Ferrovie: Continuano i lavori sulla Napoli-Bari.

La linea ferroviaria Napoli-Bari è una nuova opera che nel complesso abbiamo giudicato positiva, benché non sia una linea ad alta velocità come erroneamente continuano a ripetere alcuni media e rappresentanti istituzionali. Quello che desta maggiore perplessità è la variante di Apice-Orsara, un nuovo tracciato lontano dall’attuale linea ferroviaria, non ha alcuna logica se non quella di accontentare alcuni Comuni campani con un allungamento del tracciato, dei tempi di esecuzione e dell’inaccettabile aumento della spesa pubblica.

La sola variante Apice-Orsara costerà oltre i 2.6 miliardi di euro. La linea Adriatica che rimane un binario unico tra termoli e lesina. A luglio 2017, dopo un’interminabile discussione tra le istituzioni sul percorso del tracciato che bloccava il raddoppio, finalmente è stato concordata una variante che sposta il tracciato verso l’interno.

È inspiegabile spendere tanti soldi per una scelta i cui giovamenti sono assolutamente dubbi e non dimostrati senza alcuna analisi costi/benefici. A questo si aggiunge la beffa del mancato raddoppio finora della linea adriatica, fondamentale per il trasporto di passeggeri e beni, dopo anni di promesse: dopo l’annuncio del recente compromesso, speriamo di vedere presto i cantieri in opera!

Trasporti studenti: servizio assente

E’ allucinante anche quest’anno, riparte la scuola ma il trasporto per gli studenti è assente. Gli incontri estivi dei vertici delle società, della Provincia di Lecce e della Regione si sono rivelati inconcludenti: gli studenti rimangono a terra alla faccia degli slogan dei politicanti.

Nonostante la partenza della scuola sia caratterizzata dall’assenza del trasporto ancora oggi leggiamo dichiarazioni di rassicurazione dei trasporti per i prossimi giorni da parte del presidente della Provincia di Lecce, eppure la realtà è ben diversa: l’evidenza dei fatti mette in risalto l’incapacità della Provincia di Lecce e della Regione Puglia di pianificare e non riuscire a coordinare l’apertura delle scuole e le corse di trasporto pubblico. Gabellone, così come la giunta Emiliano, dimostrano ancora una volta che non sono in grado di gestire il territorio, per questo farebbero meglio a dimettersi.

Il tema del trasporto pubblico è fondamentale per garantire il diritto alla mobilità ai cittadini ed è propedeutico a garantire il diritto allo studio a chi vive lontano dalle scuole. A causa dei tagli governativi al fondo nazionale per il tpl, il servizio e quindi i Diritti, sono sempre più difficili da garantire. E’ la sconfitta di un Paese che guarda unicamente al rapporto debito/PIL ma non al reale benessere dei cittadini.

ILVA: la proposta di Am Investco

La soluzione proposta da Am Investco è irricevibile! L’impianto è già incompatibile con il territorio e le proposte della società sono peggiorative rispetto l’Autorizzazione Integrata Ambientale attuale. Inoltre, non si conosce il piano industriale e anche se continuasse la mancata osservanza delle prescrizioni all’AIA, il Governo ha già fornito l’immunità agli affittuari/acquirenti qualora non bastasse aggirare e disattendere la loro attuazione a colpi di decreti criminali.

Siamo gli unici a rimanere coerenti con quello che abbiamo sempre sostenuto, a tutti i livelli istituzionali dal Comune all’Europarlamento: le fonti inquinanti devono essere bloccate, i lavoratori riqualificati per essere reimpiegati nelle bonifiche e bisogna avviare immediatamente una programmazione tesa a riconvertire economicamente tutto il territorio. Tutti sapevano che questa strada sarebbe risultata insostenibile e oggi versano lacrime di coccodrillo! Avevamo ragione e infatti il Governo sta pianificando il reimpiego di una parte di operai nelle bonifiche: ci dicevano che non era possibile, invece ora ammettono con i fatti che si sbagliavano!

Ho appreso dalla stampa i commenti dei parlamentari Pelillo del PD e Chiarelli di Direzione Italia: l‘incoerenza è grave ma la loro ipocrisia anche peggiore! Dovrebbero chiedere scusa ai cittadini per essere stati complici di questo disastro, strappare la tessera di partito, dimettersi e non ripresentarsi più alle elezioni. Hanno votato a favore dei “Salva Ilva”, sono sempre stati contrari alla riconversione economica di Taranto senza Ilva e ora pensano di cavarsela con qualche dichiarazione di finto pentimento solo a fini elettorali. A causa delle loro scelte i tarantini e il territorio muoiono, senza possibilità di sottrarsi alla disoccupazione dilagante! Spero davvero che i Tarantini tra qualche mese in cabina elettorale non perdano la memoria!

