Conferenza stampa sulle modifiche al Codice della strada

Sempre più Sicuri In Città!

Le proposte di modifica al Codice della strada targate MoVimento 5 Stelle.
Rivedi la Camera la conferenza stampa dei deputati della commissione Trasporti.

Sempre più #SicuriInCittà! Le proposte di modifica al Codice della strada targate MoVimento 5 Stelle.In diretta dalla Camera la conferenza stampa dei deputati della commissione Trasporti. Collegatevi!

Publiée par MoVimento 5 Stelle Camera sur Mercredi 15 mai 2019

Sicurezza stradale, M5S: con nostre modifiche al codice, tuteliamo utengi più a rischio

Parte oggi la settimana Onu della sicurezza stradale. Nel nostro Paese ogni anno si registrano oltre 3.000 morti per incidenti stradali: ecco perché con le nostre modifiche al Codice della Strada stiamo mettendo al centro la sicurezza delle persone, dando priorità agli utenti della strada più a rischio.

Prevediamo sanzioni più severe per chi si mette alla guida dopo aver assunto alcol o droghe, e anche per chi usa lo smartphone alla guida, senza vivavoce e auricolari. La distrazione alla guida infatti, è tra le prime tre cause di incidentalità nel nostro Paese e l’uso dello smartphone è tra i comportamenti, purtroppo, in maggiore crescita. Nuove regole poi prevedono l’adeguamento con strumenti di guida assistita per i veicoli del trasporto merci.

Particolare attenzione sarà rivolta agli utenti più vulnerabili, come pedoni e ciclisti: in particolare per questi ultimi i sindaci potranno introdurre le cosiddette linee di arresto avanzate agli incroci, in modo che i ciclisti urbani possano fermarsi in posizione avanzata davanti a tutti gli veicoli, permettendo loro di essere più visibili e attraversare l’intersezione semaforica in sicurezza. Una buona pratica europea che finalmente entra nel nostro codice.

Proposta di legge delega di riforma del Codice della Strada

Il nostro codice della strada è stato varato nel 1992. Nel frattempo sono intervenute sentenze giurisprudenziali, innovazioni tecniche e tecnologiche, nonché mutamenti profondi nella società e nei comportamenti delle persone.
Il codice è così incentrato sull’uso dell’auto privata da non contemplare la mobilità in condivisione (car sharing e bike sharing, car pooling) e non prevede neanche i dispositivi di mobilità personale come i monopattini elettrici, gli attraversamenti pedonali luminosi.

I correttivi in questi 27 anni sono stati numerosi, ma non sempre hanno contemplato tutte le modifiche necessarie. D’altra parte, i cambiamenti apportati si sono stratificati rendendo a volte l’intero corpo normativo incoerente.
E’ necessario quindi rivedere l’intero impianto del codice della strada per semplificarlo, renderlo facilmente comprensibile e armonico. Bisogna anche sfoltire le norme contenute eliminando quelle superflue e lasciando a decreti e regolamenti di secondo livello molti dei dettagli tecnici. Questo permetterà una revisione agevole e rapida al passo con l’evoluzione delle tecnologie.

Con questa legge, individuiamo i criteri con cui delegare il Governo a scrivere un codice della strada a prova di futuro.
Solo in questo modo sarà possibile avere delle buone regole che siano aggiornate e valide per i prossimi 30 anni.
Aspetto il vostro contributo su Rousseau.

Ciclovia turistica dell’Acquedotto Pugliese: Emiliano e Giannini accampano scuse per nascondere disinteresse e colpevoli ritardi.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già ribadito quanto la Regione Puglia ha sottoscritto nel protocollo per cominciare la progettazione tecnico economica della ciclovia dell’acquedotto: il progetto è unico e pertanto anche l’analisi preliminare deve prevedere il percorso completo da Caposele (Av) fino a Santa Maria di Leuca (Le) e la regione capofila, cioè la Puglia, si è formalmente impegnata a Luglio 2017 a consegnare l’intera progettazione entro 180 giorni.
Dopo quasi 2 anni di colpevole ritardo, la Puglia non può consegnare nulla al Ministero dei Trasporti perché non ha completato la sua parte e non ha preteso il rispetto della scadenza neanche dalle altre 2 regioni interessate dal passaggio della ciclovia, Campania e Basilicata.

