L’Ilva va chiusa: si svela il teatrino

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Il teatrino sull’Ilva finalmente si svela per quello che è: l’ennesima offesa all’intelligenza oltre che alla salute dei cittadini di Taranto.
Un insulto connotato dalla sudditanza degli amministratori locali e regionali che hanno da sempre fatto finta di opporsi alle decisioni del Governo con voce flebile e il passo del gambero, prendendo però sempre il sostegno del partito ad ogni elezione.

Allo stesso modo questa farsa è intrisa dell’ipocrisia dei ministri che hanno approvato oltre 10 decreti dimenticandosi dell’emergenza sanitaria e ambientale che dovevano risolvere, certificata dalla procura con il sequestro dello stabilimento. Continuano a ricattare i lavoratori e le loro famiglie raccontando una favola dato che quello stabilimento non sarà compatibile con la salute umana neanche se il piano ambientale e le prescrizioni all’autorizzazione integrata ambientale dovessero essere completamente esaudite.

Per il M5S, che ha una sola posizione univoca e solida condivisa ad ogni livello istituzionale (dall’europarlamento fino al comune, da Roma ai consiglieri regionali), l’unica possibilità di rinascita per Taranto è la chiusura di Ilva e la BONIFICA del territorio! Questo permetterebbe anche di rilanciare l’occupazione dato che per ogni miliardo investito in fonti fossili e industria pesante come quella dell’acciaio si generano 600 posti di lavoro, mentre investendo quelle risorse in fonti rinnovabili e bonifiche gli occupati sarebbero 17.000 (fonte CRESME)

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