Mobilità sostenibile: oggi al lavoro in bici per rivoluzionare le città

Questa mattina abbiamo percorso 6 km in bici, attraversando Roma per puntare i riflettori sulla mobilità urbana e sulla necessità di rivoluzionarla.

Siamo orgogliosi di aver aderito alla giornata del Bike to work promossa dalla Fiab e sostenuta da Riccardo Iacona, conduttore del programma Presa Diretta su Rai 3. Con loro abbiamo discusso della necessità di diffondere in maniera capillare l’uso quotidiano della bicicletta, restituendo centralità a ciclisti e pedoni nell’attraversamento delle città. Se i nostri centri urbani attueranno questa rivoluzione, anche le persone cambieranno più facilmente abitudini scegliendo bici e mezzi pubblici e liberando le strade dai veicoli a motore, con tutti i vantaggi del caso.

Abbiamo fatto nostro lo slogan dell’iniziativa di oggi, “Cambia e vai!”, e in Parlamento siamo al lavoro per incentivare questa “rivoluzione dei pedali” e rendere concreto anche in Italia, quel modello di città realmente a misura di persona che tanto ci piace scoprire nei nostri viaggi all’estero.

Incontro con FIAB Onlus

Importante incontro oggi con FIAB per ascoltare le loro proposte per città più vivibili, salubri e sicure. Abbiamo condiviso con loro la visione di un modello di mobilità alternativo che è diventato realtà in poco tempo in tante esperienze anche italiane e degli strumenti che possono diffondere e rendere stabili queste buone pratiche.
La crisi economica prima e la tragedia di Genova pongono la questione di un ripensamento radicale delle nostre abitudini e dei nostri investimenti in infrastrutture di trasporto, rendendo evidente la necessità di un riequilibrio modale e una diversa migliore allocazione delle limitate risorse a disposizione.

Sicurezza stradale. M5S: le nostre proposte per la sicurezza nelle Città

Trasparenza sulle spese derivanti dalle multe dei Comuni, via la patente per chi guida con lo smartphone, autovelox anche in ambito urbano e misure per la mobilità ciclabile come già sperimentato con successo in diverse città.

Sono queste le principali proposte parlamentari che discuteremo a Settembre in occasione delle modifiche al codice della strada in Parlamento con il supporto del Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli sulla sicurezza stradale in ambito urbano.

I dati Aci-Istat che hanno visto nell’ultimo anno un +2.9% di morti da incidente stradale (3.378 nel 2017) dimostrano che siamo di fronte ad un fenomeno da arrestare immediatamente attraverso misure che invertano la tendenza.Secondo gli ultimi dati il 74% degli incidenti stradali avviene in ambito urbano, il 5,4% in autostrada ed il 20% in strade extraurbane. L’indice di mortalità colpisce prima di tutto i pedoni con un indice di mortalità di 3,1 morti ogni 100 incidenti, i motociclisti (1.6 morti ogni cento incidenti ) i ciclisti 1.6 (ogni 100 incidenti).

COSTI SOCIALI: Gli indicenti stradali hanno anche un grande costo sociale 19,3 i miliardi spesi nel 2017 (1.1% del PIL).

LE PRIME TRE CAUSE: Sono la distrazione (16% causato anche dalla guida guardando smartphone), rispettare semafori e precedenze (14,5%) e l’eccesso di velocità (10%).

Dati Istat su feriti e morti stradali nel 2017: una strage che va fermata!

I dati Istat pubblicati stamattina alle 10.00 relativi ai feriti e ai morti stradali nel 2017 non lasciano alcun dubbio sulla necessità di intervenire immediatamente con misure concrete per garantire la sicurezza di tutti sulle strade!

I pedoni, ciclisti e motociclisti morti sulle strade nel 2017 sono 1.589 su 3.378 (totale in aumento del 3% sul 2016): una autentica strage che va fermata!

Nel 2017 sono aumentate le vittime tra i pedoni (+5,3% rispetto al 2016). La classe di utenti che presenta i maggiori guadagni in termini di riduzione della mortalità negli ultimi 17 anni è quella degli automobilisti (-61,9% dal 2001) mentre quella più penalizzata è rappresentata dai ciclisti (-30,6% dal 2001).