FSE: nessuna chiarezza sugli investimenti.

Assistiamo ancora una volta ad annunci di stanziamenti di risorse per milioni di euro sulla infrastruttura ferroviaria e sul potenziamento e rinnovo delle flotte dei treni. Nonostante questi annunci siano ripetuti periodicamente e costantemente da anni, ad oggi non si vede praticamente alcun risultato: nel 2013 politici e amministratori annunciavano sulla stampa un finanziamento di 121 milioni di euro per i <<Grandi Progetti>>, grazie a fondi europei e statali, sull’ammodernamento della rete salentina e l’acquisto di nuovi treni e l’esito di quella campagna è sotto gli occhi dei cittadini! Una rete anteguerra e carri bestiame e nessuno che abbia mai chiarito dove siano finiti quei soldi!

Oggi RFI annuncia che gestirà i prossimi finanziamenti regionali per 600 milioni di euro senza che sia noto all’opinione pubblica e ai soggetti istituzionali il piano dettagliato di interventi per tale spesa. Chiediamo al Ministro e alla società di rendere pubblico il programma delle azioni finanziate: tipo di intervento, tempistica, importi.

Sempre sugli investimenti, è inaccettabile che gli interventi di messa in sicurezza della rete salentina siano posticipati perché ritenuta poco remunerativa. E’ una logica perversa: la sicurezza dei cittadini non può essere vincolata agli introiti economici. Inoltre è anche un atteggiamento miope dal punto di vista industriale: se ci fosse subito uno standard di sicurezza elevato con una velocità dei convogli maggiore e un investimento su treni confortevoli, il servizio sarebbe attrattivo tanto da risultate certamente remunerativo per l’azienda!

Settimana Europea della Mobilità: dal 16 al 22 settembre 2017

Come ogni anno, dal 16 al 22 settembre ci sarà la Settimana Europea della Mobilità, alla quale possono aderire i Comuni promuovendo incontri e approvando provvedimenti al fine di migliorare la viabilità urbana. Quest’anno è stato scelto come tema principale la “Mobilità pulita, condivisa e intelligente”. 

La Settimana Europea della Mobilità costituisce un’importante occasione di ripensamento del sistema dei trasporti che incide molto sulla crescita economica locale e sulla vivibilità dei centri urbani. Per queste ragioni, invito tutti i Comuni italiani e in particolar modo quelli pugliesi ad aderire all’iniziativa, approvando provvedimenti permanenti per favorire la mobilità sostenibile, per esempio estendendo le zone ztl, potenziando il trasporto pubblico, consentendo a chi si sposta in bici di farlo con percorsi sicuri e comodi .

Le automobili private italiane sono più di 37 milioni a fronte di una popolazione di circa 60 milioni di cittadini. L’acquisto e il mantenimento di un’autovettura ha un costo medio annuo stimato in circa  6.700 euro, senza contare il costo in vite umane e feriti che ogni anno sono vittime dei sinistri stradali.

Le sbagliate politiche degli ultimi decenni in favore dell’automobile hanno indotto spesso gli italiani a non avere alternativa o ad avere abitudini insostenibili Non a caso il nostro Paese ha il tasso di motorizzazione tra i più alti d’Europa e i risultati sono pessimi: gran numero di incidenti stradali con vittime e feriti soprattutto tra gli utenti della strada più vulnerabili (pedoni e ciclisti), migliaia di tonnellate di emissioni inquinanti, congestione della circolazione stradale senza dimenticare che il possesso di un’auto pesa notevolmente anche sul bilancio familiare. È irrinunciabile adottare soluzioni alternative: favorire la mobilità a piedi e in bici, l’impiego dei mezzi pubblici e la promozione dei mezzi in “condivisione”. E’ necessario e non più rinviabile adottare provvedimenti per migliorare la circolazione stradale promuovendo la mobilità sostenibile al fine di liberare le città dall’occupazione selvaggia delle auto e riconsegnarla ai cittadini

La condivisione dei veicoli è il tema della Settimana Europea della Mobilità 2017. Personalmente ho presentato una legge per consentire ad un privato cittadino di condividere la propria auto al fine di raggiungere tre obiettivi: far risparmiare i soldi per il mantenimento della seconda e terza auto alle famiglie, liberare i parcheggi attraverso la diminuzione delle auto non utilizzate; la progressiva riduzione del numero di veicoli di proprietà privata per un migliore e più razionale impiego degli spazi urbani.

