Porto di Taranto: inaugurazione al Polisettoriale

Il Governo continua a fare passerelle a Taranto, ma la situazione rimane bloccata! Anche nell’occasione dell’inaugurazione della pista logistica a dicembre del 2015 abbiamo sentito toni trionfalistici da parte del Governo eppure a quasi due anni di distanza è completamente inutilizzata.

Taranto sta già pagando il pesante fardello di una colonizzazione di grandi industrie inquinanti scollegate dal contesto territoriale, non si deve commettere lo stesso errore di 60 anni fa! Il porto deve essere al servizio della città e non il contrario!

Il futuro del porto e della città di Taranto non è diventare una propaggine della Cina e delle multinazionali, senza alcuna visione di rilancio delle eccellenze e delle aziende italiane.

Manca la discontinuità con il passato: gli ultimi provvedimenti del Governo PD, ad esempio l’istituzione delle ZES, rischiano di essere funzionali ad agevolare le industrie dannose come ENI, ILVA e il progetto Tempa Rossa. Se così non fosse, per quale motivo in commissione al Senato sono state bocciate le proposte del M5S che puntavano alla riconversione economica?

Se si fosse realizzata solo un’unica Autorità di Sistema Portuale si sarebbe ottenuto un giusto coordinamento tra i porti pugliesi e a beneficiare sarebbe stata tutta la Puglia. Tuttavia, il campanilismo e la brama di distribuire poltrone ha prodotto due autorità con il risultato di avere la competizione tra i porti invece di un loro maggiore coordinamento con politiche utili alla Puglia e al Paese.

Incontro del Governo su Tap: una falsa decarbonizzazione.

A proposito dell’incontro tenutosi ieri a Palazzo Chigi sul progetto Gasdotto Trans-Adriatico (TAP) e sulla questione della decarbonizzazione: il Governo continua a proporre una scelta preistorica e puramente speculativa che mira a far diventare l’Italia un deposito di gas per il nord europa, invece di puntare seriamente sulle fonti rinnovabili, non a caso il settore distrutto negli ultimi anni! Abbiamo già ora un eccesso di gas quindi TAP è inutile per gli italiani; pensare al GNL (gas naturale liquefatto) per le auto quando l’intera industria dell’automotive va verso l’elettrico è insensato e nasconde altri interessi! La decarbonizzazione e la mobilità alternativa e sostenibile sono l’opposto rispetto a quanto sostiene il PD nazionale e regionale.

Come hanno dimostrato sia la vicenda Tempa Rossa con il coinvolgimento dell’allora Ministro Guidi, sia il boicottaggio del referendum sulle trivellazioni, i Governi del Pd hanno evidentemente legami con le lobby petrolifere a tal punto da voler rendere il nostro Paese una servitù di passaggio per i Paesi del centro e del nord Europa cui è destinato il gas di TAP mentre i cittadini italiani pagheranno ben 270 milioni di euro per il collegamento con la rete SNAM.

Il Governo mente quando parla di nuove soluzioni per l’ambiente e per l’energia: ILVA e Centrali a Carbone vanno chiuse subito! Mente anche quando promette <<sviluppo>> perché gli “investimenti” per il territorio sono solo l’ennesimo tentativo di comprare il consenso dell’opinione pubblica. I Ministri De Vincenti e Galletti, il sottosegretario Bellanova ed anche il Presidente Emiliano smettano prendere in giro gli italiani e parlando di decarbonizzazione perchè nascondono gli ennesimi favori ai petrolieri e alle multinazionali.

TAP: Risposta al Questore Dott. Leopoldo Laricchia.

In merito alle dichiarazioni del Questore di Lecce, il Dott. Leopoldo Laricchia, intendo ribadire che noi, portavoce dei cittadini nelle istituzioni per il M5S, rispettiamo profondamente le istituzioni e condanniamo la violenza sempre! Proprio per questo riteniamo sbagliato l’uso della forza e il tentativo di criminalizzare chi difende il territorio e la Democrazia.

Il gasdotto TAP è la manifestazione di Governo autoritari mai legittimati che impongono con la forza progetti inutile e dannosi per l’intero Paese.

