La Camera dei deputati approva la legge sulla Sicurezza Cibernetica

Nessuna descrizione della foto disponibile.Si tratta di un passo fondamentale per assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati.

Il 2018 è stato l’anno peggiore di sempre in termini di minacce “cyber”, con una crescita del 37.7% degli attacchi gravi rispetto al 2017. Le minacce cibernetiche sono sempre più frequenti e pericolose, come rilevabile nel Rapporto Clusit 2019.

Con questo provvedimento, miglioreremo le difese informatiche del Paese con l’istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale. Allo stesso tempo, saranno attuate particolari misure ad hoc e sono previsti poteri speciali per garantire la sicurezza delle strutture informatiche e tecnologiche di importanza strategica, minimizzando al minimo i rischi e, al contempo, garantendo la più estesa fruizione dei più avanzati strumenti offerti dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Statale 275: c’è bisogno di trasparenza e non di decisioni calate dall’alto.

Ne “La Gazzetta del Mezzogiorno” di oggi, è stato pubblicato un editoriale a mia firma nel quale ho cercato di fare chiarezza sulle vicende relative alla progettazione della SS 275 dal 2016 ad oggi. Il M5S chiede trasparenza e la massima attenzione nell’ottica della sostenibilità ambientale e del rispetto del territorio e della sua vocazione agricola.

Di seguito, potete leggere l’editoriale completo.

“𝐒𝐓𝐀𝐓𝐀𝐋𝐄 𝟐𝟕𝟓: 𝐂’𝐄̀ 𝐁𝐈𝐒𝐎𝐆𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐓𝐑𝐀𝐒𝐏𝐀𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐃𝐈 𝐃𝐄𝐂𝐈𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐓𝐄 𝐃𝐀𝐋𝐋’𝐀𝐋𝐓𝐎.

Sul caso della strada statale 275 in primis è opportuno raccontare quel che è accaduto al di là di ogni rivendicazione di parte.
Tre anni fa, il 25 ottobre 2016, Anas pubblica un comunicato in cui così si esprime: “nella doverosa osservanza della sentenza del Consiglio di Stato n. 1798 del 5.5.2016 e delle risultanze del procedimento avviato dall’Anac (delibera del 31 agosto 2016), ha valutato che, per garantire il migliore utilizzo delle risorse pubbliche, il massimo livello di trasparenza e il più ampio livello di partecipazione, si debba procedere alla revoca, in via di autotutela, di tutti gli atti del procedimento concorsuale per l’affidamento dei lavori di ammodernamento e adeguamento della SS 275 Maglie-S. Maria di Leuca.” E ancora, cosi dichiarava l’allora Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani: “L’azienda ha orientato le proprie scelte non solo al fine di perseguire il ripristino della regolarità dell`appalto, nel rispetto delle pronunce giurisprudenziali susseguitesi nel corso degli anni, ma attraverso un’oculata project review dell’intervento anche al fine di rispondere alle mutate esigenze progettuali nel frattempo emerse sotto il profilo della sostenibilità tecnico/economica/ambientale, cercando di garantire, nel contempo, il più celere avvio dei lavori e il contenimento della spesa pubblica”. Se ne deduce che il vecchio progetto è stato viziato, come riconosciuto dall’Autorità nazionale anti corruzione, sia nelle modalità di affidamento della progettazione, sia nell’esito di tale lavoro, cioè negli elaborati tecnici prodotti, che evidentemente non risultavano il miglior utilizzo di risorse pubbliche in quanto non rispondevano a criteri di legittimità in termini di affidamento dell’appalto e tanto meno a quello delle esigenze del territorio. In sostanza, il comitato Sos275 aveva ragione e per contro tutti i partiti politici, ad eccezione del M5S, a tutti i livelli istituzionali insieme al mondo delle imprese e il comitato Pro275, sbagliavano, nonostante le loro esultanze e le ripetute promesse di avvio del cantiere ogni 6 mesi. Sbaglia ancora chi parla di eterna incompiuta essendo la progettazione del secondo lotto appena partita, ancor di più chi dopo essere stato al Governo e alla guida della Regione, dichiara la necessità di un commissario. Abbiamo invece bisogno di procedure ordinarie e di uscire dalla gestione delle emergenze, abbiamo bisogno di opere utili e non di infrastrutture sovradimensionate, abbiamo bisogno di trasparenza e dibattito pubblico in luogo di decisioni calate dall’alto e viziate da interessi particolari. Smentiti gli alibi che si debba fare una strada per assicurare reddito a qualche decina di operai per un paio d’anni, che serva a recuperare 5 minuti nel tragitto fino a Lecce e anche quello che dai dati di traffico puntuali e tendenziali, una lingua d’asfalto a 2 corsie dopo Tricase sia ampiamente sufficiente anche per garantire la sicurezza stradale, cosa è accaduto negli ultimi 2 anni?