I dati dimostrano che non raggiungeremo, con questo trend, l’obiettivo di dimezzare le morti al 2020 e quindi tendere al 2050 con zero vittime!

https://www.istat.it/it/archivio/219640
https://www.istat.it/it/archivio/219637

Sicurezza stradale, lunedi 23 alla Camera Convegno su Mobilità a misura di persona

“Sicuri in città. Interventi per una mobilità a misura di persona” è il titolo del convegno che si svolgerà presso la Sala della Regina della Camera dei deputati (Piazza Montecitorio) lunedì 23 luglio dalle ore 14. Al convegno parteciperà, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha annunciato l’imminente presentazione di un pacchetto di misure per favorire la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale.

Parleremo di modifiche al codice della strada, che in Italia aspettiamo da anni, e delle altre soluzioni per rendere l’Italia un Paese europeo, un Paese ciclabile, quindi un Paese realmente più sicuro

Tra gli i partecipanti al convegno, numerosi addetti ai lavori ed esperti: Marco Scarponi della Fondazione Michele Scarponi per la sicurezza stradale, l’architetto e urbanista Matteo Dondè, l’ingegnere dei trasporti Alfredo Drufuca, ad di Polinomia srl e l’architetto Alessandro Tursi, Vicepresidente FIAB e Vicepresidente dell’European Cyclists’ Federation, e il Direttore di Bikeitalia.it Paolo Pinzuti.

Gli interventi regolatori e di urbanistica volti a favorire l’uso delle bici, del trasporto pubblico sono gli ingredienti chiave per la ricetta di città più sicure e vivibili. Discuteremo, entrando nel concreto e partendo dalle buone pratiche esistenti, di come cambiare la mobilità urbana e migliorare la qualità della vita riducendo innanzitutto il numero di veicoli privati in circolazione e la velocità con cui attraversano le nostre strade. Questo convegno, insieme alle misure che il Governo si accinge a varare, sono il segno tangibile del nuovo corso che stiamo inaugurando anche in materia di mobilità e sicurezza stradale

Ciclovia Acquedotto Pugliese: Regione Puglia e Aqp recitano una farsa!

Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese interviene il deputato pugliese del M5S Diego De Lorenzis, vicepresidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazione alla Camera.

La ciclovia dell’acquedotto Pugliese è stata finanziata a dicembre 2015 grazie alle pressioni del Coordinamento dal Basso per la ciclovia dell’acquedotto pugliese, che ne ha promosso l’inserimento in legge di Bilancio e poter quindi beneficiare dei 91 milioni di euro stanziati per finanziare inizialmente solo le ciclovie Venezia Torino, Verona-Firenze, Grande raccordo delle biciclette a Roma

Gli annunci e i proclami di Acquedotto Pugliese e della Regione Puglia si scontrano nei fatti con la loro inerzia sul tema che dura da 2 anni: tali dichiarazioni hanno il sapore di slogan vuoti per il turismo e per la mobilità sostenibile perché privi di reale volontà politica e della visione di dare a questo progetto l’attenzione che merita”

Infatti, recentemente con una nota la società, ha negato il permesso per lo svolgimento della cicloesplorazione promossa dal Coordinamento dal Basso per la Ciclovia, un insieme di 66 associazioni e 26 imprese e migliaia di cittadini che promuovono il progetto, prevista per Settembre: un tour di alcuni giorni organizzato per percorrere la ciclovia nella sua interezza dalla fonte a Caposele in provincia di Avellino fino al capo di Santa Maria di Leuca, con lo scopo di documentare gli interventi per renderla fruibile e promuoverne la diffusione tra turisti e cicloamatori.
Anzi all’inerzia si aggiunge l’assurda ed evidente manifestazione della Società Acquedotto pugliese e della Regione Puglia di voler ostacolare nei fatti questo progetto: citare un regio decreto del 1904 per impedire l’unica iniziativa di promozione, tra l’altro a costo zero per le casse pubbliche, svolta da soggetti non istituzionali è un grave errore di miopia politica. Gli assessori Giannini e Capone non hanno compreso il valore di questa arteria che non è un percorso di 5 km per le domeniche fuori porta, ma un volano economico straordinario sinergico a tutte le iniziative di promozione turistica e alla reale destagionalizzazione del turismo del Sud Italia.

