Aeroporti di Puglia: qualcosa si muove!

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Dopo due interrogazioni, decolla una verifica da parte degli organi di controllo. E poi qualcuno dice che avere dei cittadini liberi nelle istituzioni è inutile!

Solo perché, pur stando nelle Istituzioni, ci manteniamo con le mani pulite e libere abbiamo la facoltà di fare domande senza riguardi per alcuno, chiedere conto della verità, non dover accontentare con riverenza il potente di turno, evitare di doverlo ringraziare magari ricambiandolo con qualche favore.

La prima interrogazione del 29 gennaio 2014 riguardava i compensi stratosferici dei dirigenti di Aeroporti di Puglia

La seconda interrogazione del 25 settembre 2014 invece si occupava di chiedere chiarimenti in merito alla correttezza della gestione degli aeroporti e il rispetto dell’atto di concessione che prevede non discriminazione dell’utenza e la concorrenza tra i 4 scali aeroportuali.

Ecotassa: i cittadini pagano il massimo per colpa della giunta Perrone!

Paolo_Perrone_SindacoIl Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi (cd. ECOTASSA), introdotta con la legge finanziaria del 1996, ha l’obiettivo di favorire la minore produzione di rifiuti e il loro recupero. Si applica in presenza di conferimento in discarica dei rifiuti provenienti da attività di bonifica e smaltimento. La Regione Puglia con determinazione del 28 ottobre 2014 impone il massimo dell’ecotassa al Comune di Lecce e ad altri 26 comuni salentini, 25,82 euro per ogni tonnellata smaltita a causa dell’incapacità del Comune leccese di raggiungere la percentuale di raccolta differenziata stabilita dalla legge del 65%.

Dopo le chiacchiere, i proclami e le promesse dell’amministrazione comunale di Lecce e della Giunta Perrone sulle vicende legate alla raccolta dei rifiuti urbani, la favole degli amministratori si scontrano con la dura realtà. Una realtà fatta purtroppo di esborsi da parte dei cittadini che dovranno pagare a causa della non volontà del Comune di Lecce di svolgere una corretta gestione dei rifiuti. Per la giunta Perrone, fare la raccolta differenziata è un optional non contemplato e questa scelta va a danno dei cittadini e dell’ambiente.

 ecotassaEppure la Regione ha dato diverse proroghe temporali per avere anche un minimo di incremento delle percentuali di Raccolta differenziata, ma il Comune di Lecce è stato in grado di mancare anche questo appuntamento! Si legge nella determina regionale che il Comune ha presentato l’istanza per avvalersi delle agevolazioni previste, per cui, però, non è stato possibile accertare l’effettivo raggiungimento in quanto lo stesso Comune non ha presentato la certificazione necessaria. Insomma, anche un minimo sforzo per raggiungere un piccolo incremento di raccolta differenziata è risultata un’impresa titanica per la giunta Perrone.

Ma facciamo due calcoli per vedere quanto presumibilmente costerà l’ecotassa ai leccesi nell’anno 2014. Dal sito istituzionale regionale di riferimento si apprende che tra gennaio e giugno del 2014, il Comune di Lecce abbia raccolto in maniera indifferenziata, senza una adeguata separazione dei materiali, quasi 23.500 tonnellate di rifiuti che dovranno essere quindi smaltiti. Quindi, per i soli primi sei mesi di attività, se tale quantitativo fosse smaltito, la somma da pagare extra servizio di raccolta è di circa 605.000 euro. Spese che dovranno pagare i cittadini leccesi e che si aggiungono al costo del già scadente servizio di raccolta dei rifiuti. Ma non è tutto poiché da giugno 2014 sembrerebbe che il Comune di Lecce non abbia più comunicato i dati della raccolta rifiuti alla Regione Puglia e quindi i dati sono assenti e quindi molto probabilmente questi costi di smaltimento, ed ecotassa in aggiunta, aumenteranno. Opacità, poca trasparenza, incapacità nell’effettuare una seria raccolta differenziata e il risultato è che i cittadini leccesi pagheranno di più un servizio già scadente.

guido_andreaDi fronte a tanto fanno realmente sorridere le fotografie dei membri della giunta che si fanno fotografare in questi giorni vicino a raccoglietori di rifiuti differenziati. Raccoglitori che sicuramente sono più efficienti della giunta Perrone ma che non sono la priorità prevista delle gerarchia dei rifiuti dalla direttiva europea 98/2008 in quanto prima di attuare una preparazione al riutilizzo e quindi al riciclo, si dovrebbe provvedere ad una seria riduzione a monte dei rifiuti prodotti e un riuso dei medesimi. Ce lo dice l’Europa ma anche il buon senso. Perrone e l’assessore all’ambiente Giudo continuino a farsi fotografare, tanto l’ecotassa non pagheranno loro, ma sfortunatamente tutti i cittadini leccesi.

