Crisi di Governo…

Se tutto non fosse drammaticamente serio per il Paese, Salvini sarebbe il personaggio principale di Governiful, una serie molto più divertente di Friends ma certamente più demente di MrBean dato che il protagonista soffrirebbe contemporaneamente di personalità multipla, Alzheimer, ubriacatura molesta, disturbi cognitivi e allucinazioni.

Riassunto delle puntate precedenti:

  • Lega e M5S scrivono contratto di governo
  • Governo e parlamento approvano molti provvedimenti con ruolo marginale della lega
  • Ministri lega indagati e condannati si dimettono
  • Parlamentari Lega non si riducono stipendio e non rinunciano a indennità di funzione (presidenti, vicepresidenti e segretari di commissione)
  • Parlamento approva per 3 volte il taglio dei parlamentari con appoggio della lega.
  • Salvini dichiara che il m5s dice troppi “no” e che il governo non può andare avanti
  • Per 2 settimane chiede elezioni a ottobre attribuendosi il potere del Capo dello Stato
  • M5s chiede di votare definitivamente taglio dei parlamentari
  • Lega afferma che nuovo governo taglierà parlamentari e pure gli stipendi
  • M5s chiede che i ministri leghisti si dimettano
  • Lega dichiara che non c’è alcun problema a dimettersi
  • M5s chiede di votare subito taglio parlamentari e deliberare riduzione stipendi parlamentari
  • Lega dichiara di votare taglio parlamentari e andare subito al voto
  • M5s ricorda che scioglimento Camere è prerogativa del Presidente della Repubblica
  • Salvini e i ministri non si dimettono
  • Movimento chiede di ritirare mozione fiducia a Conte
  • Lega dichiara che sfiducerà Conte
  • Ministri lega disconoscono provvedimenti come reddito di cittadinanza ed ecobonus
  • Calderoli tenta di intestarsi battaglia sul taglio dei parlamentari
  • Giorgetti scarica responsabilità della decisione della crisi unicamente a Salvini
  • Siri vuole portare a Di Maio i computer che la magistratura vorrebbe acquisire sulle indagini che lo riguardano, purché si voti subito.
  • Salvini afferma di non aver mai chiesto dimissioni Conte

Purtroppo no, non è una serie TV da guardare con i popcorn, ma l’elenco di 3 settimane di castronerie del più inaffidabile dei politici.

Per fortuna ci sono persone, umanamente e politicamente giganti, come Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Roberto Fico e Beppe Grillo che con grande saggezza confermano che l’Italia ha ancora speranza.

Ps: quando ci chiama “amici” sembra proprio B. che in campagna elettorale chiamava gli italiani allo stesso modo!

Trasporti: decreto MIT sblocca 2,4 miliardi per trasporto rapido di massa

Il Ministero dei Trasporti ha ottenuto il via libera, nell’ambito della conferenza unificata Stato Regioni, al decreto ministeriale che indica le linee guida per il Piano urbano della mobilità sostenibile, i cosiddetti PUMS. A quasi due anni dal primo decreto, riusciamo in questo modo a far ripartire la rivoluzione della mobilità sostenibile, sbloccando finalmente la ripartizione di 2,4 miliardi disponibili e destinati ai comuni per il trasporto rapido di massa.

Queste risorse, rischiavano di non essere assegnate e ora invece consentiranno di migliorare il servizio di trasporto pubblico di massa, sia rinnovando il parco mezzi a disposizione delle Regioni, con una particolare attenzione alle persone con mobilità ridotta, sia potenziando e realizzando linee tranviarie, filoviarie e metropolitane, puntando su una mobilità veloce e sostenibile.

Grazie all’intenso lavoro del ministro Danilo Toninelli, viene prorogato di 12 mesi il termine per l’adozione dei PUMS che è un requisito obbligatorio per l’accesso a queste risorse per i comuni con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti, in modo da dare anche a loro la possibilità di presentazione delle istanze per l’accesso ai finanziamenti destinati al trasporto rapido di massa. In questo modo impegnano risorse importanti, e contemporaneamente diamo la possibilità agli enti locali di dedicarle al trasporto cittadino, incentivando le alternative all’auto privata.

Dati sugli incidenti stradali in Italia

Nel 2018 sono stati 172.344 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in calo rispetto al 2017 (-1,5%), con 3.325 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 242.621 feriti (-1,7%).