E mentre qualcuno si adopera per mettere i <<bastoni tra le ruote>> al progetto dopo aver siglato con il Ministero un accordo per la ripartizione di quelle risorse, le altre Regioni che credono davvero in queste iniziative e vogliono investire anche proprie risorse nel turismo sostenibile perché ne riconoscono l’enorme potenziale, si sono adoperate per accedere a quei fondi, ottenendo di ripartire quelle risorse anche per altre ciclovie di interesse nazionale.

Perdere due anni di vantaggio rispetto ad altre Regioni é demotivante ma é ancor più assurdo dover spiegare a questa giunta e ai vertici di Aqp che c’è una legge dello Stato che non chiede di realizzare una nuova infrastruttura, tantomeno di lastricare o cementificare una lingua di terra, ma finanzia la messa in sicurezza e la fruibilità di un’opera che esiste già, immersa nella natura, che attraversa località meravigliose, paesaggi naturali incontaminati, e attraversa perle turistiche piene di storia e di cultura.

Valorizzare e dare impulso al meritorio impegno al Coordinamento dal Basso delle associazioni per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese non solo è un obbligo di responsabilità sociale dell’azienda ma un atto doveroso dato che la Cicloesplorazione del 2016, la pubblicazione recente del libro e delle tracce gps, stanno incrementando esponenzialmente l’uso di questa ciclovia.

L’Acquedotto pugliese ha negato la propria collaborazione, contrariamente a quanto avvenuto nel 2016, fornendo la disponibilità al passaggio solo per qualche chilometro e per una sola giornata.
Già un anno fa sotto il coordinamento degli uffici tecnici di AQP ed a seguito di sopralluoghi congiunti, il percorso autorizzato comprendeva lunghi tratti accessibili e percorribili in sicurezza.

Alla nuova richiesta di eventi come la Cicloesporazione, distintasi per successo di pubblico ed operatori, c’è stato un diniego assurdo. Non vi è alcuna motivazione reale in ordine alla sicurezza della integrità della infrastruttura e dei ciclisti, atteso che la ciclovia è percorsa quotidianamente da un numero crescente di persone per turismo, a piedi, in bici e a cavallo che non possono arrecare pregiudizio di alcun tipo ai luoghi interessati. Nè sussistono situazioni di pericolo ed al massimo sarà sufficiente segnalare il pericolo o adoperarsi per porre in sicurezza quei pochi punti di intersezione con le strade ad alto flusso veicolare.
Invece, di porre assurdi divieti di transito e veti pretestuosi, Regione e Acquedotto dovrebbero adoperarsi per rimuovere gli ostacoli alla fruizione dell’intero percorso!

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese può divenire una incantevole “via verde” con i suoi straordinari paesaggi naturali che non hanno bisogno di alcun intervento. Esorto pertanto l’Acquedotto pugliese, la più grande azienda idrica d’Europa, custode di un patrimonio infrastrutturale, storico e culturale che appartiene all’Italia tutta ed al Mezzogiorno in particolare, a consentire la fruizione della Ciclovia anche grazie agli eventi promossi dal Coordinamento e dalle comunità locali, dando seguito alle richieste cariche di enormi aspettative che giungono da ogni parte d’Italia e dall’estero.” – conclude il deputato – “Questa è la via per garantire immediatamente un’economia sostenibile con ricadute economiche sui territori: abbiamo un tesoro ed è irragionevole tenerlo chiuso in un forziere!”.

La smart mobility passa dalla bicicletta!

Nel nostro Paese abbiamo una preziosa possibilità che ancora solo pochi hanno compreso e colto. Trasformare completamente il volto delle nostre città grazie a modi diversi, alcuni completamente nuovi, di spostarci.

