Referendum: “#IoDicoNo Pedala e Difendila” a Lecce.

3Una staffetta portando la Costituzione in tutta la Puglia. Arriva a Lecce  il tour pugliese “#IoDicoNo – Pedala e difendila”. Portavoce ed attivisti del M5S gireranno la Regione in bici per 22 giorni fino al 2 dicembre. 44 tappe per spiegare ai cittadini le ragioni del NO al referendum del 4 dicembre. giovedì 17 dicembre il Tour toccherà i Comuni di Brindisi, Trepuzzi per giungere nel pomeriggio a Lecce. 

Questa riforma voluta dal duo Renzi-Verdini non servirà a ridurre i costi della politica! Se il PD  volesse realmente  ridurre i costi delle politica avrebbero potuto fare come noi senza approvare una legge. Nonostante questo gli abbiamo proposto una legge per dimezzare le indennità e restituire le spese non rendicontate ma ovviamente la casta l’ha bocciata.

2L’altra bufala è che con la riforma le leggi sono più veloci. Quando i partiti devono fare i propri affari e contro i cittadini  hanno approvato una legge in pochi giorni, gli esempi si sprecano: la riforma Fornero che ha sbattuto per strada oltre 300 mila persone senz apens, il “Jobs act” che ha reso il lavoro precario, il “lodo Alfano”, riconosciuto incostituzionale, per l’immunità alle quattro cariche più alte dello Stato, la “Buona Scuola” che ha distrutto la scuola italiana, la legge Boccadutri con cui i partiti si sono spartiti questo agosto ben 45 milioni di euro dei cittadini!

1Per dare ai pugliesi la possibilità di informarsi, stiamo portando in giro per la Puglia la Costituzione con il tour in bicicletta “Pedala e difendila”. Sarò insieme al collega Giuseppe D’Ambrosio e al consigliere comunale Massimo Scarpa e vi aspettiamo alle 13:00 a Trepuzzi e alle 21:00 in piazza  Mazzini a Lecce.

Legge mobilità ciclabile: importanti miglioramenti grazie al M5S!

copertina-e1352549155292Oggi è arrivata in Aula alla Camera la proposta di legge che può contribuire ad una svolta sostenibile della mobilità italiana, basata sulla valorizzazione dell’uso della bicicletta. Su questo argomento sin da inizio legislatura, come da programma M5S, ho sempre fatto proposte nell’interesse dei cittadini della salute e dell’ambiente. Oggi il testo in discussione contiene contributi importanti del M5S:
– valorizzare i percorsi importanti da un punto di vista paesaggistico, culturale, storico e architettonico;
– attribuire alla futura Direzione Generale per la Mobilità Ciclistica presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti anche le funzioni di individuare e promuovere interventi utili per l’uso della bicicletta, anche attraverso attività di formazione, integrandolo con la rete stradale e gli altri servizi di trasporto
– garantire ai cittadini una maggiore trasparenza pubblicando sul sito del ministero dei Trasporti i dati sullo stato di attuazione della legge contenuti nella relazione annuale al Parlamento
– inserire, insieme con la sicurezza stradale, la promozione della mobilità sostenibile tra i principi generali e gli obiettivi del codice della strada.

grab_appia_biciclettaOvviamente non ci accontentiamo e vorremmo che la mobilità sostenibile sia davvero una priorità per il Governo, tuttavia il Ministro Delrio rilancia il fantomatico e insostenibile Ponte sullo Stretto.
Le risorse economiche devono essere dirottate dalle grandi opere, inutili e dannose per il territorio e l’economia nazionale, alla mobilità sostenibile. Cambiare marcia in Italia si può solo se le leggi sono fatte per l’interesse dei cittadini e non per quello delle lobby che pagano le campagne elettorali dei partiti!

Mobilità ciclabile: il Governo metta tutte le risorse necessarie!

downloadDopo una lunga attesa e la nostra interrogazione è stato pubblicato il bando di finanziamento per la mobilità sostenibile. 

Dopo aver sbandierato l’approvazione del c.d. Collegato Ambiente che prevede misure per la tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, ci aspettiamo un impegno serio dal Governo!