Mentre sul 1° lotto, con l’accordo di tutti i sindaci e di tutte le forze politiche, si è approvato il progetto definitivo fino a Tricase, prevedendo una variante rispetto al progetto originario che attestava le 4 corsie fino a Montesano, per il 2° lotto è ripresa una discussione a volte ideologica e a volte, dispiace dirlo, addirittura ipocrita. Ideologica perché in talune occasioni si è ripetuto che questa arteria viaria fosse indispensabile per la crescita del turismo e lo sviluppo del tessuto economico, quasi a confondere la funzione di ausilio con quella di necessità o addirittura di condizione di sufficienza. E troppe volte molti rappresentanti dei Comuni al tavolo, pure presi dalla sindrome di nimby, incoerentemente ragionavano già sulle compensazioni e si pronunciavano su aspetti invarianti rispetto al territorio amministrato mentre tal altri dichiaravano la loro preoccupazione tanto per la tutela dell’ambiente e del paesaggio quanto per la sicurezza stradale, dimenticando di non aver approvato alcuno strumento di programmazione urbanistica o provvedimento atto a contenere il consumo di suolo e tanto meno aver messo in opera alcun intervento per la messa in sicurezza delle strade di propria competenza.

Ancor meno lineare è stato il ruolo della Regione che, in una trattativa certamente complicata, ha dovuto smentire se stessa più volte. Infatti, in prima battuta ha sconfessato tutti coloro che dicevano che l’unica soluzione era un tracciato completamente nuovo, dribblando le due discariche abusive sotto sequestro che nel vecchio progetto sarebbero state “tombate”, avendo dovuto considerare l’ipotesi di recuperare la strada provinciale “Cosimina”. Poi gli enti locali sono stati indotto a pronunciarsi soltanto su queste 2 ipotesi, tra l’altro non molto dissimili per costi e consumo di suolo, mentre il sottoscritto rappresentava l’esistenza di una ipotesi che mettesse in sicurezza e valorizzasse l’esistente per quanto possibile con le norme tecniche.

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E mentre sottolineavo la mancanza di raccordo con gli strumenti programmatori della Regione in termini di sviluppo integrato con la modalità ferroviaria e le politiche di sviluppo delle aree interne, continuavo e continuo tuttora a sollecitare il Governo sulla realizzazione del primo lotto, funzionalmente separato dal secondo, mentre una certa narrazione, dichiarando il contrario, continua a confondere la cittadinanza. In questo periodo, viene avanzata la terza ipotesi di tracciato: quella che recupera nella massima parte il tracciato esistente, che però non ha trovato nuovamente un’accordo unanime degli enti locali. L’assessore Giannini quindi ha rimesso la palla al Ministero, che ha ricordato però che, per la “legge Obiettivo”, è responsabilità della Regione Puglia proporre una ipotesi di tracciato.
Il resto é storia degli ultimi giorni.

𝐈𝐥 n𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝟓𝐒, 𝐢𝐧 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐧 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢, 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐯𝐢𝐠𝐢𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐮𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐢𝐧𝐨 𝐮𝐧’𝐚𝐧𝐭𝐫𝐨𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐭𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐞𝐫𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐢, 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚, 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐦𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐞, 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐝𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐩𝐞𝐜𝐮𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀”.

