L’avatar di Carlo De Benedetti

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Siamo andati alle consultazioni con il nuovo imbonitore del PD: l’incaricato da Napolitano di formare un nuovo governo (a proposito perché Napolitano può dare l’incarico al sindaco assenteista Renzie che non è stato eletto in Parlamento, mentre a noi all’inizio della legislatura ha detto che questa opzione non era praticabile, un governo A cinque stelle, dato che eravamo usciti appena da un governo tecnico e dalle elezioni? Viva la coerenza del garante della Costituzione). Siamo andati come hanno chiesto gli iscritti: non siamo andati per ascoltare proposte, chiacchiere, parole e in definitiva bugie; molti di coloro che hanno votato per incontrare Renzie volevano che dicessimo a reti unificate ciò che pensiamo dei partiti e dei poteri che li pilotano e questo abbiamo fatto. Ora, a parte questa soddisfazione personale, dal punto di vista del consenso ma soprattutto della rivoluzione culturale, questo incontro non cambia nulla. Chi vota i partiti senza alcun dubbio, avrà motivi per confermare quello che pensa; chi partecipa nel M5S è ancora più convinto di essere dalla parte della coerenza e dell’onestà.
Chi pensa che dovevamo ascoltare le “proposte di Renzie” ancora non comprende che il governo Renzie c’e’ già in parlamento da mesi: continua la decretazione d’urgenza incostituzionale, continua i favori alle banche, alle assicurazioni, alle fondazioni, ai partiti, ai concessionari del gioco d’azzardo, continua a dare soldi ha chi ha inquinato, a difendere i palazzinari e i cementificatori,… lasciarlo parlare voleva dire ritenere l’interlocutore credibile e ragionevole, cioè scendere al piano dei prestigiatori e dei venditori di pentole e dargli credibilità e legittimità. Queste persone si smascherano in aula con i voti nei fatti, non a parole.

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