E’ prevista la realizzazione di un Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 35 milioni di euro di competenza del Ministero dell’Ambiente per la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro con servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e anche di ‘bike to work’, ‘bicibus’. Per questo a luglio il Ministro Galletti aveva firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti.ambiente

Il bando pubblicato è ovviamente solo un timido passo, una misura del tutto insufficiente: l’azione del PD e del Governo, in particolare del Ministro Delrio e del Ministro Galletti, resta assolutamente inadeguata, ben al di sotto delle aspettative dei cittadini e degli enti locali su questo tema, e ovviamente rivela che sul tema finora si sono fatti solo slogan come dimostra chiaramente anche il recente rinvio in commissione della Legge sulla mobilità ciclabile!

Ora chiedo al Governo di mettere in Legge di Bilancio maggiori risorse economiche perché è evidente che 35 milioni sono una foglia di fico, utile solo a pulire la coscienza a chi continua a favorire petrolieri, concessionari autostradali, il trasporto motorizzato privato, grandi opere inutili e la lobby del cemento!

Il tempo delle promesse è finito: il Ministro Delrio confermi pubblicamente, con atti formali, che la mobilità dolce è davvero una priorità per questo Governo: stanzi immediatamente risorse adeguate, provvedendo anche a garantire un concreto sviluppo della mobilità sostenibile anche per gli enti comunali al di sopra dei 50.000 abitanti!

Mobilità sostenibile: ancora nessun bando di finanziamento.

ambienteAncora promesse tradite dal Governo! Perchè dopo aver sbandierato l’approvazione del c.d. Collegato Ambiente che prevede misure per la tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, è seguito un sostanziale nulla di fatto!

Era prevista la realizzazione di un Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 35 milioni di euro di competenza del Ministero dell’ambiente per la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro con servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e anche di ‘bike to work’, ‘bicibus’, per questo a luglio il Ministro Galletti aveva firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti”.

Ma ad oggi non c’è stata alcuna pubblicazione del bando nè alcun finanziamento. Anzi, mentre si susseguono numerose le iniziative, come la recente Settimana europea della mobilità…in bicicletta, grazie all’impegno di associazioni come la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB), l’azione del Governo e del Ministro Galletti è totalmente assente. biciclette

Ora chiediamo che il Ministro ci dica quando intenda provvedere alla pubblicazione del bando di finanziamento promesso perchè ormai la richiesta della popolazione è pressante ma inascoltata e numerosi sono gli Enti impegnati in politiche per la mobilità sostenibile che da tempo attendono un sostegno possibile anche grazie alla concreta attuazione di quanto previsto nel Collegato Ambiente.

Piste ciclabili: obbligatorie per legge!

pista-ciclabile_01La legge del 19 ottobre 1998, n. 366 , “Norme per il finanziamento della mobilità  ciclistica” oltre ad aver previsto l’istituzione di un fondo statale presso il Ministero dei Trasporti per finanziare la realizzazione una serie di interventi finalizzati allo sviluppo e alla sicurezza del trasporto ciclistico urbano e turistico – fondo non più rifinanziato dal 2002 – ha apportato modifiche al Codice della Strada, introducendo l’obbligo a carico degli enti proprietari delle strade di realizzare piste e percorsi ciclabili adiacenti in occasione della costruzione di nuove strade e della manutenzione straordinaria di strade esistenti, purché siano realizzate in conformità  ai programmi pluriennali degli enti locali, fatti salvi i casi comprovati di problemi di sicurezza. Tuttavia in Italia stentano ancora a realizzarsi in maniera concreta le piste ciclabili. Per questo ho appena depositato una interrogazione parlamentare  al ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

milano_1Dove sono le piste ciclabili? La legge stabilisce che per le nuove strade e per la manutenzione delle esistenti devono essere previste piste ciclabili che possono svilupparsi anche con un tracciato in parte disgiunto da quello della viabilità  stradale.

Purtroppo come tutti possono constatare, troppo spesso si presentano nuove strade o ristrutturazioni delle esistenti che non comprendono le nuove piste ciclabili. La causa principale è sicuramente da addebitare agli enti locali che devono inserire nei programmi pluriennali la volontà  di realizzare piste ciclabili per migliorare la mobilità dei cittadini e contestualmente salvaguardare la salute, la vivibilità  delle nostre città  rendendole a misura di uomo e non di auto.

pista-ciclabilePer questo chiedo a Delrio se abbia mai attivato iniziative di vigilanza e controllo, anche per sottopassi, sovrappassi e rotatorie, e quali provvedimenti siano stati presi per i soggetti inadempienti perché i progetti di opere pubbliche approvati e realizzati senza le piste ciclabili sono in violazione della legge!

