Impianto Heracle a Erchie: solo speculazione, nessuna vantaggio per i cittadini.

Qualcuno vuole speculare sulle emergenze create ad arte! Nel brindisino c’è ovviamente necessità di realizzare un’impiantistica adeguata per il trattamento dell’organico, ma totalmente diversa dall’impianto della Heracle! Innanzitutto, la scelta dell’anaerobico dimostra che l’interesse principale della società è una mera speculazione: come in tutti i casi analoghi, in Puglia e sul territorio nazionale, la priorità è prendere incentivi economici pubblici, cioè soldi delle tasse degli italiani, per la produzione di gas invece di produrre ottimo fertilizzante dai #rifiuti organici. Quindi, c’è una truffa semantica: si chiama impianto di compostaggio un impianto per produrre gas, offendendo l’intelligenza dei cittadini con errori in malafede!

Inoltre, l’impianto non è previsto dalla pianificazione regionale che localizza gli impianti industriali per il trattamento dell’organico in un’altra zona del brindisino, e ancor più importante, c’è da osservare che con questo tipo di impianti giungerebbero anche altri scarti molto diversi dalla frazione umida dei rifiuti urbani, per esempio da zootecnia e fanghi di depuratori: la priorità per l’azienda è quella di alimentare l’impianto sovradimensionato con qualunque scarto perché trae profitto dalla generazione di gas. E per di più, questi materiali potrebbero probabilmente giungere da altre province e da altre regioni!

Il Comune e la Provincia dovrebbero prendere definitivamente posizione contro questo genere di impianti e rivedere le autorizzazioni favorevoli già rilasciate! Ai motivi già esposti si aggiunge che questo impianto andrebbe in concorrenza con un impianto aerobico, pubblico e ben dimensionato (sufficiente per Erchie) per produrre ottimo compost, e sarebbe anche a discapito del compostaggio domestico e di comunità, che sono le priorità da attuare.

Ilva, Governo colpevole!

Il solito balletto di responsabilità, la solita sceneggiata tessuta ad arte sulla pelle dei tarantini. La polvere nera che ricopre la città, ma non è l’unica fonte di danno alla salute, ha un chiaro colpevole: il PD e i suoi Governi che hanno anche assicurato ai Commissari e al futuro acquirente che non pagheranno per questo scempio concedendo loro l’immunità in ambito amministrativo, civile e penale!

I parchi minerali erano stati posti sotto sequestro e per l’AIA del 2012 dovevano essere coperti entro la fine del 2015, ma il Governo con i numerosi decreti Salva Ilva ha ridato l’uso dei parchi minerali spostando la copertura nel 2023 ed inoltre ha vestito di immunità i commissari e i futuri acquirenti.

La commedia del tavolo sulle finte trattative sull’occupazione non si focalizza mai sugli aspetti fondamentali: la pericolosità inaccettabile e immediata per la salute dei cittadini. I decreti che hanno salvato la fabbrica hanno condannato a morte la città e il territorio circostante rimandando senza fine la tutela dell’ambiente.

Si dovrebbe parlare di chiusura pianificata e bonifiche, perché non ci può essere alcuna bonifica che abbia senso se lo stabilimento non ferma la produzione. Invece continuano le misure tampone, inefficaci perché non risolvono il problema a monte: la produzione di inquinanti. Non esiste nessuna ambientalizzazione che renda lo stabilimento compatibile con la salute e con la vita umana.

FSE, audizione alla Camera: finalmente risposte chiare.

Ho ottenuto l’audizione di FSE alla Camera dei Deputati. Grazie alle sollecitazioni di consiglieri comunali, genitori, dipendenti studenti e altri cittadini ho posto, unico in Commissione, le domande in aderenza al ruolo di portavoce nelle istituzioni. Finalmente, i cittadini che finora dovevano accontentarsi di stringate notizie di stampa, talvolta fuorvianti, hanno potuto avere pubblicamente, in diretta streaming, risposte chiare e puntuali.

Il successo in trasparenza è stato duplice perché i vertici hanno risposto a tutte le domande con informazioni tecniche che lasciano intravedere una visione coerente, degli interventi e degli investimenti consistenti per un rilancio serio dell’azienda. Il mio impegno personale in questa vicenda ha avuto risvolti positivi di gran lunga maggiore dei tanti tavoli convocati in Regione o in Provincia di Lecce che non hanno mai sortito alcun effetto concreto.

