Blocco per gelo Frecciarossa Taranto-Roma: il disagio si ripeterà presto!

Nel dicembre del 2016 ci sono stati diversi trasbordi dovuti al freddo del treno Frecciarossa Taranto-Milano, via Roma per i quali avevo presentato una interrogazione. Finalmente il Ministro ha risposto: Assurdo! La situazione è allarmante perché nonostante il Ministro abbia confermato che la il problema interessi molte linee ferroviarie, ammette di non aver intrapreso alcuna iniziativa affinché questi disservizi non si ripetano!

Inoltre ad un anno di distanza dall’inizio della sperimentazione, il Ministero non è in grado chiarire quanto costi alle casse pubbliche il Frecciarossa fino a Taranto, pagato come intercity dalla Basilicata, e se questo servizio sia economicamente sostenibile come servizio a mercato.

Ormai su ogni problema di Trenitalia e della infrastruttura ferroviaria, il Governo si dimostra totalmente assente come se non avesse il dovere di vigilare sulla qualità dei servizi resi dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato. Questo approccio conferma che siamo governati da politici incapaci di preoccuparsi dei diritti dei cittadini e piuttosto molto interessati a mantenere la poltrona!

 

Zes Taranto: la Regione escluda le industrie inquinanti dagli incentivi.

Continuano i lavori per l’istituzione della ZES a Taranto a cui si affianca la proposta della Regione Basilicata di realizzare una ZES interregionale. Come avevamo previsto e denunciato il PD lavora ad una sinergia tra Basilicata e Puglia per agevolare l’estrazione di petrolio di ENI e Total e le altre industrie inquinanti nelle due regioni, permettendo loro di ottenere benefici fiscali ad discapito delle altre attività innovative, sostenibili e ad alto tasso di occupazione!

Nella delibera di giunta regionale lucana con cui si promuove la ZES con Taranto si scopre che l’accorpamento non è con Matera bensì con la piastra logistica di Ferrandina.

Sul lato lucano c’è anche il sospetto che tali benefici siano stati pensati per farne beneficiare al polo logistico funzionale alle attività altamente impattanti per la salute e l’ambiente, di Tecnoparco in tema di rifiuti.

Pertanto il PD e la Regione Puglia e  la Regione Basilicata, ancora una volta, stanno ammettendo chiaramente ai cittadini di essere asserviti agli interessi particolari delle grandi industrie inquinanti senza alcuna idea di futuro e alcuna intenzione di una reale riconversione economica dell’arco ionico.

ZES e petrolio: dubbi sul provvedimento approvato al Senato.

Approvato al Senato il decreto 91/2017 che agli articoli 4 e 5 disciplina le Zone Economiche Speciali in meridione. In base a quanto previsto dal nuovo decreto, la ZES può essere costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale e comprendano almeno un’area portuale. Inoltre, vi è la possibilità di realizzare una ZES interregionale: pertanto, aeree della Basilicata potrebbero agganciarsi a città come Taranto, che, tuttavia, nel relativo gruppo di lavoro proprio sulle ZES, vede la presenza del Prof. Aldo Berlinguer (ex assessore all’Ambiente della Basilicata ed ex cda della gestione crediti di MPS e Banca Antonveneta) che ha sviluppato alcuni studi sulle zone franche e sulla fiscalità differenziata sui prodotti energetici in Basilicata trattando proprio di petrolio.

Rimangono dubbi sulle ZES soprattutto perchè si prospetta un inquietante intreccio con il petrolio lucano visto che il decreto impone un “nesso funzionale” come condizione per estendere la ZES anche in aree non adiacenti che tra la Basilicata e il porto di Taranto, è proprio il petrolio. Pertanto, le agevolazioni fiscali potrebbero avvantaggiare le multinazionali petrolifere che in questo periodo stanno passando un brutto momento.

