Cerano: Autorizzazione imminente.

La conferenza dei servizi sul rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale di Cerano si è conclusa con un esito positivo nonostante il parere negativo del Ministero della Salute. Ora il Ministero dell’Ambiente potrà rimettere la decisione finale al Consiglio dei Ministri.

Il PD vuole l’utilizzo del carbone per la produzione di energia. Mentre nel resto del mondo queste centrali vengono dismesse perché ritenute inquinanti, il Governo tiene in ostaggio gli italiani condannandoli all’uso di questa fonte fossile che non solo inquina e crea malattie nella popolazione ma anche ci rende dipendenti delle multinazionali e da Paesi esteri. I cittadini pagano 2 volte: aumentano le spese sanitarie e bisogna affrontare i costi per la bonifica dei territori inquinati perché, in Italia, non viene rispettato il principio <<chi inquina paga>> .

Nonostante la propaganda del PD sulla “decarbonizzazione”, la centrale a carbone di Cerano inquina <<a norma di legge>> danneggiando tutti i cittadini, inclusi i lavoratori.

Per il M5S la soluzione è stata già presentata: un programma energetico che prevede entro il 2020 l’azzeramento del consumo del carbone con la chiusura di tutte le centrali a carbone presenti nel territorio italiano. Bisogna “democratizzare” la produzione di energia eliminando l’oligopolio in cui pochissimi producono energia e permettendo ad ogni cittadino di poter produrre energia. Per attuare ciò bisogna investire sulle energie rinnovabili distribuite.  Questo genera anche un ulteriore vantaggio: l’occupazione. Per ogni miliardo investito in fonti fossili si creano fino a 600 posti di lavoro, la stessa cifra investita nel “solare diffuso” crea fino a 3.500 posti di lavoro, cioè sei volte in più. E’ necessario immediatamente cambiare politica energetica!”

Brindisi: EAGLE LNG, nuovo gasdotto dall’Albania.

Nel decreto direttoriale del 31 gennaio 2017 del Ministero dello Sviluppo Economico sull’aggiornamento della Rete Nazionale dei Gasdotti, tra i gasdotti che dall’estero porteranno il gas in Italia, c’è ancora EAGLE LNG che interconnetterà, tramite metanodotto di 110 km di lunghezza ricadenti in mare e 18 km in terraferma, un rigassificatore in Albania a Brindisi. Sull’argomento ho presentato un’interrogazione a Gentiloni e Calenda.

Il gasdotto è stato proposto dalla società «Burns S.r.l.» il 26 giugno 2012. Nel 2016 il Governo in una comunicazione alle Camere riguardante un carteggio con l’Europa si era dichiarato contrario a questo nuovo gasdotto che sbarcherà in Puglia, ma dall’aggiornamento al 2017 della rete nazionale dei gasdotti, EAGLE LNG risulta ancora presente.

Il PD continua con una politica energetica scellerata! EAGLE LNG è ancora vergognosamente presente nella lista dei gasdotti e arriverà in Puglia! Per il PD non bastano gli inutili gasdotti TAP e Poseidon: confermando per l’ennesima volta l’assenza totale di visione, favoriscono ancora le fonti fossili, aumentando la nostra dipendenza dall’estero!

I Governi italiani hanno previsto questo gasdotto sin dal 1 gennaio 2013, l’Unione Europea nel 2016 ha quindi incluso questo gasdotto tra quelli di interesse comune e a breve potrebbe inserirli in quelli definitivi da realizzare, esattamente come è avvenuto per TAP e Poseidon.

Il Governo PD è uguale al Governo Monti e Berlusconi, sono cambiati i volti ma la politica energetica è sempre la stessa da venti anni! Non solo per i gasdotti ma anche per gli impianti che ammazzano il nostro territorio come Cerano e gli inceneritori: ancora una volta è evidente che questi politicanti dal centro destra al centro sinistra sono divisi a parole ma uniti nel condannare i cittadini ad una politica energetica obsoleta!

