Mitilicoltura nel Mar Piccolo: una risorsa da proteggere!

Tutelare il Mar Piccolo significa salvaguardare la storica produzione della cozza tarantina e soprattutto costruire il presupposto imprescindibile per rilanciare l’economia sostenibile del territorio. Gli operatori occupati nel settore sono 1.200, comparabili quindi con i numeri da grande industria; tuttavia gli enti pubblici, che potrebbero intervenire per la sua tutela, preferiscono ignorare i disagi di tanti lavoratori.

Il surriscaldamento delle acque, l’inquinamento provocato dall’arsenale della marina militare e dalla grande industria, gli scarichi dei #depuratori, la mancata approvazione del Piano Delle Coste da parte del Comune ed inoltre l’abusivismo e il racket estorsivo sono solo alcuni dei problemi che affliggono la mitilicoltura tarantina.

Il MarPiccolo è sempre stato il cuore economico e sociale di Taranto. Un gioiello bistrattato e abbandonato dalle amministrazioni e dai governi negli ultimi 100 anni. Per il Mar Piccolo bisogna agire subito: si deve valorizzare la mitilicoltura apportando anche nuovi modelli produttivi e sostenibili: si potrebbero sostituire le attuali retine in plastica con materiale compatibile con l’ambiente, grazie a finanziamenti pubblici. Si devono proteggere le preziose risorse naturalistiche esistenti, prima che sia troppo tardi: è necessario monitorare costantemente i Citri e la temperatura dei bacini; le numerose colonie di Cavallucci Marini e le altre specie protette devono trovare protezione nella laguna tarantina. Per questo la Marina Militare dovrebbe bonificare immediatamente l’affaccio sul Mar Piccolo e restituirlo alla città!

Tutto questo deve essere il frutto di una visione a lungo termine con una pianificazione in un’ottica di rilancio economico e sociale con produzioni di eccellenza e un turismo di qualità e sostenibile.

Wind Day: sequestrati in casa.

Durante i “Wind Days”, vengono adottate dall’amministrazione comunale alcune misure di limitazione del traffico e ai cittadini viene raccomandato di non svolgere attività all’aperto, in alcuni casi si consiglia agli asmatici, cardiopatici, bambini, anziani di consultare il proprio medico curante per consigli specifici. Tra gli altri, i parchi minerari dell’Ilva, sono una delle prime fonti di diffusione delle polveri sul quartiere Tamburi ed è previsto dalle prescrizioni che debbano essere coperti. Tuttavia, la prescrizione viene tuttora disapplicata.

E’ disumano che le amministrazioni pubbliche, pur di non bloccare la fabbrica della morte, impartiscano prescrizioni ai cittadini per diminuire gli effetti della diffusione delle polveri dell’Ilva. Il riconoscimento dei “Wind Days” rappresenta allo stesso tempo una vergogna ed una sconfitta dello Stato che non tutela gli abitanti.

La reclusione forzata dei cittadini dei Tamburi nelle proprie case e la giustificazione concessa di non mandare i bambini a scuola nelle giornate di “Wind Days” – nei giorni di apertura delle scuole – non sono solo provvedimenti raccapriccianti dal punto di vista umano, ma non risolvono nulla perché la causa principale non viene risolta: le fonti inquinanti provenienti dal siderurgico Ilva. Ancora oggi leggiamo provvedimenti in cui si rimanda la copertura dei parchi minerari che doveva essere realizzata entro il 2015. Ancora oggi, come succede da 15 anni, i politicanti dicono ai cittadini che presto i parchi verranno coperti: mentono sulla pelle dei persone e a Taranto si continua a morire.

“I “Wind Days” sono l’ennesima presa in giro frutto della politica di questo Governo di collusi con gli sporchi interessi di una fabbrica assassina. Preferiscono lasciare ammazzare i cittadini pur di non fare l’unica cosa logica che andrebbe fatta: fermo di tutte le fonti inquinanti, riconversione economica di Taranto attraverso un contratto di programma che coinvolga tutti gli attori istituzionali. Bisogna puntare su innovazione nella produzione, sul turismo sostenibile, culturale ed enogastronomico, sull’esportazione dei prodotti locali. Sono proposte che da anni il M5S avanza ma che questo Governo PD ha voluto sempre respingere.

Incidenti stradali: Potenziare il trasporto pubblico e la sicurezza stradale.

Sulla base dei dati trasmessi da polizia stradale, carabinieri e polizie municipali, l’Arem (Agenzia regionale per la mobilità) ha diffuso i dati dei sinistri stradali in Puglia.  Nel 2016 in Puglia gli incidenti stradali gravi sono stati 9.932, provocando il decesso di 254 persone e il ferimento di 16.768. è aumentato il numero degli incidenti stradali con morti e lesioni colpose, così come è cresciuto il numero dei feriti, dopo un decennio di costante riduzione complessiva.

