Con Ministra Pisano al lavoro per digitalizzazione etica, inclusiva e sostenibile

Finalmente un Governo che ha le idee chiare per digitalizzare la società, guardando non solo ai servizi resi dalla pubblica amministrazione, ma a quelli di una Smart Nation dove anche cittadini e imprese siano protagonisti di questo cambiamento epocale.

Siamo orgogliosi che la Ministra Pisano abbia illustrato al Parlamento questa strategia costituita da un piano concreto basato su 3 pilastri e declinato in decine di azioni puntuali per rendere entro il 2025 il nostro Paese una Repubblica digitale.

È evidente che abbiamo bisogno di strumenti affinché in Italia venga riconosciuto e promosso il diritto ad innovare e siano garantiti senza discriminazioni gli investimenti per la realizzazione e la diffusione capillare della infrastruttura basata su fibra ottica e sul 5G, dando impulso agli SmartContract e alle applicazioni della Blockchain e a quelle dell’intelligenza artificiale.

Tuttavia quello che colpisce maggiormente di questa ambiziosa strategia, che punta a colmare in soli 5 anni il gap con gli altri Paesi Europei, è l’approccio trasparente grazie alla consultazione pubblica sulla piattaforma ParteciPA e di voler usare questo metodo per raggiungere l’encomiabile obiettivo di diffondere le tecnologie più avanzate per uno sviluppo che deve essere inclusivo, etico e sostenibile del nostro Paese.

Come ha ben specificato anche la ministra per l’Innovazione Paola Pisano, questi risultati si possono raggiungere soltanto con un grande lavoro di coordinamento per dare all’Italia una governance coesa e univoca tra Agid e il Dipartimento di Innovazione, volta sia a ridurre il digital divide e sia, soprattutto, ad armonizzare le politiche dei diversi Ministeri in tema di innovazione.

Lavoreremo accanto alla Ministra perché siamo certi che tale profusione di energie sia il giusto investimento che i cittadini aspettavano da tempo: gli italiani meritano le migliori opportunità che le tecnologie e l’innovazione possono offrire.

Piano Banda Ultralarga: il governo ci da ragione!

Ieri, in abbiamo chiesto chiarezza al sottosegretario Giacomelli.

In primo luogo, è vero che il governo investirà nelle aree a fallimento di mercato con la realizzazione di una rete pubblica? Domanda non retorica visto che il governo ci ha abituati ad annunci roboanti seguiti dall’inazione completa.

E, se è vera, quali le modalità e le tempistiche di realizzazione

La risposta è stata alquanto vaga, lasciando intendere che siamo fermi, in attesa che arrivi il via libera da Bruxelles; quindi, per ora rimane un annuncio, almeno fino a quando la commissione UE non darà risposte, confermando che il nostro Paese è commissariato da Bruxelles e Berlino.

Nella replica siamo tornati a ricordare, se mai ce ne fosse necessità, l’assoluta importanza di mettere a punto una Società della Rete pubblica, unica strada percorribile per far progredire l’Italia in questo settore fondamentale e annullare il digital divide che ci affligge rispetto agli altri paesi europei e non solo.

Abbiamo pure ricordato quanto ci siamo battutiperché tale strada venisse seguita. Non tanto per sottolineare che l’idea è del Movimento, ma quanto siamo in ritardo sulla realizzazione dell’infrastruttura strategica più importante per il nostro paese!

Siamo ben felici che oggi si stia imboccando la strada da noi indicata. Tante e tutte importanti sono le questioni ancora in sospeso che riguardano questo progetto. Le telecomunicazioni sono un settore in evoluzione. Tante quindi ancora le domande da porre: l’entrata di Enel, l’accordo, ancora “segreto”, tra Telecom e Metroweb, le scalate dei transalpini Bolloré e Niel nell’azionarato di Telecom, da tenere d’occhio… E Orange che ha palesato le sue mire su Telecom.

Occorrono risposte certe. Le vogliamo dai diretti interessati. Non attraverso articoli di giornale. Per questo continueremo a fare fiato sul collo e a vigilare.