Cosmo Bike Verona 2020

La scorsa settimana ho visitato il Cosmo Bike Show di Verona, la più importante fiera italiana dedicata alla bicicletta e alla mobilità ciclistica.

In tale occasione, sono intervenuto volentieri all’incontro di formazione organizzato dagli Esperti Promotori della Mobilità Ciclistica sulle buone pratiche che, nell’imprenditoria, nel sociale, nelle istituzioni, stanno contribuendo a promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, come mezzo di conoscenza e di fruizione del territorio, dato che riveste un ruolo fondamentale come strumento per vivere in maniera sostenibile.

Come ciclista, come Esperto Promotore e, soprattutto, come decisore politico e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, sono perfettamente consapevole che bisogna fare ancora tanto per rendere le nostre Città dei luoghi sicuri per tutti, specialmente per le utenze più vulnerabili della strada.

Il raggiungimento di questo obiettivo passa anche dalla ridistribuzione più equa degli spazi nelle nostre Città. Dobbiamo modificare il paradigma che si è consolidato nel corso dei decenni in base al quale c’è una contrapposizione ideologica tra categorie di cittadini e secondo cui i pedoni devono occupare i pochi spazi che sono loro riservati (i marciapiedi, le piazze), i ciclisti devono muoversi esclusivamente nelle corsie ciclabili, mentre gli automobilisti hanno spazi sconfinati e possono abusare della loro “forza” invadendo gli spazi altrui e minando la sicurezza propria e altrui.
Questo tempo è passato. Nella nostra società gli utenti “forti” della strada devono rendersi responsabili della sicurezza dei più vulnerabili che non devono essere considerati ostacolo o intralcio alla circolazione.

La strada, soprattutto quella urbana deve tornare ad essere un luogo fatto per le persone e non per i mezzi, un luogo dove costruire relazioni umane, nel quale tutti gli utenti abbiano la possibilità di muoversi nel rispetto reciproco.

Chi riveste un ruolo in politica deve creare le condizioni affinchè si attui un cambiamento culturale nelle modalità di spostamento individuali. Ciò è possibile grazie a misure concrete (investimenti nella mobilità sostenibile e nelle infrastrutture) e grazie ad interventi legislativi che, per l’appunto, vanno a modificare le regole di convivenza nella strada orientando le scelte dei cittadini.

Per questo, la riforma del Codice della Strada che sarà approvata a breve, è uno strumento fondamentale per introdurre tutta una serie di best practices in ambito internazionale che però, in Italia, non sono attualmente consentite dalla normativa tra le quali la casa avanzata, le strade scolastiche, le corsie promiscue del trasporto pubblico, la distanza laterale di sicurezza nel sorpasso del ciclista su strade extraurbane.

Il nostro obiettivo è quello di creare le condizioni perché ci sia un uso più democratico, sicuro e sostenibile dello spazio stradale.

Confronto al Ministero sul Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche e la Legge della Mobilità ciclistica

L’Italia intesa come un immenso paesaggio da scoprire con consapevolezza, pedalando tra piccoli e meravigliosi borghi, tra i siti naturalistici di indiscutibile fascino e luoghi storici pieni di ricchezze architettoniche e artistiche, per assaporare e ammirare tutta la straordinaria bellezza del nostro Paese.

E’ il modo di viaggiare proposto dal Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche (SNCT), una visione voluta dal Parlamento Italiano che si sta traducendo in un progetto concreto ad opera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Di questo abbiamo parlato al MIT questa mattina insieme ai colleghi della Commissione Trasporti e telecomunicazioni, Emanuele Scagliusi e Paolo Ficara e la collega della Commissione Attività produttive e turismo, Angela Masi.