Il questore evidentemente ignora la le inchieste sulla corruzione legate all’opera, la mancanza di discussione nel merito, la demolizione di autorevoli fonti dei presunti vantaggi dell’opera, le bugie del Ministro Franceschini, De Vincenti e del sottosegretario Bellanova e dei loro colleghi in Parlamento, quelle del presidente Emiliano sulla “decarbonizzazione” o i decreti a favore della multinazionale, le manine che di notte inseriscono nelle leggi i progetti per le lobby petrolifere e gli intrecci tra politica e multinazionali.

Per questo rifiutiamo convintamente ogni tentativo di accostare i cittadini che si battono contro la realizzazione del gasdotto ai criminali, che invece siedono in parlamento!

Anche chi si oppone al TAP rappresenta le istituzioni: deputati, senatori, consiglieri regionali, sindaci. Anche noi siamo lo Stato e non ci siamo mai permessi di attaccare altre istituzioni. Ribadiamo che tale progetto è il frutto di relazioni con Stati esteri dittatoriali e che porterà benefici solo alle multinazionali. I cittadini non lo vogliono, noi siamo stati eletti per seguire la volontà popolare e saremo sempre a fianco di chi manifesta pacificamente esercitando i diritti costituzionalmente garantiti.

Trasporti: vertice in Regione.

Basta con gli annunci: il PD prende in giro i cittadini!

Da un parte il Governo nazionale il Ministro Delrio continua a fare annunci su stanziamento di fondi inesistenti, come quello di un miliardo e 800 milioni all’indomani della strage ferroviaria tra Corato e Andria mai stanziato. Dall’altra, il Governo regionale organizza vertici il 2 agosto, senza risolvere la situazione disastrata dei trasporti in Puglia. Questo vertice è l’ennesima passerella!

La situazione di FSE rimane intollerabile e non valgono a nulla le dichiarazione degli assessori regionali del PD. Treni sporchi, aria condizionata ad intermittenza, ritardi, il contratto di servizio non viene fatto rispettare.

Il vertice promosso dai due assessori è l’ennesima farsa anche sulla sicurezza e gli investimenti! La velocità di quei pochi treni, quando ci sono, in Salento rimarrà a 50 km/h almeno fino al 2019 perché non può essere garantita la sicurezza sulla marcia dei treni! Il PD, non ha mai voluto contestare la scelta discriminatoria di FSE di non adeguare  immediatamente la rete ferroviaria salentina con i sistemi di sicurezza SCMT (il nostro sistema controllo marcia treni). 

I rappresentanti dei partiti politici preferiscono vivere di emergenze, invece di pianificare, programmare e attuare l’ordinario!

Forse avrebbe avuto un senso per esempio preoccuparsi oggi dei disagi che avranno tra un mese decine di migliaia di famiglie quando riapriranno le scuole! Per la loro inadeguatezza, anche quest’anno assisteremo alle drammatiche scene di ogni anno: studenti che lasciati sui piazzali per i disservizi continui tra mezzi in ritardo o insufficienti e con genitori costretti ad arrivare tardi al lavoro per accompagnare con mezzi propri, i figli a scuola.

I governi PD a livello nazionale e a livello regionale continuano a non far rispettare i diritti dei passeggeri. Occorre avere al più presto un Governo a 5 Stelle perché si possa avere finalmente un trasporto pubblico degno di un Paese Civile: frequente, capillare, affidabile, con tariffe integrate, intermodale, economico, con mezzi moderni e puntuali!

Crisi idrica: soluzioni per risolverla.

Il Piano d’Ambito italiano prevede investimenti per soli 65 miliardi per i prossimi trenta anni. Secondo i dati trasmessi da Federutility alle Camere nel 2014, per rifare a nuovo l’infrastruttura idrica nazionale, occorrerebbero almeno 120 miliardi di euro. Bisogna investire prioritariamente nelle infrastrutture che assicurano acqua ai cittadini e agli agricoltori. Un Governo responsabile punterebbe a risolvere i numerosi problemi che oggi abbiamo investendo con risorse pubbliche nel settore: un investimento pianificato di 120 miliardi di euro rilancerebbe l’economia e l’occupazione. Sarebbe normale per un Paese normale, ma in Italia le priorità per i Governi sono gli F-35, le banche o le grandi opere inutili per il territorio come la TAV in Val Susa. In Puglia occorrere rimodernare le attuali reti idriche che perdono ancora troppa acqua, attivare il prima possibile l’invaso del Pappadai per favorire l’agricoltura salvaguardando le falde salentine, potenziare i depuratori e riutilizzare le acque reflue per scopi irrigui e industriali: sono interventi necessari per scongiurare le crisi idriche e devono diventare priorità per la politica.