Il piano energetico del M5S è l’unica alternativa virtuosa alle proposte di questi cialtroni! Si prevede entro il 2050 l’azzeramento totale dell’uso di fonti fossili garantendo una maggiore autonomia energetica all’Italia. Non ci stancheremo mai di lottare per  “democratizzare” la produzione di energia permettendo ad ogni cittadino di poter creare energia e scambiarla con gli altri. Cambiare politica energetica significa maggiore tutela della salute e dell’ambiente e soprattutto creare nuova occupazione: un cambiamento per l’Italia da attuare immediatamente!

Autorità di sistema portuale del mare adriatico Meridionale: Griffi, proposta inaccettabile!

La presidenza delle nuove Autorità di Sistema Portuale riveste un ruolo fondamentale per il territorio e per tutta l’economia nazionale.  Per questo tipo di nomine l’Autorità nazionale anticorruzione ha imposto la necessaria ed imprescindibile assenza di ogni ipotesi, anche solo potenziale, di conflitto di interessi.

Sulla proposta di nomina del Governo per la presidenza dell’Autorità di sistema portuale del mare adriatico Meridionale (Porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) del Professore Ugo Patroni Griffi votata oggi della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, con 30 presenti, 28 votanti, 17 favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti.

Dopo aver segnalato ovunque, l’inopportunità della nomina di Patroni Griffi, il Governo senza rispondere alle nostre obiezioni in 4 interrogazioni e senza consentire alcuna discussione né partecipazione, ha confermato la sua proposta inaccettabile in Commissione: il M5S è stato ovviamente contrario perché si tratta dell’ennesima nomina con il solito vecchio metodo spartitorio da Prima Repubblica, condito dalla deriva accentratrice del nomina diretta del Ministro, frutto della recente e aberrante riforma portuale.

Oltre alla questione di metodo, privo di trasparenza e forse figlio di logiche partitiche e familistiche, a fondare la nostra opposizione è anche il merito della nomina specifica, dato che al Professor Patroni Griffi potrebbero essere riconducibili notevoli interessi economici e commerciali privati con delle società che operano nell’area portuali di Bari e quindi è in potenziale conflitto di interesse con la carica che andrebbe a ricoprire.

Il Professor Patroni Griffi, infatti, risulterebbe in evidente conflitto di interessi, generalizzato e permanente, tra controllore e controllato, in quanto con i suoi provvedimenti in ambito di concessioni demaniali da Presidente interverrebbe in maniera decisiva sull’attività di due società: la prima, la CDS marine srl “cantiere nautico” che è concessionaria di area demaniale marittima nel porto di Bari di circa 5.000 mq facente capo al Sig. Nicola Signorile, legato da parentela con lo stesso Griffi, nonché socio e Amministratore delegato della società SAICAF Spa di Bari, della quale è socio anche Griffi; la seconda è Il Circolo della Vela di Bari, la cui presidente è la Sig.ra Simonetta Lorusso, zia del Professore Patroni Griffi, che è concessionario di un’area demaniale marittima di complessivi 3.039 mq nel Porto di Bari che, come da accordi con l’Autorità portuale, nella stagione crocieristica viene utilizzata per le operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri delle navi MSC Crociere. Pertanto, è evidente che, qualora il Professore Patroni Griffi dovesse esser nominato Presidente dell’Autorità portuale, a causa dei legami familiari e delle quote che detiene nelle società citate, risulterebbe in palese conflitto di interessi nella gestione, nella vigilanza e nel rinnovo delle concessioni demaniali, di cui si occuperebbe perché direttamente ricadenti nel porto di Bari, rendendo impossibile la garanzia di imparzialità dell’azione amministrativa.

La nomina del candidato proposto dal Governo risulta ancor più irricevibile in quanto il Professor Patroni Griffi risulta esser attualmente imputato in un processo penale con l’accusa di truffa e falso ideologico. Se non bastasse tutto questo per bollare come irricevibile la proposta di nomina del Governo si aggiunge anche un problema di (in)competenza visto che, secondo la legge, si impone una “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale” che per il Professor Patroni Griffi viene “certificata” dal Ministro Delrio! Questo svelerebbe anche che all’interno del PD, tutte le faide sono finti scontri, volti solo all’accaparramento delle poltrone per i propri amici e al mantenimento del potere!

