranno centri di potere nella tipica logica partitica della prima Repubblica.

Questo Governo manca di partecipazione sulla riforma portuale, è evidente, visto che le istanze di tutti i portatori di interesse, dagli armatori alle imprese di logistica internazionale, sono stata relegate ad un convegno governativo, gli Stati Generali della Portualità e della Logistica, organizzato a suo tempo dall’ex Ministro Lupi.

Questo metodo senza trasparenza e partecipazione delle Regioni e degli stakeholder, la mancanza di chiari criteri con cui si definiscono criteri e funzioni dell’Autorità di Sistema, l’assenza di selezione pubblica per le figure apicali delle autorità portuali, anche nella nuova concezione, e la perpetua mancanza di visione porterà anche questa riforma, al pari delle altre targate PD, come la finta abolizione delle province, delle sedi degli organi della giustizia e quella aberrante della Costituzione è destinata a fallire!

FSE: Ministro e Regione unici responsabili!

photo_2015-11-17_16-53-04Non si arrestano le critiche alla gestione delle Ferrovie Sud-Est. La rete ferroviaria, con i suoi 474 km. di linea, costituisce, dopo le Ferrovie dello Stato (cui è interconnessa), la più estesa rete omogenea italiana, attraversando le quattro province meridionali della Puglia, collegando fra loro i capoluoghi di Bari, Taranto e Lecce, nonché 85 Comuni del loro circondario; nel comprensorio a sud di Lecce sono l’unico vettore su rotaia. Il servizio di trasporto pubblico dovrebbe essere assicurato anche con il vettore automobilistico, su relazioni, nella gran parte integrative e/o sostitutive del vettore ferroviario, a servizio di oltre 130 Comuni, da Bari sino a Gagliano del Capo.

Il sistema di trasporto delle Sud-Est dovrebbe consistere in un efficiente e capillare collegamento fra città. cittadine, paesi e contrate pugliesi, insostituibile per i lavoratori dell’industria, dell’agricoltura, del terziario e per gli studenti oltre ad essere una preziosa risorsa per il turismo sostenibile pugliese. Invece ogni giorno si hanno notizie di disservizi, inefficienze, sporcizia, grandi ritardi, vetture obsolete e diversi scandali di cui nessun politico a fino ad ora pagato.

photo_2015-11-17_16-52-57Dal 1985 è iniziato uno scarica barile sulle responsabilità tra i due enti, Regione e Ministero dei Trasporti, che ha portato all’attuale situazione. Questo balletto di responsabilità e la mancanza di trasparenza, infatti sono le cause, oltre delle numerose inefficienze, anche degli scandali, come quello dei famosi treni d’oro o dei processi a carico del vertice, Luigi Fiorillo. Centinaia di milioni di euro di debiti che oggi vengono certificati da chi avrebbe dovuto vigilare! Il Ministero prima riconferma l’ex ad Fiorillo e ora lo sostituisce con un consiglio di amministrazione accompagnando la scelta con tanti buoni propositi, dimenticandosi che ha approvato per anni i bilanci di FSE.

Anche la Regione, guidata per oltre 10 anni dal centro sinistra, fa finta di svegliarsi sebbene abbia avuto finora la responsabilità diretta della gestione di FSE. Nonostante la grave situazione i due enti continuano a darsi la colpa reciprocamente, mentre alla cittadinanza viene negato un servizio dignitoso per il diritto alla mobilità e contemporaneamente si infierisce sui lavoratori.

Nel ribadire la posizione M5S a favore di un trasporto locale che deve rimanere pubblico, come è stato confermato dagli italiani nel referendum del 2011 rinnoviamo le richieste al ministro e al nuovo presidente del CDA, per cominciare a fare trasparenza: la pubblicazione immediata di tutti i bilanci per gli anni pregressi, delle informazioni riguardanti il numero di dirigenti e personale amministrativo rispetto al numero di assunti del personale tecnico e viaggiante, dell’ammontare di spese in consulenze e in premi produzione, dell’entità degli stipendi e delle buone uscite dei dirigenti e delle posizioni apicali.

FSE: nomine CDA non siano preludio di una svendita a privati!

photo_2015-11-17_16-53-00Nonostante la situazione attuale di FSE sia dovuta alla mancanza di trasparenza gestionale ed al mancato controllo pubblico, si continua a procedere con la strada della vecchia politica: nomine a porte chiuse di figure chiave per enti e organismi fondamentali nella vita pubblica.

Contestiamo il metodo, sui nomi non possiamo ancora esprimerci. Per dare un segno di discontinuità sarebbe stato opportuno selezionare il nuovo CDA attraverso la pubblicazione dei curricula di una rosa di candidati tra le personalità più idonee a ricoprire ruoli così importanti, per specchiata moralità, incontestabile competenza, indiscutibile autonomia dalla politica. In pieno stile M5S.

