Il decreto Clima è legge: per una mobilità sempre più sostenibile

L'immagine può contenere: testoSi parla da tanto tempo di sostenibilità ambientale e mobilità sostenibile. Oggi, dopo anni di slogan e tanti Governi che hanno adottato provvedimenti spesso contrari a questi temi, con il MoVimento 5 Stelle è stato finalmente approvato il 1° atto normativo che l’Italia dedica totalmente alla tutela dell’ambiente, il decreto legge contro i cambiamenti climatici.

In esso si trovano tante nuove misure per contrastare le emissioni clima-alteranti e soprattutto migliorare la qualità dell’aria. Ovviamente parte di queste incidono sui trasporti e il modo in cui ci spostiamo quotidianamente.

Le misure per incentivare la mobilità alternativa e green potranno essere attuate in tutti i Comuni italiani interessati dalle procedure di infrazione comunitaria sulla cattiva qualità dell’aria:

  • 255 milioni di euro dal 2019 al 2024 (di cui 70 milioni nel 2020) per il Programma “buoni mobilità”: i cittadini che volessero rottamare autovetture fino alla classe Euro 4 o motocicli fino alla classe euro 2 e ed euro 3 potranno ottenere buoni mobilità da 500 a 1500 euro da utilizzare entro i successivi 3 anni dalla rottamazione di un veicolo inquinante per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico regionale o locale, biciclette anche a pedalata assistita o per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale, punto della legge per il quale mi sono battuto con forza;
  • 40 milioni di euro (nel biennio 2020-2021) per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale;
  • 20 milioni di euro (nel biennio 2020-2021) per la realizzazione o l’implementazione del servizio di trasporto scolastico con mezzi di trasporto ibridi o elettrici.

Lo ritengo un ottimo inizio, certamente non sufficiente a risolvere tutti i problemi della mobilità ma è sicuramente l’ennesimo passo di un cambiamento concreto verso la sostenibilità del nostro modo di abitare la Terra.

Alberi per il Futuro 2019

L'immagine può contenere: spazio all'aperto, testo e naturaSabato 16 e domenica 17 novembre, torna Alberi Per Il Futuro 🌳
Alla 5° edizione, l’iniziativa ha consentito di piantare più di 40.000 alberi in 200 Comuni d’Italia dal 2015 ad oggi, e non abbiamo alcuna intenzione di fermarci!

In tutta Italia, cittadini e volontari di tutte le età, senza simboli di partito nè bandiere, si incontreranno per una giornata di festa e per mettere a dimora centinaia di alberi nelle Città in cui vivono.

Domenica 17 novembre dalle ore 10:30, anche a Lecce il consigliere Arturo Baglivo con il parlamentare Michele Nitti e i consiglieri regionali Antonio Trevisi e Cristian Casili insieme a tanti attivisti e cittadini volenterosi parteciperà alla piantumazione di 84 alberi nel parco Baden Powell (il parco retrostante l’hotel Zenith).
Appuntamento in Via Ferrando Nicolò per trascorrere una bella giornata e per rendere la nostra Lecce ancora più bella e verde.

Ps: in caso di maltempo, l’iniziativa si intende posticipata alla domenica successiva.

Alberi per il futuro 2019: saranno piantati oltre 15.000 alberi in 89 Comuni.

L'immagine può contenere: albero, spazio all'aperto, testo e naturaPer il quinto anno consecutivo, torna “Alberi per il futuro” l’iniziativa di piantumazione partecipata di alberi promossa dal 2015 dal MoVimento 5 Stelle in collaborazione con l’ Associazione Gianroberto Casaleggio.

L’iniziativa si svolge nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 Novembre, o nei week end successivi in caso di maltempo.

L’iniziativa si svolge senza bandiere o simboli politici con il supporto di associazioni locali e delle amministrazioni locali di ogni colore politico perché piantare gli alberi è un gesto rivoluzionario che da benefici a tutti.

Mettere a dimora alberi e arbusti in aree urbane, contribuisce a creare una risorsa di cui abbiamo urgente ed estrema necessità: i boschi sono opere di mitigazione ambientale indispensabili per combattere i cambiamenti climatici. Gli alberi modificano positivamente l’ambiente in cui viviamo, migliorando la qualità dell’aria, aumentando la resilienza del territorio ad eventi atmosferici e idrogeologici, costituendo habitat utilissimi per diminuire l’impatto antropico.
La riforestazione urbana è una tra le principali misure sostenute dal M5S per contrastare l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Infatti, nel Decreto Clima il Ministro, Sergio Costa, ha stanziato 30 milioni di euro per questo tipo di interventi.

Sul sito www.movimento5stelle.it/alberiperilfuturo, si trova la mappa interattiva di tutti gli eventi Città per Città!