Inoltre i criteri per l’istituzione della ZES saranno stabiliti da un decreto ministeriale del Governo PD che fino ad oggi ha sempre agevolato le multinazionali petrolifere. Si tratta di un indirizzo politico ben lontano dal volere dei cittadini che sia in Basilicata che in Puglia hanno dimostrato una forte opposizione ad una politica energetica basata sullo sfruttamento dei fossili.

Le occasioni perse si sprecano: si poteva discutere nel merito e con i territori di che tipo di modello produttivo ed economico si volesse agevolare. Non a caso in Senato è stato respinto l’emendamento del M5S che proponeva di inserire tra i criteri dell’istituzione della ZES anche quello della riconversione economica delle aree. Questo significa che vogliono continuare ad agevolare gli attuali assetti produttivi inquinanti. Ancora una volta il Governo utilizza i fondi di Coesione per imporre al sud una politica industriale vecchia fatta di idrocarburi e attività ottocentesche.

Frecciarossa: malfunzionamento Taranto-Roma

frecciarossaIl treno Frecciarossa che ha compiuto il suo primo viaggio l’11 dicembre 2016 ha già effettuato due trasbordi a Napoli per problemi al pantografo a causa delle temperature basse della Basilicata.

Siamo ad un evidente paradosso! Mentre i servizi per garantire il Trasporto Pubblico Locale sono in difficoltà a causa del continuo taglio dei fondi, le Regioni trovano fondi per coprire costi di servizi che dovrebbero mantenersi con il solo mercato peraltro senza un bando di gara per stabilire a quale azienda di trasporto affidare il servizio!

Per di più, nella fiera dell’assurdo, il treno più evoluto di Italia, il Frecciarossa 1000, si ferma a causa delle temperature rigide non appena conclusa la passerella dei governatori del PD di Puglia e Basilicata! Il Frecciarossa si è dovuto fermare due volte in pochi giorni creando scandalosamente enormi disagi ai passeggeri!

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Ho presentato una interrogazione a Delrio su entrambi gli aspetti: i problemi causati ai cittadini e l’impiego di risorse pubbliche pari a 3 milioni di euro impegnati dalla Regione Basilicata, perché è impensabile in un Paese civile che al danno i cittadini italiani debbano sopportare anche la beffa senza alcuno straccio di spiegazione ufficiale!

Taranto perde gli Intercity per Roma

hqdefaultL’11 dicembre 2016 è stato inaugurato il viaggio del Frecciarossa . Dalla stampa si evince che dal prossimo contratto di servizio con Trenitalia, verranno soppressi le due coppie di treni Intercity che da Taranto, attraverso la Basilicata, giungono fino a Roma. 

E’ una vergogna! I politicanti in questi giorni avevano osannato il nuovo Frecciarossa senza considerare Taranto probabilmente perderanno due coppie di Intercity con Roma. Per cui il Frecciarossa fino a Napoli va alla stessa velocità degli Intercity con un costo del biglietto più elevato ma vengono tolte due coppie di treni giornalieri che effettuano il servizio “universale” cioè grazie alla copertura dello Stato nel contratto di servizio con Trenitalia.

Se il servizio sperimentale del Freccia non sarà ritenuto remunerativo verrà cancellato unilateralmente, facendoci sprofondare nel più assoluto isolamento! Infatti i servizi a mercato come i Freccia, a differenza degli intercity devono sostenersi con i ricavi dei biglietti. Per queste ragioni, ho presentato un’interrogazione al Ministro Delrio

maxresdefaultQuesto è l’ennesimo schiaffo alla Puglia e alla Basilicata in aggiunta ai tagli e ai disservizi degli ultimi anni operati da tutti i Governi! Presto avremo un Governo del M5S: l’unico in grado di garantire finalmente a tutti il diritto alla mobilità!