Constatiamo che la mobilità  sostenibile è ancora considerata da moltissimi enti locali e dal governo nazionale come una spesa superflua o addirittura fastidiosa. Basti vedere l’inerzia che molti Comuni stanno avendo nei confronti della “settimana europea della mobilità  sostenibile 2016”, che quest anno coniuga la mobilità  sostenibile all’economia, e che vede pochissime iniziative dei Comuni. rotatoria-cadelloPeccato che l’incapacità  e l’ignoranza di Sindaci e Assessori non permetta ai cittadini una qualità  della vita migliore, e contestualmente impedisca un ritorno economico per gli esercenti locali e un risparmio per le casse pubbliche, come dimostrato da diversi studi. La realtà ci dimostra che abbiamo bisogno di una nuova classe di amministratori che punti alla mobilità  sostenibile come politica imprescindibile: per noi del M5S è una delle Stelle, nei programmi e nell’attività  politica!

Firmato il protocollo per la Ciclovia dell’Acquedotto

ciclovia-dellacqua-1024x680Vi ricordate il mio emendamento approvato in Legge di Stabilità 2016 e che finanziata la Ciclovia dell’Acquedotto?

L’emendamento approvato ha l’obiettivo di realizzare una politica più concreta per una mobilità sostenibile, interconnessa e più sicura, che stanziava risorse per le ciclovie italiane (compresa quella dell’Acquedotto, detta anche “ciclovia dell’Acqua”)  pari a 91 milioni di euro in tre anni.

La novità sta nel fatto che recentemente – e possiamo dire anche finalmente – è stato firmato l’atteso protocollo d’intesa fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e ben otto Regioni coinvolte per la progettazione e realizzazione, da Nord a Sud, delle prime ciclovie turistiche e urbane in Italia tra cui anche quella dell’Acqua.

73d7edd1405081e5433c41d9ad2ee18c_XLLa ciclovia dell’Acqua è un percorso di circa 500 chilometri. Il tracciato è stato già individuato all’interno del progetto di cooperazione internazionale  d’intesa con la Fiab, titolare del marchio Bicitalia ed è diventata variante pugliese dell’itinerario n. 11 (“Ciclovia degli Appennini”) della rete ciclabile Bicitalia. Attraversa 3 regioni, Campania, Basilicata e Puglia e numerosi comuni che vanno da Caposele, in provincia di Avellino, a Santa Maria di Leuca nel sud del salento e tacco d’italia.

Il protocollo prevede impegni da parte dello Stato e Regioni. Lo Stato deve attuare, attraverso i Ministeri, alcune procedure: Il MIT ha il compito del riconoscimento delle ciclovie nella pianificazione nazionale delle infrastrutture prioritarie, definire gli standard e i requisiti minimi, analizzare il progetto definitivo ed esecutivo. Il MIBACT deve verificare la valorizzazione territoriale e l’attrattività culturale e turistica dei percorsi, promuovere le ciclovie in ambito turistico e culturale. MIT E MIBACT provvedono all’assegnazione delle risorse necessarie alla predisposizione del progetto di fattibilità e alla ripartizione delle risorse per la realizzazione. Reperire eventuali ulteriori finanziamenti, anche in sede europea.

ciclovia acquaLe Regioni invece dovranno inserire il progetto nelle pianificazioni e programmazioni territoriali di competenza e integrati con altri percorsi regionali. La Regione Capofila deve coordinare tutte le attività volte alla progettazione unitaria della ciclovia e individuare il soggetto attuatore degli interventi, quindi trasmettere al MIT gli atti per finanziare la progettazione e la realizzazione.