La scelta di sostituire l’amministratore unico con una terna del consiglio di amministrazione, non garantisce affatto una gestione efficiente, pubblica e partecipata del servizio. Ci auguriamo che queste nomine non siano il preludio di una svendita a privati di uno strumento che i cittadini hanno pagato per generazioni senza avere adeguato servizio in cambio. Ribadiamo che il trasporto locale deve rimanere pubblico, come è stato confermato dagli italiani nel referendum del 2011: il debito di questa società non può ricadere nuovamente sui cittadini e non può essere la giustificazione per l’ingresso dei privati nella gestione del servizio.

photo_2015-11-17_16-52-40Stiliamo già una serie di richieste rivolte al ministro e al nuovo CDA: pubblicazione immediata di tutti i bilanci per gli anni pregressi, informazioni riguardanti il numero di dirigenti e personale amministrativo rispetto al numero di assunti del personale tecnico e viaggiante, ammontare di spese in consulenze e in premi produzione, entità degli stipendi e delle buone uscite dei dirigenti e delle posizioni apicali, e infine risposte alle domande che il Quotidiano di Puglia ha rivolto da settimane all’ex amministratore unico, Fiorillo.

Infine, ponendo l’attenzione sul nodo non ancora sciolto relativo al debito accumulato da FSE, dispiace constatare che il Governo e la Regione, entrambi coinvolti in questo scandalo, giochino a scaricabarile invece di stanziare immediatamente tutte le risorse necessarie per un servizio adeguato ai legittimi diritti degli utenti di FSE

Statuto ENAC: presunte irregolarità in contrasto con l’UE.

Depositata alla Camera dei Deputati una interrogazione a prima firma Diego De Lorenzis del M5S, rivolta al Ministro Delrio. Si evidenzia una presunta irregolarità dello statuto di ENAC rispetto al Regolamento UE n. 139/2014 che sancisce che l’autorità competente deve essere indipendente dai gestori degli aeroporti e dai fornitori di servizi di gestione.

logo-enac

L’interrogazione sullo Statuto dell’Enac ci rivela che potrebbero esserci dei conflitti di interesse su alcune attività dell’Enac, attività incompatibili con i regolamenti europei che giova ricordare, sono esecutivi e non hanno bisogno di recepimento da parte dello Stato membro. Infatti, l’Europa stabilisce che l’autorità competente deve essere indipendente dai gestori degli aeroporti e dai fornitori di servizi di gestione. Enac, invece, da statuto può partecipare nei collegi sindacali della società di gestione aeroportuale e rispettive società controllate e/o partecipate, può partecipare alle attività di gestione degli aeroporti di preminente interesse turistico e sociale ovvero strategico-economico ed inoltre può individuare e attivare delle procedure necessarie all’acquisizione dei finanziamenti nazionali e/o dell’Unione europea relativi alla realizzazione di opere infrastrutturali aeroportuali.

Incheon_International_Airport_Seoul

Il contenuto dell’interrogazione sarà anche riproposto dai nostri colleghi al Parlamento Europeo al fine di allertare le autorità europee di questi abusi. L’interpretazione “all’italiana” delle regolamentazioni europee è ormai nota, il Ministro Delrio accerti se lo statuto dell’Enac debba essere modificato per sanare la presunta irregolarità che, se confermata, dovrebbe farci riflettere sul tipo di ruolo che ENAC ha svolto fino a questo momento.

 

FSE: Se Fiorillo non risponde, risponda Delrio! Serve trasparenza!

Il Nuovo Quotidiano di Puglia ha posto pubblicamente undici domande rivolte all’attuale Amministratore di FSE, Luigi Fiorillo: in che modo si spiega il buco da 250 milioni? Perché ha disertato la commissione in Regione? Che fine ha fatto l’annunciato piano di risanamento? Oltre al debito c’è il nodo TFR: cosa farete? Stipendi in ritardo per 1.300 lavoratori: di chi è la colpa? La politica boccia l’attuale gestione: come replica? Cosa pensa del passaggio di Fse alla Regione? Acquistati 28 treni: perché si usano quelli vecchi? Quei mezzi sono fermi perché inadatti alla rete? La Regione in 10 anni ha investito 500 mln: che fine hanno fatto? Perché nonostante le inchieste nessun passo indietro? Diego De Lorenzis interroga il Ministro Delrio per fare chiarezza sull’operato di FSE riportando le domande del Quotidiano.

photo_2015-11-17_16-52-40

Ritengo che la nomina di un nuovo vertice non sia risolutivo senza che l’azienda si doti della trasparenza necessaria nelle scelte operative e nella gestione. Per tale ragione queste domande  sono utili a chiarire aspetti fondamentali. Attualmente sono cadute nel vuoto a causa  del comportamento assurdo dell’Amministratore Unico di FSE, Fiorillo, che non si è presentato neppure  all’incontro in Regione, privando quindi gli amministratori regionali, i lettori del giornale e tutti i cittadini pugliesi delle risposte che ormai non possono più essere rimandate visto i gravi disagi arrecati.

