Piste ciclabili: obbligatorie per legge!

pista-ciclabile_01La legge del 19 ottobre 1998, n. 366 , “Norme per il finanziamento della mobilità  ciclistica” oltre ad aver previsto l’istituzione di un fondo statale presso il Ministero dei Trasporti per finanziare la realizzazione una serie di interventi finalizzati allo sviluppo e alla sicurezza del trasporto ciclistico urbano e turistico – fondo non più rifinanziato dal 2002 – ha apportato modifiche al Codice della Strada, introducendo l’obbligo a carico degli enti proprietari delle strade di realizzare piste e percorsi ciclabili adiacenti in occasione della costruzione di nuove strade e della manutenzione straordinaria di strade esistenti, purché siano realizzate in conformità  ai programmi pluriennali degli enti locali, fatti salvi i casi comprovati di problemi di sicurezza. Tuttavia in Italia stentano ancora a realizzarsi in maniera concreta le piste ciclabili. Per questo ho appena depositato una interrogazione parlamentare  al ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

milano_1Dove sono le piste ciclabili? La legge stabilisce che per le nuove strade e per la manutenzione delle esistenti devono essere previste piste ciclabili che possono svilupparsi anche con un tracciato in parte disgiunto da quello della viabilità  stradale.

Purtroppo come tutti possono constatare, troppo spesso si presentano nuove strade o ristrutturazioni delle esistenti che non comprendono le nuove piste ciclabili. La causa principale è sicuramente da addebitare agli enti locali che devono inserire nei programmi pluriennali la volontà  di realizzare piste ciclabili per migliorare la mobilità dei cittadini e contestualmente salvaguardare la salute, la vivibilità  delle nostre città  rendendole a misura di uomo e non di auto.

pista-ciclabilePer questo chiedo a Delrio se abbia mai attivato iniziative di vigilanza e controllo, anche per sottopassi, sovrappassi e rotatorie, e quali provvedimenti siano stati presi per i soggetti inadempienti perché i progetti di opere pubbliche approvati e realizzati senza le piste ciclabili sono in violazione della legge!

Constatiamo che la mobilità  sostenibile è ancora considerata da moltissimi enti locali e dal governo nazionale come una spesa superflua o addirittura fastidiosa. Basti vedere l’inerzia che molti Comuni stanno avendo nei confronti della “settimana europea della mobilità  sostenibile 2016”, che quest anno coniuga la mobilità  sostenibile all’economia, e che vede pochissime iniziative dei Comuni. rotatoria-cadelloPeccato che l’incapacità  e l’ignoranza di Sindaci e Assessori non permetta ai cittadini una qualità  della vita migliore, e contestualmente impedisca un ritorno economico per gli esercenti locali e un risparmio per le casse pubbliche, come dimostrato da diversi studi. La realtà ci dimostra che abbiamo bisogno di una nuova classe di amministratori che punti alla mobilità  sostenibile come politica imprescindibile: per noi del M5S è una delle Stelle, nei programmi e nell’attività  politica!

Raddoppio discarica Grottaglie: ENAC contraria.

discarica_grottaglieIn merito al procedimento di raddoppio della discarica di Grottaglie, il Ministro dei Trasporti, rispondendo ad una mia interrogazione parlamentare ha ribadito il parere contrario di Enac al raddoppio per motivi legati alla sicurezza aerea del vicino aeroporto, e addirittura, chiarito che il Ministero ha anche evidenziato grosse lacune della discarica sin dalla sua prima autorizzazione della Provincia di Taranto e dalla Regione Puglia nel 2005.

Prima di esplicitare il parere contrario, ENAC ha dapprima verificato la documentazione presentata ed esposta sul sito della Provincia di Taranto costatando la carenza in merito alla sicurezza aerea. Successivamente ha svolto sopralluoghi presso la discarica di Grottaglie e lo scenario rappresentato da un considerevole numero di gabbiani attirati dai rifiuti smaltiti ha indotto l’ENAC ad esprimere parere contrario.