Cybersecurity, M5S: garantire sicurezza nazionale nel rispetto degli operatori

Migliorare le difese informatiche del Paese davanti a minacce sempre più innovative e aggressive è l’obiettivo del decreto sulla sicurezza cibernetica che prevede l’istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale, misure ad hoc e poteri speciali per garantire la sicurezza delle strutture informatiche e tecnologiche di interesse nazionale.

Tra le infrastrutture digitali coinvolte c’è la rete 5 G: il Governo potrà applicare i poteri speciali della golden power sulle reti 5G per assicurare lo sviluppo di tale tecnologia in un ambiente sicuro ed esente da vulnerabilità, e minimizzare così i rischi di un attacco cibernetico. Al tempo stesso, abbiamo ritenuto necessario supportare gli operatori del settore, con i quali abbiamo interloquito in questi mesi. Infatti, grazie ad un emendamento presentato dal MoVimento 5 Stelle, veniamo incontro alle aziende acquirenti o titolari di contratti già in essere: in caso di presenza di fattori di rischio per le infrastrutture nazionali e, di conseguenza, di vulnerabilità dei dati che vi transitano, stabiliamo tempi certi e più rapidi per l’adozione di specifiche prescrizioni o condizioni, dalle verifiche tecniche all’eventuale sostituzione di apparati inadeguati, fino alla definitiva risoluzione della crisi.

👉 https://www.movimento5stelle.it/…/cybersecurity-obiettivo-g…

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Strada Statale 275: la posizione del M5S sugli ultimi sviluppi

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Per decenni la politica ha discusso di un’opera che non aveva ragione di esistere perché sovradimensionata e probabilmente figlia di interessi particolari con la ovvia duplice conseguenza di aver stimolato appetiti discutibili e di aver condotto ad una situazione di stallo.

Da subito, il M5S ha rilevato le discrasie emergenti da progetti anacronistici e non funzionali alla valorizzazione del territorio, appoggiando il comitato SOS 275 e le migliaia di cittadini che chiedevano trasparenza nelle scelte progettuali. Abbiamo avuto il merito di mettere in luce le ridondanze delle ipotesi avanzate e il notevole impatto ambientale.

E anche quando tutte le amministrazioni locali hanno espresso il loro parere favorevole a questa opera, seppur ridimensionata e con vedute diverse su due tracciati differenti, in modo propositivo e concreto ho sottolineato come portavoce del M5S, grazie al contributo di tanti, la necessità di ridurre ulteriormente il consumo di suolo diretto e indotto, chiedendo ad Anas informalmente di valutare altre ipotesi progettuali che valorizzassero il tracciato esistente. Con questa scelta, la Regione conferma la bontà del nostro operato dopo mesi di annunci e pressioni per scegliere tra 2 tracciati che decisamente non rispondevano al criterio di recupero della infrastruttura già presente. A questo punto, crediamo che Anas possa lavorare al fine di ridurre ulteriormente l’impatto anche del primo lotto con altre modifiche non sostanziali nella progettazione definitiva.
Crediamo che la Regione Puglia e gli enti locali debbano puntare fortemente anche alla messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, evitando sprechi di denaro pubblico e non dimenticando che il diritto ad una mobilità puntuale, frequente, economica, rapida e comoda passa anche dal potenziamento delle Ferrovie Del Sud-Est in un quadro di spostamenti intermodali e integrazione tariffaria.

Intervengo in Commissione Trasporti sul Ministero per l’Innovazione e le sue linee programmatiche

Il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione è il più giovane tra i Ministeri del nuovo Governo ma sarà certamente tra i più longevi.

