Emiliano e De Vincenti su TAP e Acquedotto: ridicoli per giustificare il TAP.

Non c’è limite delle bugie di Emiliano per giustificare TAP. Dopo quelle sulla “decarbonizzazione” di Ilva e Cerano, smentite ripetutamente dalle aziende e dallo stesso Governo PD, ora lancia un’assurdità ancora più vergognosa: tratta l’acqua, un diritto umano universale, come una merce di scambio.

La finalità di quest’ultima colossale castroneria, rivela il doppio obiettivo di Emiliano: appoggiare TAP e favorire l’ingresso di privati nel capitale dell’Acquedotto Pugliese. Pensavamo non si potesse amministrare peggio di Vendola e Fitto, ma ci sbagliavamo: sull’Italia pendono ancora procedure d’infrazione per gli impianti di depurazione che certificano l’incapacità di gestire un bene comune fondamentale e preziosissimo.

Non abbiamo bisogno del gas di TAP tanto meno di acqua da altri Paesi. Inoltre è sconsiderato renderci dipendenti da nazioni straniere come l’Albania, l’Azerbaijan e la Turchia. Abbiamo avanzato proposte per risolvere i problemi con il servizio idrico e l’approvvigionamento energetico ma sono rimaste inascoltate e a farne le spese sono sempre gli italiani.

AQP: assunzioni in campagna elettorale!

campagna-referendum-acqua Le procedure di selezione, avviate proprio con l’avvicinarsi della tornata elettorale e senza alcuna trasparenza, rientrano nella logica ipocrita della Giunta Vendola di gestire in maniera privatistica un ente che, secondo il referendum del 2011, dovrebbe essere pubblico

L’Acquedotto Pugliese il 31 ottobre ha pubblicato, sul proprio sito web, l’inserzione che prevede l’avvio delle selezioni per il reclutamento di alcuni profili professionali. L’ente, sebbene a totale capitale pubblico della regione Puglia, adotta modalità di assunzione come ente giuridico di diritto privato, essendo una società per azioni: come tale, le sue procedure di assunzione non hanno natura di concorso pubblico tanto che la selezione non comporta necessariamente l’assunzione, che quindi ha un carattere estremamente discrezionale. Infatti, si legge nel documento che definisce le modalità per la gestione dei processi di reperimento, selezione, assunzione del personale di Acquedotto Pugliese, emanato giusto ad ottobre, che “la pubblicazione dell’avviso di selezione, la successiva selezione dei candidati, nonché la pubblicazione dell’elenco degli idonei non comportano in alcun modo un obbligo di assunzione da parte dell’Azienda, riservandosi quest’ultima in ogni momento ampia discrezionalità senza che i candidati possano vantare alcun diritto”.

01acquedotto-puglieseIn prossimità della campagna elettorale la società Acquedotto Pugliese S.p.A., che SEL e PD spacciano agli elettori per pubblica, rivela ampiamente la sua natura privatistica sotto l’influenza della politica, prendendo quindi i difetti di entrambi. La logica del privato non si mostra esclusivamente nella gestione economica con finalità di generare dei profitti (contrariamente all’esito del referendum del 2011), ma anche nella selezione del personale con modalità assolutamente opposte ad un pubblico concorso, meritocratico e trasparente, per titoli ed esami. Infatti, a parte l’evidenza delle figure ricercate, tutto il resto è opaco, come conviene alla politica dei partiti: gli avvisi pubblicati sul sito di AQP specificano che le procedure, affidate ad società di selezione esterna, hanno valore meramente ‘esplorativo’ e gli esiti non comportano obblighi di assunzione. Per questo motivo sorge anche il dubbio che le aspettative dei partecipanti siano ripagate in relazione al loro comportamento durante la prossima campagna elettorale o nell’urna del seggio elettorale. Noi crediamo che non siano assolutamente queste le modalità di selezione congeniali al più grande acquedotto d’Europa. Si tratta di ciò che vogliono tutti i partiti, SEL in primis, assumendo di fatto dipendenti di un ente parastatale senza concorso. Un po’ come è già avvenuto in Regione con i cosiddetti ‘precari’ divenuti a tempo indeterminato e pagati dalle tasche di tutti i pugliesi quando, in precedenza, il loro ingresso è avvenuto per segnalazione politica nei minilistini dei diversi assessorati. Una vicenda su cui meglio stendere un velo pietoso e che non si ripeterà una volta che il M5S sarà finalmente tra i banchi del consiglio regionale. Vendola e la sua Giunta si dimostrano nuovamente ipocriti ed incoerenti. AQP deve tornare ad essere davvero ente pubblico, prevedendo meccanismi di partecipazione e controllo delle comunità di cittadini e lavoratori. Anche per questo il Movimento 5 Stelle si candiderà in Regione con dei cittadini liberi e incensurati che risponderanno solo ad un programma condiviso e non a logiche di poltrona.