Goodbye Telecom: presentazione a Palazzo dei Gruppi.

BANNER INVITO

Martedì 12 Novembre 2013 alle ore 16:30 preso la sala Tatarella del “Palazzo dei Gruppi” in via degli uffici del vicario, 21 – Roma, il gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle organizza la presentazione del libro “Goodbye Telecom” di Maurizio Matteo Dècina.

Saluti: Alessio Villarosa – Capogruppo alla Camera M5S

Introduce e modera: Paolo Nicolò Romano – Deputato M5S

Interverranno Francesco Sacco (docente dell’università Bocconi di Milano), Elio Lannutti (Presidente di Adusbef) e Franco Lombardi presidente di ASATI (Associazione Azionisti Telecom Italia).

Inoltre è prevista la partecipazione dei deputati Diego De Lorenzis (M5S), Vincenzo Garofalo (PDL), Stefano Quaranta (SEL).

Conclusioni: Maurizio Matteo Dècina – autore

La diretta streaming sarà trasmessa su http://www.beppegrillo.it/la_cosa/

Il video integrale dell’incontro è disponibile al seguente link  http://www.youtube.com/watch?v=S9_uhEpa5Ck

Invito Goodbye Telecom

 

Porto di Brindisi: trasparenza e meritocrazia all’attenzione del ministro Lupi

I deputati L’Abbate e De Lorenzis (M5S) interrogano il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla critica situazione dell’AutoritàPortuale del capoluogo brindisino

Scomparsa del traffico nobile e dei veicoli in favore di altri porti vicini, diminuzione delle merci fatto salvo quelle obbligate e perdita di competitività. Ma anche ricorsi al Tardimissioni e polemiche che giungono sino alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. È la situazione in cui verte l’Autorità Portuale di Brindisi che, dall’entrata in vigore della legge 84/1994, ha iniziato la sua fase di declino, culminata lo scorso settembre nella mancata approvazione del rendiconto consuntivo 2012. La causa principale è ufficialmente attribuibile ad alcune poste di bilancio relative alle premialità ai dipendenti (oltre 700.00 euro), elargite saltando il parere dell’organo collegiale e non prevedendo alcun tipo di trasparenza nel conferimento di queste somme, come ribadito da alcuni membri del Comitato portuale stesso. Intanto, è stata rinviata la nomina del nuovo segretario generale dopo le dimissioni dello scorso febbraio di Nicola Del Nobile. Nell’occhio del ciclone, poi, l’incarico conferito al Presidente, il greco Hercules Haralambides. Una situazione non più trascurabile e che, dopo la petizione cittadina “Trasparenza degli atti dell’Autorità Portuale”, approda ora sul tavolo del Ministero dell’infrastrutture e dei trasporti grazie ad un’interrogazione parlamentare dei deputati pugliesi del MoVimento 5 Stelle L’Abbate e De Lorenzis e cofirmata da altri 11 colleghi.

Il Porto di Brindisi è una risorsa per l’intera comunità locale – dichiarano Giuseppe L’Abbate e Diego De Lorenzis (M5S) – Non possiamo più permettere che sia gestita secondo uno stile oramai decotto, fatto di accordi sottobanco, di spartizione di poltrone e di totale assenza di trasparenza. I cittadini devono essere a conoscenza delle scelte relative alla gestione e alla programmazione dell’Autorità Portuale per poter, non solo controllare, ma magari incidere e suggerire in un confronto aperto e teso al bene comune. Per questo – continuano i due deputati del M5S – abbiamo accolto l’istanza del comitato che, dallo scorso maggio, si è fatto promotore della petizione e chiediamo al Ministro Lupi quali misure intenda adottare alla luce del protrarsi dello stato di non trasparenza dell’ente e se ritenga opportuno che le nomine relative al presidente e agli organici dell’autorità portuale sino stabilite dopo una selezione basata sul merito e sulle competenze. Perché sono queste le qualità che, a maggior ragione in questo periodo di crisi, devono essere premiate. Qualità che, unite ad un livello di trasparenza sinonimo di una gestione che non ha nulla da nascondere, potranno permettere il vero progresso economico del territorio brindisino – concludono L’Abbate e De Lorenzis – Dobbiamo uscire, una volta per tutte, dalle logiche partitiche e dobbiamo puntare all’eccellenza”.