Oggi sentiamo nuovi annunci sul completamento della Galleria Pavoncelli bis che ricordano gli slogan della vecchia politica. A Giugno 2017 l’Indice Globale di Avanzamento fisico delle opere è al 83% e molte altre opere legate al progetto non sono ancora concluse. Mi auguro che ad Ottobre si possano completare i lavori ma ho forti dubbi che da subito i pugliesi possano ricevere l’acqua dalla nuova Galleria.

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Da quanto ci risulta, mentre i cittadini fronteggiano la mancanza di acqua nelle proprie case, l’Ilva continua ad utilizzare acqua dolce. Nel 2015 sono stati oltre 22 milioni i metri cubi ad essere prelevati dal fiume Sinni e dalla sorgente Tara per gli scopi del siderurgico e al contrario di quanto previsto dalla prescrizioni AIA, l’Ilva non sta ancora utilizzano i reflui dei due depuratori comunali. I partiti non si azzardano a toccare la grande industria inquinante neanche quando utilizza acqua indispensabile per i cittadini e l’agricoltura.

ZES e petrolio: dubbi sul provvedimento approvato al Senato.

Approvato al Senato il decreto 91/2017 che agli articoli 4 e 5 disciplina le Zone Economiche Speciali in meridione. In base a quanto previsto dal nuovo decreto, la ZES può essere costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale e comprendano almeno un’area portuale. Inoltre, vi è la possibilità di realizzare una ZES interregionale: pertanto, aeree della Basilicata potrebbero agganciarsi a città come Taranto, che, tuttavia, nel relativo gruppo di lavoro proprio sulle ZES, vede la presenza del Prof. Aldo Berlinguer (ex assessore all’Ambiente della Basilicata ed ex cda della gestione crediti di MPS e Banca Antonveneta) che ha sviluppato alcuni studi sulle zone franche e sulla fiscalità differenziata sui prodotti energetici in Basilicata trattando proprio di petrolio.

Rimangono dubbi sulle ZES soprattutto perchè si prospetta un inquietante intreccio con il petrolio lucano visto che il decreto impone un “nesso funzionale” come condizione per estendere la ZES anche in aree non adiacenti che tra la Basilicata e il porto di Taranto, è proprio il petrolio. Pertanto, le agevolazioni fiscali potrebbero avvantaggiare le multinazionali petrolifere che in questo periodo stanno passando un brutto momento.

Inoltre i criteri per l’istituzione della ZES saranno stabiliti da un decreto ministeriale del Governo PD che fino ad oggi ha sempre agevolato le multinazionali petrolifere. Si tratta di un indirizzo politico ben lontano dal volere dei cittadini che sia in Basilicata che in Puglia hanno dimostrato una forte opposizione ad una politica energetica basata sullo sfruttamento dei fossili.

Le occasioni perse si sprecano: si poteva discutere nel merito e con i territori di che tipo di modello produttivo ed economico si volesse agevolare. Non a caso in Senato è stato respinto l’emendamento del M5S che proponeva di inserire tra i criteri dell’istituzione della ZES anche quello della riconversione economica delle aree. Questo significa che vogliono continuare ad agevolare gli attuali assetti produttivi inquinanti. Ancora una volta il Governo utilizza i fondi di Coesione per imporre al sud una politica industriale vecchia fatta di idrocarburi e attività ottocentesche.

Trasporti: 2 agosto, incontro in Regione. PD prende in giro i cittadini!