Nel prossimo futuro le auto a guida autonoma saranno diffuse. Questo renderà certamente gli spostamenti più efficienti e nasceranno servizi nuovi completamente automatizzati che non soppianteranno subito e completamente quanto già esiste, ma si affiancheranno alle modalità attuali rendendole sempre più marginali in molti contesti. Ci sarà un periodo abbastanza lungo in cui l’auto automatizzata coesisterà con quella a guida umana e i gradi di automazione saranno di diverso tipo. Inoltre, tutti i mezzi di trasporto saranno presto anche spinti da sistemi di propulsione in cui non si useranno i derivati liquidi del petrolio. Elettricità, idrogeno saranno le fonti di energia prevalenti nel prossimo futuro. Tuttavia, l’auto a guida autonoma non risolverà tutti i problemi, neanche quella a zero emissioni.

L’Italia soffoca letteralmente a causa dello smog e quasi tutte le nostre città sono stritolate dalla congestione stradale (e rimarranno tali se credessimo di sostituire tutte le auto tradizionali con quelle elettriche). Una guerra silenziosa nelle strade causa oltre 3.000 persone perdono la vita in impatti tra veicoli e con i pedoni. Poi ci sono i costi sociali e sanitari per ferimenti, pessima qualità dell’aria che causa decine di migliaia di morti premature e tante patologie e gli effetti negativi del traffico sono stimati ogni anno in decine di miliardi di euro.

Questa situazione è stata favorita dall’idea che lo sviluppo economico sia basato sul consumo infinito di risorse. Non è necessario che ciascuno debba possedere una auto privata per gli spostamenti quotidiani. È vero il contrario: pensare ancora che ciascuna famiglia possa sostenere i costi di mantenimento di 2 o 3 automobili e non avere adeguati servizi di trasporto pubblico o condiviso è un freno al benessere anche economico del nostro Paese che ha distrutto interi settori (come la filiera e l’indotto dell’industria dei mezzi di trasporto pubblico), costringendo le famiglie italiane a sostenere costi che hanno drenato risorse a favore di altri Paesi.

La crisi economica di questi anni ha ridisegnato forzosamente le abitudini di tanti italiani che hanno riscoperto la saggezza dell’uso quotidiano della bici, degli spostamenti a piedi e del trasporto pubblico. Anche le nuove forme di mobilità condivisa, come il free floating bike sharing, le piattaforme di car pooling e di car sharing, hanno contribuito in tal senso. L’uso di mezzi condivisi e alternativi all’auto privata, siano autobus, auto o biciclette, ha acquisito una connotazione socialmente positiva e non discriminatoria in larga parte dell’opinione pubblica.
Le tecnologie oggi disponibili rendono semplice e capillare l’adozione di forme di mobilità come servizio e stanno nascendo anche in Italia nuovi servizi innovativi basati su modelli “peer to peer” e blockchain.

Bisogna accelerare questo processo, attuando una dieta del traffico riducendo le auto in circolazione in maniera graduale e decisa intervenendo in diversi ambiti per rendere radicato questo cambio di paradigma e favorire spostamenti in modo intelligente. L’adozione della bicicletta come mezzo quotidiano per gli spostamenti è una parte rilevante della soluzione. Occorre affermare una nuova visione strategica in cui la bicicletta è un mezzo quotidiano di spostamento e non una attività ludica domenicale.

Il cambiamento culturale e tecnologico in atto dovrà riflettersi in un sistema semplificato di nuove regole del codice della strada, orientato alla sicurezza di ciclisti e pedoni in una ottica di democrazia dello spazio e di condivisione dei luoghi. Sulle infrastrutture le maggiori città italiane scontano un differenza di investimenti in infrastrutture di trasporto pubblico (metro, tram, …) al confronto con le omologhe europee dovute ad assenza di visione strategica e di finanziamenti costanti. In quasi tutte le città manca una attenzione alla mobilità attiva, cioè in primis ai pedoni e ai ciclisti: spesso non sono neanche programmate pedonalizzazioni, ztl, zone 30, percorsi ciclabili e ciclopedonali, la redazione e l’adozione dei piani di mobilità sostenibile.