La questione della trasparenza inizia il 18 marzo scorso, quando alcuni membri del Comitato portuale presentano una richiesta di “trasparenza amministrativa”, lamentando “un’eccessiva riservatezza dell’ente, con particolare riferimento ai Decreti Presidenziali”. Dopo pochi giorni, Haralambides risponde affermando che l’accesso agli atti amministrativi, per verificarne la legittimità, da chiunque richiesto (sia esso cittadino, associazione o impresa), deve essere dettato dalla legge n. 241 del 1990, per possibili profili di riservatezza. Ed è qui che intervengono i cittadini con una petizione dal titolo “Trasparenza degli atti dell’Autorità Portuale diBrindisi”, con la quale richiedono di rendere pubblici gli atti passati e futuri (decreti presidenziali, preventivi di spesa, consuntivi di spesa, elenco fornitori) nonché la creazione di un albo pretorio, consultabile on-line, con lo scopo di rendere pubblici tutti gli atti dello stesso ente. Richieste non ancora accolte, nonostante la trasparenza per la pubblica amministrazione sia prevista dal decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 che all’articolo 1, comma 2, recita “La trasparenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto d’ufficio, di segreto statistico e di protezione dei dati personali, concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione. Essa è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonch é dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino”. La parola, ora, spetterà al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi.

pubblicazioni sulla stampa

 

Alitalia: la politica faccia meno e meglio

La vicenda Alitalia è l’emblema dell’incapacità della politica e della nostra classe dirigente di non saper gestire non solo le istituzioni, ma anche le aziende nel caso specifico, le compagnie aeree.

Air France, come previsto, non ha alcuna intenzione di metter soldi in Alitalia, a meno di durissime condizioni: ridimensionamento ulteriore del personale, tagli di offerta, messa a terra di aerei, ristrutturazione del debito.

Nel 2008 la partnership con Air France, a condizioni migliori rispetto a quelle attuali, venne scartata in favore dell’italianità: la cordata dei “Capitani coraggiosi” sponsorizzati fortemente dall’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Accettare le condizioni attuali, invece, significherebbe innanzitutto una drastica riduzione del personale e una compagnia aerea completamente diversa da quella che conosciamo attualmente. In poche parole, Alitalia sembra avere il destino segnato.

Qualsiasi cosa accadrà, questa situazione è la certificazione ufficiale del fallimento della soluzione Berlusconi-Passera, accettata dal Pd e da tutti i sindacati, compresa la Cgil dell’attuale segretario del PD Guglielmo Epifani. Scrive Ugo Arrigo, docente di Finanza pubblica all’Università di Milano Bicocca: “In 9 anni sono stati bruciati più di 9 miliardi di euro. Sono stati inoltre persi circa 9 mila posti di lavoro se li calcoliamo, come è corretto, come differenza tra tutti gli occupati, a tempo indeterminato e determinato, di AZ fly e controllate, AZ service ed AirOne, e quelli che sono stati assorbiti con l’avvio delle gestione Cai”. Risultati aziendali pessimi, insomma.

Adesso, il camuffato aiuto di Stato di 75 milioni di euro tramite Poste Italiane (nonostante il Ministro Lupi affermi che il Governo non sia assolutamente intenzionato ad investire risorse pubbliche) è l’ennesima prova di quanto non si sappia come gestire questa crisi, frutto di decisioni sbagliate e opportunistiche avvenute negli ultimi 10 anni.

Alitalia ormai non è più una compagnia di bandiera pubblica, quindi la garanzia della mobilità aerea, anche domestica, potrebbe essere esercitata attraverso le compagnie presenti sul mercato. Se, anzi, Alitalia liberasse gli slot che attualmente detiene e che non sfrutta per “gelosia” e per paura della concorrenza, forse il mercato domestico del trasporto aereo potrebbe avere più attori e più tratte gestite.

In conclusione, questa azienda ha sempre rappresentato un debito, un buco di bilancio, sia quand’era pubblica sia quando è stata affidata ai privati.