Ti aspettiamo perché… “𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐞̀ 𝐯𝐞𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚. 𝐈𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨.”
(Confucio)

Decreto Clima: primo atto normativo che l’Italia dedica totalmente alla tutela dell’ambiente

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

L’approvazione del decreto legge di contrasto ai cambiamenti climatici è una buona notizia per l’Italia e per il Pianeta. I 450 milioni di euro stanziati vanno nel solco delle politiche “green” già attuate e aumentano gli strumenti per indurre i cittadini ad essere più virtuosi, invogliandoli a tenere comportamenti eco sostenibili. Questo provvedimento ha il pregio di fornire misure per far cambiare la mentalità e le abitudini quotidiane per garantire un maggiore rispetto per l’ambiente.

In particolare, sono felice che nel decreto vengano prese le buone idee: è stata inserita una mia proposta che avevo presentato nella scorsa Legge di Bilancio che introduceva il “buono mobilità” per i cittadini che decidessero di rottamare la propria automobile senza acquistarne una nuova. Sono stati stanziati 255 milioni di euro per i buoni mobilità a beneficio dei cittadini residenti nei Comuni sopra i 100mila abitanti o nelle aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell’aria, circa 25 milioni di italiani, che riceveranno fino a 1.500 euro per la rottamazione di autovetture fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per la rottamazione di motocicli a due tempi.

Con questi buoni, i cittadini saranno incentivati ad utilizzare alternative sostenibili all’uso dell’automobile privata: possono acquistare abbonamenti per il trasporto pubblico locale e regionale, comprare una bicicletta o usare le piattaforme di mobilità condivisa (bike sharing e car sharing).

In questo modo, invertiamo la tendenza, dato che siamo il Paese europeo con il tasso di motorizzazione più elevato e che l’inquinamento atmosferico in Italia causa oltre 80.000 morti all’anno.

Il mio impegno è di estendere tale misura a tutto il territorio nazionale perché tutti dobbiamo e possiamo contribuire a contrastare i cambiamenti climatici, benché comprenda la priorità data dal Governo alle aree più densamente abitate e a quelle dove la qualità dell’aria è peggiore.

Rivoluzione per i Comuni che sperimenteranno soluzioni innovative per la mobilità urbana

A breve una grande rivoluzione nei Comuni che sperimenteranno soluzioni innovative per la mobilità urbana di “ultimo miglio” e che daranno ai cittadini uno strumento in più per evitare l’auto privata a favore della intermodalità.


– auto = + tpl + bici + pedoni
– congestione = + mobilità
– auto in sosta = + spazio per le persone
– inquinamento = + aria pulita
– stress = + sorrisi
– incidentalità = + sicurezza
– spese = + risparmi
– petrolio = + benessere

I rifiuti abbandonati e le nostre responsabilità

La situazione che da giorni viene denunciata sull’abbandono dei rifiuti è frutto di molteplici fattori. Certamente in taluni casi, c’è la scarsa attenzione e impreparazione delle amministrazioni locali e dei proprietari delle strade che invece di accogliere le istanze dei cittadini come l’adozione di sistemi automatici per il tracciamento delle segnalazioni di degrado come decorourbano.it e l’uso delle “fototrappole” hanno preferito chiudersi “nel palazzo” dimostrandosi sordi alle soluzioni che avrebbero certamente facilitato a costo zero le azioni di propria competenza.

Inoltre, è innegabile talvolta la loro incapacità di negoziare con le imprese incaricate della raccolta dei rifiuti e di intraprendere virtuosamente iniziative volte a risparmiare risorse da destinare alla cura del territorio sotto la propria responsabilità, atteso che questi servizi vanno garantiti, come accade altrove, dai tributi locali che la gran parte dei cittadini paga con regolarità. Non può infatti essere avallata la tesi di scarsità delle risorse, esistendo centinaia di Comuni italiani virtuosi che riescono a trovarle attraverso una gestione parsimoniosa e oculata.

Vale allora la pena chiedersi con quale finalità i Comuni e la Provincia si fanno promotori di ricorsi nelle sedi giudiziarie per avere tariffe sulla raccolta dei rifiuti che scongiurino l’ecotassa, che senso abbia lamentarsi dei modelli turistici “mordi e fuggi”, della situazione difficile delle infrastrutture e dei servizi di trasporto, quale sia la visione che guida la fruizione consapevole del territorio con iniziative volte alla valorizzazione delle specialità enogastronomiche, dei sentieri naturalistici e delle bellezza architettoniche, se la gestione ordinaria in capo a questi enti ci consegna degrado e incuria? Questa situazione non può essere risolta con risorse straordinarie atteso che riguarda la gestione ordinaria in capo agli enti locali.

Ma le responsabilità del pubblico ovviamente non esauriscono né costituiscono un’alibi per l’inciviltà di quei cittadini che si rendono colpevoli di danneggiare la salute altrui e recare gravissimo danno e pregiudizio all’immagine, all’economia e all’ambiente del nostro territorio.
Eppure le associazioni ambientaliste si moltiplicano, l’attenzione dell’opinione pubblica in questo momento storico è altissima e non mancano i momenti di sensibilizzazione della cittadinanza, non solo negli istituti scolastici.