E’ una vittoria del M5S: dopo la “mala gestio” durata decenni con il colpevole silenzio di tutti i partiti, la nostra costante denuncia in questi 4 anni, ha evidenziato le situazioni cui porre rimedio. Finalmente l’azienda produce utili e sebbene gravata da un deficit patrimoniale e finanziario pregresso, è in sostanziale equilibrio economico. L’azienda ha avviato gare pubbliche per ogni fornitura e pianificando e attuando il programma di manutenzioni e di adeguamenti infrastrutturali. La società sta adeguando i livelli di sicurezza e di qualità del servizio a standard più elevati cominciando da quelli più urgenti e dove tecnicamente è possibile intervenire immediatamente.

Poste, nuova mannaia sui Comuni pugliesi.

A completamento della riforma postale a giorni lavorativi alterni, che ha interessato oltre la metà delle amministrazioni comunali, i Comuni pugliesi che rientrano nel nuovo modello (che ha toccato la nostra Regione già dal maggio 2016) di recapito a giorni alterni sono 125: 13 in Provincia di Bari, 4 nella BAT, 22 in Provincia di Taranto, 24 in Provincia di Lecce, 8 nel Brindisino e 54 in Provincia di Foggia.

Il nuovo modello di recapito a giorni alterni sta creando enormi disagi alla cittadinanza. La situazione è gravissima e in costante peggioramento visto il coinvolgimento sempre maggiore del numero dei Comuni interessati.

Molte amministrazioni interessate sono già in una situazione critica dovuta al cronico isolamento per carenza o assenza di servizi pubblici: trasporti, servizi sanitari e presidi di pubblica sicurezza e di controllo del territorio delle forze dell’ordine. Ora verrà meno anche il servizio postale e chi vive in aree disagiate sarà ulteriormente svantaggiato. Il piano di razionalizzazione prevede che l’ufficio postale rimanga comunque aperto alcuni, pochi, giorni a settimana; poi troppo frequentemente, come già accaduto in molti Comuni, il servizio postale sarà chiuso e i cittadini saranno costretti a recarsi all’ufficio postale superstite più vicino, spesso distante parecchi chilometri.

Come si evince dall’approvazione del nuovo contratto di programma 2015-2019 di Poste, le azioni intraprese sono opposte rispetto la Direttiva postale (97/67/CE).

Il Governo promuove questa politica di tagli senza considerare che potremmo pure dover pagare sanzioni di centinaia di milioni di euro a livello europeo, perché si viola l’obbligo di assicurare la raccolta e la distribuzione della posta almeno ogni cinque giorni lavorativi a settimana!

Alla Camera, audizione di FSE

Martedì 24 ottobre, alle ore 13:00 presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ci sarà l’audizione dei vertici della società FSE nella persona del responsabile, dottor Mentasti. Solo dopo mia esplicita richiesta e 3 settimane di solleciti, finalmente sono stati convocati in audizione alla Camera dei Deputati, presso la Commissione Trasporti, i vertici della società. Finora l’azienda ha illustrato le sue scelte solo alla stampa e ai sindacati, pertanto chiederò di illustrare pubblicamente il piano industriale e risolvere ogni dubbio sulle tante criticità, i frequentissimi disagi all’utenza e l’inaccettabile mancanza di sicurezza.

Finalmente avremo informazioni puntuali e complete sulle dinamiche delle collisioni dei convogli, e soprattutto sugli investimenti, spesso solo annunciati, per gli interventi volti a modernizzare la rete e i convogli, soprattutto in tema di sicurezza ferroviaria. Sarà anche l’occasione per comprendere se e come sono stati utilizzati i 70 milioni di euro stanziati in legge di bilancio 2016, se sono risolti problemi di pagamento verso fornitori e dipendenti

Ci aspettiamo un piano di rilancio che renda il trasporto regionale svolto da FSE, moderno ed efficiente in tempi rapidi: integrazione modale e tariffaria, tariffazione elettronica e controllo degli accessi, frequenza e capillarità del servizio, comfort delle carrozze e delle stazioni, una riattivazione e ampliamento delle linee ferroviarie oggi sostituite con gli autobus, nonché l’elettrificazione di tutta la rete!

Cannabis: la criminalità festeggia per colpa del PD!