L’assessore regionale al Turismo, Dott.ssa Loredana Capone, ha convocato per il due agosto 2017 un vertice con le società dei trasporti pugliesi per discutere delle criticità dei trasporti in Puglia. E’ una presa in giro vergognosa! Il PD pensa che i pugliesi siano persone con l’anello al naso. E’ assurdo che la Regione discuta il 2 agosto delle criticità dei trasporti che vivono i turisti quando hanno avuto tutto l’inverno per affrontare problemi noti da tanto tempo. Da anni propongo di sincronizzare gli arrivi degli aerei con le navette per gli aeroporti, di realizzare il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi. La Regione non ha mai preso alcuna iniziativa in merito però l’Assessore Capone crede che con una riunione ad Agosto, quando molti uffici tecnici chiudono per ferie, le aziende dei trasporti modifichino in itinere e per una ventina di giorni la loro programmazione. Non ci sono parole per descrivere questa farsa!

L’assessore Capone pensa ad un nuovo contratto di servizio per agevolare i turisti: bene, ma che efficacia può avere questa proposta se la Regione si dimentica di far rispettare il contratto di servizio esistente? Sono almeno 4 anni che propongo alla Regione Puglia e per ben due volte all’Assessore Capone, di farsi promotrice anche in Puglia dell’iniziativa “al Mare in Treno” che consiste nel rimborso del biglietto del treno a chi decide di alloggiare in una struttura alberghiera pugliese. La Capone non solo non ha risposto mai alle mie continue sollecitazioni, ma non ha mai pensato all’argomento. Ora, in piena estate, vuole parlare di trasporti per i turisti: non ha alcuna dignità!

La chiamano emergenza dei trasporti come se fosse un problema sorto all’improvviso. L’emergenza non sono i trasporti, perché è un problema costante in Puglia: l’unica emergenza è quella di sostituire subito questa classe di politicanti che lancia slogan ogni giorno ma che non ha risolto mai un problema sui disastrati trasporti pugliesi! Abbiamo una certezza: le numerose proposte di buon senso del M5S saranno realizzate solo quando avremo finalmente un governo a 5 Stelle!

Disagi Poste nel Salento: Governo risponde a M5S.

Martedì 25 luglio 2017 il Ministero dello Sviluppo Economico ha risposto alla mia interrogazione sui disagi del servizio di Poste Italiane nel Salento. Il sottosegretario Giacomelli oggi ha ammesso che i partiti e in particolare il PD hanno distrutto il servizio postale. Avevamo ragione ad opporci alla norme volute dal Governo e dal PD che ha messo in crisi il servizio di Poste pur di fare cassa con una privatizzazione inutile e una riorganizzazione del servizio che ha creato solo disagi: l’ennesima vergogna italiana in spregio dei diritti dei cittadini.

Il Governo continua a fare annunci e si affida alla speranza che il nuovo management di Poste migliori la situazione. Tuttavia è ridicolo addossare i disservizi a problemi di toponomastica o dubitare delle tante quotidiane criticità del servizio, annunciando un tavolo per il monitoraggio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, senza alcuna azione concreta e immediata come se i disagi e i problemi all’utenza si dovessero ancora verificare e non fossero la realtà quotidiana per milioni di persone.

L’unica soluzione <<offerta>> agli Enti Locali, che già vivono disagi enormi con il taglio del personale e le poche risorse a disposizione, è proporre ogni anno delle iniziative di miglioramento all’azienda che valuterà se accettarle: un contentino che sa tanto di carità. Un buio tunnel in cui il Partito Democratico ci ha portato perché Renzi ha deciso di privatizzare una società che eroga un servizio fondamentale per i cittadini!

Trasporti Salento: sindaci in Provincia. Ennesima passerella inutile!

Martedì 25 luglio, alle ore 11:00, nell’aula consiliare di Palazzo dei Celestini, a Lecce. è stata convocata dal presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone l’assemblea dei Sindaci per discutere sul tema dei trasporti.  E’ un incontro che sa di farsa. E’ certamente positivo che i sindaci s’incontrino per parlare di trasporti, tuttavia non posso rilevare l’assoluta inutilità di tale discussione in assenza degli interlocutori che possono incidere. Discutere delle criticità dei trasporti in assenza degli enti e le società pubblici e privati, come l’assessore regionale ai trasporti e l’Agenzia Regionale per la Mobilità, le aziende Trenitalia, FSE, RFI, Aeroporti di Puglia, Anas è solo una perdita di tempo. Per un tema con competenze così trasversali si sarebbero dovuti convocare anche i consiglieri regionali, i parlamentari del territorio e i cittadini.

