Viabilità a Lecce: pianificazione per migliorare la mobilità.

Il problema non sono i pochi parcheggi ma le troppe auto: per risolvere la situazione serve la giusta prospettiva, altrimenti continueremo a credere che manca spazio per posteggiare le auto in centro come sta facendo la Giunta Salvemini in continuità con i 20 anni di Perrone e PoliBortone. Più parcheggi in centro vuol dire aumentare la presenza delle auto in circolazione e di conseguenza continuare ad avere ingorghi e traffico: per migliorare la mobilità cittadina bisogna ridurre il numero di auto private circolanti.

Il cambiamento non può essere frutto di improvvisazione incoerente: va pianificato attraverso un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), con provvedimenti organici frutto di studi e del coinvolgimento di tutti i cittadini e ponendo degli obiettivi concreti, specifici e dettagliati. Le sperimentazioni annunciate a mezzo stampa non servono a nulla.

Senza interventi organici e sinergici che forniscano alternative vantaggiose e che aiutino ad accettare il cambiamento del modo di intendere la mobilità, per esempio con parcheggi di interscambio nelle periferie e il potenziamento tpl, è probabile che le singole iniziative pur di buon senso, siano osteggiate dalla cittadinanza e creino più danni che benefici, perdendo altro tempo e sprecando soldi dei contribuenti.

Passaggi a livello FSE: rischio strage ogni giorno.

Ennesimo malfunzionamento del sistema di apertura e chiusura dei passaggi a livello a Galatone. E’ assurdo che perduri questa situazione gravissima. I cittadini non sono al sicuro: continuiamo a ricevere segnalazioni ogni giorno di passaggi a livello aperti al passaggio delle auto durante l’arrivo dei treni delle FSE! Il Governo e la Regione hanno cercato di rassicurare con mille dichiarazioni: si sono succeduti ad amministratori e commissari, è cambiata la compagine societaria, si è irrobustita la normativa sulla sicurezza con il controllo diretto dell’ANSF, ma nonostante questo, la sicurezza non è garantita.  Credo sia inaccettabile non avere delle risposte serie e delle azioni concrete che risolvano definitivamente e immediatamente questo problema!

Non è la prima volta che i passaggi a livello ferroviari su cui transitano i treni di FSE, riscontrano tali problematiche, come denunciano le tante segnalazioni sui mezzi d’informazione a cui si è dato voce in Commissione trasporti alla Camera mediante interrogazioni rimaste tuttora senza risposta alcuna.

Occorre essere realisti su quella che è la situazione italiana. Ogni giorno vengono sperperati miliardi per nuove grandi opere inutili che pesano sulle tasche dei cittadini: i politici di professione in perenne campagna elettorale promettono interventi con slogan vuoti mentre i cittadini attendono invano la soluzione ai loro problemi quotidiani.

Ho depositato l’ennesima interrogazione al Ministro dei Trasporti, ma temo che anche questa volta, Delrio non risponda. E’ evidente che non ci sia la volontà politica di affrontare i problemi cruciali dei cittadini perché è più importante per i partiti soddisfare gli appetiti di chi poi finanzierà le campagne elettorali: ecco perché “la cura del ferro” di Delrio è solo l’ennesimo slogan che non ha avuto alcun effetto pratico per gli italiani.

TRIV: 3 nuove autorizzazioni. Basta ipocrisie, i sindaci strappino tessera di partito e si dimettano

Il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato il 26 settembre 2017, 3 nuove VIA ai permessi di ricerca di idrocarburi a largo delle coste pugliesi: 2 alla Global MED LLC ai margini del Golfo di Taranto e 1 alla Global Petroleum Limited a largo di Bari.

La collusione del PD con le lobby petrolifere mette a rischio i nostri mari. A questo partito al servizio dei lobbisti non importano i rischi connessi alle trivellazioni: per gli affari dei petrolieri condannano alla morte le attività economiche sostenibili come pesca e turismo nonché e la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Vogliono impedire la possibilità di sostenerci con quelle attività che la natura ci ha donato per costringere la popolazione a lavorare per le grandi industrie inquinanti.

Il PD tratta l’Italia come una colonia da depredare incurante dei danni provocati da uno sfruttamento dissennato delle risorse. I vincoli normativi non sono sufficienti neanche a limitare le ricadute negative della ricerca e della coltivazione degli idrocarburi, come dimostrano anche le vicende della vicina Val d’agri.