Inoltre, sono necessari tanti interventi infrastrutturali minori ma essenziali, soprattutto al centro e sud Italia, troppo spesso definanziati a favore di grandi opere dalla dubbia utilità pubblica. Sull’intermodalità e l’integrazione tariffaria siamo ancora molto indietro rispetto agli standard europei. Le biciclette devono essere ammesse al seguito nella stragrande maggioranza dei mezzi pubblici mentre la sua esclusione a bordo deve essere una eccezione, le stazioni devono essere ripensate e riprogettate per rendere immediato il cambio di modalità di trasporto; le politiche tariffarie dovrebbero essere realmente integrate comprendendo tutti i servizi a disposizione dei cittadini e l’implementazione diffusa di servizi ITS (intelligent transportation system) consentirà di avere realmente la smart mobility che meritiamo.

https://www.ilblogdellestelle.it/2018/05/la_smart_mobility_passa_dalla_bicicletta.html?fbclid=IwAR1fjZ8Dm6w85d6mFfJ6gITjpXn7b6RN24s_bXEaRbyDYt95hdItQgYXgLI

Copenaghen: tutti vanno in bicicletta perchè è il mezzo più veloce, economico, conveniente e salutare. Non sono geneticamente diversi dagli italiani.

Centro di Copenaghen, 8.30 di mattina di lunedì, temperatura prossima allo zero… centinaia di persone vanno a lavoro in bicicletta, eppure non sono masochisti o geneticamente diversi dagli italiani: lo ritengono e lo hanno reso il mezzo più veloce, economico, conveniente, salutare per gli spostamenti tra i 3-5 km e i 10 km (per spostamenti più brevi si preferisce andare a piedi, per quelli più lunghi si combina il treno o gli autobus): serve avere percorsi diretti e sicuri, magari dei bagni comodi in azienda, rastrelliere ovunque, accessi rapidi ai mezzi pubblici, priorità semaforica e stradale,…
Siamo convinti che queste ricette si possano adattare anche al nostro Paese ed è per questo che promuovere e incentivare le persone alla mobilità attiva (piedi e bici) come pilastro complementare al trasporto pubblico!

Centro di Copenaghen, 8.30 di mattina di lunedì, temperatura prossima allo zero… centinaia di persone vanno a lavoro in bicicletta, eppure non sono masochisti o geneticamente diversi dagli italiani: lo ritengono e lo hanno reso il mezzo più veloce, economico, conveniente, salutare per gli spostamenti tra i 3-5 km e i 10 km (per spostamenti più brevi si preferisce andare a piedi, per quelli più lunghi si combina il treno o gli autobus): serve avere percorsi diretti e sicuri, magari dei bagni comodi in azienda, rastrelliere ovunque, accessi rapidi ai mezzi pubblici, priorità semaforica e stradale,…Siamo convinti che queste ricette si possano adattare anche al nostro Paese ed è per questo che promuovere e incentivare le persone alla mobilità attiva (piedi e bici) come pilastro complementare al trasporto pubblico! MoVimento 5 Stelle Camera Mirella Liuzzi – Portavoce M5S Michele Dell'Orco M5S Commissione IX Camera – Trasporti Poste e Telecomunicazioni Mirko Busto Arianna Spessotto Cittadina Portavoce M5S Paola Carinelli – M5S Andrea Cioffi Marco Scibona Nicola Bianchi MoVimento 5 Stelle MoVimento 5 Stelle Piemonte Enrico Stefàno MoVimento 5 Stelle Lombardia MoVimento Cinque Stelle Torino FIAB Onlus Bikeitalia.it MoVimento 5 Stelle Senato Federico D'Incà MoVimento 5 Stelle Paolo Nicolò Romano Andrea Cioffi Giuseppe D'Ambrosio Giuseppe Brescia Movimento 5 Stelle Puglia Mirko Busto Federica Daga Roberta Lombardi MoVimento 5 Stelle Lazio Paola Nugnes Cittadina al Senato con il M5S Vilma Moronese Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S

Publiée par Diego De Lorenzis sur Mardi 5 décembre 2017