Finalmente riparte il settore dei lavori pubblici grazie al Piano “Piccoli Cantieri”

Grazie al Piano “Piccoli cantieri” arrivano degli aiuti concreti a lavoratori e aziende nel settore dei lavori pubblici.
Sicuramente siamo consapevoli che tali risorse non sono sufficienti a colmare l’enorme carenza degli ultimi anni con i precedenti governi.

Tuttavia, qualcosa si è finalmente sbloccato e abbiamo dato respiro a queste attività legate all’edilizia, garantendo finalmente la realizzazione di alcuni interventi per Comuni e Province che tutelano i diritti dei cittadini come quelli per l’edilizia scolastica e per la manutenzione delle strade.
Nei prossimi anni, con altri provvedimenti normativi, ci impegneremo a stanziare ulteriori risorse.

I numeri dimostrano che, fino ad adesso, non si è trattato di mance: nel 2019 il valore complessivo delle gare per lavori e concessioni è aumentato del 39%, arrivando a sfiorare i 40 miliardi di euro.

Se ci si limita soltanto al comparto dei lavori, siamo passati da 18 a 28 miliardi, con una crescita del 50% sull’anno prima.

Il merito è dei provvedimenti come lo Sblocca Cantieri e di altri riguardanti la semplificazione, che hanno puntato a garantire un duplice risultato: quello di dare ossigeno a un settore in affanno, come quello dell’edilizia, e garantire dei diritti ai cittadini, come la sicurezza degli istituti scolastici, strade efficienti ed enti locali, come le Province, in grado di espletare con velocità ed efficienza le proprie funzioni.

Alcune riflessioni sul decreto sblocca cantieri

Le dichiarazioni di noti e stimabili professionisti, dell’ANAC e delle associazioni di categoria sul decreto sblocca cantieri inducono ad una serie di riflessioni. Intanto, va dato atto a ciascun intervento nel merito, di aver messo in luce aspetti positivi e criticità che certamente possono essere da stimolo nella discussione parlamentare del provvedimento durante le prossime settimane quando le camere affronteranno la conversione in legge del decreto.

In secondo luogo, è altrettanto evidente che il timore di possibili aspetti relativi alla corruzione e ad altri fenomeno distorsivi della concorrenza, non tiene in debita considerazione il nuovo impianto regolatorio che ha introdotto due aspetti assolutamente innovativi volti a limitare la corruzione: se per un verso, si punisce maggiormente corrotti e corruttori della PA, arrivando ad escludere ogni futura possibilità di collaborazione per chi sia riconosciuto colpevole di tali reati, dall’altro si vuole fornire ulteriori e più efficaci strumenti di indagine agli organi di polizia attraverso l’estensione della figura dell’agente sotto copertura, già previsto per altre fattispecie.

Grazie a queste novità, è stato possibile introdurre quei meccanismi di snellimento burocratico tanto attesi dagli operatori economici: tali semplificazioni porteranno inoltre l’ulteriore vantaggio di dare maggiori certezze con minori contenziosi, cioè alleggerire la giustizia amministrativa rendendo più celere la cantierizzazione delle opere.
L’intento di questo Governo è quello di semplificare realmente i procedimenti della PA e delle imprese di cui gli appalti sono parte consistente e fondamentale, riducendo molto gli adempimenti su carta ex ante, con la volontà di concentrarsi sul reale adempimento degli obblighi di legge e sulla correttezza delle procedure, con severe verifiche ex post come avviene in tanti altri Paesi. Siamo certi che gli effetti di questa rivoluzione daranno a brevissimo un impulso enorme all’economia e all’occupazione perché accelereranno i cantieri delle opere davvero utili per i cittadini.

A tale riguardo, per quanto riguarda le infrastrutture locali, occorre sottolineare che le semplificazioni introdotte produrranno grande slancio anche nella aggiudicazione e alla realizzazione del primo lotto della SS 275, che contrariamente alla narrazione di molti non è affatto bloccata: nel giro di pochi anni il Salento potrà avere un arteria sicura e scorrevole a 4 corsie fino a Tricase come da progetto unanimemente approvato.