Stabilità: Renzi impone Tempa Rossa a Taranto, ulteriore regalo alle lobby del petrolio!

tempa-rossa1L’emendamento del Governo, presentato il 13 dicembre alla Legge di Stabilità 2015, manifesta la volontà del premier Renzi e della partitocrazia di procedere, senza intoppi, alla realizzazione del progetto Tempa Rossa. Aspra denuncia del M5S

Con l’emendamento presentato sabato scorso, il Governo vuole che il regime di “autorizzazione unica” di competenza del Ministero dello Sviluppo Economico varrà anche per “le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria, alle opere accessorie, ai terminali costieri e alle infrastrutture portuali strumentali allo sfruttamento di titoli concessori esistenti, comprese quelle localizzate al di fuori del perimetro delle concessioni di coltivazione di idrocarburi”. In sostanza, si tratta del progetto Tempa Rossa per Taranto. L’autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio, rilasciata dalla stessa amministrazione, comprende la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi nonché la variazione degli strumenti urbanistici e dei piani di gestione e tutela del territorio comunque denominati.

L’autorizzazione, inoltre, sostituisce, anche ai fini urbanistici ed edilizi nonché paesaggistici, ogni altra autorizzazione, concessione, approvazione, parere, atto di assenso e nulla osta comunque denominati, previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo a costruire e ad esercire tutte le opere e tutte le attività previste nel progetto approvato, fatti salvi gli adempimenti previsti dalle norme di sicurezza vigenti. Infine, l’autorizzazione produrrà gli stessi effetti previsti per le concessioni di coltivazione e ricerca di idrocarburi previsti dal decreto Sblocca Italia, rivestendo carattere di interesse strategico e di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili. Le disposizioni si applicano, su istanza del proponente, solo alle opere rispetto alle quali sia già stato adottato un decreto di compatibilità ambientale. Quindi, per Tempa Rossa a Taranto, si tratta della VIA già rilasciata ad ottobre 2011 con Decreto del Ministero dell’Ambiente dov’era assente il parere della Regione Puglia guidata da Nichi Vendola (SEL). Un parere favorevole giunto un mese dopo, assieme ai pareri sempre favorevoli di Provincia e Comune di Taranto, tutti a guida PD.

Sarà, poi, il Presidente del Consiglio, in caso di mancata ‘intesa’ con le regioni e gli enti territoriali, l’unico a poter decidere, concentrando una serie di prerogative autoritarie che ricordano tempi bui, che speravamo ormai passati. Con un altro emendamento, si tappa la bocca agli enti locali che vogliono fermare questa deriva autocratica perché ci sarà anche la possibilità che le Regioni possano raggiungere il pareggio di bilancio con le royalties, anziché usarle per le opere di compensazione. Un regalo che consentirà di recuperare una parte dei tagli a scapito del territorio. Con questa disciplina contabile, saranno scoraggiate quelle Regioni che avevano intenzione di impugnare il decreto Sblocca Italia. Renzi pensa ancora ad avvelenare Taranto, l’Italia e l’ambiente. Infatti, nel testo dell’emendamento manca solamente la dicitura ‘Tempa Rossa’ per formalizzare esplicitamente la volontà dei partiti e delle multinazionali che sfruttano i combustibili fossili di penalizzare ancora il sud Italia. Un emendamento ‘ad aziendam’ disumano, viste le criticità ambientali in cui versa Taranto a causa delle industrie presenti, ed allo stesso tempo incomprensibile, visto che il greggio Tempa Rossa, estratto in Basilicata, è di pessima qualità, tanto che dovrà esser portato altrove per la sua lavorazione. Il Governo, per giunta, accelera le autorizzazioni, nonostante manchi ancora il ‘Rapporto definitivo di Sicurezza’ su Tempa Rossa. L’emendamento non sembra scritto da tecnici dello Stato Italiano ma da tecnici di Eni, Total e Shell in quanto, anche nella relazione illustrativa, l’approccio è il medesimo che si legge nella propaganda di queste multinazionali del petrolio che tentano di convincere le popolazioni meridionali che questa nefandezza porti dei vantaggi.