TRIV: le proposte del M5S per salvare il mare.

La competenza esclusiva per le attività di prospezione e ricerca e le coltivazioni di idrocarburi in mare è dello Stato, così come ribadito in una recente sentenza della Consulta, ma il presidente Gabellone vuole proporre lo stesso una legge regionale contro le trivellazioni in mare.

Una legge regionale è inutile. E’ incostituzionale e serve solo per illudere i cittadini con una manovra per controllare il consenso elettorale. Gabellone prende in giro i salentini così come il PD di Renzi ed Emiliano hanno fatto con TAP e ILVA

5 sono i permessi di ricerca e 1 è la concessione di coltivazione di idrocarburi già rilasciati nei mari pugliesi, ma ci sono anche altre 16 richieste di permesso di ricerca di idrocarburi e 3 di permesso di prospezione e su alcune di queste, il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali hanno già rilasciato il decreto con parere favorevole, in attesa dell’Autorizzazione finale del Ministero dello Sviluppo Economico.

Sarebbe sufficiente approvare la mia proposta di legge per salvare i mari della Puglia dalle trivellazioni e dalle prospezioni tutelando i golfi di Taranto e di Manfredonia. Per scongiurare l’assalto delle compagnie petrolifere al nostro mare basterebbe aumentare la tassazione sui permessi e le concessioni in modo da rendere sconvenienti le attività e approvare la legge depositata dal M5S al Senato che vieta l’uso della tecnica  <<Air-Gun>> in Italia.

Da un lavoro di 27 ricercatori delle Università di Stanford, Berkeley, Berlino e Aarhus pubblicato nell’ultimo numero della rivista scientifica JouleIn, in un’Italia alimentata interamente dalle rinnovabili, i cittadini risparmierebbero 6 mila e 500 euro a testa, si ridurrebbero di 46.543 le morti premature per inquinamento e si potrebbero creare 485.857 nuovi posti di lavoro.

I Governi di centro-destra, centro-sinistra e tecnici si sono rivelati pro-fossili e in combutta con le lobbies petrolifere e per questo non si fermeranno nonostante i grandi rischi. Tuttavia la transizione energetica è necessaria per evitare guerre, per evitare disastri climatici e dissesto idrogeologico, evitare morti per inquinamento e smog e soprattutto rilanciare economia e occupazione. Sappiamo che nessun partito ha reale intenzione di ostacolare davvero i petrolieri: soltanto un Governo a 5 stelle che attui una lotta immediata al carbone e al petrolio può permettere un futuro con l’uso esclusivo di fonti rinnovabili.

Via Francigena: occorre coordinamento regionale per la ciclovia.

La ciclovia Francigena è una delle ciclovie più importanti d’Italia perchè è inserita nel circuito “Eurovelo” in quanto la sua realizzazione permetterà ai cittadini di raggiungere il Salento  partendo da Londra.

Una straordinaria opportunità per migliorare la mobilità, sia promuovendo un turismo slow e responsabile con grande capacità di spesa sul territorio, sia attraverso una modalità di spostamento quotidiano alternativa tra Comuni limitrofi per tanti studenti e lavoratori pendolari. Offrire un’ampia rete cicloturistica capace di attrarre viaggiatori da tutta Europa è un’occasione per il Salento e l’intera Puglia perché permette di valorizzare le tante splendide località, dove oggi l’offerta turistica è solo balneare e si concentra prevalentemente tra giugno e settembre.

Bene il coordinamento dei 21 Comuni, ma manca ancora una vera regia che da una parte coinvolga tutti i Comuni pugliesi interessati dal percorso e dall’altra aiuti a costruire la rete con le altre ciclovie nazionali che passano dalla Puglia, in primis quella dell’acquedotto pugliese.

Occorre accelerare perché i fondi messi a disposizione dal Governo nelle «Greenways» sono scarsi, dimostrando una mentalità arretrata in tema di mobilità sostenibile: questi interventi devono avere a livello nazionale un ruolo primario visto che, tra l’altro, sono infrastrutture a basso impatto ambientale e basso impiego di risorse – a differenza delle grandi opere inutili – e danno un contributo enorme nella lotta al cambiamento climatico e soprattutto nella generazione di possibilità economiche per il territorio.

