#TAP: il Ministero sia garante e trasparente!

Ingresso di Via Molise, 2

Ho chiesto ufficialmente al MISE di poter partecipare alla conferenza dei servizi relativa a #TAP. Permetteranno ad un dipendente di 9 milioni di Italiani di sapere cosa si dicono e cosa decideranno in quella sede.

richiesta incontro mise tapOppure i cittadini si devono per forza disinformare con agenzie stampa e dichiarazioni slogan dei politicanti di mestiere?

Chiaramente vorrei poter intervenire ma come mi hanno ribadito in altre sedi (al Ministero dei Trasporti) potrei non essere titolato a farlo (lo so è scandaloso)… tuttavia credo che nulla osti a farmi partecipare solo per ascoltare e poter riferire. D’altronde mi pagate anche per questo: essere il terminale di una rete e far passare a voi le informazioni “diTAP pipeline_550x300 palazzo” senza intermediazioni e filtri degli uffici di comunicazione degli apparati politico e mediatico.

 

Ad ogni modo pubblicherò la risposta del Ministero… stay tuned!

Libretto di circolazione e nuove multe… state tranquilli!

  STOP TRAFFICODa qualche giorno ricevo messaggi di persone allarmate da articoli di stampa relativi ad una disposizione normativa che prevede il pagamento di una multa di almeno 705 €, qualora il nome della patente non corrisponda a quello riportato nella carta di circolazione. Su vostra sollecitazione ho approfondito il tema anche contattando i dirigenti del Ministero dei Trasporti. Per una volta tanto Renzi non ha messo una nuova tassa!

La notizia infatti non è corretta: si tratta di una norma volta a favorire i controlli su coloro che affittano abusivamente dei mezzi o per quelle aziende che usano i mezzi dati in uso ad altri per ottenere vantaggi fiscali. La misura, introdotta dopo un lungo confronto con tutti i soggetti interessati (associazione delle compagnie di affitto mezzi, …), ha l’unico scopo di vietare l’intestazione fittizia dei veicoli ed è quindi volta a permettere alle forze di polizia di controllare che il proprietario del veicolo sia colui che è indicato nella carta di circolazione. Posso rassicurare che non si corre alcun rischio di sanzioni utilizzando, come comunemente accade, l’auto, la moto o un altro mezzo di cui non siamo proprietari come quella di un amico o di un parente.

Per chi voglia approfondire può continuare la lettura… La norma non è stata varata in questa legislatura ma è la legge n.120 del 29 luglio 2010 “Disposizioni in materia di sicurezza stradale.” (pubblicata in G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.) All’art.12, “Introduzione dell’articolo 94-bis e modifiche agli articoli 94 e 96 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di divieto di intestazione fittizia dei veicoli“, di tale legge, viene modificato l’art. 94 del codice della strada (decreto legislativo 285 del 1992) con l’introduzione del comma 4-bis, che riporto di seguito:

sanzioni4-bis. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 93, comma 2, gli atti, ancorché diversi da quelli di cui al comma 1 del presente articolo, da cui derivi una variazione dell’intestatario della carta di circolazione ovvero che comportino la disponibilità del veicolo, per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un soggetto diverso dall’intestatario stesso, nei casi previsti dal regolamento sono dichiarati dall’avente causa, entro trenta giorni, al Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici al fine dell’annotazione sulla carta di circolazione, nonché della registrazione nell’archivio di cui agli articoli 225, comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di omissione si applica la sanzione prevista dal comma 3.

Per semplicità riporto anche il comma 3 (art. 94 del C.d.S.): “3. Chi non osserva le disposizioni stabilite nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 705 a euro 3.526.

Pertanto la norma, che ha lo scopo di vietare l’intestazione fittizia dei veicoli, si applica esclusivamente, nei casi previsti dal regolamento, quando ci sono atti (diversi da trasferimenti di proprietà, costituzione di usufrutto, contratti di leasing) che comportino la variazione dell’intestatario della carta di circolazione o la disponibilità del veicolo per un periodo superiore a 30 giorni ad un soggetto diverso dall’intestatario.

All’indirizzo del ministero dei trasporti http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=normativa&o=vd&id=2172 trovate la Circolare Prot. 15513 del 10/07/2014 che chiarisce l’ambito di applicazione della norma e di cui riporto i passaggi di interesse:

carta circolazioneOGGETTO: Art. 94, comma 4-bis, c.d.s. e art. 247-bis, d.P.R. n. 495/1992 – Nuove disposizioni in materia di variazione della denominazione o delle generalità dell’intestatario della carta di circolazione e di intestazione temporanea di veicoli. 

