Con Ministra Pisano al lavoro per digitalizzazione etica, inclusiva e sostenibile

Finalmente un Governo che ha le idee chiare per digitalizzare la società, guardando non solo ai servizi resi dalla pubblica amministrazione, ma a quelli di una Smart Nation dove anche cittadini e imprese siano protagonisti di questo cambiamento epocale.

Siamo orgogliosi che la Ministra Pisano abbia illustrato al Parlamento questa strategia costituita da un piano concreto basato su 3 pilastri e declinato in decine di azioni puntuali per rendere entro il 2025 il nostro Paese una Repubblica digitale.

È evidente che abbiamo bisogno di strumenti affinché in Italia venga riconosciuto e promosso il diritto ad innovare e siano garantiti senza discriminazioni gli investimenti per la realizzazione e la diffusione capillare della infrastruttura basata su fibra ottica e sul 5G, dando impulso agli SmartContract e alle applicazioni della Blockchain e a quelle dell’intelligenza artificiale.

Tuttavia quello che colpisce maggiormente di questa ambiziosa strategia, che punta a colmare in soli 5 anni il gap con gli altri Paesi Europei, è l’approccio trasparente grazie alla consultazione pubblica sulla piattaforma ParteciPA e di voler usare questo metodo per raggiungere l’encomiabile obiettivo di diffondere le tecnologie più avanzate per uno sviluppo che deve essere inclusivo, etico e sostenibile del nostro Paese.

Come ha ben specificato anche la ministra per l’Innovazione Paola Pisano, questi risultati si possono raggiungere soltanto con un grande lavoro di coordinamento per dare all’Italia una governance coesa e univoca tra Agid e il Dipartimento di Innovazione, volta sia a ridurre il digital divide e sia, soprattutto, ad armonizzare le politiche dei diversi Ministeri in tema di innovazione.

Lavoreremo accanto alla Ministra perché siamo certi che tale profusione di energie sia il giusto investimento che i cittadini aspettavano da tempo: gli italiani meritano le migliori opportunità che le tecnologie e l’innovazione possono offrire.

Intervento in Commissione Trasporti sulle linee programmatiche del Ministro dello Sviluppo economico, Patuanelli

Ieri presso la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati, il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha presentato le linee programmatiche in materia di telecomunicazioni per i prossimi anni del suo mandato.

Ho apprezzato particolarmente la sua relazione perché il Ministro ha sottolineato che gli interventi impostati nel corso degli ultimi anni proseguiranno con ulteriore slancio: dal Piano Banda Ultra larga al SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture), dalle Tecnologie 5G, alla Strategia Nazionale in materia di tecnologie basate su registri condivisi, Blockchain, ed alle misure per promuovere la ricerca e le applicazioni sull’Intelligenza Artificiale.
Ho evidenziato che questi risultati sono frutto anche dell’importante lavoro del Parlamento e di un cambiamento di approccio fondamentale per affrontare queste sfide con il contributo di tutti i soggetti interessati in maniera più trasparente.

L’Italia ha investito e sta investendo molto nell’innovazione e nella diffusione delle più moderne tecnologie. L’istituzione del Ministero dell’Innovazione rappresenta un’importante novità per il nostro Paese poiché consente di sostenere in maniera più coordinata la rivoluzione tecnologica in atto: una rivoluzione epocale che aiuterà lo Stato a dare con più efficienza le giuste risposte alle esigenze quotidiane di milioni di cittadini italiani.

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Si a Infrastrutture utili al Paese

Dopo gli scandali degli ultimi anni sulle grandi opere, Mose ed Expo per citare quelli più noti, le tragedie di Rigopiano, i terremoti di Ischia, L’Aquila, centro Italia, Emilia, il crollo del ponte a Genova, le alluvioni in Liguria, Puglia, Sicilia e Calabria è indispensabile una riflessione sull’impiego prioritario delle risorse in interventi di manutenzione del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico che sono anche quelli ad alta intensità di occupazione.

ANCE ricorderà che il vecchio codice degli appalti è stato definito dall’autorità anticorruzione uno strumento “criminogeno”, e nonostante le recenti modifiche, ribadisco che anche una sua necessaria ulteriore revisione è nell’agenda del governo.
Inoltre si dovrebbe avere un poco di memoria nel riconoscere le responsabilità delle aziende del settore nelle lungaggini, atteso che all’aggiudicazione delle gare sono le aziende associate che sempre presentano ricorso, generando contenziosi spesso inutili.