Garantire occupazione per il personale di Alitalia, attraverso l’obbligo di assunzione da parte delle compagnie che dovessero acquistare gli slot liberati, può essere un buon punto di partenza.

Comunicato Stampa del gruppo parlamentare del M5S della Commissione IX della Camera dei Deputati – Trasporti Poste e Comunicazioni.

Ilva e chiusura indagini su inchiesta “Ambiente svenduto”

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ILVA: L’INCHIESTA AMBIENTE SVENDUTO È SOLO IL RISULTATO DELLE POLITICHE DEL GOVERNO DELLE “LARGHE INTESE”

Per i parlamentari pugliesi del MoVimento 5 Stelle gli amministratori inquisiti, che tuttora incidono su Taranto con le loro scelte, devono fare chiarezza e spiegare il perché tutte le proposte del M5S sono state bocciate

 

Si sono appena concluse le indagini preliminari dell’inchiesta “Ambiente Svenduto” da parte della Procura di Taranto che ha raggiunto 53 indagati, tra cui il presidente della Regione Puglia Vendola (Sel), il Sindaco di Taranto ed ex senatore della Repubblica Stefàno (Sel), il parlamentare Fratoianni (Sel), l’Assessore all’Ambiente della Puglia Nicastro (Idv), il presidente della V commissione Ambiente della Regione Puglia Pentassuglia (Pd), il presidente della commissione IPPC del Ministero dell’Ambiente Dario Ticali e Luigi Pelaggi del consiglio di amministrazione della Sogesid. Nomi illustri, che si sommano a quelli di Florido (ex Presidente della Provincia di Taranto) e di Conserva (ex Assessore all’Ambiente), che in alcuni casi continuano ad incidere sulle scelte da compiere per risollevare il territorio tarantino dall’Ilva. Al Senato, infatti, è stato appena approvato il ddl n. 1015-B che dispone l’autorizzazione di due discariche in località Mater Gratiae per rifiuti pericolosi, senza aver consultato l’Arpa Puglia. Va anche ricordato che le discariche dell’Ilva si trovano al di sopra della falda già contaminata e in prossimità di un’altra grande discarica di rifiuti speciali con altre indagini in corso da parte della Procura, Italcave, e vicino al sito dell’Ex-Cemerad, dove da oltre un decennio, rimangono depositati migliaia di fusti di rifiuti radioattivi. Per non parlare della prossimità delle discariche con siti industriali quali la raffineria Eni, il cementificio Cementir e tre inceneritori di rifiuti. È stato approvato, inoltre, un emendamento che, in caso di sequestro preventivo di qualsiasi disponibilità di aziende che gestiscono stabilimenti di interesse nazionale, relega la figura del custode giudiziario a mero controllore dell’operato della gestione che resta nelle mani degli organi societari. Tutto ciò, nonostante il 30 ottobre si sia verificato un incidente presso l’acciaieria 1 che ha coinvolto 15 operai dell’Ilva, costretti a ricorrere al servizio dell’infermeria per intossicazione da fumo nocivo.

 