Abbiamo anche discusso del Piano nazionale della mobilità ciclistica previsto dell’art 3 della legge 2 del 2018, che è in fase di bozza ed in discussione con gli altri livello istituzionali coinvolti in primis con le Regioni attraverso l’interlocuzione con gli assessori regionali. Tale piano infatti non potrà prescindere dalle scelte di pianificazione a livello locale e dovrà integrare la rete ciclabile nazionale con le altre progettate delle Regioni, affinché il nostro Paese diventi finalmente ciclabile, cioè pienamente civile, europeo e moderno.
Per quanto riguarda lo stato di avanzamento della rete nazionale, abbiamo avuto conferma che per alcune ciclovie sono già stati approvati gli studi di fattibilità e si passerà ora finalmente alla progettazione definitiva, per altre si è accumulato ritardo. Infatti, se su quella di Roma, la Ciclovia GRAB, quella del Sole (nel tratto da Verona a Firenze) e quella del Vento (da Torino a Venezia) le difficoltà sono state superate, diversi nodi restano ancora sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, molti dei quali imputabili alla scarsa attenzione che la Regione Puglia, da Ente capofila, avrebbe dovuto porgere a questo tema, decisivo per la promozione turistica del territorio.
L’auspicio è che si cambi passo con un coinvolgimento reale dei territori, attraverso le associazioni e gli enti locali, anche per evitare il rischio, inaccettabile, di perdere le tante risorse a disposizione.
Queste difficoltà sono state evidenziate anche dal Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese cui si deve la nascita di questo prezioso progetto e che da anni segue la vicenda con passione, dedizione e professionalità.

 

MODIFICHE AL CODICE DELLA STRADA: auspichiamo di votare gli emendamenti alla Camera dei Deputati la settimana prossima.

Al termine della seduta di ieri, mercoledi 29 gennaio, ho rivolto, a nome di tutte le forze politiche che hanno lavorato sul testo, alla Presidenza della Camera, l’auspicio affinché la stessa si adoperi a mantenere nel calendario dell’aula la seduta per il voto degli emendamenti relativi alle modifiche al Codice della Strada per la settimana prossima.

Ci auguriamo che la Commissione Bilancio possa ricevere in tempo dal Ministero dei Trasporti e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze gli ulteriori elementi di integrazione richiesti per dare il parere necessario per approvare il provvedimento alla Camera dei Deputati.

L’Italia aspetta da anni queste innovazioni del Codice della Strada con le quali dare impulso alla mobilità sostenibile, alla tutela ambientale e della utenza vulnerabile attraverso le strade scolastiche, le zone 30 e i parcheggi rosa.

Le novità sono davvero tante. Ci siamo quasi.

Rivedi il mio intervento Alla Camera

NUOVO CODICE DELLA STRADA: faremo di tutto per votare gli emendamenti alla Camera dei Deputati la settimana prossima.

MODIFICHE AL CODICE DELLA STRADA: auspichiamo di votare gli emendamenti alla Camera dei Deputati la settimana prossima.Al termine della seduta odierna, ho rivolto, a nome di tutte le forze politiche che hanno lavorato sul testo, alla Presidenza della Camera, l'auspicio affinché la stessa si adoperi a mantenere nel calendario dell'aula la seduta per il voto degli emendamenti relativi alle modifiche al Codice della Strada per la settimana prossima.Ci auguriamo che la Commissione Bilancio possa ricevere in tempo dal Ministero dei Trasporti e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze gli ulteriori elementi di integrazione richiesti per dare il parere necessario per approvare il provvedimento alla Camera dei Deputati.L'Italia aspetta da anni queste innovazioni del Codice della Strada con le quali dare impulso alla mobilità sostenibile, alla tutela ambientale e della utenza vulnerabile attraverso le strade scolastiche, le zone 30 e i parcheggi rosa. Le novità sono davvero tante.Ci siamo quasi.

Publiée par Diego De Lorenzis sur Mercredi 29 janvier 2020

Il decreto Clima è legge: per una mobilità sempre più sostenibile

L'immagine può contenere: testoSi parla da tanto tempo di sostenibilità ambientale e mobilità sostenibile. Oggi, dopo anni di slogan e tanti Governi che hanno adottato provvedimenti spesso contrari a questi temi, con il MoVimento 5 Stelle è stato finalmente approvato il 1° atto normativo che l’Italia dedica totalmente alla tutela dell’ambiente, il decreto legge contro i cambiamenti climatici.

In esso si trovano tante nuove misure per contrastare le emissioni clima-alteranti e soprattutto migliorare la qualità dell’aria. Ovviamente parte di queste incidono sui trasporti e il modo in cui ci spostiamo quotidianamente.