Il numero dei morti torna a diminuire rispetto al 2017 (-53 unità, pari a -1,6%) dopo l’aumento registrato lo scorso anno.

Tra le vittime risultano in aumento i pedoni (609, +1,5%), i ciclomotoristi (108, +17,4%) e gli occupanti di autocarri (188, +15,3%). Sono in diminuzione, invece, i motociclisti (685, -6,8%), i ciclisti (219, -13,8%) e gli automobilisti (1.420, -3,0%).

Il numero degli incidenti con esito mortale sulle autostrade rimane sostanzialmente invariato – da 253 a 255 tra il 2017 e il 2018. Sulle strade extraurbane e urbane le vittime diminuiscono (rispettivamente 1.596, -1,2% e 1.402, -4,4%).

Nel confronto tra il 2018 e il 2010 (anno di benchmark per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 21% in Europa e del 19,2% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2018 si contano 49,1 morti per incidente stradale nella Ue28 e 55,0 nel nostro Paese, che sale dal 18° al 16° posto della graduatoria europea.

Gli incidenti derivano soprattutto da comportamenti errati. Tra i più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in diminuzione rispetto al 2017; le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida; in diminuzione le contravvenzioni per eccesso di velocità.

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Intervista ad Affari Italiani sul Codice della Strada

La mia intervista su Affari Italiani relativamente al codice della strada.

Per chi è stata pensata questa riforma?

“La riforma del Codice della Strada mira a garantire maggiore sicurezza agli utenti della strada, in particolare gli utenti vulnerabili – ossia persone con disabilità, ciclisti e pedoni -, a incentivare modelli di mobilità sostenibile e snellire le procedure burocratiche. Ad esempio, a favore delle persone con disabilità prevediamo il parcheggio gratis sulle strisce blu quando gli stalli riservati sono occupati e l’inasprimento delle sanzioni per chi parcheggia davanti agli scivoli o nel posto dei disabili. Inserita poi la possibilità, per i Comuni, di predisporre “parcheggi rosa” riservati alle donne in gravidanza o con figli fino a 2 anni. Massima tutela anche per i pedoni, con una nuova segnaletica stradale e, soprattutto, con l’obbligo per gli automobilisti di dare loro la precedenza anche se si trovano in prossimità dell’attraversamento pedonale. La sicurezza stradale parte, in primis, dalle nostre azioni: tutti siamo chiamati ad una maggiore responsabilità, sia che ci troviamo alla guida di un’automobile, sia che circoliamo in bici o a piedi”. 

Altre misure importanti?

“Ci sono diverse norme che, finalmente, ci consentono di metterci al paro con gli altri Paesi europei. Sempre in tema di sicurezza stradale, ad esempio, assume una grande importanza l’introduzione nel codice delle zone scolastiche, con obbligo per i Comuni di istituire limitazioni del traffico nelle strade di fronte agli edifici scolastici, negli orari di entrata e uscita da scuola. Abbiamo poi previsto sanzioni molto pesanti, che arrivano alla sospensione della patente fino a 3 mesi, per chi usa lo smartphone o altri dispositivi elettronici alla guida per funzionalità diverse dalle chiamate in vivavoce o con auricolari. Molto diffuso infatti è l’utilizzo del cellulare per chattare, scattare o postare foto sui social network, e già tra le maggiori cause di incidentalità. Inoltre, abbiamo previsto misure per garantire la massima trasparenza sui proventi delle multe e, in termini di semplificazione burocratica, procedure più snelle per gli utenti e per le forze dell’ordine in caso di controllo della documentazione di guida, che potrà avvenire per via telematica. Come anche la verifica dei punti della patente o il ricorso al prefetto. Tra le misure inserite, anche quella che vieta il servizio di piazza alle carrozze trainate da cavalli, con la possibilità di riconvertire le licenze in altri titoli autorizzativi. Si tutela così, al contempo, la sicurezza stradale, la salute degli animali e l’occupazione”.

Cosa è stato fatto per la mobilità sostenibile?