Ovviamente, fino a quando non ci saranno i tre gradi di giudizio, la presunzione d’innocenza è d’obbligo –dichiarano deputati e senatori pugliesi del M5S – ma è necessario assumere la responsabilità politica di questa situazione imbarazzante. Ricordiamo che i soggetti oggi indagati a diverso titolo incidono ancora sul territorio, rilasciando autorizzazioni a discariche, inceneritori, cementifici, raffinerie, centrali elettriche. Ma soprattutto hanno la possibilità di influenzare la gestione delle bonifiche dove gli insufficienti, benché “ghiotti”, 119 milioni di euro stanziati, verranno spesi senza che le fonti inquinanti siano fermate, senza alcun controllo popolare nonché con grandi zone di ombra nella determinazione delle decisioni da intraprendere. Questa classe politica, racchiusa nel topico Governo delle “larghe intese”, ha bocciato e continuerà a bocciare ogni proposta dei cittadini tarantini. Dall’esenzione del ticket sanitario per gli abitanti entro i 20 km dal polo industriale a spese dell’Ilva al piano industriale che preveda anche ipotesi impiantistiche per una chiusura dell’area a caldo temporanea o definitiva nonché tecnologie di produzione dell’acciaio alternative agli inquinanti altiforni e cokerie con minor impatto ambientale, dall’obbligo di riesaminare l’AIA in merito agli esiti della “Valutazione del danno Sanitario” al blocco degli slittamenti degli interventi rispetto ai tempi previsti dall’AIA, dal divieto di nomina a Commissario a chi è stato componente degli organi amministrativi o abbia collaborato con l’azienda alla stipula di garanzie fidejussorie a tutela dell’ambiente e dei lavoratori sino all’ordine di priorità degli interventi ovvero bonifiche, prevenzione sanitaria, pagamento sanzioni, tutela dei crediti dei lavoratori e delle forniture e poi gli istituiti di credito. Tutte queste proposte portate in Parlamento sono state respinte e rigettate dalla coalizione PD-PDL e Scelta Civica. Risulta evidente – concludono i parlamentari pugliesi del MoVimento 5 Stelle – l’abbandono delle istituzioni in un territorio come Taranto dove il diritto alla salute, noto a cittadini e amministratori, è stato ignorato dagli enti di vigilanza. A questa evidenza viene finalmente data risposta: una risposta attesa da decenni e che è sempre stata nascosta o mascherata dagli stessi responsabili che si ritenevano i difensori dell’ambiente e dei cittadini”.

 

Assemblea pubblica con i portavoce a Lecce

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Clicca qui per vedere altre foto dell’incontro

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Sarà possibile seguire la diretta streaming sul sito ustream nel canale movimentocinquestellelecce

In merito alle recenti vicende in cui alcune persone provano a gettare fango sulla mia persona, sul mio operato come portavoce e su quello degli altri parlamentari salentini, anche mediante l’ausilio di emittenti televisive, mi preme specificare quanto segue:

