Decreto Clima: primo atto normativo che l’Italia dedica totalmente alla tutela dell’ambiente

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L’approvazione del decreto legge di contrasto ai cambiamenti climatici è una buona notizia per l’Italia e per il Pianeta. I 450 milioni di euro stanziati vanno nel solco delle politiche “green” già attuate e aumentano gli strumenti per indurre i cittadini ad essere più virtuosi, invogliandoli a tenere comportamenti eco sostenibili. Questo provvedimento ha il pregio di fornire misure per far cambiare la mentalità e le abitudini quotidiane per garantire un maggiore rispetto per l’ambiente.

In particolare, sono felice che nel decreto vengano prese le buone idee: è stata inserita una mia proposta che avevo presentato nella scorsa Legge di Bilancio che introduceva il “buono mobilità” per i cittadini che decidessero di rottamare la propria automobile senza acquistarne una nuova. Sono stati stanziati 255 milioni di euro per i buoni mobilità a beneficio dei cittadini residenti nei Comuni sopra i 100mila abitanti o nelle aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell’aria, circa 25 milioni di italiani, che riceveranno fino a 1.500 euro per la rottamazione di autovetture fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per la rottamazione di motocicli a due tempi.

Con questi buoni, i cittadini saranno incentivati ad utilizzare alternative sostenibili all’uso dell’automobile privata: possono acquistare abbonamenti per il trasporto pubblico locale e regionale, comprare una bicicletta o usare le piattaforme di mobilità condivisa (bike sharing e car sharing).

In questo modo, invertiamo la tendenza, dato che siamo il Paese europeo con il tasso di motorizzazione più elevato e che l’inquinamento atmosferico in Italia causa oltre 80.000 morti all’anno.

Il mio impegno è di estendere tale misura a tutto il territorio nazionale perché tutti dobbiamo e possiamo contribuire a contrastare i cambiamenti climatici, benché comprenda la priorità data dal Governo alle aree più densamente abitate e a quelle dove la qualità dell’aria è peggiore.

Intervento in Commissione Trasporti sulle linee programmatiche del Ministro dello Sviluppo economico, Patuanelli

Ieri presso la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati, il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha presentato le linee programmatiche in materia di telecomunicazioni per i prossimi anni del suo mandato.

Ho apprezzato particolarmente la sua relazione perché il Ministro ha sottolineato che gli interventi impostati nel corso degli ultimi anni proseguiranno con ulteriore slancio: dal Piano Banda Ultra larga al SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture), dalle Tecnologie 5G, alla Strategia Nazionale in materia di tecnologie basate su registri condivisi, Blockchain, ed alle misure per promuovere la ricerca e le applicazioni sull’Intelligenza Artificiale.
Ho evidenziato che questi risultati sono frutto anche dell’importante lavoro del Parlamento e di un cambiamento di approccio fondamentale per affrontare queste sfide con il contributo di tutti i soggetti interessati in maniera più trasparente.

L’Italia ha investito e sta investendo molto nell’innovazione e nella diffusione delle più moderne tecnologie. L’istituzione del Ministero dell’Innovazione rappresenta un’importante novità per il nostro Paese poiché consente di sostenere in maniera più coordinata la rivoluzione tecnologica in atto: una rivoluzione epocale che aiuterà lo Stato a dare con più efficienza le giuste risposte alle esigenze quotidiane di milioni di cittadini italiani.

Per rivedere il mio intervento in Commissione trasporti, CLICCA QUI 

Sicurezza stradale: è urgente garantire sicurezza per bambini e utenti vulnerabili con “strade scolastiche”

L’ennesimo inaccettabile fatto di cronaca dove quattro bambini sono stati investiti nei pressi dell’asilo rende evidente la necessità di garantire a tutti i cittadini di spostarsi in piena sicurezza a partire dai luoghi dove crescono le nuove generazioni!

Le soluzioni esistono, funzionano e costano poco o nulla!

Dobbiamo garantire ai nostri cittadini una città a misura di bambino: in questo modo, sarà garantita accessibilità e rischi notevolmente ridotti anche per disabili, anziani, ciclisti, motociclisti e automobilisti.

I Comuni non devono attendere una legge: possono urgentemente prendere provvedimenti in questa direzione, con interventi di pedonalizzazione e riduzione della velocità, per garantire alle famiglie e ai bambini di poter affrontare il percorso quotidiano casa-scuola in autonomia, tranquillità e piena sicurezza. Tra le modifiche che stiamo apportando al Codice della strada, abbiamo inserito proprio l’obbligo per tutti i Comuni di istituire le “strade scolastiche”, per impedire, o almeno drasticamente ridurre, la presenza di veicoli motorizzati nei pressi delle strade vicine alle scuole.

Per città più vivibili, sostenibili e sicure.

