Liberi e pensanti: Taranto svegliati, Sindaco dimettiti!

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ILVA1-700x360Mentre la nostra portavoce al Parlamento Europeo, Rosa D’Amato, presenta formale interrogazione sull’ennesimo (il settimo) decreto salva ilva  , mi sembra doveroso rilanciare il comunicato di coloro che vivono e lavorano a Taranto con il coraggio di alzare la testa contro i soprusi e gli abusi, di chi non vende la propria dignità e i propri diritti per un piatto di lenticchie, di chi è cosciente, si informa e non si rassegna

TARANTO SVEGLIATI, SINDACO DIMETTITI

Qualcuno sta facendo un brutto gioco. Siamo solidali con i lavoratori, che da mesi non percepiscono stipendio ma non possiamo permettere che vengano bloccate le arterie principali della città. Chiediamo le dimissioni del sindaco per incompetenza amministrativa. È gravissimo che abbia consegnato le chiavi della città a pseudo lavoratori (di cui invitiamo a verificare la reale operatività aziendale) che poi, guidati da sindacalisti pensionati, hanno bloccato la città. Sono incredibili i parallelismi con quanto accadde nell’estate del 2012 per ricattare la magistratura. Come allora, non è stato proclamato lo sciopero ma i lavoratori sono stati messi in libertà. Contemporaneamente, le aziende indispensabili all’attività dell’Ilva non si sono fermate un giorno, dai trasporti al servizio mensa. È lo stesso ricatto di tre anni fa con la città presa in ostaggio.

Cosa fare allora? Noi invitiamo tutti i lavoratori dell’indotto a proclamare uno sciopero e ad andare ad occupare la fabbrica. Saremo al loro fianco. Non si facciano più strumentalizzare dai sindacati, dai politici e dagli imprenditori che vogliono solo manipolarli affinché l’Ilva continui a produrre senza alcuna solida prospettiva economica (e sostenibilità ambientale).

Ricordiamo che dall’ultimo decreto sono spariti la copertura parchi e il rifacimento dell’Afo 5. È un segnale eclatante di cosa si voglia che accada in quello stabilimento. Perché allora continuare a farsi strumentalizzare da chi gioca continuamente al ribasso? Perché i vostri attuali capi sindacali non vi permettono di spostare nella fabbrica la vostra protesta visto che le aziende è da essa che avanzano soldi e non dalla città?

Date una risposta a queste domande e capirete molte cose di ciò che sta accadendo a Taranto, facendovi pagare un prezzo altissimo. Osservate i movimenti di certi partiti e personaggi della politica che aspirano avidamente a un risultato pieno alle prossime elezioni regionali. 

Cosa fare allora? Noi invitiamo tutti i lavoratori dell’indotto a proclamare uno sciopero e ad andare ad occupare la fabbrica. Saremo al loro fianco per pretendere l’unico decreto utile per salvare davvero le sorti della città e degli operai: un decreto salva lavoratori e quindi salva Taranto. L’unica soluzione è il fermo di tutte le fonti inquinanti, il finanziamento delle bonifiche con l’impiego di tutti gli operai dell’Ilva e dell’indotto. Non si facciano più strumentalizzare dai sindacati, dai politici e dagli imprenditori che vogliono solo manipolarli affinché l’Ilva continui a produrre senza alcuna solida prospettiva economica (e sostenibilità ambientale).

Il Comitato nei prossimi giorni consegnerà provocatoriamente al primo cittadino un mazzo di chiavi, simbolicamente di un monastero, un pacco di buste per lettere e una penna. Il nostro sarà un esplicito invito al Sindaco a dimettersi immediatamente e andarsi a chiudere laddove non possa più nuocere a nessuno.

Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

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