1 – l’incontro che si terrà Venerdi 1 Novembre a Lecce presso le Officine Cantelmo alle 17.00 (https://www.facebook.com/events/512370135520049/) è stato fortemente voluto dai parlamentari: in questi mesi abbiamo visitato altre città riportando la nostra esperienza e ascoltando come sempre la voce dei cittadini in tutta la regione Puglia e anche in altre città d’Italia; lo faremo anche a Lecce come era preventivato da mesi
2 – molte delle affermazioni ingiuriose e delle insinuazioni lesive provengono da chi a me non ha mai rivolto la parola o un cenno per avere chiarimenti, o paradossalmente da chi le risposte le aveva già avute (dato che non ci siamo mai sottratti ad alcun confronto) ma continua a denigrare; se costoro avessero avuto l’umiltà di chiedere o di ascoltare le risposte invece di partire con campagne diffamatorie avrebbero fatto certamente miglior figura e reso miglior servizio
3 – c’e’ stato un difetto di comunicazione da parte di tutti i parlamentari dovuto in parte alle decisioni prese come gruppo parlamentare, in parte alla mancanza di strumenti dove allegare alcuni documenti; la nostra presenza nelle piazze durante i fine settimana in tanti comuni e la presenza di profili pubblici dove poter chiedere informazioni senza calunniare serve anche a compensare tale carenza. A tal proposito, questa è una delle ragioni che mi ha spinto ad aprire il blog www.diegodelorenzis.it
4 – ribadisco l’ovvio: l’impegno sulla trasparenza non è mai mancato e non mancherà mai, come quello sugli altri elementi distintivi del movimento 5 stelle
5 – è evidente che, a parte qualcuno che può essere fuorviato in buona fede, altri stanno agendo con la piena consapevolezza di attaccare, senza aver chiesto o verificato informazioni, totalmente in malafede
6 – il fiato sul collo deve esserci e sono personalmente contento che molti cittadini oggi siano più attenti rispetto al passato, tuttavia mi rammarica vedere che chi ha creato una campagna per gettare discredito sia evidentemente, visti i metodi usati, animato da altri intenti
7 – chiunque continui con diffusione di informazioni non veritiere e offensive, ne risponderà nelle opportune sedi
8 – mi auguro che a seguito di queste delucidazioni, ciascuno possa, con il proprio impegno, lavorare per quella rivoluzione culturale per cui da anni combattiamo in maniera pacifica
Nel merito,
1 – RESTITUZIONE – l’importo della restituzione è stato comunicato come gruppo parlamentare (a livello nazionale e a livello regionale) per evitare inutili quanto pretestuosi distinguo (è banale, in linea di massima, che chi ha una famiglia restituisca meno di chi è single come è abbastanza scontato, in linea generale, che chi è residente a Roma o nel Lazio restituisca più di chi è eletto in altra circoscrizione/regione): l’elenco delle somme restituite non identifica necessariamente chi è più virtuoso o lavora maggiormente
2 – SPESE – nei primi 2 mesi e mezzo per alcuni le spese sostenute sono state pari o maggiori di quelle rimborsate a causa di spese eccezionali (alloggiare le prime settimane in albergo, anticipare le mensilità per un appartamento, pagare l’agenzia immobiliare)
3 – RENDICONTO – la logica sottostante la maschera di rendicontazione pubblica (http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/trasparenza.html) non segue la logica di chi ha sviluppato i file excel di rendicontazione per i gruppi parlamentare di camera e senato. Il modello di file usato dai deputati è stato deliberato in assemblea (camera) tra 2 modelli differenti. Tale differenza porta, inserendo i dati del file nella maschera, a dei valori errati o fuorvianti (per esempio il valore negativo per entrambe le mensilita Marzo/Aprile e Maggio per la voce “Eccedenza Diaria e Altri rimborsi restituita”). Il ritardo della pubblicazione del prospetto di maggio, per il mio rendiconto, è dovuto alla difficoltà evidenziata.
Alcune voci del rendiconto, per esempio quelle relative alla caparra, sono inserite “impropriamente” nel rendiconto e verranno ovviamente rese al termine della legislatura o del contratto di affitto: questo modo di operare è dovuto al fatto che per molti di noi è stato difficile sostenersi a Roma per 2 mesi (inizi di marzo fino a fine aprile) anticipando tutte le spese: avendo ricevuto il primo bonifico i primi giorni di maggio (mese nel quale è stato assunto il collaboratore e sottoscritto il contratto di affitto)  per molti non è stato possibile materialmente pagare anche 2 mensilità anticipate, l’agenzia immobiliare, la mensilità corrente e la caparra
4 – COLLABORATORE – Bisogna distinguere tra collaboratori del gruppo e collaboratori personali. I collaboratori del gruppo sono stati scelti a seguito dell’attento esame e colloqui conseguenti di curricula ricevuti da parte di un gruppo di lavoro, che ha tenuto conto non solo della competenza per materia ma della competenza nella formazione e nel drafting legislativo. In merito ai collaboratori personali non esiste alcun vincolo per la loro scelta a parte quelli di legge (neanche nel codice di comportamento); sono stati assunti direttamente dai singoli senatori/deputati sulla base di criteri distinti secondo esigenze diverse: qualcuno aveva necessità di persone specializzate nella materia della propria commissione; qualcuno, che aveva già competenza sufficiente, necessitava di sostegno sul drafting legislativo; qualcuno aveva necessità di mantenere i contatti con il territorio e i gruppi locali; qualcuno ha fatto scelte in team di persone individuando profili diversi; qualcuno ha avuto necessità di persona di elevatissima fiducia per la necessità di affidare a questa persona la propria mail, anche quella privata, l’accesso al conto corrente bancario. Il mio collaboratore è assunto con regolare contratto registrato presso la Camera dei deputati e i versamenti di cui è beneficiario sono effettuati a mezzo bonifico bancario.
Nelle spese dichiarate ovviamente sono indicati importi lordi che contemplano gli oneri previdenziali e tutto quanto previsto dalla legge.
5 – ACCREDITI – è stata mia cura aprire un conto corrente bancario (presso Banca Etica) per l’accreditamento delle somme versate dalla Camera dei Deputati e che impiego per il pagamento di tutte le voci di spesa riportate nel rendiconto, trattenendo per me, attraverso bonifico su conto corrente personale, solo la somma di 5000 euro lordi come da impegno del codice di comportamento (le somme possono essere verificate sul sito personale). Presso gli uffici sono disponibili per chiunque volesse verificarli i documenti e le ricevute delle spese sostenute e di quanto dichiarato.
6 – RINUNCE INDENNITA DI CARICA AGGIUNTIVE – ho rinunciato all’indennità di carica aggiuntiva, come segretario di commissione (come hanno fatto tutti gli altri colleghi che ricoprono cariche a vario titolo); paradossalmente prendere queste somme per poi restituire un importo maggiore sarebbe mediaticamente più efficace ma abbiamo preferito rinunciarci
7 – BUSTA PAGA – nella busta paga elaborata per il calcolo dei 5000 euro lordi, il netto include gli oneri previdenziali (1/3 a carico del parlamentare) da versare all’INPS per il periodo della legislatura. Tuttavia, le ritenute IRPEF saranno conteggiate sullo stipendio da parlamentare e non su quello ridotto dei 5000 euro lordi
8 – PUBBLICAZIONE REDDITI – ho dato il consenso per pubblicare sul sito della Camera dei Deputati i redditi, le spese della campagna elettorale e la situazione patrimoniale. Se ancora non sono disponibili sul sito della Camera dipende dal lavoro dell’ufficio preposto (il fascicolo attraversa un iter per cui vengono eliminate le informazioni sensibili), dal numero di deputati e dalla possibilità per alcuni di compilare la dichiarazione dei redditi entro il 30 settembre.
Segnalo i link utili per ulteriori chiarimenti

