5G e gestione dei big data

Stamane è intervenuto in Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), Angelo Marcello Cardani, in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big data

Il passaggio alla tecnologia #5G segnerà al contempo un’evoluzione ed una rivoluzione dei sistemi radiomobili fin ora esistenti, consentendo lo sviluppo di mercati “verticali” molto importanti per il Sistema-Italia come quelli dell’Industria manifatturiera e dell‘ automotive, oltre ai settori dell’intrattenimento, dei servizi e della salute dei cittadini. Nel corso dei prossimi anni, all’infrastrutturazione delle reti 5G in tutta Italia, farà seguito una progressiva riduzione dei costi di utilizzo ed un corrispettivo incremento rilevante nelle prestazioni dei servizi internet.

L’intervento del presidente Cardani è stato particolarmente utile, perché sono stati ribaditi due concetti fondamentali: il 5G è una tecnologia che espone ad un inquinamento elettromagnetico molto inferiore rispetto ai 2G/3G/4G attualmente in vigore, ed il livello di elettromagnetismo relativo alla tecnologia 5G è anni luce distante da quello che è il vero limite d’inizio della reale pericolosità per la salute umana.

Al seguente link, l’audizione completa sulla web tv della #CameraDeiDeputati: https://webtv.camera.it/evento/15405

Ex Ilva: NO allo scudo penale

Con la nostra prova di forza in Parlamento, è stato eliminato lo scudo penale per i vertici di Arcelor-Mittal. Inoltre, sono stati sbloccati 30 milioni per i Comuni dell’area di crisi: Un primo scudo per i tarantini.

L’ok definitivo della Camera al decreto imprese scrive la parola fine a una vicenda importantissima per la città di Taranto. Non ci saranno immunità e impunità. Se qualcuno dei gestori sbaglierà sul piano ambientale dovrà rispondere delle sue responsabilità, come fanno tutte le altre imprese. Per affermare questo principio di giustizia, legalità e tutela ambientale, abbiamo battuto i pugni a Roma e abbiamo dimostrato forza e unità in Parlamento, cancellando la decisione del governo. La salute e la vita sono valori imprescindibili per una comunità che continuiamo a difendere come i posti di lavoro. Vogliamo anche specificare che i lavoratori non hanno mai beneficiato di alcuna immunità perché questa è sempre stata circoscritta alle figure apicali” così i deputati e senatori pugliesi del Movimento 5 Stelle dopo l’approvazione del decreto. Ai ricatti preferiamo lo scudo per i tarantini e un serio lavoro per la riconversione economica di Taranto e della sua provincia. I 30 milioni per i comuni dell’area di crisi sbloccati dal Ministero dello Sviluppo economico sono una risposta concreta, anche se non sarà l’ultima; un risarcimento per una città e un territorio che possono costruire un lavoro e un futuro fondato su innovazione, ambiente e turismo.

L’intervento del collega Giovanni Vianello sull’abolizione dell’immunità penale per i vertici dell’Ex Ilva

SS 275: aggiornamenti

Questa mattina sono intervenuto all’incontro sulla Ss 275 ribadendo la posizione del M5S. È stata un’occasione di dibattito anche per una riflessione più ampia sulle infrastrutture del Mezzogiorno, la competitività delle imprese, le lungaggini amministrative e legislative.

L'immagine può contenere: 4 persone

Statale 275: c’è bisogno di trasparenza e non di decisioni calate dall’alto.

Ne “La Gazzetta del Mezzogiorno” di oggi, è stato pubblicato un editoriale a mia firma nel quale ho cercato di fare chiarezza sulle vicende relative alla progettazione della SS 275 dal 2016 ad oggi. Il M5S chiede trasparenza e la massima attenzione nell’ottica della sostenibilità ambientale e del rispetto del territorio e della sua vocazione agricola.

Di seguito, potete leggere l’editoriale completo.

“𝐒𝐓𝐀𝐓𝐀𝐋𝐄 𝟐𝟕𝟓: 𝐂’𝐄̀ 𝐁𝐈𝐒𝐎𝐆𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐓𝐑𝐀𝐒𝐏𝐀𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐃𝐈 𝐃𝐄𝐂𝐈𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐓𝐄 𝐃𝐀𝐋𝐋’𝐀𝐋𝐓𝐎.