0620854-e1314346924912Avevamo ragione il raddoppio della discarica crea problemi alla sicurezza della navigazione aerea e ad metterlo nero su bianco è l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) che ha esplicitato il 26 luglio scorso parere contrario al raddoppio della discarica <<Linea Ambiente>> di Grottaglie.

Come specificato dal Ministero, la Regione e la Provincia di Taranto, quando nel 2005 autorizzarono l’apertura della discarica (allora chiamata Ecolevante), lo fecero senza l’autorizzazione di ENAC, ma nel 2008 lo stesso ente non aveva riscontrato particolari pericoli per il tipo di rifiuto smaltito raccomandando comunque di non consentire lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tuttavia, nonostante questa prescrizione, da molti mesi nella discarica di Grottaglie in forza delle ordinanze della Regione Puglia, giungono rifiuti urbani da altre province pugliesi, anche la frazione umida dei rifiuti urbani come dimostra la presenza di moltissimi gabbiani.

2011822195646_flame2Quello che continua a preoccuparci più di tutto è proprio l’esistenza della discarica stessa visto che già  ora attira tantissimi volatili che sono un grave pericolo per la sicurezza aerea per il fenomeno del <<wildlife strike>>.

La Regione Puglia non ha adottato la nostra proposta <<Rifiuti zero>>, che permetterebbe di ridurre quasi a zero il conferimento dei rifiuti urbani a favore di un riciclo delle materie. Il rischio di collisione con i tantissimi volatili attirati dalla discarica è un rischio reale inaccettabile! Pertanto, la Provincia di Taranto deve prendere atto dei gravissimi problemi di sicurezza, evidenziati da ENAC, e di conseguenza negare l’ampliamento della discarica e, insieme alla Regione Puglia, rivedere tutte le autorizzazioni rilasciate finora.

Risulta assurdo che l’ENAC abbia saputo della Conferenza dei Servizi di Marzo 2016 non dall’ente responsabile del procedimento, la Provincia di Taranto, ma grazie alla segnalazione dei cittadini che hanno dimostrato ancora una volta l’inadeguatezza e il dilettantismo dell’ente Provincia di Taranto e dei politici non eletti che con lauti compensi, evidentemente scaldano solo la poltrona come il presidente Tamburrano!

Airlines Bird StrikesNon escludiamo delle azioni penali per quegli enti che hanno <<forzato>> l’iter autorizzativo, mettendo a repentaglio l’incolumità dei cittadini. Un ringraziamento particolare va ai veri protagonisti di questa vicenda: i cittadini di Grottaglie e di San Marzano che personalmente e pacificamente si sono opposti a questa discarica senza sosta per tutelare il proprio territorio!

FSE: corse saltate per sicurezza.

1954143_fse_caosNon è possibile siamo oltre ogni limite, non solo di sopportazione delle inefficienze, ma soprattutto della mancanza di sicurezza sui treni regionali. Il Ministro Delrio rispondendo ad una mia interrogazione a Marzo 2015, sulla sicurezza di quei famosi 25 ATR 220, oggi oggetto della sospensione del servizio, aveva dichiarato due cose gravissime!

La prima che i convogli di FSE erano privi dell‘apparato S.C.M.T., che a seguito della tragedia tra Andria e Corato abbiamo tutti imparato dell’importanza di questo sistema di sicurezza. La seconda, ancor più grave vedendo quanto sta succedendo oggi,  che il progetto di tali rotabili fu approvato con parere favorevole dell’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi di Bari e della Commissione Interministeriale e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla stessa Regione Puglia a dicembre 2008 e ancora che l’autorizzazione alla circolazione dei treni sulle reti locali era stata acquisita la necessaria autorizzazione ministeriale. Insomma, avevano dichiarato il falso con ignobili rassicurazioni!

downloadOra improvvisamente scopriamo che per tutti i 25 di treni, ci sono problemi di usura eccessiva delle ruote e un problema ai carrelli: come è possibile che il Ministero, responsabile della sicurezza ferroviaria e del parco rotabile, non sappia tramite gli uffici ministeriali competenti, che per così tanti mezzi, circa il 70% del parco treni di FSE, ci siano dei gravi problemi sulla sicurezza? Come è possibile che un’azienda di trasporto ferroviario regionale fondamentale per lavoratori, pendolari, turisti e tra pochi giorni anche per studenti, sia praticamente costretta a bloccarsi per mancanza di un’adeguata manutenzione al parco rotabile certificato dal Ministero?