Il Cronoprogramma che durerà 3 anni prevede nel 2016 la sottoscrizione dei protocolli e ilrici castel del monte finanziamento delle progettazioni. La seconda fase avverrà nel 2017 e prevede la progettazione dei tracciati, gli accordi di programma con gli enti locali interessati dai percorsi, le prime gare per la realizzazione delle ciclovie e l’apertura dei nuovi cantieri. La terza fase, nel 2018, prevede la chiusura dei primi cantieri, le restanti gare per la realizzazione delle ciclovie e l’apertura e chiusura degli ultimi cantieri.

euroveloGrazie al Movimento 5 Stelle il sud non è stato dimenticato come aveva fatto la prima e maldestra proposta del Governo Renzi che escludeva la ciclovia dell’Acqua e quindi ora la Campania, la Basilicata e la Puglia avranno la loro ciclovia di qualità ma per noi del M5S non basta. Tantissimo si può e si deve ancora fare, basta guardare la mappa di quante zone nel sud, soprattutto in Puglia, sono interessate dalla straordinaria proposta della FIAB di costituire una rete Bicitalia. La nostra bella regione Puglia è interessata dalla Ciclovia Francigena che fa parte della Euro Velo – la rete cicloturistica europea – e che unirebbe moltissimi territori in un percorso di ben 1800 km da Como fino Brindisi. Poi vi sono anche la Ciclovia dei Tre Mari che andrebbe da Otranto in Puglia a Sapri in Campania toccando i Mari Tirreno, Jonio e Adriatico in un percorso di 400 km circa, e la Ciclovia Adriatica, un percorso di 1300 km che da Trieste giungerebbe fino a Leuca. Una grande opportunità di promuovere una mobilità sostenibile e coniugare un turismo green e di qualità grazie allo splendore dei territori pugliesi. Una potenzialità ignorata fino ad ora da tutte le amministrazioni interessate ma che troverà finalmente la sua realizzazione con il M5S.

Bici su treno: assenza di visione strategica!

Il Ministro Delrio ha confermato il severo regime delle limitazioni al trasporto combinato delle biciclette su treno nella risposta all’interrogazione presentata a settembre per conoscere quali iniziative intendesse porre in essere al fine di impegnare Trenitalia, in qualità di maggiore operatore ferroviario sul mercato, per garantire e rendere omogenea a livello nazionale la possibilità per i passeggeri di acquistare abbonamenti mensili ed annuali per il trasporto su velocipedi a due ruote in utilizzo condiviso. bici_in_treno_262x200_tcom2014

Allo stato, invece, occorre considerare lunghezza, dimensioni, modalità di trasporto della bici e dotarsi di apposite sacche, oltre che valutare le condizioni economiche per poter trasportare la bici sul treno. Tuttavia, la questione non sembra interessare il Ministro che ritiene detto regime conforme al regolamento europeo in materia.

Ma non è così,  in quanto il Regolamento (CE) n. 1371/2007 intende tutelare i diritti e gli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario, consentendo limitazioni solo nella misura in cui il trasporto risulti pregiudizievole allo svolgimento del servizio. In altri Paesi europei, come Francia, Germania ed Austria, il trasporto combinato ha una ben maggiore attenzione da parte dello Stato e delle amministrazioni con una conseguente diffusione capillare.treno bici persone

In Italia, invece, si continua a trascurare il numero crescente dei pendolari che utilizzano bici, ignorando la necessità di favorire pratiche virtuose che hanno effetti benefici sull’ambiente, la mobilità, la salute. Si scarica la responsabilità ribadendo che la competenza è delle Regionimentre si dovrebbe attuare una politica per l’implementazione della mobilità sostenibile anche favorendo e incentivando modalità di trasporto combinato treno e bici a condizioni pratiche ed economiche accessibili a tutti.

Rapporto legambiente – Lecce: amministrazione incapace!

E’ stato pubblicato il 22esimo rapporto “Ecosistema Urbano” di Legambiente realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, che sulla base di 18 indicatori, stila una classifica di vivibilità delle città italiane. Gli indicatori di Ecosistema Urbano sono normalizzati impiegando funzioni di utilità costruite sulla base di alcuni obiettivi di sostenibilità. Lecce rispetto al 2014 perde ben 14 posizioni e si colloca all’89° posto su un totale di 104 città analizzate.