Premessa – Com’è noto, il comma 4-bis dell’art. 94 c.d.s., introdotto dall’art. 12, comma 1, let. a), della legge n. 120/2010, prevede obblighi di comunicazione, finalizzati all’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione, in caso di atti, diversi da quelli previsti dal comma 1 del medesimo art. 94 c.d.s. (trasferimenti di proprietà, costituzione di usufrutto, contratti di leasing), dai quali derivino variazioni concernenti gli intestatari delle carte di circolazione, ovvero che comportino la disponibilità dei veicoli, per periodi superiori ai 30 giorni, in favore di soggetti diversi dagli intestatari stessi. La medesima norma ha altresì demandato al regolamento di esecuzione ed attuazione del codice della strada l’individuazione delle fattispecie ricadenti nella nuova previsione legislativa e, conseguentemente, si è resa necessaria una modifica del d.P.R. n. 495/1992, adottata con iI d.P.R. 28 settembre 2012, n. 198 il quale ha introdotto l’art. 247-bis. Detto decreto è stato pubblicato sulla G. U. n. 273 del 22 novembre 2011 ed è in vigore dal 7 dicembre 2012. E’ altrettanto noto, tuttavia, che si è reso necessario procrastinare la concreta applicazione del richiamato art. 247-bis in attesa della realizzazione delle procedure informatiche indispensabili per dar corso ai procedimenti amministrativi di aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione, così come prescritto dall’art. 94, comma 4-bis, c.d.s..

Ciò premesso, si comunica che la predisposizione delle predette procedure informatiche è stata condotta a termine, con l’avvertenza che le stesse, al momento, non si applicano ai veicoli in disponibilità di soggetti che effettuano attività di autotrasporto sulla base di:

-iscrizione al REN o all’albo degli autotrasportatori;

-licenza per il trasporto di cose in conto proprio;

-autorizzazione al trasporto di persone mediante autobus in uso proprio o mediante autovetture in uso di terzi (taxi e ncc).

Con riferimento ai predetti veicoli, infatti, verranno emanate apposite disposizioni.

Si evidenzia, inoltre, che le procedure in parola saranno concretamente operative a partire dal 3 novembre 2014, al fine di consentire, in particolare, alle Forze dell’Ordine e all’utenza professionale interessata di adottare le necessarie misure organizzative. Pertanto, fino alla predetta data, resta ferma l’impossibilità di concreta applicazione delle sanzioni previste dall’art. 94 c.d.s. in relazione alle fattispecie per le quali trova applicazione il richiamato comma 4-bis, così come già segnalato al Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno con nota prot. n. 33691 del 6 dicembre 2012. Al riguardo, si precisa che è fatto obbligo di annotare sulla carta di circolazione e nell’Archivio Nazionale dei Veicoli i dati relativi agli atti posti in essere a decorrere dal 3 novembre 2014. Pertanto, in caso di omissione, saranno applicabili nei confronti dell’avente di causa le sanzioni previste dal medesimo art. 94, comma 4-bis, c.d.s.. Laddove richiesto dagli utenti interessati, resta ovviamente salva la possibilità di provvedere all’aggiornamento delle carte di circolazione e dell’Archivio Nazionale dei Veicoli anche con riferimento agli atti insorti anteriormente al 3 novembre 2014, ed in specie quelli posti in essere tra il 7 dicembre 2012 ed il 2 novembre 2014; in tal caso, tuttavia, l’eventuale omissione non dà luogo alla applicazione delle predette sanzioni. Ciò premesso, con la presente circolare si forniscono le necessarie direttive per l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e per l’emissione dei tagliandi di aggiornamento delle carte di circolazione nelle ipotesi contemplate dalla nuova disciplina[…]

A) Ambito oggettivo di applicazione – Tenuto conto delle fattispecie individuate dall’art. 247-bis del d.P.R. n. 495/1992 e delle avvertenze illustrate in Premessa, le nuove procedure trovano al momento applicazione esclusivamente con riferimento alle carte di circolazione relative agli autoveicoli, ai motoveicoli ed ai rimorchi, la cui disponibilità non sia assoggettata al possesso di titoli autorizzativi, nel caso in cui:

– vi sia una variazione della denominazione dell’ente intestatario;

-vi sia una variazione delle generalità della persona fisica intestataria;

-un soggetto abbia la temporanea disponibilità, per un periodo superiore a 30 giorni, di un veicolo intestato ad un terzo, a titolo di comodato, in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale o di un contratto di locazione senza conducente;

-si debba procedere alla intestazione a nome di soggetti giuridicamente incapaci. […]

La circolare continua elencando le ipotesi contemplate dalla vigente disciplina:
C) Variazione della denominazione o della ragione sociale dell’ente intestatario della carta di circolazione
D) Variazione delle generalità della persona fisica intestataria della carta di circolazione
E) Intestazione temporanea di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi
E.1) Comodato
E.1.1) Comodato di veicoli aziendali
E.2) Custodia giudiziale
E.3) Locazione senza conducente
E.4) Locazione senza conducente di veicoli da destinare ai Corpi di Polizia Locale
E.5) Intestazione di veicoli di proprietà di soggetti incapaci di agire
E.6) Altre fattispecie
E.6.1) Utilizzo di veicolo intestato al de cuius
E.6.2) Utilizzo di veicoli con contratto “rent to buy’
F) Furto, smarrimento, distruzione o deterioramento della carta di circolazione
G) Veicoli facenti parte del patrimonio di un “trust”
H) Variazione della sede di imprese esercenti la locazione di veicoli senza conducente

Più di mezzo milione alle PMI!

BannerRESTITUTIONPUGLIADal nostro ingresso a Palazzo Madama e Montecitorio, i portavoce, deputati e senatori, 5 Stelle hanno restituito 635.362,67 euro, rinunciando alle indennità aggiuntive di carica e rendicontando in modo trasparente le spese. Nell’ultimo trimestre, altri 110 mila euro al Fondo per le PMI!