E’ inaccettabile procedere a nomine in ruoli chiave delle Istituzioni secondo queste logiche intrise di conflitti di interessi e lontane dalla irrinunciabile meritocrazia e dalla indispensabile specchiata moralità. Abbiamo chiesto senza esito la pubblicazione degli oltre 200 curricula giunti per le presidenze delle nuove 15 Autorità di Sistema italiane  sul sito istituzionale del Ministero dei Trasporti perché siamo certi che, nel nostro Paese, esistano candidati capaci, competenti, esperti e idonei a ricoprire quel ruolo senza possibili conflitti di interesse. Ovviamente il Governo ha preferito non rispondere!

Programma nazionale di ricerca: inaccettabili ritardi per le liquidazioni ai beneficiari!

Abbiamo denunciato alla Ministra Fedeli i gravi ritardi nella liquidazione dei progetti di ricerca finanziati dal PON ricerca e competitività 2007-2013 che stanno creando una situazione di estremo disagio finanziario agli organi di ricerca che ne dovrebbero beneficiare.

I ritardi sarebbero giustificati sia dalle indagini giudiziarie in corso sulla regolarità dei procedimenti amministrativi precedenti al 2015 sia dall’espletamento delle procedure previste per il riconoscimento degli organismi stessi. Come successo in alcuni casi, c’è il rischio concreto che i provvedimenti utili arrivino molti mesi dopo il fallimento e la chiusura delle aziende di ricerca.

Il portale “Open Coesione” conferma che al 31 agosto 2016 il totale dei pagamenti (1.176.485.552,57 euro) risulta essere meno della metà del totale dell’importo impegnato (2.832.786.959,74 euro).

E’ inaccettabile che il Governo a parole dichiari di sostenere la ricerca creando un ponte diretto con il mondo delle imprese ma nei fatti non sia capace di garantire quello a cui hanno diritto gli enti di ricerca che non godono di alcun sostegno pubblico e trasparente. 

Anche il Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali, (CETMA di Brindisi), oggi versa in una situazione di estremo disagio finanziario proprio a causa di questi ritardi: è stato costretto a rinviare dei pagamenti di fornitori e degli stipendi dei propri dipendenti, mettendo in grave difficoltà tante famiglie. E altri enti di ricerca beneficiari sono sull’orlo del fallimento o già in liquidazione.

Questi enti sono importanti realtà imprenditoriali e di ricerca, preziosi per il nostro territorio perché coinvolgono in tanti progetti innovativi un elevato numero di piccole e medie imprese! Inoltre questa grave situazione è rischiosa anche per la finanza pubblica nazionale dato che c’è la possibilità che l’Unione europea si riprenda le risorse non utilizzate! Per questo motivo con un’interrogazione ho chiesto risposte concrete ed immediate del Governo per garantire a questi enti di ricerca quanto dovuto velocizzando i tempi per completare le procedure necessarie.

Cerano: presenza di amianto.

La tutela della salute prima di tutto! I lavoratori non possono e non devono lavorare in impianti in cui è presente l’amianto. Dal 1992 è vietato in Italia l’utilizzo dell’amianto ma ancora oggi ci sono un numero indefinito di siti in cui è ancora presente.

E’ necessario verificare la presenza di amianto all’interno di Cerano e nel caso fosse accertata la presenza, bisogna impedire ai lavoratori di venirne a contatto. Inoltre in questo caso è necessario anche valutare per quanto tempo gli operai sono stati a contatto con l’amianto e di conseguenza valutare i benefici pensionistici in favore dei lavoratori esposti a tale sostanza pericolosissima.

Cerano come l’Ilva, rappresenta un vecchio modello ottocentesco di produzione, un modello che deve essere al più presto superato. Nella Puglia del sole e delle energie rinnovabili, avere ancora oggi la più imponente centrale elettrica a carbone dell’Italia è un paradosso oltre che un delitto contro l’ambiente e la salute di cittadini e lavoratori. Non solo possiamo quindi avere meno costi sanitari ma possiamo anche generare importanti possibilità di nuova occupazione! Così come a Taranto anche a Brindisi il M5S vuole attuare una riconversione economica che oggi non è solo una necessità urgente, ma anche indifferibile! Quando saremo al Governo questa non sarà una priorità ma la realtà!