“Una delle stelle del Movimento simboleggia i trasporti e tra le nostre battaglie storiche c’è proprio quella a favore della mobilità sostenibile. Ecco perché il nuovo Codice della strada per noi si fonda su due principi fondamentali: più sicurezza e mobilità sostenibile in città. Ad esempio, per incentivare l’uso delle bici diamo la possibilità ai Comuni di istituire, agli incroci semaforici, delle linee di arresto avanzate per i ciclisti rispetto agli altri veicoli. In questo modo risulteranno più visibili a tutti e quindi più sicuri. Inoltre le amministrazioni adesso potranno consentire la circolazione delle bici anche nelle corsie preferenziali riservate al trasporto pubblico locale e viene introdotto l’obbligo per tutti i veicoli di mantenere una distanza di sicurezza laterale durante il sorpasso delle biciclette in ambito extraurbano. Tutto questo, ovviamente, fa parte di un lavoro più ampio che stiamo portando avanti di pari passo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in favore di una mobilità sostenibile, moderna e in linea con molti Paesi europei, nel quale rientra l’ecobonus, che attraverso gli incentivi, promuove l’acquisto di autovetture, motocicli e ciclomotori, e ha favorito la crescita delle immatricolazioni di vetture elettriche, arrivate a segnare nel primo semestre dell’anno un +120% rispetto allo stesso periodo del 2018. In questo solco si inserisce anche il progetto sperimentale avviato dal Mit sui dispositivi di mobilità elettrica e a propulsione elettrica, monopattini, segway e hoverboard”.

Nuovo Codice della strada: licenziato il testo

Sono stati mesi intensi di lavoro, di confronto serrato con stakeholder e i gruppi parlamentari e finalmente oggi abbiamo licenziato il testo delle modifiche al codice della strada.

Riporto di seguito alcune delle proposte contenute nel testo che a breve arriverà in aula (appena dopo il parere delle altre commissioni); probabilmente ho dimenticato qualcosa e certamente molti di voi avranno ulteriori suggerimenti, ma non mi sembra affatto poco:

  1. sono istituite le strade scolastiche, cioè l’istituzione di zone a traffico o velocità limitato o aree pedonali nei pressi degli edifici scolastici, almeno negli orari di ingresso e di uscita degli alunni;
  2. sono raddoppiate le sanzioni per chi occupa abusivamente lo stallo di sosta riservato ai disabili;
  3. si obbliga l’adozione delle cinture di sicurezza sugli scuolabus;
  4. sono inasprite le sanzioni per chi non si ferma ai passaggi a livello;
  5. è consentita la circolazione in autostrada e in strade extraurbane principale delle moto elettriche;
  6. è consentita la circolazione in autostrada e in strade extraurbane principale dei motocicli 125 cc purché il conducente sia maggiorenne e in possesso di patente “superiore”;
  7. per la biciclette viene inserita la possibilità di prevedere la “casa avanzata” in prossimità dei semafori e l’obbligo del rispetto di distanza laterale di 1,5 metri dalle bici in fase di sorpasso;
  8. sarà possibile chiedere il duplicato di targhe deteriorate, senza essere costretti a re-immatricolare il veicolo;
  9. viene estesa da 6 mesi ad 1 anno la validità del foglio rosa, così da poter sostenere fino a tre prove di esame per la patente;
  10. viene eliminato il divieto per i neopatentati di guidare veicoli con rapporto tara/potenza basso purché accompagnati da altro conducente “esperto”;
  11. viene consentita, su autorizzazione del Comune, la circolazione delle bici nelle corsie del trasporto pubblico e in doppio senso ciclabile in alcune strade;
  12. sono chiariti i poteri di verifica e accertamento della sosta, previa nomina personale e corso di formazione, attribuiti agli ausiliari della sosta e ai dipendenti delle società di trasporto pubblico, nelle aree di affidamento;
  13. è effettuato entro 20 gg il collaudo dei veicoli adibiti per la guida dei disabili
  14. si modifica la norma sulle revisioni semplificando le procedure (per veicoli merci, per taxi/ncc, per gancio traino e bombole gpl…);
  15. sono consentiti i rimorchi anche per i motoveicoli;
  16. si semplifica l’uso degli stalli di sosta per i veicoli in condivisione pubblica;
  17. viene eliminato l’uso del traino delle carrozze con cavalli per i servizi di piazza;
  18. vengono normati messaggi di sensibilizzazione sociale per il corretto uso degli stalli di sosta riservati a disabili e alle donne in dolce attesa e neomamme;
  19. si attribuisce responsabilità ai conducenti delle auto e di moto e ciclomotori per i trasportati relativamente all’uso delle cinture e del casco, rispettivamente;
  20. è consentito l’uso di targhe speciali per le competizioni sportive;
  21. si regolamenta l’uso della pubblicità nelle rotatorie;
  22. si limita l’ingresso delle auto elettriche nelle ztl limitatamente a quelle istituite per finalità ambientali;
  23. sono inserite le definizioni delle strade a basso traffico;
  24. si elimina il divieto di usare bici elettriche azionate fino a 6km/h da un pulsante;
  25. si definisce meglio la responsabilità per la sistemazione delle bici sul portabici anteriore a sbalzo degli autobus;
  26. viene diminuita la sanzione minima in caso di perdita del ricorso al prefetto (dal doppio ad una volta e mezzo il valore inferiore della multa);
  27. viene favorita la compravendita dei piccoli veicoli agricoli anche per chi è privo di partita iva;
  28. è eliminato l’obbligo di esibire patente e libretto e altra documentazione verificabile in via telematica;
  29. viene semplificato l’obbligo di fornire i dati del conducente in caso in cui la violazione sia commessa dal proprietario
  30. vengono rese più stringenti le norme per il trasporto eccezionale.