image1I dati pubblicati nel Dossier “Ecosistema Urbano” dimostrano che l’amministrazione Perrone nel migliore dei casi non sta lavorando. In realtà la situazione è che sta lavorando male, evidentemente allontanando la città da un contesto ideale a misura di cittadino. E’ triste sapere che una parte della popolazione ancora non può usufruire di una corretta depurazione dei reflui. I dati più preoccupanti sono quelli riguardanti i rifiuti, come più volte il M5S ha fatto notare, con buona pace dell’assessore all’ambiente. La raccolta differenziata, ferma al 17%, non solo dimostra l’inefficacia dei provvedimenti sin qui attuati dalla giunta Perrone, ma rivela anche che invece di agire l’amministrazione latita. La dimostrazione sta nel fatto che la produzione procapite di rifiuti da parte dei leccesi è di 614 kg all’anno, un quantitativo troppo alto. Eppure sia l’Unione Europea che la normativa italiana pongono come primo obiettivo la riduzione a monte della produzione dei rifiuti che si può concretamente attuare attraverso politiche virtuose che suggeriamo ancora: la defiscalizzazione degli esercizi commerciali dove vengono venduti prodotti sfusi, l’incentivazione dell’utilizzo di pannolini lavabili, la promozione dell’utilizzo dell’acqua pubblica nelle strutture pubbliche e private. Politiche, a costo zero o irrisorio, del tutto inesistenti nel Comune di Lecce.

image2Sul trasporto pubblico è scandaloso che il Comune non abbia fornito i dati in merito al numero di passeggeri trasportati annualmente e che non siano presenti i dati di percorrenza annua per abitante. Preoccupante è la percentuale di spostamenti privati motorizzati che si pongono al 73%, mentre altre città come quella di Bolzano sono al 30%. Il tasso di motorizzazione è fin troppo alto in quanto ci sono 67 autovetture circolanti ogni 100 abitanti contro le 46 autovetture ogni 100 abitanti di Genova. Grave è il tasso di incidentalità stradale pari a 7,18 ogni 100 mila abitanti mentre a Salerno è molto più basso, solo 0,75 ogni 100 mila abitanti. Persino l’estensione procapite della superficie stradale pedonale è solo di 0,31 metri quadrati per ogni abitante mentre a Verbania si arriva a 2,1 metri quadrati per abitante. Ancora, il livello di percorsi ciclabili è evidentemente artefatto: i leccesi non utilizzano le piste ciclabili perché troppo poco è stato fatto per diminuire realmente il traffico dovuto ai mezzi privati a motore. Infatti, non basta aumentare il numero di chilometri di piste ciclabili con qualche cartello sulle strade periurbane: i percorsi ciclabili realizzati senza criteri e senza alcun raccordo, disegnati sui marciapiedi, non sono utili a cambiare le modalità di trasporto dei cittadini! Anche su questi aspetti mancano totalmente le politiche virtuose da parte del Comune di Lecce, alcune delle quali sono praticamente a costo nullo per le casse pubbliche: una delibera del Sindaco per destinare anche alle biciclette l’utilizzo della corsia preferenziale riservata agli autobus oppure in prossimità degli incroci, arretrare di qualche metro la segnaletica orizzontale dello stop in modo da favorire nella parte più prossima agli incroci  il transito di bici in sicurezza. E’ davvero triste che gli assessori preposti facciano spallucce e se ne lavino le mani come se non fossero responsabili di quanto accade ai loro concittadini. 

Infine, i consumi elettrici domestici sono troppo alti a Lecce, 1.200 kWh per utenza rispetto agli 896 kWh di Trento a dimostrazione che poco o nulla è stato fatto per l’efficientamento energetico degli edifici e bassissima è la potenza installata da fonte di energia rinnovabile (solare o termica) sugli edifici Comunali che si attesta a soli 3,1 kw ogni 100 mila abitanti contro i 30 kw ogni 100 mila abitanti di Padova che non certo è una città famosa per l’esposizione solare. Sconsolante è pure la cifra riferita al verde urbano leccese che è di soli 8,5 metri quadri per ogni abitante contro i 922,3 metri quadrati di Matera. Bassa è anche la percentuale di verde delle superfici delle aree protette insieme al verde urbano che si colloca solo al 13,4% del totale della superficie comunale contro il 72,1% di Messina.

Perrone la finisca con la politica degli annunci volta solo al consenso e le beghe di poltrone della sua maggioranza: non perda altro tempo prezioso per i leccesi e attui le misure serie e virtuose che Lecce merita anche copiando il nostro programma elettorale altrimenti se è incapace dia le dimissioni.