L’avevamo promesso sui palchi in campagna elettorale e continuiamo imperterriti a mantenere la parola data agli elettori italiani, nonostante i costi della politica non siano più una priorità del Governo Renzi e pare siano stati accantonati nel dibattito pubblico del Paese. I parlamentari pugliesi del M5S, dieci tra deputati e senatori, infatti, hanno provveduto alla rendicontazione dell’ultimo trimestre (da aprile a giugno 2014), contribuendo ancora una volta con quasi 110 mila euro al Fondo per le Piccole e Medie Imprese, così da permettere il conferimento di prestiti alle aziende italiane e sostenere l’economia ed i posti di lavoro nazionali. Il fondo ha già permesso, difatti, di far erogare dagli istituti di credito ben 91 milioni di euro di prestiti a favore di startup innovative e incubatori certificati, con notevoli incrementi nell’ultimo periodo.

I portavoce alla Camera dei Deputati Giuseppe L’Abbate, Giuseppe D’Ambrosio, Diego De Lorenzis, Francesco Cariello, Emanuele Scagliusi, Giuseppe Brescia ed quelli al Senato della Repubblica Lello Ciampolillo, Barbara Lezzi, Daniela Donno e Maurizio Buccarella, oltre a rifiutare tutte le indennità ulteriori previste per le cariche istituzionali all’interno delle commissioni parlamentari, hanno rinunciato a 525.660,09 euro da metà marzo 2013, data di inizio dell’attuale Legislatura, a marzo 2014. Una cifra che, aggiunta agli ulteriori 109,702,58 euro, portano il totale dei soldi restituiti agli italiani a 635.362,67 euro. Soldi non spesi che, se incassati come da sempre fatto dai politici dei partiti, costituirebbero per giunta reddito non tassato.

Il nostro è un minimo contributo alle imprese del nostro Paese tartassate ogni giorno di più da una politica che mira allo spot, allo slogan e non ad azioni concrete. Non ci resta che invitare tutti gli interessati ad approfondire i meccanismi di funzionamento del fondo sul sito www.fondidigaranzia.it/imprese.html: si parla di soldi certi a disposizione di tutti gli italiani che possono aiutare chi è in difficoltà. Quel che diciamo, facciamo e continueremo a fare. Nonché invitare i politicanti dei partiti a passare dalle parole contro i costi della politica finalmente ai fatti. Li abbiamo visti spesso emulare le nostre iniziative, le nostre proposte di legge ed addirittura i nostri emendamenti, ci auguriamo sinceramente che vogliano emularci anche questa volta.

La scelta del M5S su “dove versare le eccedenze” si è focalizzata, sin dall’inizio, su un fondo che consentisse l’applicazione di più favorevoli condizioni economiche quando una piccola e media impresa italiana chiede un finanziamento ad una banca o ad un intermediario finanziario. Ma come funziona? Il Fondo interviene a garanzia del finanziamento concesso: l’impresa che ha bisogno di un finanziamento può, dunque, chiedere alla banca di garantire l’operazione mediante la garanzia offerta dal fondo e, pertanto, in relazione alla quota garantita che in alcuni casi può arrivare al 100%, l’intervento dell’intermediario finanziario (banca o confidi) è a rischio zero. Anche in caso di insolvenza da parte dell’impresa, il suo credito verrebbe risarcito dal fondo centrale di garanzia e, in caso di esaurimento fondi, direttamente dallo Stato. Tutte le piccole e medie imprese (compresi artigiani e professioni) possono rivolgersi alla propria banca di fiducia e “pretendere” che l’Istituto chieda la garanzia del Fondo PMI sul credito concesso, piuttosto che pretendere che l’azienda procuri altre garanzie.

Acquedotto Pugliese è sempre una società di diritto PRIVATO (SpA)

 Logo_Acquedotto_PuglieseIl PD locale e nazionale mente sapendo di mentire: l’Acquedotto Pugliese non è un soggetto giuridico di diritto pubblico. Il Governo parere favorevole e l’accoglimento del Governo all’emendamento proposto nel corso della conversione dello Sblocca Italia, detto #SfasciaItalia, che abroga l’obbligo risalente al 2002, mai realizzato, di vendita delle quote azionarie di AqP. Il M5S è favorevole, ma specifica che per ripubblicizzare l’Aquedotto Pugliese ci vuol ben altro, AqP, infatti rimane sempre una SpA.

 campagna-referendum-acquaLa proposta emendativa 7.32 presentata in Commissione Ambiente in sede referente a firma dell’On.Massa, abroga una vecchia disposizione, mai realizzata, che avrebbe costretto, 12 anni fa, la Regione Puglia e Basilicata a mettere sul mercato le quote di Acquedotto Pugliese, completando nel corso del 2002 la privatizzazione iniziata nel 1999 su decisione del Governo di centro sinistra che ha trasformato l’Acquedotto Pugliese da Ente Autonomo, soggetto giuridico di diritto Pubblico, a società per Azioni, soggetto giuridico di diritto privato. Con l’approvazione dell’emendamento viene abrogata la vecchia disposizione mai attuata, ma Acquedotto Pugliese continua ad essere una Società per Azioni che ha come obbiettivo principale la divisione degli utili a fine anno e non il miglior servizio possibile al minor costo possibile. Per il M5S in Puglia, l’Acqua continua a non essere pubblica.

comitato-referendum-acqua-pubblica_0Cogliamo favorevolmente l’emendamento, ma il PD non pensi di prendere in giro i cittadini, la ripubblicizzazione è una cosa differente. Togliere un obbligo nei fatti mai attuato, di vendere le quote di AqP è cosa ben diversa da ripubblicizzare l’Acquedotto pugliese.