S.S. 275 Conferenza stampa su interrogazione parlamentare

Interrogazione Parlamentare di Diego De Lorenzis sulla SS 275

Video M5S Diego De Lorenzis- SS 275 Maglie Leuca

Conferenza Stampa

Si è tenuta questa mattina (sabato 26 ottobre 2013) la conferenza stampa congiunta tra parlamentari del movimento 5 stelle e il Comitato 275 in cui è state presentate le interrogazioni che senatori (il 29 maggio 2013) e deputati (il 4 ottobre 2013) del movimento hanno posto a Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Ministro dell’economia e delle finanze e Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

DIEGO DE LORENZIS portavoce del M5S alla Camera: “Riteniamo sconcertante che il ministero a distanza di mesi non abbia risposto su una questione tanto importante; il parlamento ormai non svolge la sua funzione in difesa dei diritti dei cittadini ma ci battiamo con tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per fare luce su eventuali eventi di malaffare: se le tesi del comitato dovessero essere accertate, saremmo di fronte all’ennesimo scandalo in cui parecchi milioni di soldi pubblici sono stati trafugati nella commistione tra imprenditoria (prosal), organi statali (anas) e politica (sisri)”

BARBARA LEZZI senatrice portavoce del M5S al Senato: “Già il 29 maggio scorso, pochissimo tempo dopo esserci insediati in Senato, abbiamo posto al Ministro per le Infrastrutture un’interrogazione sulla 275. Da Vice Presidente della Commissione Bilancio, la parte che più mi preme chiarire è quella in merito ad ANAS che incarica il SISRI che a sua volta delibera a PRO.Sal S.r.l., un’azienda privata, svariati milioni di euro per fare un progetto senza gara pubblica e senza averne i titoli. Nonostante siano ampiamente scaduti i termini, non abbiamo ricevuto risposta. Auspichiamo che il Ministro, a differenza di quanto fatto in Senato, intenda rispondere con solerzia ai colleghi della Camera.”

LUIGI PACCIONE avvocato del Comitato 275: “Suscita grande allarme sociale il silenzio di Anas spa sulle denunciate irregolarità nell’affidamento dell’incarico di progettazione del raddoppio S.S. 275 stante la comprovata mancanza in capo alla sub appaltatrice delle necessarie abilitazioni di legge [soprattutto in materia geologica e geo-idrologica]. Spero che il Ministro in Parlamento faccia finalmente chiarezza su tale aspetto, visto che Anas, società ad intero capitale pubblico, ha riservato ai Comitati ambientalisti e ai proprietari espropriandi da me assistiti un illegittimo trattamento di totale indifferenza.”

