Acqua nel Salento, riduzione pressione: inerzia dei sindaci.

E’ incredibile che i sindaci salentini siano impreparati sui problemi del servizio idrico annunciati con diversi mesi di anticipo: se ne sono disinteressati fino a quando i disagi dei cittadini sono diventati insopportabili e ora si lamentano per scaricare le proprie responsabilità.

La scarsità di acqua è una costante in Puglia, e in questi anni i sindaci non hanno intrapreso alcuna iniziativa nei propri Comuni per scongiurare i disagi per il mancato approvvigionamento idrico: favorire l’installazione di autoclavi e cisterne di accumulo negli edifici, soprattutto nelle case popolari; informazione ai cittadini per evitare gli sprechi di acqua; il riutilizzo reflui dei depuratori, solo per fare alcuni esempi.

L’impreparazione di questi sindaci è evidente quanto la ridotta disponibilità finanziaria dei Comuni e nonostante questo, in Regione, centrodestra e centrosinistra vogliono trasferire le quote di AqP agli enti locali con il rischio che per fare cassa i Comuni possano regalare ai privati su AqP. La nostra proposta invece ha l’obiettivo di trasformare AqP in un’azienda consortile con partecipazione dei Comuni, in modo da garantire la gestione pubblica, l’impossibilità di cedere le quote e esonerare i Comuni da realizzare investimenti insostenibili.

SS 172 Martina-Locorotondo: la strada della vergogna!

ss 172 sversamentoPresentata interrogazione parlamentare da parte del M5S sull’interruzione della SS172 tra Martina Franca e Locorotondo che di fatto divide la Valle D’Itria e rende difficoltoso il collegamento tra ben 3 province. La vicenda lega la mala gestione del depuratore di Martina Franca e la cattiva manutenzione della strada. Dopo il necessario sequestro del tratto di strada per evitare problemi alla pubblica sicurezza e alla viabilità, il M5S chiede soluzioni definitive sia per il Depuratore e lo scarico che per la Strada Statale 172.

Quello che succede tra Martina F. e Locorotondo è l’accavallarsi di problemi causati dalla cattiva gestione delle strutture pubbliche. Lo scarico di un depuratore che illegalmente sversa da anni nel sottosuolo, contribuendo ad aumentare il dissesto idrogeologico della zona, si ripercuote sulla stabilità di una strada importante per i collegamenti nel cuore della Puglia, la Valle D’Itria. Paradossale e ridicolo! Mentre la politica in generale era impegnata a chiedere allargamenti della strada o rotonde, nessuno dei politici notava i problemi che da anni coinvolgono la zona e che oggi, solo grazie all’intervento della magistratura, che è costretta a sostituire la politica, si pongono al centro dell’attenzione.

Che la Regione Puglia abbia sempre dormito sui problemi che riguardano i depuratori scegliendo le soluzioni peggiori, è cosa risaputa, ma sulla strada ci risulta che Anas nel corso degli anni abbia svolto interventi e rotonde che non hanno mai chiuso il problema.  Non è più possibile fare interventi tampone, servono interventi definitivi sia per quanto riguarda il depuratore, che per legge non può scaricare nel sottosuolo, sia per i problemi di dissesto idrogeologico e ambientale, dovuti allo scarico nell’inghiottitoio, sia per la corretta viabilità sulla SS 172.

valle-ditria-e1457101772727-450x370Per questo con l’interrogazione ai Ministri Delrio e Galletti si chiede quali iniziative urgenti intendano adottare al fine di risolvere definitivamente le problematiche per permettere un sicuro transito della circolazione stradale sulla strada statale 172 prima della imminente stagione estiva, e ancora  se Anas abbia mai comunicato al Ministero delle infrastrutture le problematiche dovute al tratto di strada e le cause che le hanno prodotte, e in fine, se il Ministro dell’ambiente sia a conoscenza dello scarico nel suolo e nel sottosuolo privo di autorizzazione, e delle problematiche ambientali e del dissesto idrogeologico, anche alla luce delle diverse procedure di infrazione aperte dall’Unione europea nei confronti dell’Italia per le vicende legate ai depuratori. La Valle D’Itria è uno dei gioielli che hanno reso la Puglia la Regione più bella del mondo, non merita di essere trattata in questo modo, così come non meritano di esser trattati in questo modo sia i cittadini che ci vivono che quelli che per necessità o anche solo per ammirare la bellissima valle, circolano sulla SS 172.