Sul caso della strada statale 275 in primis è opportuno raccontare quel che è accaduto al di là di ogni rivendicazione di parte.
Tre anni fa, il 25 ottobre 2016, Anas pubblica un comunicato in cui così si esprime: “nella doverosa osservanza della sentenza del Consiglio di Stato n. 1798 del 5.5.2016 e delle risultanze del procedimento avviato dall’Anac (delibera del 31 agosto 2016), ha valutato che, per garantire il migliore utilizzo delle risorse pubbliche, il massimo livello di trasparenza e il più ampio livello di partecipazione, si debba procedere alla revoca, in via di autotutela, di tutti gli atti del procedimento concorsuale per l’affidamento dei lavori di ammodernamento e adeguamento della SS 275 Maglie-S. Maria di Leuca.” E ancora, cosi dichiarava l’allora Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani: “L’azienda ha orientato le proprie scelte non solo al fine di perseguire il ripristino della regolarità dell`appalto, nel rispetto delle pronunce giurisprudenziali susseguitesi nel corso degli anni, ma attraverso un’oculata project review dell’intervento anche al fine di rispondere alle mutate esigenze progettuali nel frattempo emerse sotto il profilo della sostenibilità tecnico/economica/ambientale, cercando di garantire, nel contempo, il più celere avvio dei lavori e il contenimento della spesa pubblica”. Se ne deduce che il vecchio progetto è stato viziato, come riconosciuto dall’Autorità nazionale anti corruzione, sia nelle modalità di affidamento della progettazione, sia nell’esito di tale lavoro, cioè negli elaborati tecnici prodotti, che evidentemente non risultavano il miglior utilizzo di risorse pubbliche in quanto non rispondevano a criteri di legittimità in termini di affidamento dell’appalto e tanto meno a quello delle esigenze del territorio. In sostanza, il comitato Sos275 aveva ragione e per contro tutti i partiti politici, ad eccezione del M5S, a tutti i livelli istituzionali insieme al mondo delle imprese e il comitato Pro275, sbagliavano, nonostante le loro esultanze e le ripetute promesse di avvio del cantiere ogni 6 mesi. Sbaglia ancora chi parla di eterna incompiuta essendo la progettazione del secondo lotto appena partita, ancor di più chi dopo essere stato al Governo e alla guida della Regione, dichiara la necessità di un commissario. Abbiamo invece bisogno di procedure ordinarie e di uscire dalla gestione delle emergenze, abbiamo bisogno di opere utili e non di infrastrutture sovradimensionate, abbiamo bisogno di trasparenza e dibattito pubblico in luogo di decisioni calate dall’alto e viziate da interessi particolari. Smentiti gli alibi che si debba fare una strada per assicurare reddito a qualche decina di operai per un paio d’anni, che serva a recuperare 5 minuti nel tragitto fino a Lecce e anche quello che dai dati di traffico puntuali e tendenziali, una lingua d’asfalto a 2 corsie dopo Tricase sia ampiamente sufficiente anche per garantire la sicurezza stradale, cosa è accaduto negli ultimi 2 anni?

Mentre sul 1° lotto, con l’accordo di tutti i sindaci e di tutte le forze politiche, si è approvato il progetto definitivo fino a Tricase, prevedendo una variante rispetto al progetto originario che attestava le 4 corsie fino a Montesano, per il 2° lotto è ripresa una discussione a volte ideologica e a volte, dispiace dirlo, addirittura ipocrita. Ideologica perché in talune occasioni si è ripetuto che questa arteria viaria fosse indispensabile per la crescita del turismo e lo sviluppo del tessuto economico, quasi a confondere la funzione di ausilio con quella di necessità o addirittura di condizione di sufficienza. E troppe volte molti rappresentanti dei Comuni al tavolo, pure presi dalla sindrome di nimby, incoerentemente ragionavano già sulle compensazioni e si pronunciavano su aspetti invarianti rispetto al territorio amministrato mentre tal altri dichiaravano la loro preoccupazione tanto per la tutela dell’ambiente e del paesaggio quanto per la sicurezza stradale, dimenticando di non aver approvato alcuno strumento di programmazione urbanistica o provvedimento atto a contenere il consumo di suolo e tanto meno aver messo in opera alcun intervento per la messa in sicurezza delle strade di propria competenza.