TAP: leggi fatte per escludere i cittadini!

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Queste sono le leggi che non permettono la #partecipazione e la #trasparenza!

Quando un rappresentante del popolo è tenuto fuori dalle stanze in cui si prendono decisioni fondamentali per milioni di cittadini, quando l’unico riscontro saranno le dichiarazioni-slogan dei partiti già preconfezionate, quando non è neanche concesso ad un cittadino portavoce di partecipare sebbene in qualità di semplice uditore per riportare fedelmente e senza distorsioni mediatiche,

risposta richiesta partecipazione CDS TAPlì si può annidare lo spreco,

lì si potrebbe introdurre facilmente la corruzione,

lì si può nascondere agilmente il malaffare,

lì probabilmente si mortifica la partecipazione,

lì si uccide certamente la democrazia!

#VotateliAncora #M5S #NoTapOvunque Montecitorio Cinque Stelle Beppe Grillo Movimento 5 Stelle

Bonifica Micorosa: chi inquina deve pagare!

 micorosa-nacIl 25 marzo 2013, su indicazione del Ministero dell’Ambiente, la Provincia di Brindisi ha redatto un documento con il quale ordina alle Società Edison, Versalis, Syndial ed Eni, nonché alla Curatela fallimentare della Micorosa Srl di attuare le misure di prevenzione necessarie a contenere la diffusione delle sostanze inquinanti con particolare riferimento a quelle riscontrate nel suolo, sottosuolo e nelle acque di falda sottostanti l’area comprendente il sito interessato dallo stoccaggio dei rifiuti e di procedere alla elaborazione e presentazione per la relativa approvazione del progetto di bonifica delle acque di falda, del suolo e sottosuolo ed alla realizzazione dei necessari interventi di bonifica.

micorosa-640Le società hanno impugnato al TAR il provvedimento della provincia di Brindisi e, a febbraio del 2014, i giudici amministrativi hanno dato ragione a quasi tutte le società; inoltre, hanno escluso dal provvedimento la curatela fallimentare perché non gli è imputabile la bonifica, l’ENI perché non sarebbe responsabile del comportamento delle due società controllate Versalis e Syndial che hanno gestito il sito. Al di la di queste motivazioni, il TAR afferma che non sarebbe dovuta essere la Provincia ad emanare tale provvedimento bensì l’ente competente cioè il Ministero dell’Ambiente.

Ancora una volta il privato inquina e il pubblico paga. In Europa vige il principio di “chi inquina paga”, in Italia no. Così come stiamo assistendo al caso Ilva a Taranto, anche a Brindisi sembra che le bonifiche per territori inquinati da anni di attività industriali, saranno poste a carico dei cittadini, mentre chi ha fatto guadagni inquinando un territorio riuscirà a farla nuovamente franca.

Nell’interrogazione, chiediamo al Ministro dell’Ambiente di intervenire immediatamente per obbligare le società che hanno gestito il sito a bonificarlo di tasca propria. Se il TAR ha chiarito che la Provincia non fosse l’ente competente ad emanare provvedimenti per la bonificare definitiva a carico dei privati dei terreni inquinati, perché il Ministero nel 2011 ha indicato il contrario alla Provincia? Ma soprattutto ad avvenuta sentenza del TAR, perché il Ministero dell’Ambiente non interviene per obbligare i privati a bonificare? D’altra parte sono passati ormai 10 mesi dalle sentenze del TAR eppure il Ministro Galletti punta a stanziare risorse pubbliche per bonificare il territorio inquinato da privati.

La vicenda Micorosa dimostra ancora una volta come l’operato del Governo Renzi tenda a tutelare i potenti privati e svantaggio dei territori, puntando a spendere le risorse pubbliche per gestioni che di pubblico avevano ben poco. Galletti e Renzi si muovano ed emanino immediatamente provvedimenti per obbligare i privati a bonificare. Chi ha inquinato deve pagare!

Stazione di Ginosa: ferrovie più efficienti per pugliesi e lucani!