Si continua a giocare sulla sicurezza e sulla pelle delle cittadini, forse Delrio non riesce a comprendere esattamente quale sia la portata della gravità  della situazione. Annunci, annunci e annunci, ma i fatti parlano di problemi e disservizi continui, mancanza di sicurezza. Dove sono tutti questi fondi che Delrio aveva garantito dopo la tragedia di Andria-Corato? La risposta è semplice, nelle chiacchiere! Per questo e per altri motivi ho depositato una interrogazione parlamentare a Delrio, e presto anche esposti alla Procura e alla Corte dei Conti. Mentre Emiliano continua a dormire, Renzi, Delrio e compagnia, avete veramente stancato, invece di pensare al gossip su Roma, concentratevi nella sicurezza ferroviaria delle tratte regionali, è questo quello che vogliono i cittadini e di questo dovrete presto rispondere!

SS 172: aperta bretella stradale, rimane il problema Depuratore

img_archivio1318201613545Aperta la bretella di by-pass al tratto interdetto della strada statale 172 dei Trulli in provincia di Taranto, tra il km 45,300 ed il km 45,500. dopo diversi mesi in cui la Valle d’Itria è stata di fatto divisa e dopo i notevoli disagi per cittadini, turisti e viaggiatori, si è realizzata questa situazione tampone. Tuttavia dopo aver presentato una interrogazione parlamentare sullo stato della strada e sul problema del depuratore, rimangono diverse perplessità .

img_archivio11322016171924La circolazione riprenderà , nei pressi della SS 172 seppure con una alternativa provvisoria costituita dalla bretella di by-pass autorizzata dalla Procura di Taranto. Sul “provvisorio” abbiamo diversi dubbi perché sembrerebbe che il tutto potrebbe tornale alla normalità  solo dopo aver risolto il problema del depuratore che, a quanto ci risulta,è in attesa che vengano superate tutte le fasi di valutazione ambientale e i vari iter di approvazione. Quindi ci risulta che continua a sversare sempre nella stessa area, situazione che ha causato danni al territorio e alla strada e disagi alle popolazioni e che quindi continua a manifestarsi soprattutto in caso di pioggia.

0_martina_franca_valle_d'itriaC’è l’urgenza di risolvere con una soluzione definitiva ma al contempo non si deve sottovalutare il delicato equilibrio ecologico della valle d’Itria che ha subito comunque la realizzazione di una striscia di asfalto e cemento, seppur di 250 metri, in uno dei posti più incantevoli e rappresentativi di Puglia. Pur essendoci stato il via libera della Procura di Taranto, ci sono comunque dei dubbi in merito alla trasparenza, questa sconosciuta per Anas, perché il progetto della bretella stradale non è consultabile sui vari siti istituzionali, neanche su quelli di competenza della Regione Puglia.

E’ inutile che i politici provino a raccogliere meriti su questa vicenda perché per il momento abbiamo una situazione disastrosa soprattutto dal punto di vista ambientale e su cui la Procura continua con le indagini del caso. Non è possibile cercare gloria in questa storia drammatica, perché¨ la stessa è causata da oltre 10 anni di amministrazione regionale di centro sinistra che sui depuratori è riuscita a provocare anche procedure d’infrazione europee. La valle d’Itria merita maggior rispetto e veder realizzate soluzioni stabili e definitive e non le solite promesse! I Politici, chiedessero scusa all’intera valle!

SS 275: Avanti con nuovo progetto, vengano accolte le richieste dei cittadini.