IX edizione di Expo Ferroviario 2019: interoperabilità, sostenibilità e tecnologia

Oggi, insieme al collega Paolo Ficara ad altri deputati e alla ministra Paola De Micheli, abbiamo trascorso una giornata molto interessante a Milano, presso la IX edizione di Expo Ferroviaria 2019, la più grande fiera italiana di tecnologia ferroviaria con decine di imprese, non solo italiane, ricche di innovazione e competenze.
Per la prima volta una delegazione ufficiale del Parlamento (5 componenti della commissione Trasporti della Camera dei Deputati) ha preso parte a questo importante evento.

Temi indiscussi di questo appuntamento interoperabilità, sostenibilità, tecnologia

Conoscere per deliberare, resta un principio ineludibile per la Buona Politica.

Seggiolino auto: finalmente via libera a dispositivi antiabbandono

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, persona seduta e sta dormendoQuesta è la notizia che aspettavamo da mesi. Finalmente il Consiglio di Stato ha reso il parere in senso favorevole sul regolamento tecnico che definisce gli standard funzionali e tecnici dei seggiolini anti-abbandono. Si può quindi dare finalmente seguito all’applicazione dell’obbligo di usare tali sistemi di allarme per scongiurare il rischio di dimenticare in auto i nostri bambini minori di 4 anni, contenuto in una proposta di legge a mia prima firma approvata all’unanimità in Parlamento.

Il parere del Consiglio di Stato segue quello della Commissione Europea ed era l’ultimo passaggio necessario per regolamentare l’uso nel nostro Paese di questi dispositivi. Sebbene negli ultimi anni i casi di minori morti a causa dell’abbandono involontario in autovetture chiuse e lasciate al sole siano meno di una decina, è giusto introdurre tale obbligo per evitare che si ripetano altre assurde tragedie. Allo stesso modo, dobbiamo rapidamente modificare il codice della strada per rendere più sicure le nostre strade per gli utenti più vulnerabili.

Proposta di legge “Salva-autoscuole”

In diretta dalla Camera dei Deputati presentiamo la proposta di legge “Salva-autoscuole”, che mira a tutelare le scuole guida dal recupero retroattivo dell’IVA.

Rivedi gli interventi della conferenza stampa

In diretta dalla Camera dei Deputati presentiamo la proposta di legge “Salva-autoscuole”, che mira a tutelare le scuole guida dal recupero retroattivo dell’IVA.Collegatevi!

Publiée par Diego De Lorenzis sur Jeudi 26 septembre 2019

VI corso di esperto promotore della mobilità ciclistica

Oggi ero in duplice veste di parlamentare e di partecipante, per la conclusione del VI corso di Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica dell’Università di Verona.

In 6 anni qui si sono formati 129 esperti provenienti da tutta Italia, per la verità concentrati in gran parte nelle regioni del Nord Italia. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di avviare delle collaborazioni con almeno una università del Centro e una del Sud Italia, per rendere facilmente accessibili questi corsi e magari incentivarli con delle borse di studio.
Il mondo sta cambiando rapidamente e profondamente e sempre più persone chiedono e propongono soluzioni e grazie a questo corso aumentano le competenze per affrontare le nuove sfide globali.

Vediamo di fare chiarezza sul 5G

In un mondo iper-connesso dove ciascuno diventa produttore di notizie e rilancia, spesso senza approfondimento, quelle altrui, il rischio che le fakenews e le bufale prendano piede è concreto. Per questo serve diffondere, pareri autorevoli che basano le loro affermazioni sul metodo scientifico e su una lettura corretta dei dati provenienti da studi e ricerche scientifiche.
In questa intervista il prof. Antonio Capone, professore ordinario di telecomunicazioni e preside della Scuola d’Ingegneria Industriale e dell’Informazione presso il Politecnico di Milano, risponde con precisione a molti dei dubbi che negli ultimi mesi si erano diffusi nell’opinione pubblica.

Per leggere l’intervista completa del prof. Capone, CLICCA QUI

Pd e Lega pari sono

Sono giorni che fini analisti politici, colleghi parlamentari, giornalisti e pseudo tali, politologi, capi partito e capi correnti, si lanciano con elucubrazioni mentali sulle ipotesi sul proseguio o meno di questa legislatura. Alcune sono risibili benché provenienti dalla mente di persone stimabili ed equilibrate, altre paradossalmente lo sono meno sebbene abbiano più l’intento della provocazione. Ma andiamo per ordine…

Intanto, diciamo che tutti questi scenari, in continua evoluzione, sono il frutto di strategia tutt’altro volta a dare chiarezza agli italiani: spesso servono per condizionarne la percezione (come per i sondaggi), talvolta per accreditarsi presso questo o quel partito, sovente per regolamenti di conti all’interno di forze politiche, non di rado vengono usate contro i loro stessi ideatori per coglierli in contraddizione, porli in antitesi con altri esponenti della stessa parte, dare plausibilità o dedurre tesi infondate o peggio strampalate. In ogni crisi, c’è chi passa il proprio tempo a capire a contare e misurare le forze in campo, i vantaggi e gli svantaggi per ciascuno per ognuna delle mosse possibili ma chi lo fa non è neutro e spesso almeno “tifa” o peggio “lavora” per una di esse.