10807936_10204259289255526_183829227_n-2Si ripristini al più presto i binari alla stazione di Ginosa e si rinforzi la linea ferroviaria dell’arco jonico. Interrogazione parlamentare sulle motivazioni che hanno portato al dismissione del binario alla stazione di Ginosa (Ta). Da circa un mese si è verificato che uno dei tre binari ferroviari che costeggiano la stazione, è stato disassemblato riducendo quindi la capacità della stazione di accogliere treni contemporaneamente.

Il tratto ferroviario che unisce Taranto a Metaponto è molto importante perché garantisce il diritto alla mobilità per studenti, lavoratori e pendolari e degli altri cittadini di Puglia e Basilicata. Inoltre, la bellissima Ginosa che si trova sulla tratta in questione, è meta turistica riconosciuta in quanto meritoria della “bandiera blu” per 16 anni di seguito. La ferrovia se valorizzata adeguatamente, permetterebbe un maggior afflusso turistico più sostenibile e sicuro, liberando le strade da congestioni con inevitabili ricadute positive per l’ambiente e per i servizi locali.

La tratta ferroviaria in questione è oggetto di miglioramenti ma a questi devono esser aggiunti maggiori corse, anche a lunga percorrenza. Basti pensare che qualche anno fa da Ginosa si poteva raggiungere senza cambi, le grandi città del nord e viceversa. Attualmente, invece, i tagli effettuati negli anni da Trenitalia , hanno reso più complicato raggiungere le mete turistiche nel sud, Puglia in testa e quindi ha disincentivato i cittadini dall’utilizzo di questo importante mezzo di trasporto.

Per cui con l’interrogazione si chiede al Ministro dei trasporti quali interventi sono previsti presso la stazione ferroviaria di Ginosa e qual è la motivazione della disattivazione del binario ferroviario, qual è lo stato di avanzamento dei lavori previsti per il tratto ferroviario della tratta Taranto-­Metaponto e quali sono le eventuali criticità riscontrate nel completamento della stessa, se sono previsti già nel prossimo contratto di programma ulteriori stanziamenti per potenziare la tratta ferroviaria jonica e infine se sia previsto da parte di Trenitalia, il ripristino dei collegamenti diretti tra il nord Italia e le stazioni ferroviarie dell’arco jonico.

Scegliere il treno anziché i trasporti su gomma è un comportamento sicuramente più sostenibile che può portare solo vantaggio alle comunità, ed è proprio per questo che il M5S si sta battendo per migliorare i collegamenti ferroviari senza sprecare denari in infrastrutture come l’alta velocita Torino-­Lione o altre grandi opere inutili. In un momento di crisi profonda e di poche risorse disponibili, le priorità per i cittadini sono diverse da quelle del governo Renzi.

Sicurezza ferroviaria: chiarezza sul comportamento di Trenitalia.

ferrovie Regolamenti ferroviari e provvedimenti dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie in contrasto con i documenti sulla sicurezza emanati da Trenitalia.

L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) ha emanato le linee guida per lo svolgimento delle attività attinenti al riordino del quadro normativo nazionale in materia di sicurezza della circolazione ferroviaria. Tra i compiti dell’ANSF, ci son anche quelli di rilasciare, rinnovare, modificare e revocare gli elementi che compongono i certificati e le autorizzazioni di sicurezza, controllare che ne siano soddisfatti le condizioni e i requisiti e che i gestori dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie operino conformemente ai requisiti del diritto comunitario o nazionale. Tuttavia dai documenti di Trenitalia del 2013 si riscontrano alcune disposizioni che creano perplessità.

L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) ha più volte, nel corso del 2013, messo in evidenza che i gestori sbagliavano nell’emanare alcune disposizioni per il recepimento delle nuove norme sulla sicurezza ferroviaria.
Tuttavia rimangono alcune perplessità ad esempio su quanto disposto da Trenitalia nell’emanare la Prefazione generale all’orario di servizio (PGOS), le Istruzioni per il Servizio del Personale di accompagnamento dei Treni (ISPAT) e le Istruzione per il servizio del personale di condotta delle locomotive (IPCL) per quanto riguarda già la denominazione.

Inoltre i provvedimenti che l’ANSF può adottare per sanzionare i gestori potrebbero avere un effetto paradossale che è il principale deterrente ad attuarli. Infatti l’ANSF può revocare i certificati di sicurezza, ma qualora esercitasse tale potere nei confronti del principale gestore italiano, Trenitalia, quasi sicuramente determinerebbe la sospensione immediata di quasi l’intero servizio ferroviario italiano e pertanto il monopolio di fatto di Trenitalia sulla rete italiana assicura la mancata applicazione delle sanzioni in caso di inadempienze.