275Continua l’odissea della strada statale 275, il progetto originario contestato da tempo, nel merito e nel metodo, dai cittadini che vivono nelle aree interessate così come anche dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, ha trovato una svolta in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha autorizzato Anas ad emanare un provvedimento in autotutela, ossia un provvedimento che annulli l’aggiudicazione della gara e a ripetere il tutto tenendo conto dei costi dell’opera, della fattibilità del progetto e di tutti gli interessi coinvolti nel procedimento.

Sulla SS 275 dando voce ai cittadini, il M5S ha denunciato di tuttoprogetto non conforme, i problemi dovuti alle discariche illegali, il consumo di territorio ingiustificato e la necessità di messa in sicurezza di un tratto di strada che invece è stato progettato con evidenti difformità, così come ha ribadito l’Anticorruzione di Cantone. Ora è tempo che Anas riveda il tutto e colga le interessanti proposte dei comitati dei cittadini nel pieno rispetto di un territorio che ha visto negli ultimi anni un’autentica aggressione.

Manifestazione_contro_la_S.S._275La SS 275 rappresenta l’ennesima riprova della miopia di chi ha amministrato fino ad ora, imponendo progetti e grandi opere senza alcuna consultazione con i cittadini che poi sono i veri interessati e senza valutare adeguatamente gli impatti sul territorio. Da sempre abbiamo detto che questa imponente opera dal costo spropositato era più orientata ad accontentare qualche impresa e non i cittadini e che tale impostazione avrebbe creato molti problemi. Di fatto ad oggi tutti i nodi sono venuti al pettine e i disagi che stanno subendo cittadini e lavoratori vedono come unici responsabili i politici che hanno portato avanti questa idea malsana e ora cercano di cavalcare la rabbia degli operai pur di non riconoscere che e loro proposte sono state quanto meno inopportune, sbagliate e di fatto hanno preso in giro un intero popolo.

Anas rediga al più presto un nuovo progetto seguendo le utili informazioni e proposte che i cittadini, come il comitato SOS 275, stanno portando avanti dal tempo. Ai politicanti che hanno sempre difeso il progetto originario diciamo con fermezza che sarebbe meglio tacere invece che continuare a difendere l’indifendibile, sono i primi responsabili di tutti i disagi che oggi coinvolgono la cittadinanza e i lavoratori.

Lecce: la giunta ignora i cittadini. Perrone esamini le proposte degli attivisti del M5S!

5-paolo-perrone-sindaco-lecceÈ il nostro coro unanime verso il primo cittadino Paolo Perrone e verso la giunta del Comune di Lecce al fine di valutare le numerose proposte della cittadinanza.
Insieme a me, altri portavoce nazionali del M5S: i senatori Daniela Donno, Barbara Lezzi, Maurizio Buccarella, oltre agli attivisti del MoVimento 5 Stelle di Lecce che attraverso l’azione dei due gruppi locali, i Meet Up, nel corso degli anni hanno proposto e continuano a proporre molte interessanti iniziative per rendere Lecce un Comune Virtuoso.

Tuttavia l’Amministrazione ha puntualmente ignorato ogni proposta proveniente dal basso.

Poco incline al dibattito o, più frequentemente, miope nelle scelte politiche e sorda alle richieste della cittadinanza, l’amministrazione guidata da Paolo Perrone è ingiustificabile.

Bandire il pericoloso glifosato, dichiarare la presa di posizione del consiglio comunale in merito alla riforma costituzionale, al gasdotto Tap, oppure partecipare all’avviso pubblico “Piano regionale triennale di edilizia scolastica 2015/2017”, perché il Comune non si confronta per queste importanti iniziative proposte dai due Meet Up di Lecce?

La lunga lista delle istanze degli attivisti leccesi dei due Meet Up comprende solo proposte di puro buon senso, come ad esempio quella di sorteggiare gli scrutatori in ossequio al principio della trasparenza (1/3 dal totale degli iscritti all’apposito albo e per i restanti 2/3 esclusivamente tra disoccupati, inoccupati e studenti) o quella relative a misure per arginare la ludopatia e tante altre ancora.
Istanze rimaste inascoltate e le pochissime volte in cui c’è stata una risposta, la stessa è stata evasiva e priva di effetti concreti. Ci spiace che il primo cittadino non ascolti e non si confronti con i cittadini del suo stesso Comune.

