ZES: non si ragiona sui criteri.

Anche gli addetti ai lavori considerano prioritario capire il modello economico da perseguire con le ZES: i criteri che le disciplinano sono fondamentali, è mancata e continua ad essere assente una seria discussione su quale idea di futuro si voglia in Puglia. Pertanto, pensare che avere una ZES equivalga automaticamente a dare prosperità al territorio, è una mera illusione! Occorre pianificare come la ZES possa servire il territorio e non il contrario: i più grossi poli industriali pugliesi continuano tutt’oggi a sfruttare i territori, producendo inquinamento e disoccupazione: questo modello deve essere definitivamente abbandonato.

Appare evidentemente campanilistica la discussione dei partiti su quali comuni debbano rientrare nelle ZES: vogliono che continui l’attuale, ormai obsoleto, modello economico, che spartisce potere e incentivi agli imprenditori amici che finanziano campagne elettorali e promettono assunzioni per mantenere il consenso. A loro non interessano le alternative economiche basate su innovazione e sostenibilità che sono anche quelle a maggiore tasso di occupazione, professionalità più qualificate e stipendi più elevati.

Nel Decreto del Governo verranno individuati i criteri attraverso i quali si svilupperanno le ZES. Purtroppo sono passati quasi due mesi dalla scadenza dei termini dell’emanazione del decreto del Governo e i molti annunci sono stato puntualmente smentiti. È importante che vengano escluse dagli incentivi le industrie inquinanti, quelle deturpano il territorio e quelle che possano mettere in crisi le nostre produzioni eccellenti che contraddistinguono il made in Italy.

Porto di Taranto: inaugurazione al Polisettoriale

Il Governo continua a fare passerelle a Taranto, ma la situazione rimane bloccata! Anche nell’occasione dell’inaugurazione della pista logistica a dicembre del 2015 abbiamo sentito toni trionfalistici da parte del Governo eppure a quasi due anni di distanza è completamente inutilizzata.

Taranto sta già pagando il pesante fardello di una colonizzazione di grandi industrie inquinanti scollegate dal contesto territoriale, non si deve commettere lo stesso errore di 60 anni fa! Il porto deve essere al servizio della città e non il contrario!

Il futuro del porto e della città di Taranto non è diventare una propaggine della Cina e delle multinazionali, senza alcuna visione di rilancio delle eccellenze e delle aziende italiane.

Manca la discontinuità con il passato: gli ultimi provvedimenti del Governo PD, ad esempio l’istituzione delle ZES, rischiano di essere funzionali ad agevolare le industrie dannose come ENI, ILVA e il progetto Tempa Rossa. Se così non fosse, per quale motivo in commissione al Senato sono state bocciate le proposte del M5S che puntavano alla riconversione economica?

Se si fosse realizzata solo un’unica Autorità di Sistema Portuale si sarebbe ottenuto un giusto coordinamento tra i porti pugliesi e a beneficiare sarebbe stata tutta la Puglia. Tuttavia, il campanilismo e la brama di distribuire poltrone ha prodotto due autorità con il risultato di avere la competizione tra i porti invece di un loro maggiore coordinamento con politiche utili alla Puglia e al Paese.

Autorità di Sistema Portuale di Bari: Rotice nel Comitato portuale.

Continua a far discutere la nuova gestione dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Adriatico meridionale del professor Ugo Patroni GriffiGiunge la notizia, infatti, che il Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi abbia comunicato la formale designazione dell’Ing. Gianni Rotice quale componente del Comitato di gestione di tale Autorità, in rappresentanza del porto di Manfredonia.

Già dalla designazione del Professor Patroni Griffi come Presidente avevamo denunciato l’inopportunità politica perché è inaccettabile procedere a nomine in ruoli chiave delle Istituzioni secondo logiche che possano anche solo lontanamente ricondotte a influenze partitiche e familistiche senza garantire trasparenza, meritocrazia, specchiata moralità e assenza di conflitti di interessi anche solo potenziale dei candidati!