L’Acquedotto continua ad essere una SpA a causa delle decisioni del governo di centro sinistra che nel 1999 decretò con il D.lgs del 11 maggio, n. 141, di porre l’Acquedotto pugliese sotto logiche di una azienda privata e cioè legate alla divisione degli utili a fine anno, perdendo quindi l’obbiettivo principale di fornire il miglior servizio possibile al minor costo possibile.

Attachment-1Dopo la trasformazione in SpA sono incominciati i guai per i cittadini pugliesi che anche se in condizioni economiche svantaggiate, hanno subito per anni tagli indiscriminati di acqua, perché magari qualcuno con il contatore in comune al punto di consegna all’interno dello stesso stabile, non aveva la possibilità di pagare le bollette. La stessa acqua sul quale servizio veniva caricato anche la “remunerazione del capitale”, il profitto del gestore, abrogato dal referendum del 2011 ma che Vendola ha continuato a difendere anche dopo l’esito referendario, nonostante i lauti guadagli di AqP sulle tasche dei cittadini. Profitti che di fatto non hanno impedito alla Puglia di avere un servizio discontinuo, che non è stato capace di risolvere i problemi legati alla distribuzione e alla depurazione e che oggi continua ad essere oggetto di infrazione comunitaria.

E’ vergognoso fare profitto sull’acqua, è vergognoso porre l’Acqua, diritto umano universale che garantisce la vita, sotto le logiche del mercato e dei privati e quindi sotto la logica di una SpA. Il centro sinistra nel corso degli anni ha privatizzato buona parte dei servizi idrici in Italia trasformando le aziende pubbliche in SpA e talvolta affidando a privati la gestione.

Inoltre, approvare questo emendamento non rende meno scandaloso il Decreto Sblocca Italia che calpesta la Costituzione, l’ambiente e la volontà popolare e se il centro sinistra in regione non vuole rendersi complice di questo Decreto che si può definire il peggior provvedimento del Governo Renzi, la Regione Puglia impugni la norma di fronte alla Corte Costituzionale.

L’Acquedotto Pugliese rimane dunque un soggetto giuridico di diritto privato, una SpA, e quindi la Regione potrà continuare a decidere su nomina politica i vertici dirigenziali e ad assumere senza concorso pubblico chi lavorerà nel più grande Acquedotto d’Europa.

Lettera a Vendola: Chiarimento su ARO, ATO e ciclo dei rifiuti

rifiuti_zero_2__800_800 Al Presidente della Regione Puglia

dott. Nichi Vendola

e p.c.   all’assessore regionale  all’ambiente

dott. Lorenzo Nicastro

ai consiglieri regionali

REGIONE PUGLIA

Ai Sindaci dei comuni pugliesi

ALLA STAMPA

Oggetto: Richiesta di chiarimento su ARO, ATO e ciclo dei rifiuti in Puglia

Egr. Presidente Nichi Vendola,

il buon andamento della Pubblica Amministrazione è principio fondamentale dell’ordinamento giuridico Italiano;

ai sensi dell’art. 14 dello Statuto Regionale: “La Regione riconosce e garantisce il diritto dei cittadini all’informazione sull’attività istituzionale. 2. La Regione riconosce e garantisce il diritto dei cittadini a essere informati sulle  condizioni e qualità dell’ambiente, sui rischi per la salute derivanti dall’esercizio di  attività economiche o dall’esecuzione di opere pubbliche o private e, in generale, su  ogni situazione di pericolo che possa loro derivare da attività incidenti sul territorio.  3. La Regione attiva adeguate forme di ascolto finalizzate alla migliore conoscenza  dei bisogni dei cittadini e delle istanze sociali per il miglioramento dei servizi e delle  prestazioni. 4. La legge regionale disciplina l’esercizio dei diritti di cui al presente articolo”;

a due anni dall’entrata in vigore della Legge Regionale n.24/2012, la parte residua dei rifiuti delle raccolte differenziate, detta anche RUR, rappresenta ancora la parte più rilevante della raccolta dei rifiuti essendo, sul totale dei rifiuti raccolti, una percentuale che nel 2012 si aggirava intorno all’ 81%,  materiale che è quindi destinato a “smaltimento”, tra discariche ed inceneritori disseminati sul nostro territorio;

di contro, la parte “differenziata” era ad un misero 19% circa del totale dei rifiuti raccolti, in netto ritardo con la piena applicazione della Direttiva Europea 2008/98/CE e il suo recepimento nell’ordinamento italiano attraverso le modifiche apportate nel D.Lgs 152/2006, che esigono che al 31/12/2012 il raggiungimento di una percentuale di raccolta differenziata almeno pari al 65% del totale dei rifiuti prodotti.