Ovviamente ci sono un paio di misure che personalmente non condivido (l’obbligo dell’uso del casco per i minori di 12 anni e la necessità del preavviso di notifica per le violazioni della sosta) però tutto sommato mi sembra un bel cambiamento!

Ringrazio tutti i colleghi M5S della mia commissione e le tante persone incontrate in questi mesi per i suggerimenti e le critiche anche feroci ma serie e motivate sul provvedimento.

Legge Ferrovie Turistiche: grandi vantaggi, seguiamo Best Practices UE

Esprimo la massima soddisfazione per il via libera dato al Senato alla nostra proposta di Legge a favore delle ferrovie turistiche. Una norma importante ed urgente, che permette di dare continuità all’attività delle reti ferroviarie isolate a scopo turistico, con grandi vantaggi per il settore e per i territori.

Tra i risultati più immediati, sicuramente il salvataggio della stagione del Trenino Verde in Sardegna, grazie alla possibilità concessa alla società Arst, pur non essendo impresa ferroviaria, di continuare a gestire il servizio turistico sulle reti ferroviarie isolate della Sardegna. Grazie a un mio emendamento inoltre, è stato riconosciuto un ruolo fondamentale e innovativo alle associazioni con un ruolo attivo nella gestione di questa tipologia dei servizi. Soggetti diversi dalle imprese ferroviarie e dalle aziende di trasporto pubblico regionale, come musei ferroviari e associazioni, potranno ora erogare il servizio di trasporto turistico purché sotto la responsabilità di imprese ferroviarie e aziende di tpl in possesso di certificato di sicurezza o altro titolo idoneo di servizio. Diamo così, finalmente, la possibilità alle ferrovie turistiche italiane di ottenere i risultati conseguiti da altri Paesi Ue.

La legge non si applicherà quindi solo alle linee della rete nazionale e a quelle ad essa interconnesse ma anche a quelle isolate dove la gestione del trasporto è affidata alle società di trasporto pubblico locale o regionale.

 

Codice della Strada: continuiamo a lavorarci

Dopo mesi di lavoro sul Codice Della Strada oggi sono stati presentati dai relatori i pareri anche sugli articoli rimanenti da 4 al 9 e le contestuali riformulazioni per quegli emendamenti delle opposizioni che riteniamo di poter accogliere, sebbene con un testo diverso. Tra questi è stato riformulato anche l’emendamento del collega del Pd, on. Gariglio, che riprende in sostanza quanto acquisito nelle audizioni dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Crediamo che l’epoca della sosta selvaggia debba finire e che sulla strada ci voglia rispetto reciproco tra le persone: gli enti locali devono poter agire con trasparenza contro coloro che non rispettano le regole, come confermato anche da una giurisprudenza sedimentata sebbene non sempre univoca. Come ribadito anche in altre occasioni, è unanime per tutti i gruppi parlamentari la necessità di stabilire con chiarezza le funzioni da attribuire agli ausiliari della sosta e al personale delle aziende del trasporto pubblico, nel quadro di una mobilità urbana profondamente rinnovata negli ultimi decenni, certamente diversa da quando la legge Bassanini è stata approvata.