Il metodo seguito è infatti la priorità della spartizione di poltrone e nomine con la medesima logica priva della dovuta trasparenza e della necessaria competenza professionale nel merito inoltre la recente “designazione” dell’Ing. Rotice si rivela in pieno conflitto d’interesse dovuto ai diversi ruoli ricoperti dal medesimo già Presidente di Confindustria Foggia e di Presidente della GESPO, proprietaria del porto turistico “Marina del Gargano” di Manfredonia e titolare di concessione demaniale, senza dimenticare che la “Gianni Rotice S.r.l.” a socio unico è stata aggiudicataria di alcuni lavori nel Porto commerciale di Manfredonia. Inoltre sembra mancare l’esperienza nel campo della gestione e dello sviluppo marittimo richiesta per ricoprire l’incarico nel Comitato portuale.

E’ possibile che non esistano altri candidati in tutto il nostro Paese capaci, competenti, esperti e meritevoli idonei a ricoprire quel ruolo senza possibili conflitti di interesse? Per questo abbiamo chiesto con un’interrogazione al Ministro Delrio se intenda avallare questo modo di procedere o invece intervenire per impedire ogni possibile conflitto di interesse nel rispetto di procedure pubbliche anche coinvolgendo l’Autorità nazionale Anticorruzione. La priorità deve essere il rilancio del Porto e delle attività economiche che possano aiutare la crescita dei territori!

Autorità portuale di Bari: Delrio NON risponde su nomina Patroni Griffi.

Dopo aver denunciato da tempo l’assoluta mancanza di trasparenza e le numerose irregolarità ed illegittimità nelle procedure di nomina, sul caso di Bari, avevo posto quesiti specifici e puntuali sulla nomina del Professor Patroni Griffi che Delrio ha del tutto ignorato. 

Il Ministro ha deliberatamente dimenticato che la stessa Autorità Anticorruzione ha chiesto ulteriori chiarimenti sull’ipotesi di incompatibilità prevista dalla legge Gelmini in merito agli incarichi universitari! È evidente che si è voluto procedere secondo vecchie logiche affaristiche escludendo i cittadini e i loro rappresentanti dalla partecipazione democratica a scelte importanti per la vita politica ed economica

Esprimendo l’intesa sulla nomina di Patroni Griffi, anche il PD regionale è complice di questo ennesimo abuso di potere!

Il PD non solo quindi decide a porte chiuse ma nega persino i rilievi di un’autorità indipendente bloccando le prerogative costituzionali di verifica e controllo ai parlamentari, pur di portare a termine accordi interni pensando di poter gestire tutto come fosse un affare privato o di famiglia.

Patroni Griffi al porto di Brindisi. Ci aspettavamo più di una passerella!

Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico meridionale, Patroni Griffi, si è recato a Brindisi in occasione del primo accosto della nave da crociera Msc. Esclusivamente una passerella: il Presidente Patroni Griffi, calato dall’alto dalla politica nazionale, con il consenso del finto oppositore interno al PD Michele Emiliano, ha sfilato a Brindisi, rilasciando dichiarazioni che non dicono alcunché su come intenda gestire l’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico meridionale. Il Professor Patroni Griffi ancora non ha spiegato come migliorare il sistema dei porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli, senza discriminare l’uno rispetto all’altro. Ancora non ha dichiarato quali politiche metterà in atto in relazione all’Autorità di Sistema Portuale dello Jonio, cioè di Taranto, senza che la Puglia, il Sud Italia e il Paese intero ne abbiano uno svantaggio.

Patroni Griffi ha dichiarato alla stampa di essere esterno al sistema della portualità e di non avere interessi di alcun genere.

Al contrario di quanto affermi, il professore Patroni Griffi è in potenziale conflitto di interesse. Infatti, a lui potrebbero essere riconducibili notevoli interessi economici e commerciali privati di alcune società che operano nell’area portuali di Bari.

Più volte abbiamo chiesto di risolvere il doppio ruolo di Griffi che è allo stesso tempo docente e Presidente di un’Autorità di Sistema portuale comprendente ben 5 porti. E’ impossibile che riesca a svolgere al meglio questi due ruoli: al Governo PD non interessa gestire al meglio i sistemi portuali ma solo spartire le poltrone.

A sette mesi dall’entrata in vigore della riforma dei porti italiani, non c’è stato alcun miglioramento. La <<novità>> della riforma, puzza di vecchia politica: finora ci sono state nomine di Presidenti senza trasparenza dato che i cittadini non hanno potuto neanche conoscere chi fossero gli altri aspiranti Presidenti. Le nomine spesso rispondono al solito metodo spartitorio da Prima Repubblica invece che a criteri meritocratici: finora questo è l’unico risultato della aberrante riforma portuale del PD!