Attualmente i dati non sono molto incoraggianti: fino a luglio 2014 si registra una percentuale di raccolta differenziata pari al 25%, segnale che davvero scarsi sono stati la politica ed i suoi effetti nell’ambito della gestione dei rifiuti i generale.
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La quasi totalità degli ARO versa in una situazione di stallo imbarazzante, a prova dell’inefficacia della suddetta legge regionale e della irresponsabilità degli amministratori locali.

Tanto premesso, i sottoscritti parlamentari, coadiuvati dal lavoro dei meet up, attivisti e comitati territoriali

VISTA

  • la mancanza di comunicazione pubblica sulle convocazioni delle riunioni degli ARO e ATO;

  • l’assenza di trasparenza nella pubblicazione degli atti (vedi delibere degli ARO e ATO);

  • l’assenza di discussione in merito all’interno dei consigli comunali;

  • la mancanza di coinvolgimento della cittadinanza e la previsione di adeguati strumenti di partecipazione attiva nelle procedure consultive e decisionali;

RAVVISATI

  • ritardi e rallentamenti nei lavori in sede di approvazione di Piano industriale, carta dei servizi e regolamento nella quasi totalità degli ARO;

  • Il commissariamento da parte della regione Puglia, con D.G.R. n.1169 del 10 Giugno 2014 di parte degli ARO, nello specifico: ARO8/BA, ARO1/BT, ARO4/FG, ARO8/FG, ARO2/LE, ARO5/LE, ARO10/LE, ARO11/LE, ARO5/TA in quanto non adempienti alle disposizioni di cui alla L.R. 24/2012 e ss.mm.ii. ed alla DGR 2877/2012

CHIEDONO

  • quale sia la destinazione di parte della differenziata al recupero di “energia” (cosa che non esclude l’incenerimento, vedi articolo 12 regolamento dell’ARO BA 4).
  • maggior controllo da parte degli enti regionali preposti all’attività degli ARO garantendo la trasparenza nei percorsi decisionali degli stessi;
  • che i consigli comunali si riuniscano in sedute monotematiche pubbliche e che da esse se ne tragga un atto di indirizzo da portare nelle riunioni, anch’esse pubbliche, di ARO e ATO, affinché questi ultimi ambiti possano recepire e valorizzare le singole esigenze e renderle comuni);
  • che le convocazioni e la totalità delle delibere degli ARO e ATO siano pubbliche, e disponibili nel portale “Ambiente” della Regione Puglia e sui siti web dei comuni di competenza;
  • maggior coinvolgimento dei cittadini/utenti nelle scelte che ricadranno sul futuro dell’intera collettività;
  • una presa di posizione chiara e decisa in direzione della strategia RIFIUTI ZERO, l’unica strada percorribile a tutela dei cittadini e dell’ambiente, con progressiva chiusura degli inceneritori (con e senza recupero energetico) esistenti in Puglia, nel rispetto dell’art.4 della direttiva 98/2008/CEE sulla “gerarchia dei rifiuti” che impone come prioritaria la diminuzione a monte della produzione dei rifiuti;
  • annullamento e revoca degli atti che individuano 2 discariche, Grottelline e Corigliano d’Otranto, che metterebbero a rischio rispettivamente le falde acquifere della fossa bradanica e della più grande riserva idrica sotterranea del Salento;
  • un piano di realizzazione di impianti di compostaggio pubblici e domestici che consentano di conferire la FORSU con costi di conferimento per i Comuni non elevati e sconti sulla tariffa;
  • che siano attivati impianti di selezione spinta dei rifiuti indifferenziati al fine di recuperare dagli stessi i materiali direttamente riciclabili;
  • di verifica lo stato dell’arte sugli obiettivi indicati all’art. 181 del D.Lgs 152/06 in materia di riciclaggio e recupero dei rifiuti;
  • alla Regione Puglia se sia vero il coinvolgimento di Consip e Conai nel ciclo dei rifiuti pugliese (compresi la determinazione e l’espletamento di bandi di gara per l’affidamento dei servizi);
  • alla Regione Puglia quali siano i servizi di competenza dell’ARO (raccolta, spazzamento e trasporto) che sono già stati affidati da parte dei comuni prima che gli ARO avessero deliberato in merito;
  • alla Regione Puglia quale sia il numero totale delle discariche esaurite di RSU (rifiuti solidi urbani) e RS (rifiuti speciali) presenti nel territorio regionale e loro stato di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica, con particolare riguardo per quelle che non hanno ricevuto alcuna operazione su richiamata e giacciono in uno stato di abbandono totale o parziale;
  • alla Regione Puglia sulla possibilità di gestione “in house” dei servizi di competenza degli ARO e ATO, espletata attraverso soggetti giuridici di diritto pubblico (es. aziende speciali);
  • che venga immediatamente ri­calcolato il tempo di esaurimento della discarica di Massafra a sevizio dell’intero ATO di Taranto, a seguito della chiusura temporanea/definitiva della discarica di Manduria che accoglieva i rifiuti smaltiti dell’ex ATO TA3, rifiuti che ora sono smaltiti presso la suddetta discarica in agro di Massafra;
  • alla Regione Puglia quali siano le possibili soluzioni e siti di destinazione del residuo da raccolte differenziate di RSU e assimilati dell’ATO Taranto, destinato a smaltimento, prima e dopo l’eventuale esaurimento della discarica di Massafra
  • alla Regione Puglia la legittimità a norma di legge degli inceneritori che bruciano rifiuto tal quale come quello gestito da AMIU spa di Taranto;
  • caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica dei 3 lotti della discarica già esaurita e delle 2 vasche di servizio e soccorso per l’impianto di CDR in contrada Martucci a Conversano, modifica dello stesso impianto in vista di una futura conversione in impianto di compostaggio, modifica del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani per il sito di smaltimento dell’ATO BA5 e che la Regione Puglia individui altra soluzione per lo smaltimento del rifiuti residuo da raccolte differenziate;
  • alla luce delle gravi irregolarità accertate in sede di incidente probatorio, relative alla realizzazione delle discariche di servizio e soccorso annesse all’impianto per CDR in c.da Martucci a Conversano, la motivazione della mancata rescissione, da parte della Regione Puglia, del contratto con la Progetto Gestione Bacino Bari Cinque S.r.l.;
  • chiarimenti da parte della Regione Puglia circa la situazione degli impianti di conferimento rifiuti di Andria e Trani, anche alla luce della recente Ordinanza adottata dal Presidente della regione Puglia in data 05/09/2014, prot. 5442;
  • quali siano le intenzioni sia in merito alle discariche di rifiuti speciali che hanno ricevuto autorizzazioni senza osservare quanto previsto dal D.Lgs 152/06, nonché sulle modalità gestionali dei rifiuti speciali nelle aree ILVA oggetto di esposti al NOE di Lecce;

