Discarica Parachianca: contrari ad una discarica di rifiuti speciali.

Sulla nuova proposta per il M5S rimangono i motivi di contrarietà già avanzati. Innanzitutto, Lecce e il Salento hanno necessità di discariche di rifiuti urbani, e non speciali, per tamponare la finta emergenza sui rifiuti: tale crisi non avrà mai fine se i Comuni non implementano una raccolte differenziate spinta che superi il 90% come accade in alcune amministrazioni virtuose. Costruire una discarica di rifiuti speciali giustificandola con l’emergenza rifiuti, è una infima speculazione sui problemi dei cittadini.

Inoltre, a differenza di quella per rifiuti urbani, che è al servizio del territorio, una discarica di rifiuti speciali può ricevere rifiuti di ogni tipo e da ogni parte d’Italia. Pertanto, questo conferma che la società è solo interessata al profitto derivante dal conferimento di qualsiasi rifiuto proveniente da ogni angolo d’Italia e induce i Comuni a non migliorare il servizio di raccolta differenziata.

In ultimo, se la proprietà delle discariche fosse pubblica i cittadini contribuenti avrebbero la garanzia di bassi costi dello smaltimento e di una gestione improntata alla pubblica utilità e non al mero profitto magari con l’ombra della criminalità organizzata. Abbiamo moltissimi esempi di come la gestione delle discariche di rifiuti speciali gestite da privati segua solo logiche economiche contrarie alla volontà dei cittadini e al buon senso: le discariche della provincia di Taranto ne sono la dimostrazione evidente. Spero che gli amministratori locali approfondiscano e non restino affascinati da chi per interesse particolare avanza proposte che ingigantiscano i problemi o ne rimandano la reale soluzione.

TAP aumenta i fondi per comprarsi il consenso dei cittadini.

La società TAP ha fatto sapere che per il 2017 ha triplicato i fondi per i bandi alle associazioni No Profit. La Puglia non ha bisogno dell’elemosina di TAP. Non siamo una colonia e questo è solo un modo becero di comprare il consenso dell’opinione pubblica. E’ una logica perversa e pericolosa perché spinge i cittadini ad accettare qualsiasi infrastruttura, anche inutile o dannosa, in cambio di qualche spicciolo. 

Se il nostro paese decidesse di puntare su una decarbonizzazione seria, non le chiacchiere di Emiliano smentite pure da Enel, attraverso una produzione di energia, pubblica, distribuita e diffusa da fonti rinnovabili, si generebbe economia e benessere decine di volte maggiore del piatto di lenticchie con cui Tap ricatta i pugliesi

Al contrario di quanto sostiene TAP, se qualche associazione partecipa al bando, non significa che il territorio voglia il gasdotto. Tap si rassegni, non sarà mai accettata dalla Puglia e se andremo al Governo faremo il necessario per bloccare questa infrastruttura!

TRIV in mare: 2 autorizzazioni a largo di Leuca e di Bari.

Il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato due permessi di ricerca di idrocarburi nei mari pugliesi: il primo a largo di Bari “d 80 F.R-.GP” della Global Petroleum Limited e il secondo a largo di Leuca “d 89 F.R-.GM” della Global MED LLC. Nel frattempo il Ministero dei beni culturali rilascia parere favorevole anche ad un altro permesso di ricerca in procedura VIA, della Global MED LLC. “d 90 F.R-.GM” sempre a largo di Leuca.  

Vergogna! Questi provvedimenti favorevoli ai petrolieri sono l’evidenza che i partiti che ci hanno governato negli ultimi 30 anni sono asserviti alle lobby degli idrocarburi. Nel corso di questi decenni tutti i Governi hanno approvato leggi per consentire l’assalto ai nostri mari e i petrolieri festeggiano!

Le ricerche di idrocarburi verranno eseguite con il micidiale sistema di Air-Gun. In caso di ritrovamento di idrocarburi, si potrà procedere a nuovi procedimenti per trivellare il mare.

