Emiliano e De Vincenti su TAP e Acquedotto: ridicoli per giustificare il TAP.

Non c’è limite delle bugie di Emiliano per giustificare TAP. Dopo quelle sulla “decarbonizzazione” di Ilva e Cerano, smentite ripetutamente dalle aziende e dallo stesso Governo PD, ora lancia un’assurdità ancora più vergognosa: tratta l’acqua, un diritto umano universale, come una merce di scambio.

La finalità di quest’ultima colossale castroneria, rivela il doppio obiettivo di Emiliano: appoggiare TAP e favorire l’ingresso di privati nel capitale dell’Acquedotto Pugliese. Pensavamo non si potesse amministrare peggio di Vendola e Fitto, ma ci sbagliavamo: sull’Italia pendono ancora procedure d’infrazione per gli impianti di depurazione che certificano l’incapacità di gestire un bene comune fondamentale e preziosissimo.

Non abbiamo bisogno del gas di TAP tanto meno di acqua da altri Paesi. Inoltre è sconsiderato renderci dipendenti da nazioni straniere come l’Albania, l’Azerbaijan e la Turchia. Abbiamo avanzato proposte per risolvere i problemi con il servizio idrico e l’approvvigionamento energetico ma sono rimaste inascoltate e a farne le spese sono sempre gli italiani.

Porto di Taranto: inaugurazione al Polisettoriale

Il Governo continua a fare passerelle a Taranto, ma la situazione rimane bloccata! Anche nell’occasione dell’inaugurazione della pista logistica a dicembre del 2015 abbiamo sentito toni trionfalistici da parte del Governo eppure a quasi due anni di distanza è completamente inutilizzata.

Taranto sta già pagando il pesante fardello di una colonizzazione di grandi industrie inquinanti scollegate dal contesto territoriale, non si deve commettere lo stesso errore di 60 anni fa! Il porto deve essere al servizio della città e non il contrario!

Il futuro del porto e della città di Taranto non è diventare una propaggine della Cina e delle multinazionali, senza alcuna visione di rilancio delle eccellenze e delle aziende italiane.

Manca la discontinuità con il passato: gli ultimi provvedimenti del Governo PD, ad esempio l’istituzione delle ZES, rischiano di essere funzionali ad agevolare le industrie dannose come ENI, ILVA e il progetto Tempa Rossa. Se così non fosse, per quale motivo in commissione al Senato sono state bocciate le proposte del M5S che puntavano alla riconversione economica?

Se si fosse realizzata solo un’unica Autorità di Sistema Portuale si sarebbe ottenuto un giusto coordinamento tra i porti pugliesi e a beneficiare sarebbe stata tutta la Puglia. Tuttavia, il campanilismo e la brama di distribuire poltrone ha prodotto due autorità con il risultato di avere la competizione tra i porti invece di un loro maggiore coordinamento con politiche utili alla Puglia e al Paese.

Ministro De Vincenti a Taranto.

Il Governo continua a fare passerelle a Taranto, ma la situazione rimane disastrosa! Giocano con la memoria dei tarantini, prendendoli ogni volta in giro. Il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) comprende l’utilizzo di risorse vecchie, alcune addirittura del 2000, e il Governo continua a far intendere che sono risorse nuove. Il Governo attuale,  come quelli passati, continua a fare passerelle senza alcun risultato concreto per la città di Taranto.

Sui lavori previsti al porto di Taranto, dalla rilevazione dell’ANAC sullo stato di attuazione delle opere comprese nel Programma Infrastrutture Strategiche (PIS) al 31 dicembre 2016, si rileva uno stato di avanzamento dei lavori del 50%, la loro ultimazione è prevista per dicembre 2017. La piastra logistica di Taranto è stata inaugurata a dicembre 2015, ad oggi tuttavia non risulta operativa.

Il Porto di Taranto è l’esempio della pioggia di milioni, decantata per anni, che non ha portato nulla alla città. A dicembre 2016 i lavori previsti per il porto erano a metà ed è normale chiedersi se riusciranno a completarli in tempo. Inoltre, la piastra logistica, già inaugurata dal Ministro Delrio a Dicembre 2015, è completamente inutilizzata e ovviamente non ci sono evidenze della ripresa economica a Taranto tanto da dover mascherare ammortizzatori sociali nel decreto Mezzogiorno per gli operatori del porto con un altro carrozzone: l’agenzia portuale per la somministrazione di lavoro! Questi sono i desolanti risultati ed il Governo invece di rilanciare le solite promesse, farebbe bene a dimettersi!

Il PD racconta menzogne sul rilancio economico del Sud e di Taranto. Ieri come oggi, “i veleni” sono ancora presenti grazie a questi Governi: Ilva, Tempa Rossa, Cementir, discariche, inceneritori continuano ad inquinare il territorio e i diritti dei cittadini vengono ogni giorno calpestati. E’ evidente che il PD non abbia alcuna intenzione di attuare una riconversione economica dell’area. Le nostre proposte vengono puntualmente respinte: aree marine protette, favorire l’insediamento di aziende innovative per la produzione di energia rinnovabile, incentivare le piccole imprese, decontaminare il territorio, valorizzare la Storia, la Cultura e il Paesaggio, i veri “ori” di Taranto. E’ chiaro che per la rinascita di Taranto occorre che il M5S sia presto al Governo.