La verità è che c’è ancora un sistema, vivo e vegeto, che lotta con tutte le sue forze contro ciò che ritiene un corpo estraneo. E la finalità ultima di tutti questi soggetti (a parte rare eccezioni) che ci suggeriscono cosa il M5S dovrebbe fare o sarebbe utile non facesse, è minimizzare il rischio che in questo Paese ci sia, anzi prosegua, il cambiamento che abbiamo auspicato.
Questi partiti, tutti, hanno difeso finanziamento pubblico ai partiti e il carrierismo basato su clientele e corruzione, hanno avallato l’affidamento scellerato di concessioni pubbliche (autostradali e del gioco d’azzardo, di sfruttamento dei giacimenti di combustibili fossili o di acqua, dello smaltimento dei rifiuti e del trasporto pubblico locale…) a imprenditori amici e finanziatori o apparati di consenso dove riciclare spesso i non più eletti dopo decenni di professione politica, agevolato lo smembramento di funzioni e servizi pubblici indispensabili (scuola, università, ricerca, giustizia, sanità, trasporti, aziende di Stato,…), spesso per regalarne la gestione ai privati, progettato congiuntamente la disarticolazione dei fondamenti delle istituzioni democratiche (con leggi elettorali e riforme costituzionali inqualificabili)…

Tuttavia, per fortuna, alcuni semi germogliano proprio dopo gli incendi più devastanti: moltissimi cittadini ispirati e guidati da due illuminati, in uno scambio reciproco di informazioni, si sono destati dal torpore indotto dalla seconda Repubblica, tanti hanno compreso che le istituzioni, ad ogni livello, sono la casa comune degli italiani e che bisogna riconsegnarla loro, che i partiti sono esclusivamente uno strumento per entrare nelle istituzioni e non un mezzo per l’arricchimento personale e la gestione del potere per interessi particolari. Finalmente abbiamo dimostrato che i governi (nazionali o cittadini) non devono nascere sulla spartizione delle poltrone (ministeri e assessorati), che l’etica personale non può scindersi dalla credibilità pubblica, che le idee sono più importanti dei singoli individui, che le regole hanno un valore, che la parola in politica ha un peso.

E in questo vorticoso susseguirsi di dichiarazioni quasi non facciamo caso quando Salvini parla di “taglio degli stipendi” parlamentari, Calderoli dichiara che il taglio dei parlamentari è un suo obiettivo e Delrio vuole intavolare una trattativa basata sul “contratto alla tedesca”.

Voglio rassicurare tutti: è evidente che per noi rimangono (erano e saranno) tutti infidi, sappiamo che nessuno di loro crede in quello che dice, pronto a ritrattare e a disconoscerlo per convenienza del momento, e che quanto affermano è solo uno strumento per darsi una nuova veste candida con lo scopo ultimo di irretirci, omologarci agli occhi degli italiani e farci scomparire.
Non lo dimentichiamo, siamo nati con tale consapevolezza. E allo stesso modo sappiamo che il contesto istituzionale pensato per favorire il dialogo e l’intesa tra forze sincere benché animate da legittimi interessi di parte, ci impone di valutare, nei modi e nei tempi che il Capo dello Stato riterrà, se lo riterrà, le proposte di soggetti politici che dell’ideologia hanno fatto un vessillo di polarizzazione dell’elettorato per nascondere gli illegittimi interessi di bottega, dato che questi sono gli unici ad abitare il Palazzo, per ora…

Mentre il sistema ci combatte e prova a usare il nostro metodo e il nostro linguaggio, l’unico dato politico reale che emerge è che alcuni concetti diventano, lentamente, patrimonio degli Italiani e di almeno una parte del sistema che ci combatte: la politica può essere davvero svolta come servizio limitandone i costi superflui, la politica può ridurre gli sprechi, una forza politica può essere coerente e credibile solo se rispetta quanto mette nero su bianco in campagna elettorale,…

Al di la di quello che accadrà tra qualche settimana o nei prossimi mesi, la verità è che questo Paese lo abbiamo già cambiato alzando l’asticella, riportando il significato di “compromesso politico” a quello di accordo per il bene comune degli Italiani. Non importa che i partiti tradizionali si rinnovino (se riescono), inseguendoci come modello, oppure che nascano nuovi soggetti politici sulle fondamenta che abbiamo gettato: ciò che conta è che la nostra Repubblica abbia gli anticorpi per evitare derive pericolose e che i principi costituzionali continuino a ispirare gli italiani e chi li rappresenta ancora per molto a lungo!