Sono a rischio l’ambiente e quindi le attività economiche sostenibili come pesca e turismo. Per questo, i Comuni, la Provincia di Lecce e la Regione Puglia devono ricorrere al TAR contro le autorizzazioni prima di 60 giorni. Bisogna prendere tempo per arrivare alle elezioni: un eventuale Governo del Movimento 5 Stelle sarebbe l’unico in grado di bloccare definitivamente questa assurda politica energetica.

L’Italia regala le proprie risorse ai petrolieri, grazie alla miopia e alla collusione della politica con le lobby, mentre potrebbe anticipare tutti i Paesi Europei con un graduale azzeramento dell’utilizzo degli idrocarburi così come prevede il piano energetico nazionale del M5S votato dai cittadini italiani attraverso il raggiungimento della sostenibilità e dell’indipendenza energetica, mediante la chiusura immediata delle centrali a carbone e delle trivellazioni petrolifere e un abbandono entro il 2040 dell’uso del petrolio e dei suoi derivati. Al Senato il M5S ha depositato un disegno di legge, fatto di un unico articolo, per vietare l’utilizzo tecnica dell’ Air-Gun.

SS 106 Taranto – Ginosa, dissesto stradale.

La strada statale 106 “Jonica” nel tracciato a quattro corsie che collega  Taranto e il territorio comunale di Ginosa, ogni carreggiata mostra evidenti segni di deterioramento e più in generale il tratto di strada evidenzia notevoli problemi per una corretta e sicura viabilità. Sull’argomento ho presentato una interrogazione al Ministro Graziano Delrio.

La messa in sicurezza della ss 106 è urgente! Il tracciato è disseminato di buche e il manto stradale è in condizioni critiche. Una strada importante e densamente trafficata, tenuta nell’incuria più totale, un rischio per chi la percorre.

Secondo i dati diffusi dall’AREM riferiti al 2016, nella provincia di Taranto la S.S.106 ha registrato 18 incidenti, 1 decesso e 35 feriti. Nel 2017 sono stati diversi i sinistri che hanno provocato vittime e feriti, anche gravi.

Questo Governo continua a spendere miliardi per nuove strade inutili mentre dimentica quelle esistenti che sono molto più importanti perché già utilizzate da milioni di cittadini. Delrio intervenga immediatamente e ci spieghi il perchè la strada statale 106 tra Taranto e Ginosa presenta questi dissesti e perché l’ANAS non sia già intervenuta per risolverli.

Delrio non può continuare a dormire mentre gira l’Italia in convegni e non accorgersi che le nostre strade di competenza statale sono impraticabili. E’ una grave mancanza da parte di questo Governo che il M5S vuole mettere in risalto al fine di garantire una sicura viabilità ai cittadini.

Pass ZTL a Lecce: si rinunci a questo privilegio.

Il cosiddetto cambiamento dall’attuale amministrazione al momento si ferma alle parole: siamo in attesa che i consiglieri comunali e la giunta rinuncino al pass ZTL, dimostrando di saper rinunciare ad un privilegio e diano l’esempio utilizzando bici e mezzi pubblici per recarsi in centro.

Non serve modificare il regolamento, basta rinunciare come ha già fatto il consigliere comunale del M5S Fabio Valente. La lotta al traffico e il cambiamento culturale dovrebbe essere una priorità e i primi provvedimenti in questo inizio di consiliatura come la possibilità di parcheggiare lungo tutti i viali principali lungo la corsia preferenziale dei mezzi pubblici e la gratuità dei parcheggi durante i giorni della festa patronale non sono un grande esordio per avere una mobilità migliore in città.

La nuova maggioranza quando sedeva in consiglio comunale come opposizione, non rinunciò ai pass per la ZTL. Oltre alle lodevoli iniziative sui biglietti omaggio per le giostre e per lo stadio, saprà essere coerente e rinunciare ad ogni tipo di privilegio a cominciare dai pass per la ZTL?

Vaccini: obbligatorietà sbagliata.

I vaccini hanno salvato molte vite nel corso del tempo, tuttavia non si spiega logicamente l’obbligatorietà stabilita dal Governo, tra l’altro con un decreto che non aveva carattere di necessità e urgenza come prescrive la Costituzione e imponendo l’assurdo voto di fiducia senza adeguata discussione nel merito in entrambe le Camere. È assurdo che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in questi anni non ha mosso un dito sui tanti problemi della sanità e abbia aspettato l’ultimo periodo della legislatura per imporre l’obbligo di dieci vaccini, caso unico in Europa, sebbene non c’è alcuna epidemia che lo giustifichi!