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Se tutto questo è la conseguenza di una legge (peraltro abbondantemente disattesa) ci chiediamo se non sia il caso di fare un passo indietro e ritornare a dare dignità e sovranità ai singoli comuni evitando quei regimi di proroga perennemente perpetrati negli ultimi anni (a cominciare dal rinvio dell’ecotassa regionale) che penalizzano gli amministratori dei comuni virtuosi e premiano quelli incapaci di garantire una gestione sana dei rifiuti.

PERCHE’ IL FUTURO E’ NERO SE NON E’ RIFIUTI ZERO!

Con l’auspicio di una gradita risposta,

l’occasione è gradita per augurarLe una buona giornata

I portavoce alla Camera dei Deputati

Diego De Lorenzis

Giuseppe D’Ambrosio

Giuseppe Brescia

Giuseppe L’Abbate

Emanuele Scagliusi

Francesco Cariello

I portavoce al Senato della Repubblica

Daniela Donno

Maurizio Buccarella

Barbara Lezzi

Il portavoce Europarlamentare

Rosa D’Amato

Rete Rifiuti Zero attivisti M5S PUGLIA

MoVimento 5 Stelle Bari

MoVimento 5 Stelle Noci

Movimento ilGrillaio Altamura

Castellaneta Aperta M5S

Modugno a 5 Stelle

Amici di Beppe Grillo Taranto

Attivisti MoVimento 5 Stelle Casamassima

Adelfia 5 Stelle ­ Amici di Beppe Grillo

Conversano 5 Stelle

Terlizzi 5 Stelle

Gravina 5 Stelle

Pulsano 5 Stelle

Palo 5 Stelle

Attivisti MoVimento 5 Stelle Andria

Attivisti Mottola 5 Stelle

M5S Attivisti Lecce

Assunzioni del personale militare: l’Enav eviti gli sprechi

8197559402_f025fae71fL’interrogazione parlamentare chiede ai Ministri dei Trasporti, della semplificazione per PA, delle Finanze e a quello della Difesa, di sapere se ENAV si sta attenendo al decreto-legge n. 90 del 24 giugno del 2014 che sancisce l’agevolazione del passaggio del personale in possesso delle abilitazioni di controllore del traffico militare impiegato, nei corrispondenti ruoli del personale civile dell’ENAV entro il limite del relativo fabbisogno secondo i criteri di mobilità geografica e di anzianità di servizio e senza limite di età anagrafica.

I Ministri del Governo Renzi si impegnino affinché Enav si adoperi, in vista delle nuove assunzioni, a perseguire quanto stabilito dal decreto, acquisendo i controllori di volo del traffico militare prima di intraprendere un nuovo percorso di selezione di personale operativo esterno

ENAV Spa, infatti, ha provveduto ad emanare un apposito piano tendente nell’ambito dei 21 impianti denominati a basso traffico, alla contestuale riduzione degli orari di servizi, degli organici disponibili e delle configurazioni tecnologiche standard, predisponendo un piano di mobilità geografica che porta il personale ENAV al trasferimento verso altra sede e tale riordino dell’organico operativo porterà alla assunzione di circa 150 nuove figure professionali per sopperire alle esigenze così venutesi a creare.

Il personale proveniente dall’Aeronautica Militare è già qualificato e immediatamente disponibile. Non utilizzare queste risorse preziose rappresenterebbe un vero spreco, oltre che una inadempienza normativa. Anche perché qualora ENAV assuma nuovo personale non preparato, dovrebbe effettuare dei corsi di formazione ed addestramento del personale operativo da inviare negli aeroporti così detti a basso traffico. una spesa che potrebbe essere evitabile.

enavInoltre nel testo della interrogazione si chiede se il Governo abbia preso in considerazione gli sviluppi del tessuto aeroportuale italiano, e ne abbia valutato le conseguenze dirette e indirette sul piano nazionale aeroporti.