Le misure per incentivare la mobilità alternativa e green potranno essere attuate in tutti i Comuni italiani interessati dalle procedure di infrazione comunitaria sulla cattiva qualità dell’aria:

  • 255 milioni di euro dal 2019 al 2024 (di cui 70 milioni nel 2020) per il Programma “buoni mobilità”: i cittadini che volessero rottamare autovetture fino alla classe Euro 4 o motocicli fino alla classe euro 2 e ed euro 3 potranno ottenere buoni mobilità da 500 a 1500 euro da utilizzare entro i successivi 3 anni dalla rottamazione di un veicolo inquinante per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico regionale o locale, biciclette anche a pedalata assistita o per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale, punto della legge per il quale mi sono battuto con forza;
  • 40 milioni di euro (nel biennio 2020-2021) per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale;
  • 20 milioni di euro (nel biennio 2020-2021) per la realizzazione o l’implementazione del servizio di trasporto scolastico con mezzi di trasporto ibridi o elettrici.

Lo ritengo un ottimo inizio, certamente non sufficiente a risolvere tutti i problemi della mobilità ma è sicuramente l’ennesimo passo di un cambiamento concreto verso la sostenibilità del nostro modo di abitare la Terra.

VI corso di esperto promotore della mobilità ciclistica

Oggi ero in duplice veste di parlamentare e di partecipante, per la conclusione del VI corso di Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica dell’Università di Verona.

In 6 anni qui si sono formati 129 esperti provenienti da tutta Italia, per la verità concentrati in gran parte nelle regioni del Nord Italia. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di avviare delle collaborazioni con almeno una università del Centro e una del Sud Italia, per rendere facilmente accessibili questi corsi e magari incentivarli con delle borse di studio.
Il mondo sta cambiando rapidamente e profondamente e sempre più persone chiedono e propongono soluzioni e grazie a questo corso aumentano le competenze per affrontare le nuove sfide globali.

Intervista ad Affari Italiani sul Codice della Strada

La mia intervista su Affari Italiani relativamente al codice della strada.

Per chi è stata pensata questa riforma?

“La riforma del Codice della Strada mira a garantire maggiore sicurezza agli utenti della strada, in particolare gli utenti vulnerabili – ossia persone con disabilità, ciclisti e pedoni -, a incentivare modelli di mobilità sostenibile e snellire le procedure burocratiche. Ad esempio, a favore delle persone con disabilità prevediamo il parcheggio gratis sulle strisce blu quando gli stalli riservati sono occupati e l’inasprimento delle sanzioni per chi parcheggia davanti agli scivoli o nel posto dei disabili. Inserita poi la possibilità, per i Comuni, di predisporre “parcheggi rosa” riservati alle donne in gravidanza o con figli fino a 2 anni. Massima tutela anche per i pedoni, con una nuova segnaletica stradale e, soprattutto, con l’obbligo per gli automobilisti di dare loro la precedenza anche se si trovano in prossimità dell’attraversamento pedonale. La sicurezza stradale parte, in primis, dalle nostre azioni: tutti siamo chiamati ad una maggiore responsabilità, sia che ci troviamo alla guida di un’automobile, sia che circoliamo in bici o a piedi”. 

Altre misure importanti?

“Ci sono diverse norme che, finalmente, ci consentono di metterci al paro con gli altri Paesi europei. Sempre in tema di sicurezza stradale, ad esempio, assume una grande importanza l’introduzione nel codice delle zone scolastiche, con obbligo per i Comuni di istituire limitazioni del traffico nelle strade di fronte agli edifici scolastici, negli orari di entrata e uscita da scuola. Abbiamo poi previsto sanzioni molto pesanti, che arrivano alla sospensione della patente fino a 3 mesi, per chi usa lo smartphone o altri dispositivi elettronici alla guida per funzionalità diverse dalle chiamate in vivavoce o con auricolari. Molto diffuso infatti è l’utilizzo del cellulare per chattare, scattare o postare foto sui social network, e già tra le maggiori cause di incidentalità. Inoltre, abbiamo previsto misure per garantire la massima trasparenza sui proventi delle multe e, in termini di semplificazione burocratica, procedure più snelle per gli utenti e per le forze dell’ordine in caso di controllo della documentazione di guida, che potrà avvenire per via telematica. Come anche la verifica dei punti della patente o il ricorso al prefetto. Tra le misure inserite, anche quella che vieta il servizio di piazza alle carrozze trainate da cavalli, con la possibilità di riconvertire le licenze in altri titoli autorizzativi. Si tutela così, al contempo, la sicurezza stradale, la salute degli animali e l’occupazione”.

Cosa è stato fatto per la mobilità sostenibile?