La sicurezza Ferroviaria è un’indispensabile materia che costituisce il servizio ferroviario italiano e deve esser fatta chiarezza su ogni aspetto controverso e su ogni possibile criticità nel corretto svolgimento del servizio reso. Per questo chiediamo nell’ interrogazione parlamentare al ministro di dare risposte precise e chiare su questo argomento nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori.

AQP: assunzioni in campagna elettorale!

campagna-referendum-acqua Le procedure di selezione, avviate proprio con l’avvicinarsi della tornata elettorale e senza alcuna trasparenza, rientrano nella logica ipocrita della Giunta Vendola di gestire in maniera privatistica un ente che, secondo il referendum del 2011, dovrebbe essere pubblico

L’Acquedotto Pugliese il 31 ottobre ha pubblicato, sul proprio sito web, l’inserzione che prevede l’avvio delle selezioni per il reclutamento di alcuni profili professionali. L’ente, sebbene a totale capitale pubblico della regione Puglia, adotta modalità di assunzione come ente giuridico di diritto privato, essendo una società per azioni: come tale, le sue procedure di assunzione non hanno natura di concorso pubblico tanto che la selezione non comporta necessariamente l’assunzione, che quindi ha un carattere estremamente discrezionale. Infatti, si legge nel documento che definisce le modalità per la gestione dei processi di reperimento, selezione, assunzione del personale di Acquedotto Pugliese, emanato giusto ad ottobre, che “la pubblicazione dell’avviso di selezione, la successiva selezione dei candidati, nonché la pubblicazione dell’elenco degli idonei non comportano in alcun modo un obbligo di assunzione da parte dell’Azienda, riservandosi quest’ultima in ogni momento ampia discrezionalità senza che i candidati possano vantare alcun diritto”.

01acquedotto-puglieseIn prossimità della campagna elettorale la società Acquedotto Pugliese S.p.A., che SEL e PD spacciano agli elettori per pubblica, rivela ampiamente la sua natura privatistica sotto l’influenza della politica, prendendo quindi i difetti di entrambi. La logica del privato non si mostra esclusivamente nella gestione economica con finalità di generare dei profitti (contrariamente all’esito del referendum del 2011), ma anche nella selezione del personale con modalità assolutamente opposte ad un pubblico concorso, meritocratico e trasparente, per titoli ed esami. Infatti, a parte l’evidenza delle figure ricercate, tutto il resto è opaco, come conviene alla politica dei partiti: gli avvisi pubblicati sul sito di AQP specificano che le procedure, affidate ad società di selezione esterna, hanno valore meramente ‘esplorativo’ e gli esiti non comportano obblighi di assunzione. Per questo motivo sorge anche il dubbio che le aspettative dei partecipanti siano ripagate in relazione al loro comportamento durante la prossima campagna elettorale o nell’urna del seggio elettorale. Noi crediamo che non siano assolutamente queste le modalità di selezione congeniali al più grande acquedotto d’Europa. Si tratta di ciò che vogliono tutti i partiti, SEL in primis, assumendo di fatto dipendenti di un ente parastatale senza concorso. Un po’ come è già avvenuto in Regione con i cosiddetti ‘precari’ divenuti a tempo indeterminato e pagati dalle tasche di tutti i pugliesi quando, in precedenza, il loro ingresso è avvenuto per segnalazione politica nei minilistini dei diversi assessorati. Una vicenda su cui meglio stendere un velo pietoso e che non si ripeterà una volta che il M5S sarà finalmente tra i banchi del consiglio regionale. Vendola e la sua Giunta si dimostrano nuovamente ipocriti ed incoerenti. AQP deve tornare ad essere davvero ente pubblico, prevedendo meccanismi di partecipazione e controllo delle comunità di cittadini e lavoratori. Anche per questo il Movimento 5 Stelle si candiderà in Regione con dei cittadini liberi e incensurati che risponderanno solo ad un programma condiviso e non a logiche di poltrona.