Negare la legalizzazione è stato l’ultimo atto ipocrita del PD, che permette alla criminalità di prosperare. Una scelta ideologica dannosa che non vuole vedere quanto accade a livello internazionale: la legalizzazione porta una sostanziale riduzione dei reati, maggiori entrate fiscali, una diminuzione del consumo soprattutto tra i giovani. Come affermato dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo i tempi sono maturi per legalizzare, perché la criminalizzazione ha prodotto l’aumento del consumo, arricchimento delle mafie ed il contatto dei giovani con il crimine, con le droghe pesanti e sostanze tossiche. Ma questo non basta al PD. Anche in Italia potremmo controllare il fenomeno, regolamentando il mercato, di fatto già libero. Così, si potrebbero impegnare le forze dell’ordine ed i magistrati sul perseguimento di reati gravi e al contempo destinare una parte di quelle risorse economiche alla giustizia, alla prevenzione dell’utilizzo di droghe, alla sanità. I partiti contrari sono ipocriti: non hanno fatto proposte contro tabacco e alcool che provocano migliaia di morti ogni anno in Italia, ma si sono opposti a questa legge nonostante non esista alcun morto accertato per uso di cannabis.

Il Movimento 5 Stelle ha votato favorevole della legge sulla cannabis ad uso terapeutico per senso di responsabilità nei confronti dei tanti malati che chiedono un intervento in materia, sperando che il Senato approvi rapidamente questa legge. Tuttavia, il testo è stato svuotato di passaggi importanti volti a criminalizzare chi la coltiva per uso strettamente personale e penalizzando i tantissimi cittadini pugliesi che da anni provano a creare un’economia con la cannabis per via dei suoi molteplici utilizzi oltre a quello terapeutico, come la bioedilizia, il tessile.

Nella prossima legislatura l’argomento lo affronteremo anche attraverso un referendum popolare consultivo, così da avere una discussione pubblica che spazzi via la disinformazione e in modo che i partiti non potranno più nascondersi dalle loro responsabilità nei confronti dei cittadini italiani. Cosi, nessuno potrà opporsi all’approvazione delle norme che includano gli aspetti stralciati da questa legge.

Puglia, scuole non sicure: priorità assoluta!

 

E’ una vergogna che quanto denunciamo da 4 anni emerga solo ora: tutti i bambini e i ragazzi hanno il diritto a studiare in scuole sicure e a norma. È dovere dello Stato garantirlo come priorità assoluta! Invece, finora, i Governi hanno solo annunciato misure spot neanche realizzate come l’anagrafe dell’edilizia scolastica e il fondo unico per l’edilizia scolastica. Manca anche una regia unica e una programmazione che definisca le priorità di intervento. Di questo passo, secondo il rapporto, ci vorranno 113 anni per mettere in sicurezza le scuole nelle aree dell’Italia a maggior rischio.

Gli investimenti messi in campo dagli ultimi Governi sono palesemente insufficienti. Non possiamo permetterci di aspettare tempi biblici e, con la nostra proposta di legge sull’edilizia scolastica, abbiamo già da tempo chiarito di cosa ha bisogno il nostro Paese: un piano triennale di investimenti strutturali pari a quasi 600 milioni di euro all’anno.

Purtroppo questo non è l’unico settore dove intervenire urgentemente: bisogna bonificare i siti d’interesse nazionale, oppure intervenire sulla prevenzione del dissesto idrogeologico. Questi temi sono centrali nell’agenda del nostro programma di governo perché costituiscono il fondamento di un Paese civile, mentre tutti i partiti di centrodestra e di centrosinistra continuano a focalizzare l’attenzione e tante risorse economiche sullo sfruttamento di combustibili fossili, sull’agevolazione normativa e fiscale alle grandi industrie inquinanti e sulla costruzione di enormi infrastrutture inutili!

Rifiuti, Regione stanzia 16 milioni: tutti gli errori di politici incapaci

Non si possono sprecare soldi pubblici con impianti completamente sbagliati. Finanziare un impianto per produrre materiale da bruciare negli inceneritori, dannosi per la salute e per l’ambiente, è pura follia. Inoltre, verrà finanziato anche un impianto definito di compostaggio anaerobico: temiamo che sia un modo per mascherare un impianto finalizzato alla produzione di gas e solo marginalmente a fertilizzante naturale di qualità.

Emiliano continua la politica di Fitto e di Vendola, tesa a favorire gli inceneritori e il gruppo Marcegaglia/Albanese, monopolista di tali impianti in Puglia. Emiliano si rivela ancora una volta in perfetta sintonia con Renzi che con il decreto “sblocca Italia” ha favorito l’incenerimento dei rifiuti!