Ancor meno lineare è stato il ruolo della Regione che, in una trattativa certamente complicata, ha dovuto smentire se stessa più volte. Infatti, in prima battuta ha sconfessato tutti coloro che dicevano che l’unica soluzione era un tracciato completamente nuovo, dribblando le due discariche abusive sotto sequestro che nel vecchio progetto sarebbero state “tombate”, avendo dovuto considerare l’ipotesi di recuperare la strada provinciale “Cosimina”. Poi gli enti locali sono stati indotto a pronunciarsi soltanto su queste 2 ipotesi, tra l’altro non molto dissimili per costi e consumo di suolo, mentre il sottoscritto rappresentava l’esistenza di una ipotesi che mettesse in sicurezza e valorizzasse l’esistente per quanto possibile con le norme tecniche.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

E mentre sottolineavo la mancanza di raccordo con gli strumenti programmatori della Regione in termini di sviluppo integrato con la modalità ferroviaria e le politiche di sviluppo delle aree interne, continuavo e continuo tuttora a sollecitare il Governo sulla realizzazione del primo lotto, funzionalmente separato dal secondo, mentre una certa narrazione, dichiarando il contrario, continua a confondere la cittadinanza. In questo periodo, viene avanzata la terza ipotesi di tracciato: quella che recupera nella massima parte il tracciato esistente, che però non ha trovato nuovamente un’accordo unanime degli enti locali. L’assessore Giannini quindi ha rimesso la palla al Ministero, che ha ricordato però che, per la “legge Obiettivo”, è responsabilità della Regione Puglia proporre una ipotesi di tracciato.
Il resto é storia degli ultimi giorni.

𝐈𝐥 n𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝟓𝐒, 𝐢𝐧 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐧 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢, 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐯𝐢𝐠𝐢𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐮𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐢𝐧𝐨 𝐮𝐧’𝐚𝐧𝐭𝐫𝐨𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐭𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐞𝐫𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐢, 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚, 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐦𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐞, 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐝𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐩𝐞𝐜𝐮𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀”.

Strada Statale 275: la posizione del M5S sugli ultimi sviluppi

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Per decenni la politica ha discusso di un’opera che non aveva ragione di esistere perché sovradimensionata e probabilmente figlia di interessi particolari con la ovvia duplice conseguenza di aver stimolato appetiti discutibili e di aver condotto ad una situazione di stallo.

Da subito, il M5S ha rilevato le discrasie emergenti da progetti anacronistici e non funzionali alla valorizzazione del territorio, appoggiando il comitato SOS 275 e le migliaia di cittadini che chiedevano trasparenza nelle scelte progettuali. Abbiamo avuto il merito di mettere in luce le ridondanze delle ipotesi avanzate e il notevole impatto ambientale.

E anche quando tutte le amministrazioni locali hanno espresso il loro parere favorevole a questa opera, seppur ridimensionata e con vedute diverse su due tracciati differenti, in modo propositivo e concreto ho sottolineato come portavoce del M5S, grazie al contributo di tanti, la necessità di ridurre ulteriormente il consumo di suolo diretto e indotto, chiedendo ad Anas informalmente di valutare altre ipotesi progettuali che valorizzassero il tracciato esistente. Con questa scelta, la Regione conferma la bontà del nostro operato dopo mesi di annunci e pressioni per scegliere tra 2 tracciati che decisamente non rispondevano al criterio di recupero della infrastruttura già presente. A questo punto, crediamo che Anas possa lavorare al fine di ridurre ulteriormente l’impatto anche del primo lotto con altre modifiche non sostanziali nella progettazione definitiva.
Crediamo che la Regione Puglia e gli enti locali debbano puntare fortemente anche alla messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, evitando sprechi di denaro pubblico e non dimenticando che il diritto ad una mobilità puntuale, frequente, economica, rapida e comoda passa anche dal potenziamento delle Ferrovie Del Sud-Est in un quadro di spostamenti intermodali e integrazione tariffaria.