BUS FSE: Disservizi a Brindisi.

Bisogna garantire agli studenti il diritto allo studio e alla mobilità! Se la giunta regionale pugliese guidata da Emiliano non è in grado di garantire questi diritti, si dimettessero in blocco! Sono mesi che i problemi sui autobus di FSE nel brindisino continuano a manifestarsi. Gli studenti sono costretti a viaggiare in mezzi vecchi, malconci, con infiltrazioni di acqua e soprattutto sovraffollati.

Una vergogna, non è possibile viaggiare in questo modo! A causa dei ritardi e delle corse strapiene si costringe i genitori a tardare sul posto di lavoro perché devono accompagnare i propri figli a scuola e allo stesso tempo gli studenti sono costretti ad arrivare in ritardo in classe. Un Paese civile deve garantire ad ogni studente di poter partecipare a tutte le ore di lezione.

Purtroppo i Governi del PD, regionali e nazionali, continuano a disincentivare il servizio  con lo scopo di privatizzarlo e affidarlo agli amici degli amici. Il M5S ha da sempre proposto di incentivare il trasporto pubblico locale prima di ogni altra modalità di trasporto  perché devono essere garantiti la sostenibilità del trasporto e  soprattutto il diritto alla mobilità a tutti i cittadini: è giusto che i cittadini abbiano servizi​ ​efficienti​ ​per​ ​cui​ ​già​ ​pagano​ ​le​ ​tasse.

Manutenzioni Anas: assente la Taranto – Brindisi

ss7Mentre Anas bandisce appalti per quasi 5 milioni di euro riguardanti le strade pugliesi, rimane ancora inalterata la situazione sulla Strada Statale 7 tra Brindisi e Taranto. La viabilità sulla strada statale 7 è a rischio: non è possibile che una strada importante che collega Taranto a Brindisi rimanga in questo stato di dissesto! Per questo il mese scorso ho presentato una interrogazione ma, come in molte altre occasioni, il ministro Delrio non ha ancora risposto.

Speriamo che presto Anas stanzi risorse adeguate anche per la SS. 7. Una strada importante, abbandonata all’incuria assoluta e che rappresenta un rischio concreto per le chi la percorre. Tra i bandi di gara emessi dall’Anas ci sono la manutenzione straordinaria delle strade SS 101 “Salentina di Gallipoli” SS 274  “Salentina Meridionale” e SS. 275 “di Santa Maria di Leuca” e il rifacimento della segnaletica orizzontale in diverse strade della Puglia.
incidente-statale-7-taranto-rallentamenti-364x245La messa in sicurezza immediata di queste direttrici statali è fondamentale e questo toglierà anche un argomento, la mancanza di sicurezza stradale, ai fautori dello scempio bocciato recentemente dall’Anac che imponeva 4 corsie fino a Leuca su un nuovo tracciato per la ss275! In questa ottica speriamo che gli interventi previsti contemplino anche la sostituzione dell’incrocio semaforico a Surano con una rotatoria che migliori la viabilità e aumenti la sicurezza.
Ovviamente questi interventi sono il minimo sindacale e ci aspettiamo dal Governo interventi importanti per incentivare gli spostamenti su ferrovia! I cittadini italiani, e pugliesi in particolare hanno diritto non solo ad una viabilità sicura ma ad una mobilità pubblica, alternativa all’auto privata, e sostenibile!

Inquinamento nell’area jonico salentina: Governo irresponsabile!

photo_2016-11-25_18-39-42Governo irresponsabile! Non occorre l’ennesimo studio per comprendere la situazione allarmante che affligge le Province di Taranto, Brindisi e Lecce. Nell’area jonica salentina conosciamo sulla nostra pelle e su quella dei nostri familiari, come l’avvelenamento dell’aria stia peggiorando lo stile di vita. Lo sa bene anche il Governo che nonostante ciò continua a promuovere iniziative che incrementano le emissioni nocive e bocciano quelle virtuose che migliorerebbero la qualità dell’aria.