Una strage! Ogni anno gli incidenti stradali gravi causano in Puglia centinaia di vittime e migliaia di feriti: nel 2016 sono aumentati rispetto al 2015. Se si pensa che solo nelle ultime 72 ore ci sono state 9 vittime della strada in Puglia, vuol dire che qualcosa non sta funzionando visto che i sinistri stradali provocano morti e feriti simili nel numero a quelli di una guerra.

Il 70,1% degli incidenti stradali si è verificato nei centri abitati, il 29% fuori dagli abitati e lo 0,9% lungo le autostrade pugliesi. Tra le principali cause degli incidenti ci sono la distrazione (e in particolare l’uso dei cellulari durante la guida) e l’eccesso di velocità.

Ci sono troppi mezzi privati in circolazioneDa quando sono in Parlamento ho avanzato continuamente proposte concrete per spingere sempre più persone a scegliere mezzi collettivi, condivisi e sostenibili al posto delle auto private: la promozione e lo sviluppo del trasporto pubblico locale attraverso misure di incentivo e gratuità, la possibilità di detrarre interamente il costo dell’abbonamento, l’ammodernamento e l’aumento dei mezzi pubblici grazie ad un aumento del fondo nazionale e il potenziamento del trasporto pubblico locale e regionale, l’elettrificazione delle linee, il trasporto di merci su rotaia e in ambito urbano interventi per favorire la pedonalizzazione, l’uso della bici, il car sharing e il car pooling nonche corsi di guida sicura!

È necessario aumentare i controlli stradali. Tuttavia la recente circolare del Ministro Minniti complicherà i controlli che saranno più inefficaci riducendo la prevenzione in quanto sarà più difficile indurre una moderazione generale dell’eccesso di velocità e la consapevolezza negli automobilisti di poter essere sempre controllati. Invece di risolvere questo problema, il PD nazionale ha approvato norme di facciata e inefficaci: l’istituzione dell’omicidio stradale e la celebrazione della giornata della memoria delle vittime della strada, lasciando nel cassetto tutte le nostre proposte.

Sicurezza Stradale e multe: accolte nostre proposte.

Grazie al lavoro del M5S sono state approvate tre importanti proposte sulla sicurezza stradale per i ciclisti e sui proventi delle multe. I nuovi dati ISTAT riferiti al 2016 confermano che gli utenti vulnerabili (pedoni e conducenti di veicoli a due ruote) rappresentano quasi il 50% dei decessi (1.618 su 3.283) dei sinistri stradali. In particolare i ciclisti sono la categoria più a rischio con 295 deceduti solo nello scorso anno (con un incremento del 9,6% rispetto al 2015).

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Finalmente sono stati approvati miei emendamenti <<salva ciclisti>> che possono concorrere alla diminuzione degli incidenti che coinvolgono i ciclisti. Adesso i Comuni potranno consentire alle bici l’uso delle corsie preferenziali per i mezzi pubblici in modo che abbiano uno spazio idoneo senza dover circolare in mezzo al traffico troppo spesso disordinato e caotico in totale assenza di sicurezza. E ancora i Comuni potranno destinare ai ciclisti, in corrispondenza degli incroci con semaforo, il tratto iniziale della carreggiata, davanti alla linea dello stop degli altri veicoli, in modo da garantire loro una partenza in sicurezza allo scattare del verde.

In tema di multe stradali, invece, finora i Comuni mancano di inviare al Ministero le relazioni sui proventi derivanti dalle sanzioni stradali che dovrebbero specificare quali interventi di sicurezza stradale sono stati realizzati con i proventi stessi e quanto sono costati. Questo era reso possibile dall’assenza dei decreti attuativi, attesi da anni, con cui il Ministero dei Trasporti avrebbe dovuto definire le modalità informatiche di invio dei dati.

E’ finito lo scaricabarile tra Governo centrale ed enti locali. Spesso le multe stradali sono state usate dai Comuni per ripianare i buchi di bilancio. Con la nostra proposta approvata sarà obbligatoria la trasparenza sull’uso dei proventi derivanti dalle multe stradali che devono essere reinvestiti in sicurezza stradale. Un tesoretto che al 2015 ammontava a circa due miliardi di euro complessivi in tutta Italia.
Mi auguro che queste nostre proposte, entrate a far parte del testo di legge del Codice della Strada, siano mantenute anche nelle fasi successive dell’iter sia in Aula alla Camera che al Senato e che il PD collabori per l’approvazione della riforma prima della fine della legislatura.