I servizi di trasporto in Salento sono un disastro perché i partiti i cui esponenti politici si incontrano non hanno mai lamentato nelle sedi competenti il rispetto del contratto di servizio: non hanno mai richiesto maggiore frequenza dei treni nei giorni festivi incluse le domeniche, non hanno mai denunciato ritardi e corse cancellate e neanche sporcizia e condizionatori rotti, forse troppo impegnati a non calpestare gli affari delle società di trasporto privato, dei tassisti o forse per incapacità. Insomma se raggiungere l’aeroporto di Brindisi, le scuole o le località turistiche è un’odissea, sono i partiti tradizionali a dover fare un esame di coscienza! I cittadini pretendono  un servizio regionale efficiente, capillare, economico e frequente, con integrazione tariffaria e intermodalità, ma il Presidente Emiliano riesce solo a fare passerelle con Ferrovie dello Stato, nonostante i disagi quotidiani di pendolari e turisti: gli amministratori locali dovrebbero denunciare la mancanza di visione e di risorse e le inaccettabili discriminazioni sulla sicurezza per cui sulle tratte ferroviarie salentine viene posticipata rispetto al resto della rete!

E’ paradossale che i partiti prima si battano per sprecare 250 milioni dei contribuenti per un’opera inutile e dannosa per il territorio come il vecchio progetto della S.S. 275, e poi si lamentino dell’isolamento del territorio, quando hanno la colpa di non aver acquistato nuovi treni, con sistema di sicurezza, linee elettrificate e riattivazione delle stazioni quasi abbandonate. Questo ennesimo incontro, senza potere decisionale, non avrà alcun effetto pratico ma servirà solo da alibi mediatico. L’unità degli intenti che in queste sedi emerge non è mai seguita da azioni concrete con gli interlocutori giusti! Gabellone e tanti altri politici che sprecano risorse pubbliche, non pianificano, tagliano i fondi ai servizi ai cittadini, dovrebbero dimettersi e restituire le indennità che percepiscono da troppi anni come politici di professione giacché non li paghiamo per far finta di risolvere i problemi che hanno causato!

Rifiuti: caos nel Salento

L’incapacità dei Comuni e della Regione si abbatte sui cittadini. Per tanti anni i Comuni hanno realizzato, e in molti ancora oggi continuano a realizzare, percentuali di raccolta differenziata ridicole. I rifiuti indifferenziati vengono inviati prima alla stabilizzazione e quindi nelle discariche e negli inceneritori. Tutto ciò causa costi elevatissimi alla collettività, danni ambientali e paradossalmente mancati introiti ai Comuni per i materiali che non sono avviati al riciclo.

Il Commissario regionale, dott. Grandaliano, uomo di Emiliano, agevola i signori dei rifiuti in Puglia: il duo Albanese-Marcegaglia. Emiliano, come Vendola e Fitto, avvantaggia gli impianti di smaltimento in danno la raccolta differenziata, come dimostra la finta pianificazione regionale, che come certificato dall’ANAC non ha avuto alcun controllo, e l’inerzia regionale alle numerose richieste di autorizzazioni provinciali degli impianti di smaltimento.

Oggi possiamo dirlo chiaramente: l’emergenza rifiuti pugliese è causata dai partiti che stanno attuando una strategia perversa in favore degli impianti di smaltimento. L’unica maniera per dirimere la costante emergenza dei rifiuti in Puglia, è attuare immediatamente la strategia Rifiuti Zero. Una strategia che aiuta l’Ambiente e avvia anche l’Economia Circolare creando occupazione: riduzione a monte della produzione dei rifiuti, riutilizzo, riciclo e recupero delle materie prime/seconde. Non dovrebbe esistere alcun rifiuto ma soltanto risorse da riusare e riciclare.