Da quando è entrato nelle istituzioni il M5S ha fatto e continua a fare fiato sul collo alle FSE su tutti gli aspetti: dal servizio pessimo, agli acquisti dei treni che oggi sono oggetto di indagini della magistratura, senza dimenticare le vetture vetuste ferme alle stazioni, dall’inquinamento della stazione di Bari, alla gestione finanziaria opaca, fino all’inspiegabile conferma di Fiorillo a capo delle FSE.

photo_2015-11-17_16-53-00

Non è possibile che un servizio così importante come il trasporto regionale, che deve rimanere pubblico, nelle infrastrutture e nel servizio, sia gestito con l’opacità tipica delle aziende private e soprattutto non è possibile che chi, direttamente o indirettamente, è responsabile di questo disastro, rimanga impunito. Accanto alle domande legittime del quotidiano nella sua lodevole azione di informazione e sensibilizzazione, ne pongo altre: come è stato possibile approvare in giugno il bilancio con un buco di bilancio enorme, confermando l’amministratore attuale? Perché il bilancio non è pubblico nonostante gli obblighi di legge? Perché non si possono sapere i premi produzione e gli stipendi dei dirigenti? Qual è il rapporto tra amministrativi e personale sui mezzi?

Per questi motivi chiediamo a Delrio di rispondere, per quanto di propria competenza, alle domande poste dal Nuovo Quotidiano di Puglia, senza alcuna esitazione: i pugliesi hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi e la politica non può sottrarsi all’obbligo di trasparenza!

Treni sospesi al sud per maltempo: il Governo latita!

foggia maltempo 15 ottobreIl M5S torna nuovamente sul problema della sicurezza sulle tratte ferroviarie e lo fa in occasione dell’ennesima sospensione delle corse al sud a causa dei problemi causati dal maltempo. Il 15 ottobre 2015, RFI ha diramato diversi comunicati in cui informava della sospensione del traffico ferroviario sulla linea Caserta – Benevento, per i danni provocati dall’ondata di maltempo che ha investito la Campania e sulla circolazione ferroviaria perturbata delle regioni Campania, Puglia e Basilicata. Tra l’altro, sulla tratta Foggia – Caserta, la circolazione è stata interrotta per i danni provocati dalle abbondanti piogge. Sulla Foggia-Potenza il maltempo ha invece causato l’allagamento dei binari nei pressi di Cervaro (FG), dove si sono già verificati problemi analoghi negli anni passati anche a causa della poca cura e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Sul dissesto idrogeologico e sulla messa in sicurezza delle tratte ferroviarie in zone con pericolosità idrogeologica, il Governo Renzi continua a latitare e a subirne le conseguenze sono soltanto i cittadini. Ancora maltempo e ancora treni sospesi, sempre nelle stesse zone, a dimostrazione che poco o nulla è stato fatto per prevenire il verificarsi di disservizi e incidenti.

deragliamento treno cervaraOccorre infatti ricordare che , per esempio nella zona di Cervaro, 2 anni fa, c’è stato il deragliamento di un  treno a seguito dell’esondazione del fiume Carapelle; nonostante il tempo trascorso con l’arrivo della stagione autunnale, si ripresentano i medesimi disagi sulla circolazione ferroviaria. In quella occasione si è provveduto ad una interrogazione parlamentare alla quale non è mai giunta risposta da parte del Ministero dei Trasporti. Gli effetti di tale noncuranza invece  è sotto gli occhi di tutti: basta guardare quante corse siano state sospese.

La miopia politica del governo Renzi impedisce allo stesso di concentrarsi sulle vere opere utili in Italia che sono rappresentate anche da tantissimi piccoli interventi urgenti di manutenzione e prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Interventi non più rinviabili ma messi da questo governo in secondo piano rispetto a grandi spese per opere inutili come le costosissime ed esclusive tratte ferroviarie per l’alta velocità. Oggi sappiamo che non solo gli interventi sul dissesto idrogeologico sono urgenti per salvaguardare i territori ma anche possono rappresentare uno straordinario motore per la nostra economia creando molti più posti di lavoro rispetto la costruzioni di nuove, enormi ed inutili opere. Per ogni miliardo di euro investito in interventi contro il dissesto idrogeologico si possono creare fino a sette mila posti di lavoro contro i cinquecento che ne verrebbero creati con lo stesso investimento per le grandi opere inutili.