Torre Guaceto: il governo certifica l’illegalità della Regione

Torre Guaceto 2Oggi in risposta ad una delle interrogazioni presentate per fare chiarezza sulla situazione drammatica di Torre Guaceto, il sottosegretario del Ministero dell’Ambiente, l’On. Velo, ha fornito risposte inutili impiegando il 90% del suo intervento per riproporre l’iter autorizzativo. Tuttavia, ha confermato che il provvedimento adottato per il “temporaneo” scarico dei reflui nella meravigliosa oasi naturalistica è illegale perché in contrasto con la legge istitutiva del parco e priva di documenti importantissimi per l’iter per il rilascio dell’autorizzazione amministrativa: quindi la Regione Puglia e l’Acquedotto Pugliese hanno commesso un illecito e il Ministero ne è consapevole e sta a guardare!

I Ministri del Governo Renzi continuano a lavarsi colpevolmente le mani dei problemi che riguardano direttamente i Pugliesi ignorando proprio un Decreto Ministeriale che sancisce che la qualità dell’acqua dell’Area Marina non dovrebbe esser alterata in nessuna maniera e per alcun motivo.

Nel merito della risposta rimane ancor più deludente scoprire che il Ministero è consapevole che giorno dopo giorno la materia ambiente alla quale sono legate la salute e le attività economiche come il turismo e la pesca, viene posta in secondo piano rispetto alle scelte orribili che compiono le amministrazioni come la Regione Puglia che dimostra ancora una volta come i partiti e questi governi siano legati a un’idea di sviluppo letale tanto da ritenere che un gioiello come Torre Guaceto possa esser sacrificato.

Qui il video della vergognosa risposta!

Ci chiediamo se Emiliano nuovamente dissentirà dal suo partito e dal modo di gestire questa Regione guidata dal centro sinistra in modo vergognoso da oltre 10 anni, che con le proprie scelte, come quella su Torre Guaceto, ha dimostrato la sua totale incompetenza e la malafede nel tutelare il territorio e il mare pugliese.

AQP: assunzioni in campagna elettorale!

campagna-referendum-acqua Le procedure di selezione, avviate proprio con l’avvicinarsi della tornata elettorale e senza alcuna trasparenza, rientrano nella logica ipocrita della Giunta Vendola di gestire in maniera privatistica un ente che, secondo il referendum del 2011, dovrebbe essere pubblico

L’Acquedotto Pugliese il 31 ottobre ha pubblicato, sul proprio sito web, l’inserzione che prevede l’avvio delle selezioni per il reclutamento di alcuni profili professionali. L’ente, sebbene a totale capitale pubblico della regione Puglia, adotta modalità di assunzione come ente giuridico di diritto privato, essendo una società per azioni: come tale, le sue procedure di assunzione non hanno natura di concorso pubblico tanto che la selezione non comporta necessariamente l’assunzione, che quindi ha un carattere estremamente discrezionale. Infatti, si legge nel documento che definisce le modalità per la gestione dei processi di reperimento, selezione, assunzione del personale di Acquedotto Pugliese, emanato giusto ad ottobre, che “la pubblicazione dell’avviso di selezione, la successiva selezione dei candidati, nonché la pubblicazione dell’elenco degli idonei non comportano in alcun modo un obbligo di assunzione da parte dell’Azienda, riservandosi quest’ultima in ogni momento ampia discrezionalità senza che i candidati possano vantare alcun diritto”.

01acquedotto-puglieseIn prossimità della campagna elettorale la società Acquedotto Pugliese S.p.A., che SEL e PD spacciano agli elettori per pubblica, rivela ampiamente la sua natura privatistica sotto l’influenza della politica, prendendo quindi i difetti di entrambi. La logica del privato non si mostra esclusivamente nella gestione economica con finalità di generare dei profitti (contrariamente all’esito del referendum del 2011), ma anche nella selezione del personale con modalità assolutamente opposte ad un pubblico concorso, meritocratico e trasparente, per titoli ed esami. Infatti, a parte l’evidenza delle figure ricercate, tutto il resto è opaco, come conviene alla politica dei partiti: gli avvisi pubblicati sul sito di AQP specificano che le procedure, affidate ad società di selezione esterna, hanno valore meramente ‘esplorativo’ e gli esiti non comportano obblighi di assunzione. Per questo motivo sorge anche il dubbio che le aspettative dei partecipanti siano ripagate in relazione al loro comportamento durante la prossima campagna elettorale o nell’urna del seggio elettorale. Noi crediamo che non siano assolutamente queste le modalità di selezione congeniali al più grande acquedotto d’Europa. Si tratta di ciò che vogliono tutti i partiti, SEL in primis, assumendo di fatto dipendenti di un ente parastatale senza concorso. Un po’ come è già avvenuto in Regione con i cosiddetti ‘precari’ divenuti a tempo indeterminato e pagati dalle tasche di tutti i pugliesi quando, in precedenza, il loro ingresso è avvenuto per segnalazione politica nei minilistini dei diversi assessorati. Una vicenda su cui meglio stendere un velo pietoso e che non si ripeterà una volta che il M5S sarà finalmente tra i banchi del consiglio regionale. Vendola e la sua Giunta si dimostrano nuovamente ipocriti ed incoerenti. AQP deve tornare ad essere davvero ente pubblico, prevedendo meccanismi di partecipazione e controllo delle comunità di cittadini e lavoratori. Anche per questo il Movimento 5 Stelle si candiderà in Regione con dei cittadini liberi e incensurati che risponderanno solo ad un programma condiviso e non a logiche di poltrona.