Il Governo non solo deve far rispettare quanto stabilito dal decreto, ma deve essere conscio dell’aggiornamento che si è venuto a creare anche a seguito alla decisione di ENAV di anticipare, al 2014, anziché dal 1o gennaio 2015, la suddivisione degli aeroporti nazionali in base al numero di movimento annui.

Il M5S continuerà a mantenere l’attenzione alta su questo argomento affinché il personale militare non rimanga solo o ancor peggio vittima dei soliti slogan del Governo Renzi.

Alta velocità Bari Napoli? Solo slogan del governo e bugie della maggioranza

blocca lo sblocca  Il Partito Democratico continua a fornire informazioni sbagliate ai cittadini. Non vi sarebbe alcuna Alta Velocità ma solamente modifiche al tracciato ed alle tecnologie utilizzate

Il Governo e il Partito Democratico mentono sapendo di mentire: la tratta Napoli-Bari non è e non sarà una tratta Alta Velocità, come testimoniato dalla stessa RFI in commissione Ambiente durante le audizioni per il decreto #SfasciaItalia. La direttiva europea, infatti, stabilisce che per essere definita “Alta Velocità”, una tratta deve poter permettere ai treni di viaggiare ad almeno 250 km/h mentre per la Napoli-Bari le velocità raggiunte saranno notevolmente inferiori consentendo in gran parte il trasporto ferroviario sui medesimi binari regionali ed interregionali attualmente in uso.

italia_rossaAVA parte il tratto in Irpinia, con la variante di Grottaminarda voluta dal territorio campano, che costituisce un nuovo tracciato e che consentirà la dismissione del precedente, il resto della tratta Napoli-Bari consiste in raddoppi di binario e adeguamenti tecnologici nel sistema di segnalazione. Inoltre, nel progetto ‘Napoli-Bari’ sono inserite già le tratte Bari-Taranto (già in cantiere) e Bari-Lecce con adeguamenti tecnologici che non riguardano i binari ma i sistemi di segnalamento per aumentare la velocità con la stessa infrastruttura. Nel medesimo decreto, sono stanziate anche risorse per interventi di adeguamento tecnologico della linea adriatica Bologna-Lecce sempre del medesimo tipo. Logoav3dnInvece di raccontare narrazioni, la giunta regionale ci spieghi come mai ancora nessun ente locale abbia avanzato la richiesta di studi di fattibilità per favorire l’intermodalità delle persone, proponendo per esempio un collegamento ferroviario con gli aeroporti di Brindisi, Foggia e Taranto. Spieghino ai pugliesi perché si costruiscono opere come la strada statale 275 o la regionale 8, devastanti del paesaggio e in totale spregio dei suggerimenti delle tante associazioni e dei comitati che si battono da anni per tutelare il territorio da una politica che vuole solo cementificare. Come al solitoil PD e la Regione Puglia continuano a raccontare favole e ad esprimere posizioni che in seguito non si concretizzano in veri atti politici. Come sempre, tante chiacchiere ma poca sostanza, è questo il leitmotiv di questo finto centrosinistra pugliese. Il cosiddetto decreto Sblocca Italia rivela la volontà del Governo Renzi e del Partito Democratico, che su opere come questa vorrebbero agire ancora con commissari straordinari, procedure di silenzio e assenso, deroghe alle attuali normative e tacitare gli enti locali nonché il confronto con i cittadini. Se il PD vuole gestire in questo modo autoritario il Paese, il M5S sarà al fianco dei cittadini che si oppongono a questa deriva vergognosa!

 

 

Coerenza: noi restituiamo e rendicontiamo… gli Onorevoli?

diegoHD

In un momento di crisi di valori della società, il vostro supporto e controllo continua a farci mantenere la schiena dritta: il rispetto degli impegni sottoscritti sono le nostre linee guida.

Trattamento economico L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.

Per i dettagli date uno sguardo qui!

Ma dato che questo aspetto non è l’unico da valutare vi prego anche di guardare l’attività parlamentare e aiutarmi a darci ancora più voce.

Ricordo ancora che potete trovare qui tutte le informazioni relative al fondo di garanzia

 

 

Documento di Economia e Finanze (DEF): le nostre proposte

def-620x586Siamo portavoce in commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, e per questo, esattamente come tutti gli altri colleghi nelle rispettive commissioni, entriamo SEMPRE nel merito dei provvedimenti con delle proposte alternative a beneficio degli Italiani tutti e la loro qualità della vita.