Il presidente Emiliano, il presidente della provincia Gabellone e tutti i sindaci pugliesi che a parole dicono di non volere la trivellazioni, diano un segno tangibile e coerente ai loro partiti e all’opinione pubblica di non essere ipocriti: strappino la tessera e si dimettano. I nostri mari devono essere salvaguardati con leggi statali che abbiamo proposto e i partiti hanno bocciato, non con tavoli inconcludenti o proposte incostituzionali.

 

Inchiesta rifiuti illeciti di Ilva e Cerano destinati a Cementir.

L’inchiesta leccese ha fatto scattare il sequestro a Cementir, Ilva e alla centrale di Cerano per il traffico illecito dei rifiuti utilizzati per produrre cemento, Ceneri pericolose smaltite nel cemento invece che secondo le apposite procedure. Salute dei cittadini in pericolo, ambiente inquinato. Purtroppo quello che sta emergendo dalle carte della procura di Lecce l’abbiamo visto già mille altre volte. Ma oggi a essere coinvolti sono Enel, Cementir, Ilva, colossi della nostra produzione.

 
Insieme agli altri parlamentari pugliesi e a quelli delle commissioni ambiente e attività produttive del M5S andremo fino in fondo: vogliamo sapere quali sono state le coperture per questo traffico di ceneri pericolose che secondo le accuse avrebbe fruttato 500 milioni di “guadagno” all’Enel.

I vertici sapevano?  Se sì, a che livello?

E quali danni sono stati perpetrati alla salute della popolazione, già schiacciata dall’inquinamento di questi colossi?

Chi doveva controllare e non l’ha fatto?

Dove è andato a finire il cemento di Cementir prodotto in questa maniera?

Quali rischi corrono i cittadini che vivono in case che sono state costruite con questo cemento?

È l’ennesima riprova che Enel, Cementir e Ilva provocano più danni che benefici: occorre una riconversione economica di Taranto e Brindisi.

Vertice Ambiente in Provincia: la farsa continua!

Una farsa inaccettabile sull’ambiente, come quella sui trasporti di poche settimane fa! La maggior parte di questi sindaci e lo stesso presidente di Provincia, sono complici della distruzione dell’ambiente visto che sostengono partiti che legiferano e agiscono nelle istituzioni nazionali e regionali contro la salute pubblica e la tutela dell’ambiente: dal gasdotto TAP, ai provvedimenti pro Ilva, dal consumo di suolo inutile per nuove strade deserte a inceneritori e discariche. Un vero gesto di discontinuità e coerenza sarebbe strappare tessera e non presentarsi alle prossime elezioni.

Come possono parlare di tutela ambientale se le percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti negli ambiti dei Comuni leccesi è al massimo al 33% quando avrebbero dovuto arrivare come minimo al 65% entro dicembre 2012? Come possono non avere vergogna sapendo che mandano gran parte dei rifiuti in discarica o all’incenerimento? Non hanno messo in campo politiche di riduzione degli imballaggi o di promozione al riciclo e al recupero della materia.

Ribadiamo che una legge regionale contro trivelle in mare è inutile perché incostituzionale: è solo un alibi davanti ai cittadini disinformati per scaricare le colpe su enti guidati da loro colleghi di partito. Questi incontri sono riunioni utili solo per lanciare slogan e promesse elettorali.

 

TPL di Lecce: Salvemini non risponde.

Il Sindaco dica pubblicamente come intende potenziare il trasporto pubblico. Smontare il filobus non basta. Manca qualsiasi iniziativa di miglioramento del servizio: l’aumento della frequenza delle corse, l’acquisto di nuovi bus, l’attivazione del servizio notturno, l’aumento della velocità commerciale, l’integrazione tariffaria, la promozione degli abbonamenti, l’adozione di sistemi tecnologici intelligenti per il trasporto, l’integrazione modale, l’estensione del servizio ai Comuni limitrofi, solo per fare alcuni esempi.

Il trasporto pubblico non è e non deve essere inteso solo come una modalità di trasporto per i cittadini indigenti o per chi non può permettersi un mezzo privato: deve essere un diritto per tutti anche per chi avendo un’auto, vuole non usarla quotidianamente per gli spostamenti urbani. Per far questo è necessario che il servizio venga reso confortevole, moderno ed appetibile reinvestendo l’utile nel suo miglioramento e potenziamento.

