Scandalo FSE: il MIT scarica sulla Regione le responsabilità

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treno-sud-est-martina-franca Una risposta deludente ed evasiva quella del sottosegretario ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro all’interrogazione parlamentare sullo scandalo dei treni comprati dalle Ferrovie Sud Est, pagati venti volte il loro valore. La Procura, sul caso, sta già effettuando delle indagini in cui sono indagati diversi responsabili interni alle FSE e anche responsabili di aziende di consulenza, con ipotesi di reato quali l’abuso di ufficio, truffa e corruzione. L’azienda dalla quale le Sud Est avrebbero prima venduto vecchie carrozze per poi riacquistarle ristrutturate a prezzi esorbitanti è la Varsa, società polacca, con responsabile legale un italiano, che sarebbe priva di una struttura aziendale e creata unicamente per ottenere fondi erogati dalla Regione e dall’Unione Europea.

Il dicastero gioca allo scaricabarile e non si assume alcuna responsabilità né per l’accaduto né per i mancati controlli. Siamo al ridicolo, se non fosse che di mezzo ci sono fondi pubblici sottratti ai cittadini per un’operazione che ha tutte le caratteristiche della speculazione. Il Ministero dei Trasposti non può limitarsi a richiedere una relazione all’Amministratore unico delle Ferrovie Sud Est, che è parte coinvolta nella vicenda. Il controllore, secondo il ministero, dovrebbe controllare se stesso? Siamo, piuttosto, dinanzi ad una probabile truffa, ad un abuso di ufficio con profili che fanno pensare alla corruzione di dirigenti e politici. Perché il Ministro Lupi non avvia indagini interne? Per non si vuol far chiarezza sulla vicenda?

Nell’interrogazione parlamentare, si chiede, inoltre, quali iniziative immediate il dicastero intenda intraprendere per evitare che aziende partecipate vengano coinvolte in operazioni finanziarie che portano ad una sottrazione indebita di denaro pubblico, anche attraverso le cosiddette “scatole cinesi”. Ma la risposta del Governo Renzi indica chiaramente che questo per l’Esecutivo non è una priorità.

Le FSE rappresentano un mezzo quotidiano di trasporto fondamentale per centinaia di migliaia di pugliesi. La reazione del Governo Renzi che, invece, di fornire elementi che chiariscano l’accaduto, limitandosi ad una generica intenzione di monitorare la questione, appare scandalosa come scandalosa è la gestione non trasparente della vicenda. Alle responsabilità governative vanno sommate, poi, quelle sicuramente più pesanti della Regione Puglia, l’ente esclusivamente competente delle risorse destinate alle Ferrovie Sud Est. È ridicolo che la Regione chieda il commissariamento di FSE, piuttosto sarebbe coerente pretendere le dimissioni da parte dell’assessore ai Trasporti. Sia dell’attuale Giovanni Giannini ma, ancor di più, del suo predecessore Mario Loizzo del PD, attuale consigliere regionale, ex segretario provinciale e regionale della Cgil ed alla guida dell’assessorato dal 2005 al 2010: ambedue gravemente colpevoli dell’assenza di vigilanza sulla vicenda. La vicenda, infatti, si è verificata proprio negli anni di governo Vendola quindi, delle due l’una: o la Regione ha dormito e si è fatta soffiare sotto il naso denari senza accorgersene, oppure qualcuno in via Capruzzi ha fatto ‘bingo’ con i soldi pubblici. Chi, poi, propone una commissione di inchiesta prima che si concluda il lavoro della magistratura è in cerca di facili consensi proponendo, proprio a chi doveva vigilare, di verificare perché dormisse o fosse complice di questo affare dannoso per le casse pubbliche. Il chiaro riferimento è alle dichiarazioni a Nicola Marmo (PDL-Forza Italia).

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