La proposta di Decoro Urbano, di cui il nostro Comune avrebbe realmente bisogno attraverso le segnalazioni dei cittadini e perfino la petizione corredata di numerose firme, per l’introduzione nello Statuto comunale di strumenti di democrazia diretta, sono state respinte negando qualsiasi forma di partecipazione concreta dellavia-romagna-falo cittadinanza. Un’inspiegabile chiusura e silenzio da parte del Sindaco e dai suoi Assessori che rivela un’assordante verità: la volontà di continuare a gestire Lecce come una proprietà privata, escludendo i cittadini che cercano di tutelare gli interessi dei leccesi e il benessere della città stessa. Perciò, in questi pochi mesi che mancano alla conclusione del mandato del Sindaco Paolo Perrone, noi tutti esortiamo l’Amministrazione Comunale a dare un riscontro alle numerose istanze protocollate, per rispetto a tutti i cittadini di Lecce che meritano una città con diritti maggiormente garantiti e una vera tutela dei beni comuni.
Perrone ascolti la cittadinanza e instauri subito un confronto con i cittadini leccesi!

Assenza di trasparenza e distorsione del mercato!

Renzi-ryanairIl twittatore seriale si risveglia dal torpore e ci racconta un’altra favoletta sull’abbassamento delle tasse. Nello specifico, l’argomento usato e’ stata la notizia che Ryanair avrebbe l’intenzione di investire un miliardo di euro per l’apertura di nuove rotte nel nostro Paese nel 2017. Come gli avvoltoi, Renzi si è tuffato immediatamente per prendersi meriti che, come sempre, non ha. E come sempre ha scaricato su “fantomatici” altri, responsabilità che attengono anche alla sua azione di Governo.

Andiamo per ordine.
Nel dicembre 2015 all’interno della legge di stabilità viene inserito dal Governo un emendamento che aumenta sui biglietti aereo la tassa relativa ai “diritti aeroportuali” di 2,50 euro per un importo di 184 milioni di euro all’anno fino al 2018 che contribuirà anche al finanziamento del Fondo Speciale Trasporto Aereo.

Su questo specifico aspetto, Renzi mentendo afferma che il suo Governo paga per scelte fatte da altri. Dimentica, però, di dire che tale decisione fu assunta dal Governo del Pd a guida “Enrico Letta” con l’approvazione del decreto “Destinazione Italia” del febbraio 2014, e che tale legge fu approvata dalla stessa maggioranza che ora lo sostiene e che, in questi 2 anni ed oltre, avrebbe potuto intervenire scongiurandone l’aumento.ryanair675

In seguito a tale decisione, forti malumori si levarono all’interno del mondo del trasporto aereo, ed in particolare, Ryanair minacciò strumentalmente la chiusura di Pescara, Alghero e la riduzione di altre tratte (le indagini di diverse Procure e della Guardia di Finanza su illeciti finanziamenti pubblici hanno certamente più peso nelle strategie dell’azienda) ed in seguito a queste forti prese di posizione, e nonostante il Governo avesse più volte dichiarato che non ci fossero i margini per l’abbassamento dei diritti aeroportuali, il Governo italiano smentisce se stesso perché, a seguito di un incontro privato del ministro Delrio con i vertici di Ryanair, nel Decreto Enti Locali approvato a fine luglio, sospende l’aumento dell’addizionale per soli 4 mesi, dal 1 settembre al 31 dicembre 2016 invece di annullarlo definitivamente come racconta di aver fatto oggi.

Nulla sappiamo di come il Governo voglia recuperare i fondi per il 2017-18, ne’ a chi potenzialmente ha tolto i 60 milioni per i 4 mesi in cui l’aumento di 2,5 euro della tassa è stata “congelato” per il 2016.