Bisogna riconoscere che le difficoltà per migliorare il trasporto pubblico vengono create anche dal Governo che non dà seguito alla nostra proposta approvata in Parlamento all’unanimità: rendere gratuito il trasporto pubblico per disoccupati e studenti. Inoltre il PD boccia ogni anno la detrazione integrale degli abbonamenti dimostrando grande ipocrisia sul trasporto pubblico locale.

 

Ferrovie Turistiche del Circummarpiccolo: opportunità da cogliere.

Un progetto dell’AMAT del 2008 prevede diverse ipotesi per recuperare l’attuale tratta ferroviaria abbandonata. Il M5S Taranto ha inserito nel proprio programma il recupero di tale collegamento in ottica turistica valutando anche l’ipotesi di una velorail. Recentemente anche le associazioni FIAB, Rotaie di Puglia e WWF hanno rilanciato la proposta di recupero.

La possibilità esiste ed è concreta: recuperare la ferrovia sulla Circumarpiccolo per fini turistici. Bisogna avere la volontà politica di rilanciare sul territorio jonico le attività sostenibili: Taranto ha tutte le condizioni per cogliere questa occasione: la politica locale, anche regionale, si è fatta sempre scappare per incapacità o mancanza di visione, ogni occasione! Ora, Emiliano e il sindaco di Taranto Melucci perseguano con convinzione la valorizzazione di questa infrastruttura e dimostrino di non essere coloro che dicono NO.

Vélo-rail à Dunières.

La ferrovia sulla Circummarpiccolo si presta a tante alternative progettuali: potrebbe essere usata con il “velorail” oppure realizzare, in affiancamento, un percorso ciclabile che faccia coincidere la ciclovia francigena, il prolungamento della ciclovia della Magna Grecia e la ciclovia dei tre mari. Valorizzare questo tracciato permetterebbe di visitare l’affascinante foce del fiume Galeso, i due 2 Siti di Interesse Comunitario “Battendieri” e “Mar Piccolo”, l’incantevole oasi regionale palude “la vela” per poi arrivare alla pineta Cimino.

Vogliamo che questi progetti virtuosi si realizzino invertendo la rotta intrapresa anche dall’attuale amministrazione Comunale di Taranto in continuità con quelle precedenti: gli evidenti errori in occasione della settimana europea della mobilità hanno portato soltanto malcontento nei cittadini. Speriamo che il PD non sprechi l’ennesima possibilità di dimostrare che Taranto può avere un futuro diverso!

Il caso Ryanair e la fragilità degli aeroporti pugliesi.

Dilettanti allo sbaraglio! Il caso Ryanair mette in risalto la fragilità del sistema degli aeroporti italiani. Non è possibile che i problemi di una singola compagnia mettano in ginocchio l’intero sistema di trasporto aereo.

La normativa prevede, ormai da due anni, che gli incentivi alle compagnie aeree debbano essere pubblicati sul sito web del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il PD è sinonimo di mancanza di trasparenza: gli incentivi alle rotte dovrebbero essere resi pubblici e comunicati dai gestori degli scali aeroportuali a ENAC e al Ministero dei Trasporti, eppure queste informazioni fondamentali mancano ancora: cosa si vuole nascondere?

Il Piano nazionale degli Aeroporti prevede ancora la presenza di aeroporti inutili che non raggiungono la stabilità economica o non hanno finalità di continuità territoriale e pertanto sperperano denaro pubblico: assurdo lamentarsi dei disagi e incertezze causati dalle compagnie aeree se il Governo ha ceduto a richieste localistiche ingiustificabili.

I Contratti di programma sono stipulati tra l’Enac e le società di gestione. Disciplinano il profilo tariffario, la realizzazione del piano degli investimenti e il rispetto degli obiettivi di qualità e di tutela ambientale. Diventano efficaci a seguito di approvazione con Decreto Interministeriale (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero dell’Economia e delle Finanze).