Decreto Clima: primo atto normativo che l’Italia dedica totalmente alla tutela dell’ambiente

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

L’approvazione del decreto legge di contrasto ai cambiamenti climatici è una buona notizia per l’Italia e per il Pianeta. I 450 milioni di euro stanziati vanno nel solco delle politiche “green” già attuate e aumentano gli strumenti per indurre i cittadini ad essere più virtuosi, invogliandoli a tenere comportamenti ecosostenibili. Questo provvedimento ha il pregio di fornire misure per far cambiare la mentalità e le abitudini quotidiane per garantire un maggiore rispetto per l’ambiente.

In particolare, sono felice che nel decreto vengano prese le buone idee: è stata inserita una mia proposta che avevo presentato nella scorsa Legge di Bilancio che introduceva il “buono mobilità” per i cittadini che decidessero di rottamare la propria automobile senza acquistarne una nuova. Sono stati stanziati 255 milioni di euro per i buoni mobilità a beneficio dei cittadini residenti nei Comuni sopra i 100mila abitanti o nelle aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell’aria, circa 25 milioni di italiani, che riceveranno fino a 1.500 euro per la rottamazione di autovetture fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per la rottamazione di motocicli a due tempi.

Con questi buoni, i cittadini saranno incentivati ad utilizzare alternative sostenibili all’uso dell’automobile privata: possono acquistare abbonamenti per il trasporto pubblico locale e regionale, comprare una bicicletta o usare le piattaforme di mobilità condivisa (bike sharing e car sharing).

In questo modo, invertiamo la tendenza, dato che siamo il Paese europeo con il tasso di motorizzazione più elevato e che l’inquinamento atmosferico in Italia causa oltre 80.000 morti all’anno.

Il mio impegno è di estendere tale misura a tutto il territorio nazionale perché tutti dobbiamo e possiamo contribuire a contrastare i cambiamenti climatici, benché comprenda la priorità data dal Governo alle aree più densamente abitate e a quelle dove la qualità dell’aria è peggiore.

Sicurezza stradale: è urgente garantire sicurezza per bambini e utenti vulnerabili con “strade scolastiche”

L’ennesimo inaccettabile fatto di cronaca dove quattro bambini sono stati investiti, nei pressi dell’asilo, rende evidente la necessità di garantire a tutti i cittadini di spostarsi in piena sicurezza a partire dai luoghi dove crescono le nuove generazioni!

Le soluzioni esistono, funzionano e costano poco o nulla!

Dobbiamo garantire ai nostri cittadini una città a misura di bambino: in questo modo, sarà garantita accessibilità e rischi notevolmente ridotti anche per disabili, anziani, ciclisti, motociclisti e automobilisti.

I Comuni non devono attendere una legge: possono urgentemente prendere provvedimenti in questa direzione, con interventi di pedonalizzazione e riduzione della velocità, per garantire alle famiglie e ai bambini di poter affrontare il percorso quotidiano casa-scuola in autonomia, tranquillità e piena sicurezza. Tra le modifiche che stiamo apportando al Codice della strada, abbiamo inserito proprio l’obbligo per tutti i Comuni di istituire le “strade scolastiche”, per impedire, o almeno drasticamente ridurre, la presenza di veicoli motorizzati nei pressi delle strade vicine alle scuole.

Per città più vivibili, sostenibili e sicure.

Ilva, dichiarazioni del viceministro Bellanova: continua a mentire.

C’è un filo comune che unisce i Governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni: la menzogna. Questi personaggi hanno sempre mentito ai cittadini sulla reale situazione dell’Ilva: ribadivano che l’Ilva non ha causato problemi irrisolvibili e sono stati smentiti dalla magistratura, che ha certificato il compromesso quadro sanitario per residenti e lavoratori e uno stato ambientale disastroso. A continuare questa menzogna è il viceministro on. Bellanova quando afferma che il Governo anticiperà la copertura dei parchi minerali: dovevano essere coperti ad Ottobre 2015 e nonostante il Commissariamento voluto dal suo partito, le coperture non ci sono ancora.