Estensione ZTL e Piano della mobilità sostenibile a Lecce

La proposta di estensione della ZTL del sindaco Salvemini è un passo in avanti nella giusta direzione, tuttavia è ancora troppo timida giacché riguarda solo il weekend e l’area intorno alla villa. Il M5S propone l’estensione della ZTL anche nella zona commerciale di piazza Mazzini e la pedonalizzazione nei giorni feriali che porterebbe solo benefici per la città: i cittadini potrebbero muoversi senza rischi a piedi o in bici; senza congestione e smog aumenterebbe il numero di persone che abbandonano i centri commerciali.

Diversi studi dimostrano che la chiusura al traffico veicolare motorizzato a vantaggio della ciclabilità e dei pedoni, sono provvedimenti che favoriscono gli esercenti commerciali situati in tali zone. Anche i commercianti beneficerebbero di questo cambiamento a patto di istituire un servizio di logistica ecologico e compatibile con le esigenze degli esercenti, comodi e vantaggiosi parcheggi di scambio in periferia e il potenziamento del trasporto pubblico con bigliettazione integrata in una visione davvero intermodale e smart della viabilità.

Il Comune di Lecce non si è ancora dotato di un Piano della Mobilità Sostenibile. E’ importante la sua realizzazione perché è uno strumento di pianificazione virtuosa arricchito dai contributi della cittadinanza: viene redatto tenendo in debita considerazione i principi di integrazione, partecipazione e valutazione per soddisfare le necessità di mobilità delle persone e delle merci con l’obiettivo migliorare la qualità della vita nelle città e nei loro dintorni.

Frecciarossa a Taranto: non ci sono collegamenti con il TPL.

E’ un errore imperdonabile non avere alcuna pianificazione del trasporto pubblico locale in relazione ai treni a lunga percorrenza. E ovviamente 9 mesi dopo che il servizio è attivo, non ci poteva essere esito più scontato: nessuna iniziative per raggiungere la stazione di Taranto con i mezzi pubblici.

Evidentemente non solo non si impara dalle migliori esperienze sulla pianificazione intermodale, ma neanche dai propri errori dato che a Lecce c’è stato tempo fa analogo fallimento proprio a causa della miopia nel considerare l’arrivo del Frecciarossa come la panacea a tutti i problemi del trasporto locale che rimangono e anzi crescono ogni giorno!

L’incoerenza del PD è nota ma ora diventa ridicola: dopo aver respinto ogni proposta del M5S per aumentare i finanziamenti del fondo nazionale al trasporto pubblico locale, oggi chiede corse aggiuntive alle società dei trasporti. Con la riforma Madia e altre norme in questi quattro anni ha spinto alla privatizzazione delle aziende pubbliche e indotto gli enti locali a indebitarsi. D’altro canto, qualora oggi si potessero aggiungere delle corse senza ledere agli equilibri economici delle società di trasporto vorrebbe dire che qualche soluzione poteva essere attuata nei mesi scorsi ma per incapacità o irresponsabilità il Comune e la Provincia non sono intervenuti.

Ci troviamo ancora di fronte ad una situazione insostenibile a causa dei professionisti della politica, incapaci di pianificare soluzioni già un anno fa: le amministrazioni dovevano confrontarsi con RFI, AMAT e CTP prima della partenza del servizio del Frecciarossa evitando continui problemi a coloro che usufruiscono del treno.

Collegamento Aeroporto di Brindisi: si valutino seriamente le alternative!

Non possiamo permetterci lo spreco di altri soldi pubblici! In un Paese serio, ogni alternativa è approfondita con analisi costi/benefici non solo economiche ma anche sociali e tutte le ipotesi progettuali sono discusse dai tecnici, dai politici insieme ai cittadini.

Qui alcune ipotesi sono state scartate sulla base di opinioni personali: so per certo da interlocuzioni dirette che le Ferrovie di Stato non sono mai state coinvolte chiedendo loro una soluzione diversa, nonostante gli impegni sottoscritti nel 2011 dall’assessore Loredana Capone. Eppure il collegamento diretto tra la rete ferroviaria e l’aeroporto di Brindisi potrebbe garantire ai pugliesi e ai turisti tempi celeri e meno stress per raggiungere l’aeroporto o nel percorso contrario: per questo è incluso tra gli elaborati per la preparazione del piano nazionale degli aeroporti.

Dalla stampa si apprende che il Comune di Brindisi giustifichi la scelta dello shuttle a scapito del collegamento ferroviario perché quest’ultimo sarebbe costato troppo. La scelta del Comune è insensata: ha quindi deciso di <<risparmiare>> favorendo un progetto fallimentare che fa sprecare denaro alle casse pubbliche.