Noi crediamo che una corretta informazione e le raccomandazioni sulle vaccinazioni sia il miglior metodo come dimostrato da esperienze internazionali per aumentare la copertura vaccinale: l’obbligo avrà l’effetto opposto, essendo vissuta dai cittadini come una imposizione o peggio una persecuzione. Sappiamo che il monitoraggio di chi non si vaccina, un percorso di informazione completa sui rischi e la più diffusa consapevolezza sono strumenti migliori di qualsiasi coercizione. Purtroppo nel nostro Paese c’è una informazione carente sui vantaggi e i rischi delle vaccinazioni. Altresì è evidente la mancanza dei “follow up” per segnalare le eventuali reazioni avverse. Questa situazione contribuisce a creare incertezze e timori verso i vaccini.

Se Emiliano non condivide la linea del Governo PD dia segni inconfutabili: in primis, strappi la tessera di partito, altrimenti sarà l’ennesimo finto disaccordo con il PD nazionale esattamente come ha già fatto su “Buona Scuola”, “Jobsact”, tribunali, gasdotti, trivellazioni e Ilva: una finta presa di distanza condotta unicamente per scalare il partito, ma che in realtà trova Emiliano esattamente in linea con il Governo nazionale. E in secondo luogo, se Emiliano è contrario al decreto, approvi la mozione dei portavoce del M5S in Regione per impugnare la legge alla Consulta.

Ciclovia Magna Grecia: Taranto esclusa.

 

La FIAB ha lanciato un appello per includere anche Taranto nel percorso della ciclovia della Magna Grecia.  Il tracciato designato fino a questo momento, arriva fino a Metaponto, non distante da Taranto.

Non condividere la proposta di FIAB di estendere la ciclovia della Magna Grecia fino a Taranto sarebbe un assurdo! Il capoluogo jonico non può perdere questa occasione proprio perché Taranto è stata una delle città più importanti della Magna Grecia. Ha anche il Martà, uno dei più importanti musei archeologici che ci sono in Italia. La città merita di essere parte della ciclovia: speriamo il Comune di Taranto, la Provincia e la Regione si attivino immediatamente affinché non venga persa questa incredibile opportunità.

Per i percorsi di Bicitalia (che rientrano nel circuito europeo Eurovelo), Taranto è tappa di diverse ciclovie, tuttavia il Comune non interviene per realizzare i percorsi: non ci risulta siano state intraprese iniziative per la realizzazione dell’altra ciclovia Francigena, da Londra a Brindisi, passando da Taranto.  Molti Comuni si sono attivati nonostante i finanziamenti statali siano un’elemosina rispetto agli interventi meritevoli nel nostro Paese. Se alla mancanza di lungimiranza del Governo centrale si unisce l’apatia di quello locale, c’è il rischio concreto che a Taranto non siano realizzate le ciclovie e che il capoluogo jonico sia  definitivamente escluso.

Le ciclovie sono uno strumento eccezionale per migliorare la mobilità e favorire il turismo sostenibile con l’impiego di risorse economiche molto contenute! Tra pochi mesi, quando saremo al Governo, investiremo finalmente le risorse necessarie per promuovere la mobilità sostenibile, anche attraverso le ciclovie, per rilanciare l’economia e affinché i cittadini e i turisti possano muoversi liberamente e in sicurezza godendo degli splendidi paesaggi che il nostro Paese offre.

Impianto di biogas Lecce: confermati i nostri timori!

La risposta della società conferma i nostri timori: è una speculazione finanziaria. Anche se non verrà utilizzato per produrre energia elettrica ma lavorato per diventare biometano da immettere in rete, questa pratica permetterà alla società di incassare gli incentivi statali che possono essere monetari o di «certificati di immissioni di consumo» a seconda delle modalità di messa in rete.