“Una delle stelle del Movimento simboleggia i trasporti e tra le nostre battaglie storiche c’è proprio quella a favore della mobilità sostenibile. Ecco perché il nuovo Codice della strada per noi si fonda su due principi fondamentali: più sicurezza e mobilità sostenibile in città. Ad esempio, per incentivare l’uso delle bici diamo la possibilità ai Comuni di istituire, agli incroci semaforici, delle linee di arresto avanzate per i ciclisti rispetto agli altri veicoli. In questo modo risulteranno più visibili a tutti e quindi più sicuri. Inoltre le amministrazioni adesso potranno consentire la circolazione delle bici anche nelle corsie preferenziali riservate al trasporto pubblico locale e viene introdotto l’obbligo per tutti i veicoli di mantenere una distanza di sicurezza laterale durante il sorpasso delle biciclette in ambito extraurbano. Tutto questo, ovviamente, fa parte di un lavoro più ampio che stiamo portando avanti di pari passo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in favore di una mobilità sostenibile, moderna e in linea con molti Paesi europei, nel quale rientra l’ecobonus, che attraverso gli incentivi, promuove l’acquisto di autovetture, motocicli e ciclomotori, e ha favorito la crescita delle immatricolazioni di vetture elettriche, arrivate a segnare nel primo semestre dell’anno un +120% rispetto allo stesso periodo del 2018. In questo solco si inserisce anche il progetto sperimentale avviato dal Mit sui dispositivi di mobilità elettrica e a propulsione elettrica, monopattini, segway e hoverboard”.

Nuovo Codice della strada: licenziato il testo

Sono stati mesi intensi di lavoro, di confronto serrato con stakeholder e i gruppi parlamentari e finalmente oggi abbiamo licenziato il testo delle modifiche al codice della strada.

Riporto di seguito alcune delle proposte contenute nel testo che a breve arriverà in aula (appena dopo il parere delle altre commissioni); probabilmente ho dimenticato qualcosa e certamente molti di voi avranno ulteriori suggerimenti, ma non mi sembra affatto poco:

  1. sono istituite le strade scolastiche, cioè l’istituzione di zone a traffico o velocità limitato o aree pedonali nei pressi degli edifici scolastici, almeno negli orari di ingresso e di uscita degli alunni;
  2. sono raddoppiate le sanzioni per chi occupa abusivamente lo stallo di sosta riservato ai disabili;
  3. si obbliga l’adozione delle cinture di sicurezza sugli scuolabus;
  4. sono inasprite le sanzioni per chi non si ferma ai passaggi a livello;
  5. è consentita la circolazione in autostrada e in strade extraurbane principale delle moto elettriche;
  6. è consentita la circolazione in autostrada e in strade extraurbane principale dei motocicli 125 cc purché il conducente sia maggiorenne e in possesso di patente “superiore”;
  7. per la biciclette viene inserita la possibilità di prevedere la “casa avanzata” in prossimità dei semafori e l’obbligo del rispetto di distanza laterale di 1,5 metri dalle bici in fase di sorpasso;
  8. sarà possibile chiedere il duplicato di targhe deteriorate, senza essere costretti a re-immatricolare il veicolo;
  9. viene estesa da 6 mesi ad 1 anno la validità del foglio rosa, così da poter sostenere fino a tre prove di esame per la patente;
  10. viene eliminato il divieto per i neopatentati di guidare veicoli con rapporto tara/potenza basso purché accompagnati da altro conducente “esperto”;
  11. viene consentita, su autorizzazione del Comune, la circolazione delle bici nelle corsie del trasporto pubblico e in doppio senso ciclabile in alcune strade;
  12. sono chiariti i poteri di verifica e accertamento della sosta, previa nomina personale e corso di formazione, attribuiti agli ausiliari della sosta e ai dipendenti delle società di trasporto pubblico, nelle aree di affidamento;
  13. è effettuato entro 20 gg il collaudo dei veicoli adibiti per la guida dei disabili
  14. si modifica la norma sulle revisioni semplificando le procedure (per veicoli merci, per taxi/ncc, per gancio traino e bombole gpl…);
  15. sono consentiti i rimorchi anche per i motoveicoli;
  16. si semplifica l’uso degli stalli di sosta per i veicoli in condivisione pubblica;
  17. viene eliminato l’uso del traino delle carrozze con cavalli per i servizi di piazza;
  18. vengono normati messaggi di sensibilizzazione sociale per il corretto uso degli stalli di sosta riservati a disabili e alle donne in dolce attesa e neomamme;
  19. si attribuisce responsabilità ai conducenti delle auto e di moto e ciclomotori per i trasportati relativamente all’uso delle cinture e del casco, rispettivamente;
  20. è consentito l’uso di targhe speciali per le competizioni sportive;
  21. si regolamenta l’uso della pubblicità nelle rotatorie;
  22. si limita l’ingresso delle auto elettriche nelle ztl limitatamente a quelle istituite per finalità ambientali;
  23. sono inserite le definizioni delle strade a basso traffico;
  24. si elimina il divieto di usare bici elettriche azionate fino a 6km/h da un pulsante;
  25. si definisce meglio la responsabilità per la sistemazione delle bici sul portabici anteriore a sbalzo degli autobus;
  26. viene diminuita la sanzione minima in caso di perdita del ricorso al prefetto (dal doppio ad una volta e mezzo il valore inferiore della multa);
  27. viene favorita la compravendita dei piccoli veicoli agricoli anche per chi è privo di partita iva;
  28. è eliminato l’obbligo di esibire patente e libretto e altra documentazione verificabile in via telematica;
  29. viene semplificato l’obbligo di fornire i dati del conducente in caso in cui la violazione sia commessa dal proprietario
  30. vengono rese più stringenti le norme per il trasporto eccezionale.