VITO LISI portavoce Comitato 275: “il risultato di tale pensiero sarebbe non solo l’inutilità ma soprattutto il danno economico perenne per le future generazioni del Salento; non possiamo permetterci di seppellire le nostre vere ricchezze che sono gli oltre 5000 olivi, i km di muretti a secco, i vari monumenti della civiltà contadina, i sentieri archeologici e tutto quello che è inimitabile e che per ostinata presunzione si vorrebbe cancellare per sempre. Noi non lo possiamo permettere.”

CORRADO RUSSO Ass. Gaia – membro del comitato 275: “I documenti parlano chiaro, ciò che fin’ora è stata fatta passare sui media per una contrapposizione politica sul no o il si al raddoppio, è in realtà una mera questione di legittimità o meno sul percorso progettuale e procedurale. Tutti vogliamo una mobilità efficiente e sostenibile, il punto è con quali mezzi arriviamo a costruirla. Per questo è necessario ora ripartire da una nuova progettazione partecipata e trasparente. Se questo fosse stato fatto sin dall’inizio, oggi avremmo già una viabilità migliore di quella attuale”.1375279_10201694091467584_1982742006_n

 

Alcuni Media che hanno ripreso la notizia

http://www.leccenews24.it/articoli/politica/2013/10/26/190397/statale-275-il-m5s-interroga-il-ministro-dei-trasporti.html
http://www.lecceprima.it/politica/cinque-stelle-interrogazione-strada-275-dubbi-affidamento-progettazione.html
http://magazine.pianetalecce.it/archives/s-s-275-il-m5s-interroga-il-ministro-dei-trasporti
http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=16029
http://www.giornaledipuglia.com/2013/10/ss275-m5s-interroga-il-ministro-dei.html
http://www.futuratv.it/politica/15020-ss-275-il-m5s-interroga-il-ministro-dei-trasporti.html

Caso Villari, l’imbarazzo del ministro Lupi (Pdl): “Scelto da enti locali”

Caso Villari, l’imbarazzo del ministro Lupi (Pdl): “Scelto da enti locali”

Intervento di Diego De Lorenzis – MoVimento 5 Stelle

da www.ilfattoquotidiano.it La nomina di Villari a presidente dell’Autorità portuale di Napoli bocciata dalla commissione trasporti della Camera. Il Ministro Lupi: “Era la candidatura proposta dagli enti locali” e scappa via imbarazzato.

 

Nota Stampa di Diego De Lorenzis: Interventi precisi e mirati all’aeroporto di Brindisi.

Aeroporto Brindisi.

Aeroporto Brindisi.

I LAVORI ALL’AEROPORTO DEL SALENTO NON CONVINCONO I DEPUTATI PUGLIESI DEL MOVIMENTO 5 STELLE – La priorità di interventi data da ADP allo scalo di Brindisi finisce all’attenzione del Ministro Lupi grazie ad un’interrogazione del deputato leccese Diego De Lorenzis

Non mancano le perplessità per il bando di gara per l’affidamento dei lavori all’Aeroporto del Salento di Brindisi. Circa 7,7 milioni di euro per il “rifacimento dei piazzali di sosta aa/mm e per l’adeguamento delle infrastrutture di volo” che non convincono il deputato leccese Diego De Lorenzis (M5S), che ha presentato in merito un’interrogazione parlamentare al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi. La “Aeroporti di Puglia” (ADP), nel preparare il bando di gara, infatti, ha dato priorità a lavori come il prolungamento del sentiero luminoso di avvicinamento per la pista 13 in direzione N/W, invece di intervenire direttamente per risolvere i problemi di avvicinamento per gli aerei, con condizioni meteo sfavorevoli, sulla pista 31 orientata verso S/E in direzione del Porto di Brindisi.