Per questo, il 15 febbraio il Ministero, ha mandato una nota alla Regione ricordando la sollecitazione della Corte dei Conti sulla rendicontazione delle risorse già erogate, cioè la consegna del progetto di fattibilità tecnico economica ed evidenziando quindi il rischio concreto di dover restituire le somme già erogate e di perdere le altre previste per gli step successivi dell’iter, cioè la progettazione definitiva, quella esecutiva e la realizzazione concreta delle opere di messa in sicurezza e di accessibilità del sentiero della condotta principale dell’acquedotto pugliese.

Non importa che la parte del progetto relativa alla Regione Puglia sia meno indietro rispetto a quanto fatto da Campania e da Basilicata.
La Regione ha anche la responsabilità di aver lasciato la progettazione delle altre porzioni a Basilicata e Campania, sapendo che il progetto è unico. Ha anche l’aggravante di non essere riuscita a coordinare il progetto in qualità di capofila? Insomma un fallimento totale: solo adesso che è stato evidenziato dal Ministero il rischio di perdere le risorse, Emiliano e Giannini si sono svegliati provando maldestramente a scaricare le proprie responsabilità ad altri.

D’altronde, il nervosismo nelle repliche scomposte di Emiliano conferma il suo imbarazzo e l’incapacità di Giannini, visto anche che non dovrebbe essere difficile interloquire con i Presidenti di Campania e Basilicata visto che entrambi sono del suo stesso partito.

Sulla base dei fatti, dunque, ribadiamo quindi le colpe della Regione Puglia che non è affatto in attesa di alcuna risposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che se i pugliesi perderanno questa opportunità di sviluppo e di occupazione, sarà solo per l’incompetenza del governatore della nostra regione.

Ciclovia dell’Acquedotto pugliese: ritardi colpa della Regione Puglia

Dopo oltre 3 anni di inutile attesa il presidente Emiliano e l’assessore Giannini cercano di scaricare le proprie responsabilità su altri!

La verità è che la Regione Puglia doveva avere un ruolo di guida e ad oggi, mentre altre Regioni stanno passando alla progettazione definitiva, la nostra rimane a fare sterile polemica invece di utilizzare soldi stanziati per restituire la fruibilità a cittadini e turisti di un’opera straordinaria importanza per lo sviluppo sostenibile dei nostri territori!

È dovuta intervenire la Corte dei Conti con dei rilievi formali e il Ministero dei Trasporti minaccia giustamente di revocare i fondi a causa della inerzia e incapacità di chi amministra la nostra Regione!

Ciclovie: ritardo inaccettabile della Puglia. Rischio danno economico

Poco dopo il nostro approdo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbiamo confermato lo stanziamento di 361,78 milioni di euro per la nascita del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche (SNCT), ritenendo strategico, per il destino economico di tante aree del Paese, lo sviluppo di queste infrastrutture e della mobilità dolce.
Con stupore, tra le 10 ciclovie, quella dell’acquedotto che vede la Puglia capofila (insieme a Basilicata e Campania), per la progettazione e la realizzazione, pur avendo ricevuto i primi finanziamenti da parte del Ministero per la redazione dello studio di fattibilità tecnico-economica, latitano nella trasmissione dei progetti, nonostante numerosi solleciti inviatigli dalla competente Direzione generale del Mit, dimostrando scarsa collaborazione e profondo disinteresse per opere utili allo sviluppo della mobilità sostenibile. Opere che, per altro, porteranno certamente posti di lavoro e opportunità economiche per i territori attraversati dalle ciclovie.