Questo Governo di colpevoli ha appena respinto le proposte che ho presentato alla legge di Bilancio che avrebbero migliorato significativamente la qualità dell’aria: detrazioni delle spese per il trasporto pubblico, l’aumento del fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, risorse per la mobilità ciclabile, fondi per l’eliminazione dei passaggi a livello, sviluppo del verde urbano. Tutti interventi che avrebbero una ricaduta concreta e immediata sulle emissioni inquinanti dovute al settore dei trasporti puntualmente ignorati dal Partito Democratico.

photo_2016-11-25_18-39-33Infine, in Puglia non abbiamo bisogno della «carità» e della compassione di Roma per i nostri malati e per i disastri che i partiti hanno compiuto finora, bensì di cambiare modello di sviluppo chiudendo le fonti inquinanti come la centrale Enel di Cerano e l’Ilva a Taranto. L’ennesima dimostrazione che fino a quando non ci sarà il M5S al Governo, i diritti e gli interessi dei cittadini verranno sempre calpestati!

Edipower : Ministro evasivo, subito le bonifiche!

edipower-santandrea-300x190Il 22/12/2014, abbiamo presentato interrogazione a risposta scritta, n. 4/07385, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al Ministero dello Sviluppo economico, per conoscere, la situazione della Centrale Termoelettrica A2A spa (ex Edipower) ed in particolare, abbiamo chiesto:

  1. se il Governo intendesse dare parere negativo nella procedura di valutazione di impatto ambientale, in merito alla richiesta presentata il 4 ottobre 2013 da parte di Edipower, per un progetto che prevede lo spegnimento e la messa in conservazione del gruppo 3 e la realizzazione di interventi sul gruppo 4 rendendo possibile la combustione contemporanea di carbone e CSS combustibile;
  2. photo_2016-11-15_13-23-02se fossero state rispettate le prescrizioni impartite dal decreto AIA del 7 agosto 2012, per la centrale termoelettrica;
  3. se il Governo intendesse verificare lo stato degli impianti dismessi, la loro messa in sicurezza e disporre l’avvio, realmente «separato», delle procedure autorizzative dei lavori di smantellamento, anche in considerazione degli impegni assunti da Edipower all’atto della stipula dell’accordo di programma finalizzato alla bonifica del sito dimesso, nell’ambito del SIN di Brindisi i cui proventi sono già stati incassati dallo stesso Ministero;
  4. quale sia lo stato di avanzamento della caratterizzazione, della messa in sicurezza e della bonifica nel SIN di Brindisi e quali iniziative intenda adottare il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per attuare il prima possibile le bonifiche.

edipowerA seguito di sollecito avvenuto il 06/05/2015, praticamente quasi dopo due anni,  finalmente abbiamo ricevuto risposta! Purtroppo piena di banalità e scarna di risposte concrete! In merito al punto 1), il Ministro arriva tardi! Ci comunica che, preso atto dei pareri negativi espressi dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dal Comune di Brindisi e del dissenso espresso dal Ministero della Salute, ha deliberato di non approvare il progetto. Peccato che nel frattempo avessimo già appreso la notizia dagli organi di stampa. Per quanto riguarda il punto 2) ci comunica che il gestore (A2A – ex Edipower) non ha proceduto all’adeguamento degli impianti, comunicando, peraltro, annualmente, che la centrale è posta in stato di conservazione temporanea senza produzione di energia elettrica. Anche questa risposta, non ci aggiunge nulla di nuovo rispetto a quanto già è sotto gli occhi di tutti.

Le vere criticità a nostro avviso molto gravi, anche per il tempo che il Ministro si è preso per rispondere ad una delle tante emergenze che attanagliano la città di Brindisi, riguardano gli altri punti della nostra interrogazione non approfonditi nella risposta del Governo!