La società conferma che l’obiettivo principale è produrre gas per prendere incentivi e non la trasformazione dell’organico nel miglior compost possibile. Non avevo avanzato alcuna ipotesi sull’utilizzo del gas ma dedotto giustamente che senza incentivi la società non avrebbe avanzato alcun progetto! Infatti la società non è interessata a commercializzare il materiale trattato, tanto da volerlo regalarlo agli agricoltori: strana forma di mecenatismo per un soggetto che per legge ha come unico interesse il profitto. Di società che regalano briciole per abbattere le resistenze dell’opinione pubblica ne conosciamo tante da Ilva a Tap. Inoltre, la qualità del digestato da anaerobico è inferiore a quella del compost prodotto unicamente con trattamento aerobico.

La società mente quando afferma che il trattamento anaerobico impedisce le emissioni odorigene: forse possono essere ridotte  ma come confermato dai molti esempi, analoghi a quelli proposto, anche gli impianti anaerobici emettono emissioni nauseabonde: insomma non è il motivo per preferirli a quelli aerobici.

La società dice di attenersi rigorosamente al piano regionale dei rifiuti urbani che prevede due ipotesi alternative: un impianto da 60 mila t/a oppure da 45 t/a, solo di verde e organico. Tuttavia la proposta di MetApulia prevede anche i rifiuti speciali che si sommano all’organico cittadino.

L’impianto non rispetta il piano regionale dei rifiuti per almeno 2 ragioni: tratterà anche 15.000 tonnellate all’anno di rifiuti speciali non previsti nel piano e questi si sommeranno all’organico per un totale di oltre 77.000 tonnellate all’anno. L’efficienza presunta legata alla proprietà privata si traduce per effetto di economia di scala solo in impianti sovradimensionati e produzione di gas come obiettivo principale!

Per dimezzare la tariffa sui rifiuti basta ridurre la produzione di rifiuti inutili a monte, attivare un’ottima raccolta differenziata prossima al 100%, rivendere il materiale (vetro, carta, plastica e metallo) e il compost prodotto con impianti di prossimità aerobici. Non abbiamo preclusione ideologica su impianto ma conosciamo pregi e difetti delle soluzioni possibili. Forse è la società a essere male informata e a credere che tutti i politici siano ignoranti e si possano raggirare con 4 chiacchiere da bar.

Impianto di Compostaggio Lecce: Meglio un impianto piccolo, aerobico e pubblico!

La MetApulia vorrebbe realizzare nel territorio comunale di Lecce un impianto anaerobico finalizzato alla produzione di biogas con successivo trattamento aerobico per la produzione di compost. Per i quantitativi trattati il nuovo progetto dovrebbe essere simile a quello presentato per la realizzazione di quello tra Lecce e Surbo che prevedeva 50 mila tonnellate annue da trattare.

Qualcuno vuole speculare sulle emergenze create ad arte! A Lecce e nel Salento c’è ovviamente necessità di realizzare un’impiantistica adeguata per il trattamento dell’organico, ma la proposta della MetApulia è irricevibile per 3 motivi! Innanzitutto, la scelta dell’anaerobico che dimostra l’interesse principale della società: una mera speculazione. Come in tutti i casi simili in tutta la Puglia avanzati da società analoghe, volta a prendere incentivi economici, cioè altri soldi delle tasse dei cittadini italiani, per la produzione di biogas e non risolvere il problema dei cittadini: la produzione di ottimo fertilizzante dai rifiuti organici.

Il secondo elemento ostativo, comune a tutte le proposte di questo tipo che conferma la speculazione, è la dimensione dall’impianto. Un impianto da 50 mila tonnellate annue è sovradimensionato per Lecce: l’idea nascosta ai cittadini è alimentare l’impianto anche con rifiuti provenienti anche da altri territori, riempiendo peraltro le strade di camion che compiono centinaia di chilometri con un aumento di traffico ed inquinamento; senza contare le “emissioni odorigene” che saranno tanto più forti quanto più grande sarà l’impianto.    

La legge prevede che i Comuni arrivino al 65% di raccolta differenziata nel 2012! Lecce con 20 anni di governo del cdx non è arrivata neanche al 50%.