Sarà assurdo per chi ancora vota i partiti e crede che siamo solo una forza di protesta o comandati dall’alto come burattini. L’ho ribadito più volte: il nostro capo sono le buone idee, il nostro programma e il benessere dei cittadini italiani.renzi-80-euro

Abbiamo redatto  un documento alternativo per chiedere impegni precisi al Governo, valutate voi se siano condivisibili, in favore di una economia reale, a tutela dei vostri diritti o solo urla populiste e demagogiche:

Impegniamo il governo:

a rivedere e ridurre, compatibilmente con le risorse finanziarie esistenti, il numero complessivo degli interventi strategici contenuti nel Programma Infrastrutture Strategiche dando la priorità e quindi garantendo adeguate risorse agli interventi miranti all’ ammodernamento e messa in sicurezza dell’attuale rete ferroviaria italiana e delle infrastrutture di trasporto esistenti;

ad implementare e migliorare l’offerta di trasporto pubblico locale in modo da renderlo adeguato alle reali esigenze di mobilità della popolazione, anche attraverso un intervento normativo capace di garantire stabilità al settore e dettare, al contempo, regole certe sulla natura delle società di trasporto pubblico locale evitando fenomeni di privatizzazione delle imprese e degli asset, in linea con l’esito dei referendum abrogativi del 2011;

a destinare maggiori risorse al fine di rafforzare gli interventi finalizzati a promuovere una mobilità più sostenibile, con particolare riferimento alla mobilità ciclistica attraverso interventi di messa in sicurezza, progettazione e implementazione delle piste ciclabili, con particolare riguardo alle aree urbane maggiormente congestionate;

a trovare le risorse necessarie per il fondo nazionale sul trasporto pubblico locale per evitare aumenti tariffari da parte delle società partecipate dagli enti locali;

a trovare le risorse per rinnovare il parco veicoli del trasporto pubblico locale;

a finanziare il fondo della legge 366/98 sulla mobilità ciclabile con interventi ordinari e strutturali;

a promuovere misure volte a disincentivare l’uso dell’acqua in bottiglia, incentivando prodotti sfusi così come stabilito nella direttiva europea sui rifiuti con lo scopo di decongestionare inutile anzi dannoso traffico merci su gomma;

ad incentivare le aziende, specialmente oltre 50 addetti e la pubblica amministrazione, a favorire forme di telelavoro;

a favorire gradualmente ma inesorabilmente lo spostamento del traffico merci dalla gomma alla rotaia;

a trovare le risorse per ridurre l’iva sui libri elettronici;

a favorire interventi infrastrutturali volti a ridurre il traffico motorizzato di auto private che assicurino l’intermodalità delle persone come bretelle ferroviarie per il collegamento portuale e aeroportuale;

ad abbandonare la realizzazione di tutte le grandi opere inserite nella legge obiettivo non corredate da un’analisi costi/benefici esposta e dibattuta pubblicamente con i cittadini e gli enti locali;

a destinare risorse specifiche per lo sviluppo della banda larga e ultralarga nel Paese, coordinando gli interventi tra i vari livelli istituzionali coinvolti, disponendo, senza deroghe, la proprietà pubblica delle infrastrutture realizzate con l’intervento pubblico;

a rivedere gli interventi di digitalizzazione dell’amministrazione pubblica a tutti i livelli destinando risorse specifiche a tale scopo anche derivanti dai fondi strutturali 2014-2020;

 

#Italia5stelle: un evento di sana politica

1904168_10202990040698186_1133412668192509708_n Cittadini, parlamentari e consiglieri comunali 5 Stelle si sono confrontati su idee, proposte e percorsi politici nella tre giorni al Circo Massimo di Roma. Per deputati e senatori pugliesi, il M5S ha dimostrato di essere una vera comunità

Tre giorni, 177 gazebo e una folta partecipazione di cittadini, sul cui numero preciso, come sempre, si instaurano polemiche. Ma l’atteso evento del 10-11-12 ottobre al Circo Massimo di Roma, denominato Italia5Stelle, aveva come primo obiettivo il confronto ed il dialogo proficuo tra i parlamentari, ancora una volta fuori dai “palazzi del potere”, e gli elettori italiani.

italia5stelle_Un evento molto emozionante ma, soprattutto, importante. Perché con Italia5Stelle ha preso vita l’idea di democrazia che, da sempre, anima il Movimento 5 Stelle: agorà, confronti, dialoghi, scambio spontaneo di idee e opinioni, fuori e dentro i gazebo. Una testimonianza concreta di come i cittadini non si siano allontanati dalla politica e non siano disinteressati alla gestione della cosa pubblica bensì siano oramai stufi e stanchi della politica del malaffare, dei politicanti corrotti e parolai che non mantengono una sola promessa di quelle che, costantemente, sui media o sui palchi in campagna elettorale proclamano. E siano annoiati dai giochi di potere, dalle poltrone, da quello che rappresenta la parte ‘bassa’ della politica, quella degli inciuci e degli accordi tra i partiti che gli anglosassoni distinguono dalla vera politica denominandola ‘politics’. Sono stati tre giorni nel segno del confronto con i semplici cittadini e consiglieri del M5S provenienti da tutte le regioni e da tanti Comuni. Noi parlamentari abbiamo avuto modo di illustrare l’attività finora svolta all’interno delle commissioni ma il messaggio più forte lanciato dal Circo Massimo è sicuramente quello che il Movimento 5 Stelle si configura, ogni giorno di più, come una comunità che mira al bene comune degli italiani. Un movimento che punta al reddito di cittadinanza per ridare dignità a tutti i cittadini e che fa del confronto, dello scambio di idee ed opinioni l’obiettivo del proprio agire politico.