Al quartiere Tamburi anche oggi è un giorno ventoso, la città viene coperta da polveri e sostanze inquinanti, e ai bambini è vietato recarsi a scuola per ordinanza del sindaco. Il PD sa benissimo che lo stabilimento non è compatibile con la vita e la salute umana anche se i parchi minerari fossero coperti e adempiute tutte le prescrizioni. Anche il sindaco infatti assume lo stesso atteggiamento dei colleghi a Roma: invece di intervenire sulle fonti inquinanti, priva del diritto allo studio le generazioni più giovani.

Le menzogne ovviamente non finisco mai. Del prestito di 800 milioni di euro definito dal decreto legge 191/2015, in realtà sono stati utilizzati solo 266 milioni e il Governo ora si riprende 544 milioni di euro con il decreto fiscale. Il Governo che si ergeva a garante dei lavoratori non riesce a tutelare lo stipendio di quelli dell’indotto. Non sono certi neanche gli interventi previsti dall’autorizzazione integrata ambientale nonostante i soldi statali stanziati nei mesi scorsi: il Governo se li sta riprendendo silenziosamente riducendo i loro solenni impegni ai soliti annunci vuoti per poter promettere ancora in campagna elettorale!

Emiliano e De Vincenti su TAP e Acquedotto: ridicoli per giustificare il TAP.

Non c’è limite delle bugie di Emiliano per giustificare TAP. Dopo quelle sulla “decarbonizzazione” di Ilva e Cerano, smentite ripetutamente dalle aziende e dallo stesso Governo PD, ora lancia un’assurdità ancora più vergognosa: tratta l’acqua, un diritto umano universale, come una merce di scambio.

La finalità di quest’ultima colossale castroneria, rivela il doppio obiettivo di Emiliano: appoggiare TAP e favorire l’ingresso di privati nel capitale dell’Acquedotto Pugliese. Pensavamo non si potesse amministrare peggio di Vendola e Fitto, ma ci sbagliavamo: sull’Italia pendono ancora procedure d’infrazione per gli impianti di depurazione che certificano l’incapacità di gestire un bene comune fondamentale e preziosissimo.

Non abbiamo bisogno del gas di TAP tanto meno di acqua da altri Paesi. Inoltre è sconsiderato renderci dipendenti da nazioni straniere come l’Albania, l’Azerbaijan e la Turchia. Abbiamo avanzato proposte per risolvere i problemi con il servizio idrico e l’approvvigionamento energetico ma sono rimaste inascoltate e a farne le spese sono sempre gli italiani.

TAP, contestazione al rettorato: ipocrita chi accusa i NO TAP.

E’ ipocrita chi accusa i NO TAP i cittadini stanno reagendo in maniera pacifica e non violenta alle imposizioni del Governo e alla militarizzazione del territorio. Abbiamo sempre insistito per un confronto nel merito nelle sedi opportune e questo non è mai avvenuto in maniera seria. La responsabilità di questa situazione è quindi del Governo e di chi impone una severa repressione, condizione inaccettabile per un Paese civile.

Le esternazioni dei presenti sono falsità: l’ing. Laforgia gli accusa di aver interrotto un confronto nel quale però intervengono solo ospiti con pari curriculum e preparazione favorevoli al gasdotto, un’idea distorta di democrazia. L’onorevole Massa dovrebbe tacere sapendo che una maggioranza incostituzionale ha ratificato l’accordo con la forza e le bugie e il Governo ha imposto queste opere con decreti e ha aggirato le norme sulla sicurezza per la centrale a Melendugno. L’ing. Elia “dimentica” che l’unica sicurezza sono i profitti privati di un’opera costruita con soldi pubblici, inutile per l’Italia che già possiede già il doppio della capacità di importazione di gas rispetto al proprio fabbisogno. I cittadini hanno tutte le ragioni per esprimere il proprio indignato dissenso quando vengono trattati come criminali, depredati di salute, di libertà, del proprio territorio e degli altri diritti costituzionali come quello di manifestare il proprio pensiero.