Quindi trovo davvero singolare che si continui con il solito ritornello che è tutto bloccato e che le richieste del M5S e dei cittadini di chiarimenti sull’utilità e sull’impatto di alcune opere abbiano intento dilatorio nello sviluppo del Paese.
A testimonianza di questo, faccio notare che il raddoppio della linea adriatica tra Termoli e Lesina è in fase di gara, lo stesso dicasi per il primo lotto della ss 275 tra Maglie e Otranto, ugualmente accadrà a breve per i tracciati delle Ferrovie del Sud Est che verranno modernizzati ed elettrificati, a cominciare dalle prossime settimane e per i prossimi anni. Sui porti di Brindisi e Bari sono previsti investimenti importanti nel contratto di programma tra MIT e RFI, appena approvato dal Parlamento, che prevede 13 miliardi di euro aggiuntivi. Sugli impianti di depurazione e quelli di smaltimento dei rifiuti le responsabilità sono della Regione che impone dall’alto senza concertazione impianti sovradimensionati, in una situazione di comodo per gestori di discariche e di inceneritori.
Per anni i partiti hanno illuso l’opinione pubblica con il mito dell’alta velocità, facendo immaginare treni oltre 250 km/h, mitizzando l’indispensabile velocizzazione delle linee, adriatica e Napoli/Bari, mentre tacevano degli sperperi sui trasporti regionali e si continua a parlare di “Metropolitana di superficie” nel Salento nascondendo che non ci saranno più di due treni ogni ora senza un raddoppio dei binari che va pianificato da ora per i prossimi decenni.

Questo evidenzia, oltre alla sistematica mistificazione della realtà, che la politica finora non ha avuto una visione strategica per il futuro che non passi esclusivamente da luoghi comuni: credere che la ricchezza arriverà costruendo solo autostrade e centri commerciali, quando le zone industriali non hanno la fibra ottica e siamo ancora penultimi in Europa sia nella diffusione di servizi digitali sia nella copertura di Internet ad alta velocità è miopia gravissima. E’ vero che parte della competitività del nostro Paese si fonda sui flussi di merci intercettati lungo “la via della Seta”, ma non ci sarà alcuna svolta se dietro le ZES c’è una guerra continua di campanili invece di uno scenario di obiettivi comuni e se i consorzi industriali continuano ad essere in buona parte carrozzoni inefficienti.

Per questo stiamo accelerando il programma di banda ultralarga e l’attenzione del governo sulle innovazioni come Intelligenza Artificiale, 5G, IoT, Blockchain, Industria 4.0, è massima: questi sono i settori che nei prossimi decenni genereranno ricchezza e posti di lavoro e determineranno se il nostro Paese sarà leader del mercato globale.

ICT: M5S, finalmente puntiamo su Blockchain, anche per tutela made in Italy.

Grazie al vicepresidente Di Maio e al nostro governo l’Italia aderirà alla Partnership europea sulla blockchain: eravamo tra i pochi Paesi a non averlo fatto, rischiando di perdere l’opportunità di accedere ai finanziamenti che l’Unione europea destina allo sviluppo di questa tecnologia. Ora invece invertiamo la rotta e puntiamo su questa sorta di “notaio informatico” che registra in chiaro tutte le transazioni anche per applicazioni a tutela del made in Italy e della nostra filiera produttiva, come ha ribadito ieri al question time alla Camera il sottosegretario al Mise Andrea Cioffi.

Ora le nostre aziende potranno puntare con più decisione sulle sue potenzialità: potranno contare su un esecutivo che riconosce le opportunità legate alla diffusione della blockchain ed è al lavoro per mettere a punto una Strategia nazionale con il contributo di università, centri di ricerca, aziende e istituzioni

Il Movimento 5 Stelle ha sempre creduto nella possibilità di ricorrere a questa tecnologia, finora usata soprattutto per le criptovalute come il bitcoin, per democratizzare alcuni mercati e dunque a vantaggio dei cittadini. Un esempio è la nostra proposta, di cui Bruxelles ha già finanziato uno studio di fattibilità, di sperimentare la blockchain negli scambi di energia tra singoli consumatori-produttori, i cosiddetti prosumer, eliminando i costi connessi all’intermediazione degli operatori elettrici.

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