Viviamo in uno scenario di trasformazione epocale della società nel quale l’innovazione e tecnologica è protagonista indiscussa. Le linee programmatiche esposte dalla ministra per l’innovazione Paola Pisano in Commissione sono la sintesi perfetta di quanto il nostro Paese ha bisogno di realizzare al più presto per competere sui mercati globali, garantire i diritti costituzionali di tutela della persona, della salute, dell’ambiente nella dimensione immateriale.
La governance del Ministero per l’innovazione sarà fondamentale per coordinare tanti ambiziosi progetti in essere e ancora da realizzare che renderanno più efficienti le comunicazioni tra sistema pubblico e cittadini e tra sistema pubblico e imprese, oltre che rappresentare un’opportunità per la crescita economica del Paese.
In conclusione, sono certo che il processo d’innovazione, se correttamente gestito, condurrà l’Italia a trasformarsi in una vera e propria Smart Nation.

Il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione è il più giovane tra i Ministeri del nuovo Governo ma sarà certamente tra i più longevi.Viviamo in uno scenario di trasformazione epocale della società nel quale l’innovazione e tecnologica è protagonista indiscussa. Le linee programmatiche esposte dalla ministra per l’innovazione Paola Pisano in Commissione sono la sintesi perfetta di quanto il nostro Paese ha bisogno di realizzare al più presto per competere sui mercati globali, garantire i diritti costituzionali di tutela della persona, della salute, dell'ambiente nella dimensione immateriale.La governance del Ministero per l’innovazione sarà fondamentale per coordinare tanti ambiziosi progetti in essere e ancora da realizzare che renderanno più efficienti le comunicazioni tra sistema pubblico e cittadini e tra sistema pubblico e imprese, oltre che rappresentare un’opportunità per la crescita economica del Paese.In conclusione, sono certo che il processo d’innovazione, se correttamente gestito, condurrà l’Italia a trasformarsi in una vera e propria Smart Nation.

Publiée par Diego De Lorenzis sur Mardi 15 octobre 2019

Decreto Clima: primo atto normativo che l’Italia dedica totalmente alla tutela dell’ambiente

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L’approvazione del decreto legge di contrasto ai cambiamenti climatici è una buona notizia per l’Italia e per il Pianeta. I 450 milioni di euro stanziati vanno nel solco delle politiche “green” già attuate e aumentano gli strumenti per indurre i cittadini ad essere più virtuosi, invogliandoli a tenere comportamenti ecosostenibili. Questo provvedimento ha il pregio di fornire misure per far cambiare la mentalità e le abitudini quotidiane per garantire un maggiore rispetto per l’ambiente.

In particolare, sono felice che nel decreto vengano prese le buone idee: è stata inserita una mia proposta che avevo presentato nella scorsa Legge di Bilancio che introduceva il “buono mobilità” per i cittadini che decidessero di rottamare la propria automobile senza acquistarne una nuova. Sono stati stanziati 255 milioni di euro per i buoni mobilità a beneficio dei cittadini residenti nei Comuni sopra i 100mila abitanti o nelle aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell’aria, circa 25 milioni di italiani, che riceveranno fino a 1.500 euro per la rottamazione di autovetture fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per la rottamazione di motocicli a due tempi.

Con questi buoni, i cittadini saranno incentivati ad utilizzare alternative sostenibili all’uso dell’automobile privata: possono acquistare abbonamenti per il trasporto pubblico locale e regionale, comprare una bicicletta o usare le piattaforme di mobilità condivisa (bike sharing e car sharing).

In questo modo, invertiamo la tendenza, dato che siamo il Paese europeo con il tasso di motorizzazione più elevato e che l’inquinamento atmosferico in Italia causa oltre 80.000 morti all’anno.

Il mio impegno è di estendere tale misura a tutto il territorio nazionale perché tutti dobbiamo e possiamo contribuire a contrastare i cambiamenti climatici, benché comprenda la priorità data dal Governo alle aree più densamente abitate e a quelle dove la qualità dell’aria è peggiore.

Intervento in Commissione Trasporti sulle linee programmatiche del Ministro dello Sviluppo economico, Patuanelli

Ieri presso la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati, il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha presentato le linee programmatiche in materia di telecomunicazioni per i prossimi anni del suo mandato.