Ancora una volta Renzi viene utilizzato come un burattino nelle mani delle multinazionali che cercano un modo per una veloce realizzazione del progetto Tempa Rossa sorvolando sulla sempre maggiore opposizione delle popolazioni locali. Un progetto che umilia i cittadini di Puglia e Basilicata, uniti nella sventura di aver eletto amministrazioni a guida PD incapaci di proteggere i beni comuni e colpevoli della svendita del territorio al miglior offerente. Il M5S si pone accanto a chi combatte da anni la realizzazione di questi progetti che ancorano l’Italia al Medioevo, mentre il Governo ignora ogni proposta di reale innovazione con il miglioramento dell’attuale modello economico. Per questi motivi voteremo contrariamente all’emendamento del Governo e non daremo mai la fiducia ai partiti.

Per denunciare queste manovre invitiamo tutti i simpatizzanti, gli attivisti del M5S a partecipare senza simboli e bandiere, alla manifestazione a Taranto convocata dagli studenti venerdì 19 dicembre.

Acqua del Pertusillo: i Ministri intervengano!

Il lago artificiale “Pietra del Pertusillo” in Basilicata è un Sito di Interessa Comunitario e si trova nei pressi del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese. Il fiume Agri che alimenta l’invaso, è a sua volta alimentato da circa 650 sorgenti sotterranee. La funzione dell’invaso Pertusillo è quella di rifornire di Acqua due Regioni come la Puglia e la Basilicata per usci civili e irrigui. Da diversi anni si manifestano strani eventi all’interno dell’invaso che provocano una moria di pesci e diverse analisi di enti pubblici e cittadini privati portano a conoscenza della presenza di tracce di idrocarburi e metalli pesanti nell’acqua dell’invaso. Ho presentato una interrogazione i Ministri Galletti, Guidi, Lorenzin e Martina e chiede accertamenti e blocco delle concessioni di idrocarburi.

L’invaso del Petusillo costituisce una risorsa indispensabile per milioni di persone che ogni giorno utilizzano l’acqua in esso contenuta per usi civili e per l’agricoltura. Dopo opportuna potabilizzazione l’acqua viene servita alla cittadinanza di una regione a costante crisi idrica come la Puglia. La sua importanza è fondamentale perchè fornisce acqua che è sempre stata considerata di ottima qualità e che tutt’oggi beviamo perchè crediamo nella sua bontà. Ma da diverso tempo ci sono troppo minacce che circondano il Pertusillo e sono rappresentate principalmente dalle concessioni petrolifere che trivellano il suolo lucano a non molta distanza dal Pertusillo.

A prescindere che l’aver rilasciato concessioni per gli idrocarburi vicino ad un invaso fondamentale per milioni di persone sia stato un gesto di irresponsabilità inaudita, perchè il Governo Renzi continua a fovorirne le attività estrattive? Diverse analisi di privati cittadini ma soprattutto di Enti come l’ARPAB e l’AQP spa, testimoniano la presenza di tracce di idrocarburi e metalli pesanti, che seppur nei limiti consentiti dalla legge, costituiscono un segnale che dovrebbe portare tutti gli Enti e le Amministrazioni ad approfondire la vicenda nell’interesse di milioni di persone. Inoltre per metalli pesanti come il Bario, non vi è un vero limite sancito dalla legislazione italiana, e questa indeterminatezza, lascia purtroppo pensare.

Non possiamo sottovalutare il fatto che tutte le pratiche e tutte le caratteristiche degli elementi utilizzati per trivellare e per reiniettare le acque di strato nel sottosuolo, non siano pubbliche. Il Pertusillo è sacro e niente e nessuno ne deve minacciare, anche teoricamente, la salubrità dell’acqua contenuta all’interno.