Il terzo motivo è legato alla gestione privata: il gestore è interessato solo ai profitti e non ad un’efficiente raccolta di rifiuto organico con totale separazione riciclo di materia. Infatti queste società sottoscrivono con gli enti locali contratti del tipo “vuoto per pieno”: ogni anno l’Amministrazione paga una quota a prescindere dalla quantità di organico conferita e con le percentuali di differenziata ridicole e fuori legge il privato non ha alcuna spinta a migliorare il servizio. Insomma l’ennesimo annunciato profitto senza rischi per il privato e l’esborso inutile per i cittadini!

Speriamo che il nuovo sindaco di Lecce e degli altri comuni Pugliesi non caschino in questi tranelli e invece mettano in essere iniziative per ridurre la produzione dei rifiuti  – defiscalizzazione per gli esercizi che vendono prodotti sfusi, promozione di pannolini lavabili, incentivi per non somministrare acqua imbottigliata, compostaggio domestico – e risolvano presto il problema dei rifiuti con la costituzione di una società pubblica per la realizzazione e la gestione di un impianto aerobico di dimensioni adeguate che riesca a vendere il compost di ottima qualità ottenuto dagli scarti organici dei cittadini con una differenziata che nei Comuni virtuosi ha superato il 90%.

Aeroporto di Brindisi: errore strategico rinunciare alla ferrovia.

Il collegamento ferroviario con l’Aeroporto di Brindisi era previsto dal quadro programmatico progettuale “Collegamento ferroviario aeroporto di Brindisi-stazione ferroviaria di Brindisi”. Tuttavia nel Piano Regionale dei Trasporti (2009-2013) il progetto è stato affiancato da un’alternativa costituita dal sistema Automated People Mover.

La scelta del collegamento su gomma con l’aeroporto di Brindisi è insensato rispetto a quanto stabilito dal Piano Regionale dei Trasporti. Non è mai stato fatto lo studio di fattibilità sul collegamento ferroviario e sappiamo che RFI non è mai stata coinvolta per questa opzione come ci ha confermato il Ministero dei Trasporti rispondendo ad una mia interrogazione sul tema.

 Vorrei sapere in base a quali analisi tecniche e di costi/benefici questa scellerata proposta è diventata definitiva, dato che non è stato compiuto alcuno studio di fattibilità per valutare quale fosse la migliore tra le possibili opzioni. Non prevedere un collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi è assolutamente folle. Il problema per i pugliesi e per i turisti, è arrivare comodamente e in tempi certi e rapidi all’aeroporto e alle destinazioni turistiche. Il collegamento ferroviario risolverebbe queste esigenze ed inoltre diventerebbe un’alternativa valida all’impiego dell’auto: si contribuirebbe a ridurre il traffico veicolare su strada con benefici sia in ambito ambientale, per la minore produzione di emissioni, sia di diminuzione di rischio di incidenti stradali. Avrebbe poi l’effetto collaterale positivo di contribuire ad abituare i cittadini all’utilizzo dei mezzi pubblici: sia in ambito urbano e interurbano sia su lunghe percorrenze; si incrementerebbe la “domanda” di trasporti sufficiente per rendere economicamente sostenibili ulteriori corse di Trenitalia nei servizi a mercato come i freccia e per le FSE.

 

Nessuno può spiegare razionalmente questa scelta a maggior ragione perché il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi era già previsto. Viene il sospetto che ci siano interessi particolari da tutelare. Inoltre, nel 2011, l’allora candidata sindaco di Lecce ora assessore regionale, Loredana Capone, insieme a tutti gli altri candidati, ha sottoscritto un impegno con Confindustria-Lecce, affinché venisse realizzato il collegamento ferroviario: nonostante le sue deleghe alle attività produttive, al turismo ha ignorato deliberatamente la questione e tutta la politica ha poi scelto inspiegabilmente la soluzione peggiore ma continua a piangere un presunto isolamento regalando soldi alle compagnie aeree e a sperimentazioni improbabili come con i Frecciarossa.

La tanto sbandierata “cura del ferro” del Ministro Delrio non ha effetti in Puglia visto che ancora una volta la ferrovia viene sfavorita. La Puglia ha necessità di collegamenti capillari, efficienti e veloci e non dell’ennesimo servizio che sarà l’ennesimo prevedibile insuccesso con spreco di soldi pubblici.