I ritardi, imputabili unicamente alla Regione, potrebbero determinare importanti rilievi della Corte dei Conti, costringendo il Ministero a chiedere indietro i fondi già erogati, con il rischio di un importante danno economico per i territori interessati dalle ciclovie e questo è inaccettabile!
A dicembre 2015, per la legge di Bilancio 2016, un fronte ampio e trasversale, con un lavoro intenso del “coordinamento dal basso per la ciclovia dell’acquedotto pugliese” e il supporto mio e di altri colleghi parlamentari, riusci a smuovere il Governo di allora per far rientrare questa infrastruttura tra i finanziamenti delle prime 4 ciclovie (insieme a quelle del VenTo, del Sole e Grab).
Dopo oltre 3 anni (nel frattempo le ciclovie del SNCT sono diventate 10) ancora non si è riusciti a passare alla progettazione definitiva, come invece accaduto per il Grab.

Modifiche al Codice della Strada

A differenza di quanto riportato in questi giorni da quasi tutti i media, a volte con scandalosi “copia e incolla” di giornalisti distratti che hanno alimentato la disinformazione dei colleghi svogliati e superficiali, le modifiche non sono affatto concluse ma siamo appena alla prima fase. Un confronto ampio e approfondito con tutti i portatori di interessi.

Per fortuna qualche professionista serio si è preso la briga di verificare la situazione:

P.s per chi fosse interessato a seguire i lavori QUI trova i video delle audizioni tenute finora.

QUI i link alle proposte di legge di iniziativa parlamentare.

E infine QUI i documenti depositati durante le audizioni.

Sostegno a mobilità sostenibile nella legge di Bilancio

La mobilita’ sostenibile e’ una delle stelle per il MoVimento 5 Stelle, da sempre al centro delle nostre battaglie.

Non ci puo’ essere alcuna mobilita’ sostenibile senza sicurezza stradale: per questo, nella legge di bilancio prevediamo lo stanziamento di 300 milioni di euro per il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale dei prossimi 3 anni. Inoltre abbiamo stanziato 15 milioni di euro per il triennio dal 2019 al 2021, per continuare a verificare che i veicoli (autoveicoli, motocicli, ciclomotori e bici elettriche) rispettino i livelli dichiarati di emissioni inquinanti e siano conformi alle normative.

Nell’ottica di una graduale riduzione dell’inquinamento delle nostre citta’ abbiamo anche previsto incentivi per chi acquista un’auto elettrica e da’ in rottamazione il proprio veicolo diesel o benzina.

Vogliamo premiare anche chi non riacquista nessuna autovettura e contribuisce a ridurre il numero di autovetture circolanti: abbiamo previsto un buono mobilita’ di 500 euro da spendere per l’acquisto di biciclette e per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, oppure fino a 3.000 euro di credito da spendere utilizzando il car sharing.

Abbiamo poi stanziato 50 milioni all’anno per il rinnovo del parco veicolare per le merci e previsto l’esenzione dal pagamento per le tasse di occupazione di aree pubbliche per le zone con colonnine di ricarica elettrica.

Per il trasporto intermodale delle merci di lunga percorrenza abbiamo proposto 80 milioni di euro all’anno, per incrementare la quota delle merci che viaggiano su ferrovia e via mare invece che su tir e furgoni. Ancora, ci sono 1,5 miliardi di euro aggiuntivi per il piano strategico della mobilita’ sostenibile, i percorsi ciclo turistici di valenza nazionale e altri 800 milioni in 3 anni per il trasporto pubblico locale.

Incontro al MIT con i rappresentanti di FIAB Onlus

Ieri ero con il ministro Danilo Toninelli e i rappresentanti di FIAB Onlus, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, per discutere della mobilità del nostro Paese e delle norme da modificare per facilitare un cambiamento culturale e di abitudini che si traduca in un mix quotidiano efficiente di modalità di trasporto diverse, combinate con intelligenza per rendere migliore la qualità della vita degli italiani.
Il Ministro a margine dell’incontro mi ha rappresentato la volontà di riformare integralmente il codice della strada (ormai in molte parti incoerente e troppo incentrato in una visione automobile-centrica) e pertanto proseguire il percorso legislativo, già avviato nella scorsa legislatura, che delega il governo alla revisione totale del testo.