Per questo nell’interrogazione si chiede se i Ministri siano a conoscenza dei fatti espressi in premessa e quali iniziative intendano adottare per accertare lo stato qualitativo dell’acqua dell’invaso del Pertusillo e il suo presunto inquinamento derivante dalle attività di estrazione e lavorazione degli idrocarburi e reiniezione delle acque di strato. Per questi motivi nell’interrogazione si chiede  quali iniziative i Ministri intendano adottare al fine di garantire la qualità dell’acqua degli invasi lucani – a cominciare dall’invaso del Pertusillo – e l’impiego per uso potabile e irriguo, se i Ministri Guidi e Galletti al fine precauzionale intendano promuovere una moratoria delle attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi nella regione Basilicata. E ancora, quali iniziative intenda adottare il Ministro Galletti al fine di salvaguardare dall’impatto antropico il Parco Nazionale e il SIC del Pertusillo, nonchè le 605 sorgenti sotterrane. Se il Ministro Lorenzin, in via precauzionale, intenda intraprendere indagini a favore delle popolazioni servite al fine di accertare lo stato di salute e in fine al ministro Martina se in via precauzionale, intenda intraprendere indagini al fine di conoscere lo stato qualitativo dei campi irrigati con l’acqua proveniente dall’invaso del Pertusillo. Il Pertusillo è un bene comune che ci garantisce un diritto umano inalienabile ed imprescindibile. Guai a sottovalutarne l’importanza!

Tempa Rossa: il Ministro dell’Ambiente annulli le autorizzazioni VIA già rilasciate

stop-tempa-rossa-rossoIl progetto Tempa Rossa a Taranto è stato oggetto di una prima valutazione ambientale terminata nel 2011 e di un secondo provvedimento in merito all’assoggettabilità a VIA, terminato nel 2014. La normativa nazionale e alcune sentenze del TAR hanno ribadito che per un unico progetto imprenditoriale, occorre svolgere una Valutazione Ambientale, unica e complessiva degli impatti ambientali e questo non è avvenuto per il progetto Tempa Rossa alla raffineria ENI di Taranto.

La normativa sulla movimentazione e il riutilizzo delle terre e rocce da scavo, è alquanto confusionaria e in continuo cambiamento da parte del Governo centrale, tanto che anche nel famigerato “sblocca-Italia”, giustamente anche per questo ribattezzato <<sfascia-Italia>>, è nuovamente oggetto di cambiamento in quanto riguarda all’art.8 la disciplina semplificata del deposito preliminare alla raccolta e della cessazione della qualifica di rifiuto delle terre e rocce da scavo che non soddisfano i requisiti per la qualifica di sottoprodotto e la disciplina della gestione delle terre e rocce da scavo con presenza di materiali di riporto e delle procedure di bonifica di aree con presenza di materiali di riporto.

stop-tempa-rossaSe poi si considera che i dati di caratterizzazione della contaminazione dei terreni nel perimetro della raffineria ENI, avvenuti in periodi differenti hanno evidenziato un incremento dei quantitativi di terreno contaminato inizialmente previsti, da 650 m3 a 30.000 m3 e pertanto, tali volumi rientrano nel computo totale delle terre da movimentare nell’ambito del progetto Tempa Rossa, possiamo arrivare a due deduzioni logiche: in primis, che l’inquinamento è aumentato nel sito di Taranto e, in secondo luogo, che la valutazione ambientale è stata rilasciata in presenza di dati non aggiornati e quindi non corrispondenti alla realtà dello stato di contaminazione.

A fronte di ciò, attraverso l’interrogazione si chiede di annullare e ripetere l’intera procedura di VIA tenendo presente tutti i fattori aggiornati. La città di Taranto dovrebbe essere bonificata dai veleni, invece il Governo Renzi, che persegue la politica legata ai fossili e addirittura di qualità scadente, continua ad agevolare e ad autorizzare impianti industriali che hanno impatti sull’ambiente circostante ormai saturo di inquinamento. Questo è ormai chiaro a tutti tranne che alla maggioranza di Governo. Invitiamo Renzi e i ministri, durante le prossima visite a Taranto, a rimanere ed interloquire con la cittadinanza informata, invece di scappare e offenderla come sono soliti fare con chi, legittimamente, contesta le politiche perseguite: senz’altro i cittadini avranno modo di illustrare l’assurdità di un progetto che condanna per l’ennesima volta, Taranto e i tarantini.