Autorità di sistema portuale del mare adriatico Meridionale: Griffi, proposta inaccettabile!

La presidenza delle nuove Autorità di Sistema Portuale riveste un ruolo fondamentale per il territorio e per tutta l’economia nazionale.  Per questo tipo di nomine l’Autorità nazionale anticorruzione ha imposto la necessaria ed imprescindibile assenza di ogni ipotesi, anche solo potenziale, di conflitto di interessi.

Sulla proposta di nomina del Governo per la presidenza dell’Autorità di sistema portuale del mare adriatico Meridionale (Porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) del Professore Ugo Patroni Griffi votata oggi della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, con 30 presenti, 28 votanti, 17 favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti.

Dopo aver segnalato ovunque, l’inopportunità della nomina di Patroni Griffi, il Governo senza rispondere alle nostre obiezioni in 4 interrogazioni e senza consentire alcuna discussione né partecipazione, ha confermato la sua proposta inaccettabile in Commissione: il M5S è stato ovviamente contrario perché si tratta dell’ennesima nomina con il solito vecchio metodo spartitorio da Prima Repubblica, condito dalla deriva accentratrice del nomina diretta del Ministro, frutto della recente e aberrante riforma portuale.

Oltre alla questione di metodo, privo di trasparenza e forse figlio di logiche partitiche e familistiche, a fondare la nostra opposizione è anche il merito della nomina specifica, dato che al Professor Patroni Griffi potrebbero essere riconducibili notevoli interessi economici e commerciali privati con delle società che operano nell’area portuali di Bari e quindi è in potenziale conflitto di interesse con la carica che andrebbe a ricoprire.

Il Professor Patroni Griffi, infatti, risulterebbe in evidente conflitto di interessi, generalizzato e permanente, tra controllore e controllato, in quanto con i suoi provvedimenti in ambito di concessioni demaniali da Presidente interverrebbe in maniera decisiva sull’attività di due società: la prima, la CDS marine srl “cantiere nautico” che è concessionaria di area demaniale marittima nel porto di Bari di circa 5.000 mq facente capo al Sig. Nicola Signorile, legato da parentela con lo stesso Griffi, nonché socio e Amministratore delegato della società SAICAF Spa di Bari, della quale è socio anche Griffi; la seconda è Il Circolo della Vela di Bari, la cui presidente è la Sig.ra Simonetta Lorusso, zia del Professore Patroni Griffi, che è concessionario di un’area demaniale marittima di complessivi 3.039 mq nel Porto di Bari che, come da accordi con l’Autorità portuale, nella stagione crocieristica viene utilizzata per le operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri delle navi MSC Crociere. Pertanto, è evidente che, qualora il Professore Patroni Griffi dovesse esser nominato Presidente dell’Autorità portuale, a causa dei legami familiari e delle quote che detiene nelle società citate, risulterebbe in palese conflitto di interessi nella gestione, nella vigilanza e nel rinnovo delle concessioni demaniali, di cui si occuperebbe perché direttamente ricadenti nel porto di Bari, rendendo impossibile la garanzia di imparzialità dell’azione amministrativa.

La nomina del candidato proposto dal Governo risulta ancor più irricevibile in quanto il Professor Patroni Griffi risulta esser attualmente imputato in un processo penale con l’accusa di truffa e falso ideologico. Se non bastasse tutto questo per bollare come irricevibile la proposta di nomina del Governo si aggiunge anche un problema di (in)competenza visto che, secondo la legge, si impone una “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale” che per il Professor Patroni Griffi viene “certificata” dal Ministro Delrio! Questo svelerebbe anche che all’interno del PD, tutte le faide sono finti scontri, volti solo all’accaparramento delle poltrone per i propri amici e al mantenimento del potere!

E’ inaccettabile procedere a nomine in ruoli chiave delle Istituzioni secondo queste logiche intrise di conflitti di interessi e lontane dalla irrinunciabile meritocrazia e dalla indispensabile specchiata moralità. Abbiamo chiesto senza esito la pubblicazione degli oltre 200 curricula giunti per le presidenze delle nuove 15 Autorità di Sistema italiane  sul sito istituzionale del Ministero dei Trasporti perché siamo certi che, nel nostro Paese, esistano candidati capaci, competenti, esperti e idonei a ricoprire quel ruolo senza possibili conflitti di interesse. Ovviamente il Governo ha preferito non rispondere!