La legge prevede questo ordine di priorità di interventi: ridurre a monte la produzione di rifiuti (eccesso di packaging), riusare i prodotti e i materiali, riciclo degli stessi attraverso la raccolta differenziata che doveva essere al 65% a fine 2012.

Bisogna intervenire urgentemente prima sulle cause che hanno reso la Puglia incapace di gestire i materiali di scarto che chiamiamo rifiuti. Come prevede la normativa europea, occorrono politiche incentrate sulla diminuzione della produzione dei rifiuti e sull’aumento della raccolta differenziata che in Puglia è ancora fuori legge! Occorre migliorare l’impiantistica del ciclo dei rifiuti favorendo in maniera diffusa sul territorio piccoli impianti aerobici e pubblici per trasformare umido in compost e finalizzare gli impianti che trattano l’indifferenziato a recuperare ulteriormente i rifiuti senza inviarli ad incenerimento, con l’obiettivo di recuperare il 100% dei material. Questa politica chiamata “strategia rifiuti zero” è applicata in tanti contesti internazionali perché rappresenta la migliore pratica (risolve in maniera definitiva e sostenibile il problema dello smaltimento creando occupazione stabile e numerosa) e da anni è presente in tutti i programmi elettorali del M5S per qualunque livello istituzionale mentre i partiti di centrodestra e centrosinistra vanno esattamente nella direzione opposta per creare emergenza e favorire gli affari di aziende che avrebbero già dovuto chiudere.

Discarica Parachianca: non si rinunci a economia circolare virtuosa.

 

Confermiamo la nostra contrarietà alla discarica: inutile per il territorio, dannosa per la salute, pericolosa per l’ambiente, fuori da ogni pianificazione regionale in tema di rifiuti urbani. Le discariche dei rifiuti speciali in Provincia di Taranto ci insegnano che dove sorgono questi impianti ci sono grossi problemi per il territorio e per i cittadini: non ripetiamo questo irreparabile errore

La follia di smaltire i rifiuti urbani in discariche private di rifiuti speciali genera enormi problemi: l’azienda ha interesse primario ad produrre utili rispetto all’interesse pubblico della riduzione dei rifiuti e il massimo recupero della materia al minor costo possibile. Inoltre, la discarica attrarrà rifiuti speciali anche da fuori Regione.

Ho presentato anche un’interrogazione su alcuni strani legami che sembrano esserci tra i consulenti della ditta proponente, quelli della Provincia e degli altri enti pubblici coinvolti e il CNR di Pisa, nonché sulla legittimità che la valutazione tecnica per la Provincia sul progetto della discarica sia svolta dal dirigente che nel suo passato professionale pare svolgesse consulenze per la realizzazione di altre discariche! La Provincia di Lecce non autorizzi tale scempio! I Comuni, la Provincia e la Regione devono intraprendere la strategia internazionale “Rifiuti Zero” in una visione di economia circolare, unica seria e valida modalità ecosostenibile di gestione dei materiali di scarto che vanno considerati risorsa da recuperare totalmente con effetti positivi su occupazione, economia, salute e ambiente.

SS 275: cittadini nuovamente esclusi!

Inaccettabile assistere ancora una volta alla totale assenza di partecipazione e trasparenza: Regione ed Anas devono incontrare i cittadini dei territori interessati, esporre pubblicamente le idee progettuali, valutare insieme le proposte in modo da renderle condivise. La mancanza di trasparenza è stata complice della vergogna del primo progetto bocciato dai magistrati e dall’Anticorruzione, non è possibile ancora chiudersi in una stanza e non prevedere la partecipazione attiva e l’informazione dei cittadini.

Non è possibile perdere altro tempo: paradossalmente rispetto a quanto si può supporre, è dimostrato che il modo per accelerare la realizzazione di una infrastruttura utile e commisurata alle esigenze del territorio, è proprio il coinvolgimento di tutti gli attori in modo da prevenirne in futuro qualunque obiezione. Chi ha quindi paura della trasparenza? E per quali ragioni decidere in gran segreto se questo provocherà pure ulteriori ritardi?


Infine, ancora nessuna certezza per la messa in sicurezza del tracciato esistente, l’elettrificazione della rete ferrata con la contestuale velocizzazione e la messa in sicurezza come nulla si sa sulle bonifiche delle discariche rinvenute: queste dovrebbero essere le priorità per anas e regione!