È evidente altresì che dalla meritoria azione di alcuni cittadini “attivi” e dall’attenzione dei mezzi di comunicazione, cui deve andare il plausa per l’energia profusa, possa venire un decisivo supporto alla risoluzione del maggiore fattore concausa del fenomeno: l’indifferenza. Denunciare immediatamente tali situazioni di compromissione e di coloro che si rendono protagonisti di comportamenti tanto pericolosi, insieme al pronto intervento di chi ha la responsabilità del ripristino dei luoghi, sono i migliori deterrenti alla diffusione di queste pratiche irresponsabili e impediscono l’accumulo nel tempo e nello spazio dei loro effetti che oggi purtroppo sono emersi in tutta la loro orrenda brutalità.

Mobilità, M5S: al via esame proposte di legge car sharing e car pooling

Da oggi iniziamo a recuperare il ritardo accumulato dai governi passati rispetto al resto d’Europa lavorando alla messa a punto di uno strumento legislativo che promuove la mobilità intelligente: l’obiettivo è la diffusione di due modalità fondamentali di spostamento come il car-sharing e il car-pooling. Dobbiamo assolutamente ridurre la congestione del traffico veicolare, aumentare la salubrità delle città, favorire il risparmio economico, migliorare l’ambiente e ottimizzare gli spazi urbani.

I dati pubblicati in questi giorni sull’inquinamento atmosferico nelle nostre città, sottolineano l’importanza di sostenere e incentivare la mobilità condivisa per promuovere l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per gli spostamenti quotidiani. Un altro tassello relativo al nuovo modo di pensare la mobilità, soprattutto urbana, per garantire ai cittadini una migliore qualità della vita grazie all’intermodalità che integra la pedonalità, la ciclabilità, il trasporto pubblico locale e la sharing mobility.

Eventi metereologici estremi, morti, danni incalcolabili, disservizi e disagi: la solita storia

Non passa anno senza che qualche evento metereologico non lasci una lunga scia di morti, danni incalcolabili, disservizi e disagi per mesi alla popolazione.

Partendo dal presupposto che tali eventi sono frutto indiretto delle scelte degli ultimi decenni e che pertanto non sono da accettare con rassegnazione come tragedie ineluttabili, ma fenomeni complessi da governare su scala globale, è altrettanto evidente che abbiamo la responsabilità di effettuare scelte che avranno conseguenze nell’immediato e nel futuro meno prossimo.
Per questo, prima dei recenti fatti di cronaca di Genova e di questi giorni legati al maltempo, il Governo ha inteso imprimere un deciso cambiamento alla lotta al dissesto idrogeologico con un cambio di approccio storico.
Per uscire dalla gestione emergenziale, infatti, uno dei primi provvedimenti è stato il decreto di riordino dei ministeri che ha ridato le competenze su questo al ministero dell’ambiente, prima affidate alla presidenza del Consiglio.

È infatti nostra intenzione affrontare la questione del dissesto idrogeologico non più esclusivamente con interventi a posteriori alle tragedie causate da alluvioni, frane e allagamenti, come accaduto finora, ma, investire in prevenzione per evitare il ripetersi di tali drammatici eventi al fine di ridurre e mitigare il rischio, ridando quindi una attenzione costante a tali fenomeni e una programmazione ordinaria delle risorse e delle misure da attuare.

Quanto accaduto, in un Paese civile non è accettabile e una classe politica diligente e seria, oltre alle risposte nell’immediato, deve prendersi carico di scelte strutturali coraggiose. Gli interventi sulla prevenzione del dissesto idrogeologico hanno anche altri tre fattori positivi rispetto alle grandi opere inutili dei decenni passati che si sono rivelate cattedrali nel deserto, intrise di corruzione e sono state a vantaggio esclusivo per pochi grandi gruppi industriali: sono più “democratici” perché distribuiti sul territorio con importi singolarmente più bassi ma in numero elevatissimo, a vantaggio della concorrenza e delle pmi, sono ad alta densità di occupazione e sono degli investimenti dato che i danni hanno un costo per le casse pubbliche maggiore di decine di volte.

Infine, tutti gli interventi non possono prescindere da una riflessione generale sui cambiamenti climatici e sulla necessità di agire subito nel rispetto degli accordi internazionali siglati. Su questo il Governo e il Parlamento nei prossimi mesi metteranno in campo ulteriori interventi e strumenti per incidere su fonti di energia rinnovabile, efficientamento energetico e economia circolare,come confermano anche le norme previste in legge di Bilancio.

 

Incontro al MIT con i rappresentanti di FIAB Onlus

Ieri ero con il ministro Danilo Toninelli e i rappresentanti di FIAB Onlus, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, per discutere della mobilità del nostro Paese e delle norme da modificare per facilitare un cambiamento culturale e di abitudini che si traduca in un mix quotidiano efficiente di modalità di trasporto diverse, combinate con intelligenza per rendere migliore la qualità della vita degli italiani.
Il Ministro a margine dell’incontro mi ha rappresentato la volontà di riformare integralmente il codice della strada (ormai in molte parti incoerente e troppo incentrato in una visione automobile-centrica) e pertanto proseguire il percorso legislativo, già avviato nella scorsa legislatura, che delega il governo alla revisione totale del testo.