Atteso che tali funzioni verranno conferite in maniera nominale dal Sindaco come peraltro già avviene per dipendenti del Comune e personale di società private come Anas e Trenitalia, e considerato che i vigili urbani oggi sono impegnati in altri compiti certamente più gravosi (manifestazioni, incidenti stradali, verifica residenze, verifiche attività commerciali,…), abbiamo ritenuto assurdo che essi non possano essere coadiuvati nelle funzioni di verifica e accertamento delle violazioni relative alla sosta dagli ausiliari prevedendo in maniera esplicita l’intervento di questi ultimi anche al di fuori delle aree a pagamento. Può un’auto in sosta sulle strisce pedonali, su un marciapiede, su uno scivolo disabili, su una pista ciclabile, al centro della carreggiata, in prossimità di una intersezione non creare danno ad altri cittadini pur “rubando” spazio pubblico riservato ad altri? Ovviamente no, altrimenti non esisterebbero le regole che consentono una civile convivenza. Un veicolo parcheggiato in maniera non corretta crea intralcio o pericolo per altri utenti della strada: poco importa che siano veicoli della medesima categoria o peggio siano utenti più deboli come ciclisti e pedoni (inclusi anziani, disabili e bambini!).

Tutto il provvedimento rispecchia la volontà del Governo e della maggioranza di dare segnali tangibili per il miglioramento della sicurezza stradale e va valutato nel suo complesso, considerato che abbiamo riflettuto con la massima attenzione su ogni contributo che i parlamentari e tutti gli attori coinvolti hanno fornito, accogliendo ove possibile tutte le sollecitazioni pervenute in un clima di massima collaborazione e disponibilità al dialogo.

Vogliamo rendere le nostre città più vivibili e dare alternative comode ed economiche agli spostamenti urbani, perseguendo al contempo l’obiettivo di pretendere il rispetto delle regole condivise da parte di tutti i cittadini, indipendentemente dal veicolo che usano. Su questi temi, come testimonia la richiesta dei sindaci di ogni colore politico non si può fare una battaglia ideologica, adducendo strumentalmente l’alibi della multa selvaggia per giustificare ancora la #SostaSelvaggia.

Autostrade: la sicurezza prima del profitto. Chi ha sbagliato deve pagare.

Intervista su concessioni autostradali e ricostruzione del Ponte Morandi

1) A quasi un anno dal crollo del Ponte Morandi, arriva la richiesta dei ministri M5S di revocare la concessione ad Autostrade. È l’applicazione del principio “chi sbaglia paga”?

Abbiamo sempre sostenuto, anche prima della tragedia del Ponte Morandi, che il sistema di gestione delle autostrade andava cambiato. Vogliamo fare in primis gli interessi dei cittadini e significa più investimenti per garantire sicurezza e qualità dei servizi offerti. E se chi ha questo compito, preferisce seguire logiche di profitto a discapito dell’incolumità dei cittadini, allora è sacrosanto il principio del “chi sbaglia paga.

2) Secondo Di Maio “per anni i concessionari delle autostrade hanno solamente arricchito il proprio portafoglio” attraverso gli aumenti dei pedaggi “spesso senza garantire un’adeguata manutenzione”. Si riferiva solo ad Autostrade o anche ad altri concessionari?

Non posso rispondere a quanto affermato da altri, ma posso dire che non è pensabile che in Italia ci siano infrastrutture pericolose a causa della poca manutenzione mentre invece i pedaggi sono sempre più cari, e questo vale per chiunque detenga le concessioni.

3) Dal prossimo gennaio Di Maio ha anche annunciato una rivoluzione nel sistema dei pedaggi che consentirà di ridurre le tariffe e di recuperare efficienza anche oltre il 20%. Ciò presuppone controlli più incisivi sull’attività di gestione dei concessionari?

Sì, oltre all’intervento sulla riduzione dei pedaggi, in collaborazione con l’Autorità di regolazione dei Trasporti, monitoreremo anno per anno gli investimenti dei concessionari autostradali.

4) Come chiarito dal premier Conte, dal 2020 si passerà ad un nuovo Piano unico tariffario nazionale che sostituirà i sei attualmente esistenti per evitare sperequazioni e disuguaglianze. Il metodo la convince?

Assolutamente. Finalmente abbiamo un piano unico a livello nazionale per le concessioni autostradali e non sei diversi sistemi tariffari attualmente applicati. Questo avrà effetti positivi sulla cittadinanza, perché avremo pedaggi più contenuti e tariffe trasparenti.