Inconferibilità sindaco di Taranto: esposto all’ANAC

Dopo aver appreso che il neo Sindaco ha ricoperto ruoli che renderebbero inconferibile la carica di primo cittadino del Comune tarantino abbiamo assistito all’inerzia del Governo di fronte alla nostra denuncia del tutto indifferente alla necessità di garantire con urgenza legalità e trasparenza.  Le sopravvenute dimissioni di Melucci dalle precedenti cariche non hanno nessuna rilevanza giuridica né politica perché la legge impone regole precise per escludere ogni possibile conflitto di interessi deliberatamente ignorate  sia dal Governo sia dai partiti che hanno candidato il neo Sindaco.

Già il Testo unico degli enti locali prevede numerose ipotesi di ineleggibilità, inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni, ma in questo specifico caso viene violata direttamente la previsione della Legge Severino secondo cui non è conferibile l’incarico a chi, nei due anni precedenti, abbia svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico che conferisce l’incarico: Melucci, infatti, è stato raccomandatario marittimo operante all’interno del porto di Taranto e anche Presidente di un Consorzio di agenzie marittime sempre operante all’interno del medesimo Porto.

Bisogna considerare che il Comune fa parte del Comitato di gestione del porto nel quale il neo Sindaco ha avuto interessi e questo genera una inaccettabile promiscuità fra controllori e controllati.

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Per questo ci siamo rivolti direttamente al dott. Cantone per mettere l’Autorità Nazionale Anticorruzione a conoscenza di questi fatti e per sollecitare una verifica sul corretto conferimento dell’incarico per contrastare ogni possibile elusione della legge Severino che regola le situazioni di conflitto di interessi e per valutare l’ipotesi di sospendere l’incarico e di segnalare il caso alla Corte dei Conti anche per l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative!

TAP: Sea Shepherd documenta il fondale

I volontari di Sea Shepherd hanno dimostrato quello che abbiamo denunciato ad aprile 2017 con una interrogazione al Ministro dell’Ambiente: sui fondali dove è previsto il passaggio del gasdotto TAP sono presenti la Posidonia oceanica e dense praterie di Cymodocea nodosa. Il Governo ha preferito non degnarci di una risposta, per fortuna ci hanno pensato questi bravissimi volontari a sbugiardare il PD e Tap.

Le carte sulla assenza di Posidonia per l’approdo TAP, presentate dalla multinazionale e confermate dal Ministero dell’Ambiente, sono quindi assolutamente inattendibili! Occorre revocare le autorizzazioni per la realizzazione di TAP dato che sono state concesse sulla base di informazioni errate!

Inoltre, è necessario istituire subito un’area marina protetta anche in questa parte di costa per la rilevanza degli ecosistemi presenti in osservanza con quanto previsto dalle leggi vigenti e dalle direttive comunitarie.

L’economia basata sulla sostenibilità e sul turismo responsabile, può essere garantita solo attraverso l’attenta e diffusa tutela delle risorse naturali e il rispetto della legalità: è evidente che il Partito Democratico colluso con le lobby degli idrocarburi e delle banche non abbia a cuore il territorio ma solo le speculazioni finanziarie come il TAP.

Rifiuti: costante emergenza in Puglia.

La Regione Puglia rimanda la soluzione definitiva del problema: quando interviene non si preoccupa mai di prevenire ma solo di contenere le emergenze. Per i rifiuti abbandonati potrebbe stanziare ad esempio risorse per la raccolta ordinaria dato che i Comuni sono al collasso economico: evidente è più comodo gestire l’emergenza invece di risolverla con una seria pianificazione pluriennale degli interventi.

Il problema della produzione di rifiuti non si risolve nascondendoli in discariche e inceneritori, come la polvere sotto il tappeto! È evidente che Emiliano non ha alcuna intenzione di favorire la strategia “rifiuti zero”. Emiliano sa benissimo che attualmente sono in corso diversi procedimenti per l’ampliamento di molte discariche giustificati proprio dalle varie finte emergenze. D’altronde era proprio lui che in campagna elettorale dichiarava in pubblico che non si può governare senza l’avallo della lobby dei gestori dei rifiuti!

Oltre ad essere un ente che distribuisce poltrone ai fedelissimi di Emiliano a cosa serve l’Agenzia Regionale dei Rifiuti? Quali provvedimenti sta attuando con i soldi delle tasse dei pugliesi? Quali atti concreti ha compiuto per diminuire la produzione dei rifiuti e favorirne la raccolta differenziata che già nel 2012 doveva essere almeno al 65% per legge?

Il TAR ha recentemente riconosciuto che alcune discariche, per esempio quelle della Vergine nei pressi di Lizzano, sono prive di fidejussioni. Le aziende che le gestiscono, “opportunamente” falliscono nella fase di chiusura quando avrebbero l’onere di sostenere i costi per la bonifica. Cosa sta facendo la Regione per verificare che tutti gli impianti di smaltimento abbiano le fidejussioni in regola?