Ovviamente ci sono un paio di misure che personalmente non condivido (l’obbligo dell’uso del casco per i minori di 12 anni e la necessità del preavviso di notifica per le violazioni della sosta) però tutto sommato mi sembra un bel cambiamento!

Ringrazio tutti i colleghi M5S della mia commissione e le tante persone incontrate in questi mesi per i suggerimenti e le critiche anche feroci ma serie e motivate sul provvedimento.

Codice della Strada: continuiamo a lavorarci

Dopo mesi di lavoro sul Codice Della Strada oggi sono stati presentati dai relatori i pareri anche sugli articoli rimanenti da 4 al 9 e le contestuali riformulazioni per quegli emendamenti delle opposizioni che riteniamo di poter accogliere, sebbene con un testo diverso. Tra questi è stato riformulato anche l’emendamento del collega del Pd, on. Gariglio, che riprende in sostanza quanto acquisito nelle audizioni dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Crediamo che l’epoca della sosta selvaggia debba finire e che sulla strada ci voglia rispetto reciproco tra le persone: gli enti locali devono poter agire con trasparenza contro coloro che non rispettano le regole, come confermato anche da una giurisprudenza sedimentata sebbene non sempre univoca. Come ribadito anche in altre occasioni, è unanime per tutti i gruppi parlamentari la necessità di stabilire con chiarezza le funzioni da attribuire agli ausiliari della sosta e al personale delle aziende del trasporto pubblico, nel quadro di una mobilità urbana profondamente rinnovata negli ultimi decenni, certamente diversa da quando la legge Bassanini è stata approvata.

Atteso che tali funzioni verranno conferite in maniera nominale dal Sindaco come peraltro già avviene per dipendenti del Comune e personale di società private come Anas e Trenitalia, e considerato che i vigili urbani oggi sono impegnati in altri compiti certamente più gravosi (manifestazioni, incidenti stradali, verifica residenze, verifiche attività commerciali,…), abbiamo ritenuto assurdo che essi non possano essere coadiuvati nelle funzioni di verifica e accertamento delle violazioni relative alla sosta dagli ausiliari prevedendo in maniera esplicita l’intervento di questi ultimi anche al di fuori delle aree a pagamento. Può un’auto in sosta sulle strisce pedonali, su un marciapiede, su uno scivolo disabili, su una pista ciclabile, al centro della carreggiata, in prossimità di una intersezione non creare danno ad altri cittadini pur “rubando” spazio pubblico riservato ad altri? Ovviamente no, altrimenti non esisterebbero le regole che consentono una civile convivenza. Un veicolo parcheggiato in maniera non corretta crea intralcio o pericolo per altri utenti della strada: poco importa che siano veicoli della medesima categoria o peggio siano utenti più deboli come ciclisti e pedoni (inclusi anziani, disabili e bambini!).