5) Tornando ad Autostrade, non sono un mistero i dubbi della Lega sulla revoca della concessione anche in vista di un possibile ingresso di Atlantia in Alitalia. Sono dubbi condivisibili?

Sono due vicende completamente slegate l’una dall’altra. Per la tragedia di Genova ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Per quanto riguarda Alitalia sono i commissari a ricevere le offerte e ancora non sono arrivate. Sei i concessionari di autostrade vogliono contribuire al rilancio di Alitalia possono farlo, ma questo non comporterà alcun passo indietro da parte di questo governo sulla linea delle concessioni.

Statale 275 all’attenzione del governo nazionale

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridonoIl tema della strada statale è all’attenzione del Ministero è ho chiesto al sottosegretario Dell’Orco di incontrare nelle prossime settimane a Lecce tutti gli attori coinvolti per rassicurare l’opinione pubblica della volontà di questo Governo di sciogliere ogni nodo.

Inoltre, credo sia il caso di evidenziare che la terza ipotesi di tracciato renda palese la mistificazione su due punti che abbiamo sempre posto nella discussione affrontata in questi mesi sul secondo lotto: in primis che era possibile ragionare su soluzioni diverse dalle due ipotesi dibattute finora e in secondo luogo che è possibile valorizzare e riutilizzare in parte l’esistente adeguandolo a standard di sicurezza più elevati.

Infine, ho letto della contrarietà del Comune di Specchia che però appare condizionata e non assoluta e totale. Non si comprende quindi se sia solo una legittima preoccupazione sull’impatto ambientale che condividiamo ma che andrà affrontata e chiarita in altra fase, tanto che la progettazione definitiva è sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale, oppure se sia una opposizione strumentale atteso che spesso i Comuni hanno dato l’avallo al tracciato solo quando

Dl Crescita: estendiamo Ecobonus a microcar e moto di cilindrata maggiore

L’obiettivo di questo maggioranza è quello di ridurre il numero di veicoli inquinanti in circolazione. Abbiamo già ottenuto un primo importante risultato con la Legge di Bilancio, introducendo l’ecobonus per l’acquisto di auto a bassissime emissioni che, anche grazie alla riconversione produttiva in atto nel settore dell’automotive, ha portato alla crescita del +162% in un soli 3 mesi delle immatricolazioni di auto elettriche nel nostro Paese. Ora grazie a un emendamento al Dl Crescita, del quale sono primo firmatario, l’ecobonus viene esteso anche a moto di cilindrata maggiore di 11 kw e ai quadricicli leggeri finora esclusi. Avrà diritto all’ecobonus, fino a un massimo di 3000 euro, chi rottama un qualunque veicolo inquinante fino alla classe euro 3 per acquistarne uno elettrico della stessa categoria L – quindi dai ciclomotori alle moto, i tricicli, quadricicli leggeri e quadricicli pesanti. Il veicolo da rottamare deve essere intestato da almeno 12 mesi da chi acquista il nuovo o anche ad un familiare convivente.

DL CRESCITA: VECCHI MOTORINI RITARGATI ORA SI POTRANNO ROTTAMARE PER ACCEDERE A ECOBONUS

Con mio emendamento al decreto Crescita che estende l’ecobonus a moto di cilindrata maggiore di 11 kw e ai quadricicli leggeri finora esclusi, approvato oggi dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, si potranno rottamare anche i motorini immatricolati prima del 2006, privi di classe di inquinamento.
Per questi veicoli inquinanti, obbligatoriamente ritargati dopo il 2006, si risolve così il problema del mancato riconoscimento da parte del sistema informatico tramite il quale i concessionari accedono ai fondi pubblici previsti dall’incentivo. La nuova norma prevede espressamente che possano essere rottamati i veicoli ‘oggetto di ritargatura obbligatoria’ superando così l’ostacolo di natura tecnica che si era riscontrato in fase applicativa, perché questi mezzi non avendo una classe inquinante di riferimento non potevano essere riconosciuti dal sistema.

Continuiamo a lavorare per far sì che tutti i cittadini siano incentivati a passare a forme di mobilità più sostenibili attraverso misure come questa, che ci aiutano a ridurre il gap che ci separa dagli altri Paesi europei.