Ho apprezzato particolarmente la sua relazione perchè il Ministro ha sottolineato che gli interventi impostati nel corso degli ultimi anni proseguiranno con ulteriore slancio: dal Piano Banda Ultralarga al SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture), dalle Tecnologie 5G, alla Strategia Nazionale in materia di tecnologie basate su registri condivisi, Blockchain, ed alle misure per promuovere la ricerca e le applicazioni sull’Intelligenza Artificiale.
Ho evidenziato che questi risultati sono frutto anche dell’importante lavoro del Parlamento e di un cambiamento di approccio fondamentale per affrontare queste sfide con il contributo di tutti i soggetti interessati in maniera più trasparente.

L’Italia ha investito e sta investendo molto nell’innovazione e nella diffusione delle più moderne tecnologie. L’istituzione del Ministero dell’Innovazione rappresenta un’importante novità per il nostro Paese poiché consente di sostenere in maniera più coordinata la rivoluzione tecnologica in atto: una rivoluzione epocale che aiuterà lo Stato a dare con più efficienza le giuste risposte alle esigenze quotidiane di milioni di cittadini italiani.

Intervento in Commissione sulle linee programmatiche in materia di telecomunicazioni del Ministro Patuanelli

Ieri presso la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati, il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha presentato le linee programmatiche in materia di telecomunicazioni per i prossimi anni del suo mandato.Ho apprezzato particolarmente la sua relazione perchè il Ministro ha sottolineato che gli interventi impostati nel corso degli ultimi anni proseguiranno con ulteriore slancio: dal #PianoBandaUltralarga al #SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture), dalle #Tecnologie5G, alla Strategia Nazionale in materia di tecnologie basate su registri condivisi, #Blockchain, ed alle misure per promuovere la ricerca e le applicazioni sull’#IntelligenzaArtificiale. Ho evidenziato che questi risultati sono frutto anche dell’importante lavoro del #Parlamento e di un cambiamento di approccio fondamentale per affrontare queste sfide con il contributo di tutti i soggetti interessati in maniera più trasparente.L’Italia ha investito e sta investendo molto nell'innovazione e nella diffusione delle più moderne tecnologie. L’istituzione del Ministero dell’Innovazione rappresenta un’importante novità per il nostro Paese poiché consente di sostenere in maniera più coordinata la rivoluzione tecnologica in atto: una rivoluzione epocale che aiuterà lo Stato a dare con più efficienza le giuste risposte alle esigenze quotidiane di milioni di cittadini italiani.

Publiée par Diego De Lorenzis sur Jeudi 10 octobre 2019

Sicurezza stradale: è urgente garantire sicurezza per bambini e utenti vulnerabili con “strade scolastiche”

L’ennesimo inaccettabile fatto di cronaca dove quattro bambini sono stati investiti, nei pressi dell’asilo, rende evidente la necessità di garantire a tutti i cittadini di spostarsi in piena sicurezza a partire dai luoghi dove crescono le nuove generazioni!

Le soluzioni esistono, funzionano e costano poco o nulla!

Dobbiamo garantire ai nostri cittadini una città a misura di bambino: in questo modo, sarà garantita accessibilità e rischi notevolmente ridotti anche per disabili, anziani, ciclisti, motociclisti e automobilisti.

I Comuni non devono attendere una legge: possono urgentemente prendere provvedimenti in questa direzione, con interventi di pedonalizzazione e riduzione della velocità, per garantire alle famiglie e ai bambini di poter affrontare il percorso quotidiano casa-scuola in autonomia, tranquillità e piena sicurezza. Tra le modifiche che stiamo apportando al Codice della strada, abbiamo inserito proprio l’obbligo per tutti i Comuni di istituire le “strade scolastiche”, per impedire, o almeno drasticamente ridurre, la presenza di veicoli motorizzati nei pressi delle strade vicine alle scuole.

Per città più vivibili, sostenibili e sicure.

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