FSE: la bufala della metropolitana di superficie!

Sono anni che si leggono le stesse parole insensate! I pugliesi e i turisti sono stanchi dello slogan vuoto della “metropolitana di superficie”: è la propaganda della sinistra che con parte della stampa riesuma gli annunci del senatore Pellegrino, presidente della provincia di Lecce fino al 2009 che inventò questa bufala! E la destra non è stata da meno: l’amministrazione Poli Bortone ha speso 20 milioni di euro dei contribuenti per il progetto fallimentare del filobus spacciato come “metropolitana di superficie” ai leccesi. Basta quindi mistificare e confondere l’opinione pubblica con concetti inesistenti: il Salento e la provincia di Lecce non sono un’area metropolitana e mai lo saranno e un trasporto ferroviario regionale elettrificato, integrato, intermodale, capillare, frequente ed efficiente è quello che dovremmo tutti pretendere: non una metropolitana che è un’altra cosa, ma un servizio di trasporto pubblico regionale.

In secondo luogo è necessario ribadire che la sicurezza non può attendere: due anni che si sommano ad altri 20 di ritardo sono inaccettabili! La limitazione della velocità a 50 km/h non risolve il tema della sicurezza, come dimostra lo schianto frontale di poche settimane fa, ma ha l’effetto perverso di disincentivare i cittadini dall’utilizzare la ferrovia. L’effetto del mancato utilizzo, induce a sua volta la società a ritardare o limitare gli investimenti nel potenziamento del servizio ferroviario, in una spirale viziosa che va interrotta immediatamente!

L’elettrificazione di tutte le linee e l’utilizzo dei convogli ferroviari al posto degli autobus, senza sovrapposizioni, è una condizione essenziale sia per lo sviluppo di trasporti realmente sostenibili sia per un concreto miglioramento del tessuto socio-economico pugliese nella sua interezza, evitando sperequazioni e discriminazioni di ogni tipo.

TAP e SNAM: Governo autoritario!

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, in contrasto con il parere negativo del Ministero dei Beni Culturali, ha dato via libera al gasdotto della SNAM che collegherà il TAP alla rete nazionale del gas. Ancora una volta il Governo si dimostra despota e autoritario ignorando il nuovo parere contrario del Ministero dei Beni Culturali, oltre quello dei cittadini pugliesi. Questa è l’ennesima dimostrazione che questi governi di centrodestra e centrosinistra tutelano soltanto gli interessi delle multinazionali in danno al territorio e contro la volontà popolare.

Renzi ed Emiliano sono stati sbugiardati due volte. Promettevano un’opera senza costi per i cittadini e persino la riduzione delle bollette, invece oggi gli italiani scoprono, come il M5S ribadisce da anni, che oltre ad essere un’opera finanziata con 2 miliardi di euro di soldi pubblici dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI), si sprecheranno per il collegamento da Melendugno a Mesagne ben 270 milioni di euro che pagati attraverso le bollette degli italiani!

TAP non ha ragione di esistere, non serve all’Italia: non serve per “convertire” a gas la centrale di Cerano o l’Ilva, serve solo alle multinazionali per fare profitti a danno dei cittadini e ai politici dei partiti di centrodestra e centrosinistra per fare carriera e acquisire potere! Stiamo denunciando da anni l’illogicità dell’opera e le menzogne dei politicanti: l’evidenza di quanto denunciamo è ormai inconfutabile.

Cerano: subito dismissione delle centrali a Carbone.

La strategia energetica nazionale dei Governi PD è obsoleta e insensata. Se vincessimo le elezioni il prossimo anno avvieremo immediatamente la transizione energetica secondo il nostro programma votato dai nostri elettori e già condiviso con tutti i soggetti coinvolti: prevede la chiusura di tutte le centrali a carbone entro il 2020 ed entro il 2050 l’azzeramento dell’utilizzo degli idrocarburi.

Infatti riavviare la filiera delle rinnovabili consente di creare maggiori posti di lavoro di quelli eventualmente persi come dimostrano studi autorevoli mai contestati: fino a 18 volte di più quindi oltre 10.000 invece dei 600-700 oggi occupati per la centrale Federico II di Cerano.

Il M5S lo ha sempre sostenuto e ora anche l’AD di Enel, il Dott. Starace ammette che non ci sarà alcuna riconversione di Cerano a gas. E’ l’ennesima riprova che quando il presidente Emiliano, il Dott. De Vincenti, la dott.ssa Bellanova, Renzi e TAP dichiarano che Cerano può essere convertita a gas metano grazie al gasdotto TAP, raccontano bugie agli italiani e ai pugliesi!