Quindi, ricapitoliamo: prima aumenta le tasse, poi le “sospende temporaneamente per 4 mesi” dicendo che le ha annullate, e nulla dice su come coprire le restanti somme necessarie al Fondo trasporto aereo.

Intanto i lavoratori del comparto esultano. Governatori regionali e gestori aeroportuali plaudono all’iniziativa, dimenticando che un trasporto aereo inefficiente sono costi che gli italiani pagano ingiustamente e in maniera occulta!

Infatti, per riuscire ad ottenere questa mossa di marketing pubblicitario per il Governo e per una specifica compagnia aerea, il Nostro smemorato Presidente del Consiglio omette, come sempre, di dire che Ryanair ha preteso ed ottenuto la modifica delle linee guida aeroportuali sugli incentivi pubblici in modo da calpestare le norme di trasparenza e corretta concorrenza in conformità alle disposizioni contenute sia nella normativa italiana che in quella comunitaria.

Le stesse linee guide erano state approvate ad ottobre 2014 dal Ministro Lupi e quindi, dal suo Governo, e a distanza di meno di due anni vengono stravolte, su specifica richiesta proprio di Ryanair che non ha mai fatto mistero della sua contrarietà alle precedenti disposizione!

Ora che il Governo, accorgendosi di avere scritto male un provvedimento, intervenga per correggerlo sarebbe un atto dovuto e necessario, ma che le regole scritte per favorire lo sviluppo di tutto il sistema aeroportuale italiano vengano aggiornate per favorire lo sviluppo commerciale dell’azienda privata che più di altri ha usufruito di sostanziosi incentivi economici, in particolare modo in Italia, determinando di fatto la nascita e crescita di un mercato poco efficace ed a discapito della collettività, probabilmente aggirando le norme europee e mandando l’Italia in procedura di infrazione (con sanzioni che pagheranno tutti i cittadini italiani), ci lascia assolutamente interdetti.

Per queste ragioni, oltre a rispedire al mittente le bugie seriali di Renzi, ci attiveremo nelle sedi preposte (Ente Nazionale Aviazione Civile, Autorità Regolazione Trasporti, Commissione Europea) per controllare e valutare ogni passaggio dovuto alle scelte del Governo che agisce, come sempre, su pressione di lobby e diventando lo zerbino di aziende private i cui interessi evidentemente non coincidono necessariamente con quelli degli italiani!

Risorse sbloccate dal CIPE: sono vecchie, nulla di nuovo!

cipeAncora dall’ultima seduta del Consiglio dei Ministri sono arrivati annunci e balletti di cifre a tanti zeri: ma è l’ennesimo teatro inscenato da questo Governo. La vera sostanza di quanto deliberato dal CIPE non è altro che il finanziamento di vecchi stanziamenti solo ora effettivo.

Sulla sicurezza ferroviaria siamo alle solite, per aree metropolitane e linee regionali solo 381 milioni che peraltro andranno su nodi della Rete ferroviaria italiana e non certo su linee delle ferrovie concesse! E restano sempre solo briciole! Non c’è stata nessuna elargizione di nuove somme ma si tratta delle stesse di cui si è già parlato negli scorsi mesi!.

Ma quale “cura del ferro”? Siamo sempre lì, nessuna magica moltiplicazione di risorse, ma si tratta di quelle vecchie e stravecchie. Nessun magico elenco di nuove opere o nuove priorità, ma le stesse prima magari già previste nella legge obiettivo con risorse già allocate per alcuni lotti o per progetti preliminaridelrio

Nulla di nulla sotto il sole: i soldi dati a Rfi sono quelli visti in Commissione e la parte relativa a metropolitane e Regioni riguardano adeguamenti nei nodi e nelle stazioni dove arriva Rfi con più alto traffico (Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Napoli, Bari,…)

Sud” e“Mezzogiorno” non sono etichette da incollare ad inutili annunci! Anzi, per la Puglia, assistiamo ad un dimezzamento delle risorse rispetto all’anno scorso e non c’è traccia del supplemento da 1,3 milioni annunciato per affrontare gli specifici problemi pugliesi. Si provveda a stanziare tutte le risorse necessarie, specie sul fronte della sicurezza, mettendo da parte opere inutili.