Acquedotto Pugliese è sempre una società di diritto PRIVATO (SpA)

 Logo_Acquedotto_PuglieseIl PD locale e nazionale mente sapendo di mentire: l’Acquedotto Pugliese non è un soggetto giuridico di diritto pubblico. Il Governo parere favorevole e l’accoglimento del Governo all’emendamento proposto nel corso della conversione dello Sblocca Italia, detto #SfasciaItalia, che abroga l’obbligo risalente al 2002, mai realizzato, di vendita delle quote azionarie di AqP. Il M5S è favorevole, ma specifica che per ripubblicizzare l’Aquedotto Pugliese ci vuol ben altro, AqP, infatti rimane sempre una SpA.

 campagna-referendum-acquaLa proposta emendativa 7.32 presentata in Commissione Ambiente in sede referente a firma dell’On.Massa, abroga una vecchia disposizione, mai realizzata, che avrebbe costretto, 12 anni fa, la Regione Puglia e Basilicata a mettere sul mercato le quote di Acquedotto Pugliese, completando nel corso del 2002 la privatizzazione iniziata nel 1999 su decisione del Governo di centro sinistra che ha trasformato l’Acquedotto Pugliese da Ente Autonomo, soggetto giuridico di diritto Pubblico, a società per Azioni, soggetto giuridico di diritto privato. Con l’approvazione dell’emendamento viene abrogata la vecchia disposizione mai attuata, ma Acquedotto Pugliese continua ad essere una Società per Azioni che ha come obbiettivo principale la divisione degli utili a fine anno e non il miglior servizio possibile al minor costo possibile. Per il M5S in Puglia, l’Acqua continua a non essere pubblica.

comitato-referendum-acqua-pubblica_0Cogliamo favorevolmente l’emendamento, ma il PD non pensi di prendere in giro i cittadini, la ripubblicizzazione è una cosa differente. Togliere un obbligo nei fatti mai attuato, di vendere le quote di AqP è cosa ben diversa da ripubblicizzare l’Acquedotto pugliese.

L’Acquedotto continua ad essere una SpA a causa delle decisioni del governo di centro sinistra che nel 1999 decretò con il D.lgs del 11 maggio, n. 141, di porre l’Acquedotto pugliese sotto logiche di una azienda privata e cioè legate alla divisione degli utili a fine anno, perdendo quindi l’obbiettivo principale di fornire il miglior servizio possibile al minor costo possibile.

Attachment-1Dopo la trasformazione in SpA sono incominciati i guai per i cittadini pugliesi che anche se in condizioni economiche svantaggiate, hanno subito per anni tagli indiscriminati di acqua, perché magari qualcuno con il contatore in comune al punto di consegna all’interno dello stesso stabile, non aveva la possibilità di pagare le bollette. La stessa acqua sul quale servizio veniva caricato anche la “remunerazione del capitale”, il profitto del gestore, abrogato dal referendum del 2011 ma che Vendola ha continuato a difendere anche dopo l’esito referendario, nonostante i lauti guadagli di AqP sulle tasche dei cittadini. Profitti che di fatto non hanno impedito alla Puglia di avere un servizio discontinuo, che non è stato capace di risolvere i problemi legati alla distribuzione e alla depurazione e che oggi continua ad essere oggetto di infrazione comunitaria.

E’ vergognoso fare profitto sull’acqua, è vergognoso porre l’Acqua, diritto umano universale che garantisce la vita, sotto le logiche del mercato e dei privati e quindi sotto la logica di una SpA. Il centro sinistra nel corso degli anni ha privatizzato buona parte dei servizi idrici in Italia trasformando le aziende pubbliche in SpA e talvolta affidando a privati la gestione.

Inoltre, approvare questo emendamento non rende meno scandaloso il Decreto Sblocca Italia che calpesta la Costituzione, l’ambiente e la volontà popolare e se il centro sinistra in regione non vuole rendersi complice di questo Decreto che si può definire il peggior provvedimento del Governo Renzi, la Regione Puglia impugni la norma di fronte alla Corte Costituzionale.

L’Acquedotto Pugliese rimane dunque un soggetto giuridico di diritto privato, una SpA, e quindi la Regione potrà continuare a decidere su nomina politica i vertici dirigenziali e ad assumere senza concorso pubblico chi lavorerà nel più grande Acquedotto d’Europa.