Ex BAT: Lettera al sottosegretario Bellanova

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Gent. Sottosegretario di Stato

al Ministero del Lavoro e Politiche sociali

On. Teresa Bellanova

Via Fornovo, n. 8

00192 ROMA

Ministero per lo Sviluppo Economico

nella persona del Ministro Federica Guidi

Via Molise, n. 2

00187 ROMA

p.c. Confederazione generale dell’industria italiana

nella persona del Presidente Giorgio Squinzi

Viale dell’Astronomia, n. 30

00144 ROMA

Egr. Presidente

Nichi Vendola

Regione Puglia

Lungomare Nazario Sauro, n. 33

70121 BARI

Egr. Presidente

Sig. Antonio Maria Gabellone

Provincia di Lecce

Palazzo Adorno

Via Umberto I, n. 30

73100 LECCE

Egr. Sig. Sindaco

Paolo Perrone

Comune di Lecce

Via Rubichi, n. 16 73100 LECCE

Roma, 27 novembre 2014

Oggetto: Tutela lavoratori ex British American Tobacco

Stante il susseguirsi di incontri e tavoli tecnici riguardanti l’incresciosa situazione nella quale riversano i lavoratori leccesi della ex British American Tobacco e considerata l’assenza di qualsivoglia soluzione volta all’utile ricollocamento del personale coinvolto nonché alla riconversione produttiva del sito leccese, con la presente

CHIEDIAMO

un formale ed improcrastinabile impegno del Ministero dello Sviluppo Economico, nella persona del Ministro Guidi, del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, On. Teresa Bellanova e degli ulteriori soggetti elencati in indirizzo, ad assumere ogni iniziativa e misura di competenza aventi efficacia immediata che dirimano, senza ulteriori espedienti dilatori, questa annosa vicenda che coinvolge tantissimi operai e le loro famiglie.

Sen. Daniela Donno

Sen. Buccarella Maurizio

Sen. Barbara Lezzi

Dep. Diego De Lorenzis

Dep. Giuseppe D’Ambrosio

Il programma per la Puglia scriviamolo insieme

logo5stelleCiao, CHE TU SIA PUGLIESE O MENO, ABBIAMO BISOGNO DI TE!

Come forse saprai in primavera ci saranno le elezioni regionali anche in Puglia. Ci interessa ascoltare la tua opinione. Vogliamo recepire le tue idee sia in ambito creativo, per comunicare al meglio l’operato del Movimento 5 Stelle che accogliere le tue proposte per rendere più efficace la nostra azione sul territorio.

Partecipa a questo sondaggio assolutamente ANONIMO e dicci la tua! Ci vorranno solo 5 minuti del tuo tempo ma ti assicuro che terremo in grande considerazione il tuo contributo.

Tocca a te, FORZA!! 🙂

SLA a Manduria: casi 4 volte maggiori della media nazionale

logo-AISLA-OnlusVi ricordate quando la scorsa estate molti si buttavano sulla testa un secchio di acqua ghiacciata secondo una sfida (“Ice Bucket Challenge”) che pochi hanno compreso? Vi ricordate il governo che toglie soldi all’assistenza delle persone non autosufficienti? In entrambi i casi i media si sono occupati di SLA a livello nazionale.

Grazie ai cittadini attivi e informati nell’area di Manduria, che mi hanno dato la loro voce, ho appreso che sono presenti sei casi di SLA in una popolazione di circa 30.000 abitanti, contro una media nazionale di circa cinque casi ogni 100.000 abitanti: quasi il quadruplo rispetto alla media. Per questo e per non spegnere i riflettori su questo tema, ho presentato un’interrogazione parlamentare per avere risposte sulla anomala situazione della SLA (sclerosi laterale amiotrofica) nell’area di Manduria.

La particolare incidenza nel territorio di Manduria indicherebbero che all’origine di questa malattia potrebbe esserci l’inquinamento di natura ambientale, che si manifesta anche con la degenerazione dei motoneuroni, le cellule depurate al controllo del movimento, della deglutizione e della respirazione.

Per far fronte al problema dell’inquinamento causato da sversamenti illegali di rifiuti, nella zona di Manduria sono state adottate moderne tecnologie, come la dissociazione molecolare che consiste in un processo di gassificazione e si applica nel trattamento di rifiuti urbani, per piccole comunità e altra tecnologia utilizzata è «all’arco plasma». Il plasma è il quarto stato della materia (solido, liquido, gassoso), ottenuto mediante una scarica, fornita attraverso un arco elettrico, che consente di ottenere la ionizzazione di una corrente gassosa.

L’esecutivo deve far luce sull’atroce situazione e intervenire con la massima urgenza, per questo, chiediamo di predisporre uno screening epidemiologico per il tramite dell’Istituto Superiore di Sanità sulla popolazione residente nell’area di Manduria e dei comuni limitrofi nella provincia di Taranto. Occorre mettere in moto tutte le forme di controllo del territorio pugliese, atte a fermare il criminale e illecito sversamento di rifiuti tossici in qualunque area, in particolare con riferimento alle zone agricole e ad alta densità abitativa, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini, nonché tutelare la salubrità dell’acqua, del terreno e dell’aria.