Bike sharing a Lecce: il Comune vuole azzerare tutto. Che fine hanno fatto i finanziamenti già ottenuti?

bike sharing lecce tratta da laltrapagina.itL’assenza di una visione politica in tema di ambiente e di mobilità sostenibile è ormai una costante del Governo nazionale e di troppi Comuni. Ma sperperare i finanziamenti pubblici statali ed europei stanziati per il progetto di “Bike Sharing” del Comune di Lecce fin dal 2009 è una vergogna!

Abbiamo fatto di tutto per sollevare la massima attenzione su quanto stava accadendo: mesi di malfunzionamenti, sospensioni del servizio, enormi difficoltà nel reperire le tessere magnetiche per l’utilizzo delle bici. Dopo l’interrogazione in Parlamento, rimasta senza risposta, abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti perchè la magistratura competente accertasse le responsabilità dei soggetti coinvolti e le irregolarità nella gestione del denaro pubblico.

In questa stagione il servizio sarebbe dovuto esser perfettamente funzionante per sostenere il turismo nella bella città di Lecce, invece è tutto fermo e ora giunge la notizia della volontà del Comune di azzerare tutto e ripartire a settembre con un nuovo bando per riaffidare il serviziobike-sharing-lecce

E le risorse usate finora dove sono finite? Il Comune non può utilizzare i finanziamenti pubblici come cosa propria ma deve risponderne ai cittadini! Occorre accertare che fine abbiano fatto e come siano stati utilizzati i finanziamenti statali ricevuti che ammonterebbero a ben 1.142.850 euro per la mobilità sostenibile, di cui 250.000 euro per alcune stazioni, oltre 339.295 euro come primo finanziamento.

Si vuole sostenere il turismo della città o lo si vuole affossare? Si vuole promuovere una politica di mobilità sostenibile o si vuole solo sventolare una bandierina in tempo di campagna elettorale? Trasparenza e legalità subito!

Passaggi a livello aperti durante il transito dei convogli: situazione inaccettabile!

Ormai da tempo denunciamo in Parlamentopassaggi a livello aperti  il problema del gravissimo malfunzionamento di numerosi passaggi a livello senza alcuna risposta del Ministro Delrio e di chi è tenuto a vigilare.

Ogni giorno tocca ad un altro treno delle Ferrovie Sud Est e il passaggio a livello incustodito è ora quello tra Martina Franca e Locorotondo, oppure quello tra Bitonto e Santo Spirito. Si tratta di situazione gravissima che crea pericolo e panico, spesso provoca collisioni tra autovetture e treni ed è inaccettabile non intervenire ancora sulla sicurezza dopo il drammatico disastro ferroviario di Andria-Corato.

Il Governo spende milioni per opere inutili, quando noi chiediamo di adottare un piano di sostituzione dei passaggi a livello con cavalcavia e sottopassi al fine di diminuire il rischio di incidenti e i disagi per la cittadinanza evidenziando i costi e la programmazione gli interventiAbbiamo già proposto che queste reti siano poste subito sotto il controllo dell’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria e che il Governo finanzi immediatamente tutti gli interventi per innalzare il livello di sicurezza agli standard nazionali.

Dopo i proclami del Ministro all’indomani del dramma di Andria con annunci mirabolanti di miliardi stanziati, non si vede un provvedimento reale con tali risorse stanziate, ma solo nuovi annunci che riguardano sempre le stesse risorse già vecchie. passaggi a livello aperti 2

Speriamo che il passaggio della società FSE alle Ferrovie dello Stato italiano possa offrire una soluzione, anche se pure sulla rete ferroviaria italiana, dove transitano i treni di Trenitalia, ci sono problemi di sicurezza, confermando i nostri timori che le risorse stanziate non siano sufficienti.