In particolare in Puglia ci sono responsabilità istituzionali: il contratto di programma di Aeroporti di Puglia, fondamentale per lo sviluppo degli aeroporti e delle rotte, non è stato ancora approvato dal Governo PD. Il silenzio di Emiliano è imbarazzante perché dovrebbe pretenderne e sollecitarne l’approvazione immediata, invece da quando è Presidente di Regione non ha agito in tal senso: ancora una volta il finto “dissidente” è complice della mala gestione del PD.

Infine, in Puglia non si esistono collegamenti rapidi, efficienti, capillari e sostenibili per raggiungere gli scali: sia su gomma, sia su ferro manca un trasporto regionale che garantisca il collegamento con gli scali aeroportuali in tempi rapidi e con il massimo comfort per i cittadini.

Strada litoranea interna Talsano-Avetrana: trasparenza sull’analisi costi-benefici.

L’opera «Strada litoranea interna Talsano-Avetrana» è inserita nel «patto per la Puglia», suddivisa in tre lotti per un importo complessivo di 193 milioni di euro finanziata con il FSC (fondo per lo sviluppo e la coesione) 2014-2020. Si tratterebbe di un nuova proposta a seguito della «bocciatura» nel 2013 in sede di valutazione d’impatto ambientale sulla vecchia progettazione.

Occorre trasparenza: questa nuova opera verrà realizzata per un importo complessivo di oltre 190 milioni di euro di fondi pubblici. Dopo la bocciatura del vecchio progetto per i rilevanti impatti sul territorio, è doveroso che sia resa pubblica l’analisi costi benefici, sempre che esista. Per questo, ho presentato un’interrogazione al Ministro Delrio: vorremmo sapere per quali ragioni quest’opera sia stata ripresentata dalla Regione e perché si insista ad operare senza trasparenza.

I politicanti continuano ad annunciare opere che poi non vengono mai terminate; c’è il concreto rischio che questa diventi l’ennesima cattedrale nel deserto: nella stessa zona si attende da anni il completamento della strada “bradanico-salentina”, la grande incompiuta che collega la provincia di Taranto direttamente a Lecce. Il PD continua a lanciare slogan per nuove strade, senza mettere in sicurezza quelle già esistenti e senza terminare quelle già iniziate.

A proposito di incompiute e trasparenza: il nuovo codice degli appalti prevede l’emanazione di un decreto per l’istituzione di un’apposita Commissione con il compito di raccogliere e pubblicare informazioni sui dibattiti pubblici sulle infrastrutture. Così abbiamo chiesto al Ministro i tempi di emanazione di questo decreto: sospettiamo che questo provvedimento rimarrà anch’esso l’ennesima opera incompiuta del Governo in modo che trasparenza che partecipazione rimangano solo dei vuoti slogan per la campagna elettorale.

Filobus Lecce: solo danni dai “professionisti” della politica.

Fallimento, questo è il risultato dei “professionisti” della politica. Il filobus a Lecce è stato un progetto, pensato male e realizzato peggio, con sperpero di soldi pubblici. Per questa opera inutile, pubblicizzata come l’ennesima metropolitana di superficie, si sono tolti finanziamenti che potevano essere destinati per l’acquisto di mezzi di trasporto pubblico ecologici per aumentare la frequenza e la capillarità del servizio, oppure per parcheggi di scambio in periferia o ancora per percorsi ciclopedonali con i comuni limitrofi. Ora il sindaco ci dica cosa propone per potenziare il trasporto pubblico locale: al momento non ci risulta che l’amministrazione stia lavorando per modernizzare il servizio.

Nonostante il progetto fosse cambiato rispetto quello originario che era più avveniristico, i finanziamenti per realizzare il filobus sono rimasti gli stessi. Il Governo nazionale ha gravi responsabilità ed è inaccettabile la mancanza di trasparenza sui finanziamenti erogati: chi doveva controllare non lo ha fatto per incapacità o per collusione. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Delrio per dissipare i dubbi e recuperare i fondi messi a disposizione ma, Delrio, come al solito non ha ancora risposto! Cosa ha da nascondere?

Circa metà del finanziamento per la realizzazione del filobus leccese, è regionale. Il filobus è stato voluto e realizzato quando al Governo della Regione c’era il centro-sinistra e a guidare il Comune c’era il centro-destra: questo è il risultato dei professionisti della politica. Ci auguriamo che la magistratura possa fare chiarezza su questa nefandezza e che i colpevoli paghino per l’ennesima offesa ai contribuenti pugliesi.