Per questi motivi si chiede in questa nuova interrogazione quali sono i danni causati dal maltempo sulle tratte ferroviarie e a quanto ammonta il costo dei danni in termini economici ed inoltre quali provvedimenti il Ministro Delrio intenda adottare al fine di limitare ed evitare in via definitiva nel prossimo futuro disagi simili. Infine, si chiede se a fronte di eventi meteorologici che non sono da ritenere eccezionali, in quanto sempre più frequenti, siano previsti lavori nelle aree in oggetto per evitare in futuro, sospensioni e disagi e se il Ministro possa escludere il rischio del ripetersi di situazioni analoghe in caso di medesime o più abbondanti precipitazioni. I cittadini e il territorio non possono più aspettare, Renzi e Delrio si sbrighino a rendere sicure le infrastrutture ferroviarie.

S.S. 96, M5S: “perplessità sull’utilizzo dell’esplosivo per l’adeguamento stradale”. Depositata interrogazione parlamentare ai Ministri Delrio e Galletti.

Il M5S deposita una interrogazione parlamentare ai Ministri dei Trasporti e Ambiente per far luce sulla costruzione della strada statale 96, tratto di strada che unisce Bari a Matera, nel tratto che passa da Palo del Colle. Il problema nasce dalle modalità di costruzione della strada per cui la società proponente vorrebbe utilizzare dell’esplosivo per l’adeguamento stradale al fine di velocizzare i lavori. Forti perplessità da parte dei pentastellati che interrogano i Ministri con un atto a prima firma di Diego De Lorenzis della commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

SS-96_lavori

Si tratta dell’utilizzo di 50.000 chilogrammi di esplosivo, di 40.000 metri lineari di miccia detonante e di 5.000 detonatori, con un impatto rilevante sul territorio che  la «società Cooperativa Costruzioni», ai sensi dell’articolo 104 del regolamento, vorrebbe utilizzare e per farlo ha avanzato la richiesta di emissione del certificato all’autorità di Pubblica Sicurezza, il sindaco di Palo del Colle, D’altra parte ne il sindaco ne il consiglio comunale di Palo del Colle hanno mai ricevuto dai proponenti attraverso la documentazione della progettazione e tramite le conferenze dei servizi, notizie sull’utilizzo dell’esplosivo che sembrerebbe non esser stato vagliato neanche dalla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale per cui sono legittime le perplessità da parte del comune di Palo del Colle.

Il tracciato oltre a passare vicinissimo ai prefrabbricati della zona industriale di Palo del Colle, per cui sembra insensato utilizzare esplosivo in questa area, attraversa un territorio con molti vincoli ambientali e paesaggistici e quindi al Ministro Galletti si chiede di esplicitare se l’utilizzo di esplosivo debba essere sottoposto all’interno della procedura di VIA.

L’area è soggetta alla «Dichiarazione di notevole interesse pubblico del territorio delle Lame ad ovest e a sudest di Bari», in quanto riveste notevole interesse perché è caratterizzato dalla presenza di gravine e lame che, con diverse dimensioni e rivestono particolare interesse sotto il profilo paesistico e naturalistico per la presenza anche dell’habitat naturale e dell’ecosistema ancora sufficientemente integri. Inoltre l’intervento di adeguamento stradale e realizzazione dello svincolo con la strada provinciale 44 (svincolo 2) intercetta una strada a valenza paesaggistica ed inoltre alcuni adeguamenti della viabilità urbana interessano testimonianze della stratificazione insediativa, e precisamente la Chiesa Madonna di fuso e la Chiesa Madonna delle Grazie.  L’area interessata dalla realizzazione dello svincolo strada provinciale 44 interessa un’area a macchia ed inoltre l’area interessata dalla realizzazione dello svincolo strada provinciale 44 (svincolo 2) interessa l’area di rispetto del bosco ovvero della macchia.

A fronte di queste ed altre peculiarità territoriali il M5S chiede anche ai Ministri Delrio e Galletti se siano a conoscenza della vicenda e quali iniziative intendano promuovere al fine di garantire che la costruzione e l’adeguamento stradale avvengano con procedure che non rechino, anche teoricamente, danno all’area. In particolare si chiede al Ministro Delrio se vi sono rischi di perdere i finanziamenti per la costruzione dell’opera e in quali termini e tempi ed infine se ci sia la copertura economica di tutte le opere da realizzare e, in particolare, per la demolizione, a fine lavori, dei rilevati e viadotti attuali, come richiesto in conferenza di servizi.