Piano Banda Ultralarga: il governo ci da ragione!

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Ieri, in abbiamo chiesto chiarezza al sottosegretario Giacomelli.

In primo luogo, è vero che il governo investirà nelle aree a fallimento di mercato con la realizzazione di una rete pubblica? Domanda non retorica visto che il governo ci ha abituati ad annunci roboanti seguiti dall’inazione completa.

E, se è vera, quali le modalità e le tempistiche di realizzazione

La risposta è stata alquanto vaga, lasciando intendere che siamo fermi, in attesa che arrivi il via libera da Bruxelles; quindi, per ora rimane un annuncio, almeno fino a quando la commissione UE non darà risposte, confermando che il nostro Paese è commissariato da Bruxelles e Berlino.

Nella replica siamo tornati a ricordare, se mai ce ne fosse necessità, l’assoluta importanza di mettere a punto una Società della Rete pubblica, unica strada percorribile per far progredire l’Italia in questo settore fondamentale e annullare il digital divide che ci affligge rispetto agli altri paesi europei e non solo.

Abbiamo pure ricordato quanto ci siamo battutiperché tale strada venisse seguita. Non tanto per sottolineare che l’idea è del Movimento, ma quanto siamo in ritardo sulla realizzazione dell’infrastruttura strategica più importante per il nostro paese!

Siamo ben felici che oggi si stia imboccando la strada da noi indicata. Tante e tutte importanti sono le questioni ancora in sospeso che riguardano questo progetto. Le telecomunicazioni sono un settore in evoluzione. Tante quindi ancora le domande da porre: l’entrata di Enel, l’accordo, ancora “segreto”, tra Telecom e Metroweb, le scalate dei transalpini Bolloré e Niel nell’azionarato di Telecom, da tenere d’occhio… E Orange che ha palesato le sue mire su Telecom.

Occorrono risposte certe. Le vogliamo dai diretti interessati. Non attraverso articoli di giornale. Per questo continueremo a fare fiato sul collo e a vigilare.

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