In effetti, il Ministro tralascia completamente di farci conoscere la posizione del Governo in merito alla convenzione del 1996 integralmente recepita nel decreto (del Presidente della Repubblica nell’Aprile) del 1998 che approvava il piano di risanamento dell’area a rischio di crisi ambientale, prescriveva la chiusura del primo e secondo gruppo alla fine del 2000, l’alimentazione a metano dei gruppi 3 e 4 dalla stessa data e fino alla chiusura dell’intero impianto alla fine del 2004.

download-3Per quanto riguarda il punto 4) il Ministro conferma i risultati della caratterizzazione che hanno evidenziato, nel suolo, superamenti delle concentrazioni di soglia di contaminazione per sostanze tossiche e velenose come Arsenico e Vanadio. Per le acque di falda sono stati riscontrati superamenti oltre i limiti per Fluoruri, Nitriti, Solfati, Arsenico, Boro, Alluminio, Ferro, Manganese, Cloroformio, Tetracloroetilene.

Nell’atto transattivo sottoscritto il 20 dicembre 2010 dalla Società Edipower e nel Decreto n. 123 del 9 aprile 2015 è previsto il progetto unitario di bonifica dei suoli e della falda.

E’ assurdo che nonostante gli atti sottoscritti prevedano la bonifica unitaria dei suoli e della falda, l’Azienda abbia fatto richiesta di rinuncia alla realizzazione della bonifica della falda. Ancor più assurdo è che oggi, dopo il diniego da parte del Ministero, siamo ancora in attesa di una pronuncia del TAR, a cui ha fatto ricorso l’Azienda, e la cui udienza non è stata ancora fissata!

gallo_special_3Quale serietà dimostra in termini di politiche ambientali e industriali questo Governo se, a quasi due anni dalla nostra interrogazione, non è in grado di fornire risposte e tempi certi sul destino di questo impianto e del sito dove è collocato? Una porzione di territorio di 40 ettari che dovrebbe finalmente essere restituito alla comunità di Brindisi per essere avviato ad una diversa destinazione d’uso, divenendo magari, apripista per una successiva definitiva dismissione, con relativa bonifica dei siti, di tutti quei tanti impianti nella nostra Regione che non sono e non devono più essere l’unica alternativa socioeconomica per i cittadini dei territori circostanti. E’ evidente che questa idea di sviluppo e di crescita non è più perseguibile a maggior ragione dove il territorio ha già pagato tanto, in termini di crisi sanitarie ed ambientali, e poco o nulla ha avuto in cambio, basti vedere lo stato di grave crisi economica ed occupazionale in cui versa da anni Brindisi. Ed è altrettanto evidente che il PD e gli altri partiti, a livello locale, regionale e nazionale, non sono credibili nel fornire risposte alle legittime preoccupazioni dei cittadini né tantomeno capaci di proporre, oltre gli slogan, soluzioni reali e una visione economica condivisa che sia veramente sostenibile!

SS 7 Taranto-Brindisi: dissesto stradale.

latiano-centroLa strada statale 7 – Appia – collega, tra gli altri, i due capoluoghi pugliesi di Taranto e Brindisi con un tracciato lungo circa 70 chilometri lambendo i comuni di Grottaglie, Villa Castelli, Francavilla Fontana, Oria, Latiano e Mesagne, per terminare all’interconnessione con la strada statale 16 Adriatica a Brindisi. La corsia di destra, più di quella di sorpasso, per ogni carreggiata mostra evidenti segni di deterioramento. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Delrio.

Una strada statale che somiglia ad un percorso di rally! Tracciato stradale disseminato di buche e con il manto in condizioni critiche per diversi chilometri. Una strada importante che collega Taranto a Brindisi e il versante jonico a quello adriatico tenuta nell’incuria più totale, un rischio per le chi la percorre.

ss7-3Questo governo continua a spendere miliardi per nuove strade inutili mentre dimentica quelle esistenti che sono molto più importanti perché già utilizzate da milioni di cittadini. Delrio intervenga immediatamente e ci spieghi il perchè la strada statale 7 tra Taranto e Brindisi presenta questi dissesti e perché l’ANAS non sia già intervenuta per risolverli. La messa in sicurezza è urgente!

Delrio non può continuare a dormire mentre gira l’Italia in convegni e non accorgersi che le nostre strade di competenza statale sono impraticabili. E’ una grave mancanza da parte di questo Governo che il M5S vuole mettere in risalto al fine di garantire una sicura viabilità ai cittadini. Si intervenga adesso prima che diventi troppo tardi!