Si sarebbe potuto intervenire, infatti, rendendo pienamente operativa e in tutta sicurezza la procedura di avvicinamento di precisione della pista 31 – dichiara il deputato del M5S, che ha raccolto le firme dei colleghi pugliesi L’Abbate, Scagliusi, Brescia, Cariello e D’Ambrosio – che fornisce ai piloti radioassistenze per indicare le manovre laterali e verticali da compiere e che prescrive delle limitazioni studiate in funzione della categoria dell’aeromobile. Questa procedura è assente per la pista 31 dove viene impiegata, invece, una procedura di “avvicinamento non di precisione” basata sull’impiego di radioassistenze, in grado di fornire solo indicazioni sulle manovre laterali da compiere. Oggi, purtroppo – continua De Lorenzis – la procedura di avvicinamento di precisione della pista 31 è significativamente limitata, poiché la ridotta inclinazione del segnale che guida il sentiero di discesa degli aerei è bypassata da un altro segnale, il Notam, che avvisa i piloti dei potenziali ostacoli per gli aeromobili che si potrebbero trovare in fase di atterraggio, rappresentati dai traghetti in sosta al porto. Il Notam, di fatto, limita la funzione corretta della procedura di avvicinamento di precisione”.

Questa situazione si traduce con l’impossibilità dell’atterraggio degli aeromobili nei momenti di scarsa visibilità, ad esempio a causa di avverse condizioni meteo, costringendo i velivoli ad atterrare in altri aeroporti con annessi disagi per i passeggeri che atterrano, così, a centinaia di chilometri dalla città di Brindisi. La soluzione potrebbe essere rappresentata da un incremento dell’inclinazione del segnale che guida il sentiero di discesa (ILS) per la pista 31 (versante che dà sul porto di Brindisi), dando la facoltà alla “procedura di avvicinamento di precisione” di essere pienamente operativa e far atterrare gli aeroplani anche in condizioni di visibilità non ottimali.

Ho ritenuto opportuno sottoporre all’attenzione del Ministro Lupi questa alternativa – dichiara De Lorenzis (M5S) – Inoltre, ho richiesto che vengano acquisite ulteriori informazioni tramite Aeroporti di Puglia per conoscere quali progetti futuri attendono la pista 31 dal versante del porto di Brindisi e quali sono state le motivazioni che hanno spinto ADP a considerare prioritaria il prolungamento del sentiero luminoso di avvicinamento della pista 13, collocata dalla parte opposta. Risolvere i problemi e annullare i disagi per i passeggeri che scelgono di atterrare nel Salento dovrebbe essere la priorità su cui ADP dovrebbe concentrarsi – conclude il deputato leccese –Riteniamo che ciò non avvenga con questo bando di gara”.

Testo interrogazione Parlamentare sul sito della Camera dei deputati

Un blog personale?

connected world

Ho pensato a lungo se fosse necessario avere un blog personale come eletto del movimento 5 stelle. Partivo ovviamente dalla considerazione che l’azione da cittadini, come quella da parlamentari, ha un senso solo se collettiva. Il progetto è sicuramente più importante dei singoli che portano avanti le idee (come dimostrano i casi di coloro che sebbene eletti si sono posti fuori dal movimento).

L’idea pertanto di avere uno strumento di comunicazione strettamente personale, a parte i profili sui social network, non mi entusiasmava perché lo ritenevo superfluo. Inoltre, avere un blog, richiede un impegno costante soprattutto in termini di disponibilità di tempo (i temi non mancano!) e ritenevo che questo potesse gravare sull’attività parlamentare.

Nel corso di questi mesi, tuttavia, anche attraverso il confronto con i colleghi, mi sono reso conto che alcune persone pur seguendo il gruppo parlamentare nel suo insieme, sono più attenti all’operato di alcuni portavoce (per tematiche specifiche, per conoscenza diretta, per vicinanza geografica, etc).

Un’altra considerazione che mi spinge ad avere un sito personale è che non tutti necessariamente utilizzano i social FB e twitter.

La necessità anche di avere un calendario condiviso delle attività d’aula, di commissione e degli altri incontri, formali e informali, cui partecipo durante la settimana e la possibilità di condividere gli appuntamenti sul territorio, in Puglia e nel resto d’Italia, rendono utile avere uno strumento come il blog.

 

Infine, i social network presentano alcune criticità: sono costruiti per considerazioni brevi e immediate, tutte le informazioni scorrono spesso nell’oblio ed è difficile recuperarle, con essi non è possibile caricare file.

Per queste ragioni, superando i limiti appena citati, userò il blog per scrivere analisi più approfondite e osservazioni più dettagliate durante la mia attività parlamentare, per raccogliere le idee di chi non è registrato sui social e per riportare quei documenti che sui social è impossibile caricare.