Tutto il provvedimento rispecchia la volontà del Governo e della maggioranza di dare segnali tangibili per il miglioramento della sicurezza stradale e va valutato nel suo complesso, considerato che abbiamo riflettuto con la massima attenzione su ogni contributo che i parlamentari e tutti gli attori coinvolti hanno fornito, accogliendo ove possibile tutte le sollecitazioni pervenute in un clima di massima collaborazione e disponibilità al dialogo.

Vogliamo rendere le nostre città più vivibili e dare alternative comode ed economiche agli spostamenti urbani, perseguendo al contempo l’obiettivo di pretendere il rispetto delle regole condivise da parte di tutti i cittadini, indipendentemente dal veicolo che usano. Su questi temi, come testimonia la richiesta dei sindaci di ogni colore politico non si può fare una battaglia ideologica, adducendo strumentalmente l’alibi della multa selvaggia per giustificare ancora la #SostaSelvaggia.

Modifiche al Codice Della Strada

Nel testo unificato approvato martedì all’unanimità dalla Commissione IX Trasporti della Camera dei Deputati ci sono tante proposte sulla mobilità attiva. Tra queste meritano di essere ricordate le 4 che cambieranno gli spostamenti urbani, contribuendo a spostare quote modali dalle auto private alla bicicletta.

1 – Casa avanzata: è una assoluta innovazione nel nostro ordinamento; uno spazio riservato davanti al flusso automobilistico negli incroci semaforizzati.
Presenta due indubbi vantaggi: evita che i ciclisti respirino gas di scarico e soprattutto li rende visibili, consentendo loro di attraversare o svoltare (a sx e a dx) in piena sicurezza.
Ovviamente, è discrezione delle amministrazioni adottare questa misura e scegliere in quali intersezioni con semaforo sia utile avere questa zona di salvaguardia (dipende dal flusso veicolare, dal numero di ciclisti, dalla complessità dell’intersezione,…).

2 – Uso promiscuo delle corsie/strade riservate al trasporto pubblico: con questa norma si riconosce la correttezza di una misura già adottata da tante amministrazioni locali (da Palermo a Bolzano) e si vincono le resistenze di assessori e dirigenti comunali che ancora sono ritrosi a introdurre questa soluzione, per rendere più sicura la circolazione dei ciclisti.
Risponde a due esigenze: evitare che in talune situazioni (corsia riservata del tpl sulla destra della carreggiata), il ciclista sia in mezzo a due correnti di traffico motorizzato (auto a sx e bus a dx) e, in secondo luogo, permettere di sfruttare il percorso del tpl per completare itinerari ciclabili più diretti e veloci.
Anch’essa è una misura a discrezione dell’ente locale che valuterà se adottarla, di concerto con l’azienda di trasporto pubblico locale, in funzione delle frequenze dei mezzi pubblici, del numero di ciclisti, della posizione e ampiezza della corsia nella carreggiata, la presenza di taxi/ncc e più in generale delle condizioni di sicurezza.

3 – Moderazione traffico nelle “strade scolastiche”: i sindaci sono obbligati entro un anno, in prossimità degli edifici scolastici, ad adottare una misura di “traffic calming” (pedonalizzazione, zone 30 o ztl) almeno negli orari di ingresso e uscita degli alunni/studenti. Anche questa è una misura “europea” di buon senso che cerca di ripristinare condizioni di normalità in cui viene privilegiata la mobilità attiva (a piedi e in bicicletta) e attraverso quest’ultima promuove l’autonomia degli alunni e la tranquillità dei genitori, aumentando vivibilità del contesto urbano, liberandolo da congestione, smog e rischio di incidentalità.

4 – Distanza laterale di sicurezza di almeno 1,5 metri durante il sorpasso delle biciclette in ambito extraurbano: anche tale intervento è una assoluta innovazione e ci allinea ai Paesi europei (Francia, Spagna, Germania,…) e del mondo che riconoscono uno spazio vitale di rispetto del ciclista, non più percepito come intralcio, ma come legittimo fruitore della strada con pari dignità di quella dell’utenza motorizzata. È un intervento con risvolti pratici nella misura in cui si modificano culturalmente atteggiamenti e comportamenti che diano maggiore attenzione verso l’utenza più vulnerabile, cui pertanto deve essere assicurata l’incolumità con l’assunzione di responsabilità della componente motorizzata del traffico stradale.