Intervista ad Affari Italiani sul Codice della Strada

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La mia intervista su Affari Italiani relativamente al codice della strada.

Per chi è stata pensata questa riforma?

“La riforma del Codice della Strada mira a garantire maggiore sicurezza agli utenti della strada, in particolare gli utenti vulnerabili – ossia persone con disabilità, ciclisti e pedoni -, a incentivare modelli di mobilità sostenibile e snellire le procedure burocratiche. Ad esempio, a favore delle persone con disabilità prevediamo il parcheggio gratis sulle strisce blu quando gli stalli riservati sono occupati e l’inasprimento delle sanzioni per chi parcheggia davanti agli scivoli o nel posto dei disabili. Inserita poi la possibilità, per i Comuni, di predisporre “parcheggi rosa” riservati alle donne in gravidanza o con figli fino a 2 anni. Massima tutela anche per i pedoni, con una nuova segnaletica stradale e, soprattutto, con l’obbligo per gli automobilisti di dare loro la precedenza anche se si trovano in prossimità dell’attraversamento pedonale. La sicurezza stradale parte, in primis, dalle nostre azioni: tutti siamo chiamati ad una maggiore responsabilità, sia che ci troviamo alla guida di un’automobile, sia che circoliamo in bici o a piedi”. 

Altre misure importanti?

“Ci sono diverse norme che, finalmente, ci consentono di metterci al paro con gli altri Paesi europei. Sempre in tema di sicurezza stradale, ad esempio, assume una grande importanza l’introduzione nel codice delle zone scolastiche, con obbligo per i Comuni di istituire limitazioni del traffico nelle strade di fronte agli edifici scolastici, negli orari di entrata e uscita da scuola. Abbiamo poi previsto sanzioni molto pesanti, che arrivano alla sospensione della patente fino a 3 mesi, per chi usa lo smartphone o altri dispositivi elettronici alla guida per funzionalità diverse dalle chiamate in vivavoce o con auricolari. Molto diffuso infatti è l’utilizzo del cellulare per chattare, scattare o postare foto sui social network, e già tra le maggiori cause di incidentalità. Inoltre, abbiamo previsto misure per garantire la massima trasparenza sui proventi delle multe e, in termini di semplificazione burocratica, procedure più snelle per gli utenti e per le forze dell’ordine in caso di controllo della documentazione di guida, che potrà avvenire per via telematica. Come anche la verifica dei punti della patente o il ricorso al prefetto. Tra le misure inserite, anche quella che vieta il servizio di piazza alle carrozze trainate da cavalli, con la possibilità di riconvertire le licenze in altri titoli autorizzativi. Si tutela così, al contempo, la sicurezza stradale, la salute degli animali e l’occupazione”.

Cosa è stato fatto per la mobilità sostenibile?

“Una delle stelle del Movimento simboleggia i trasporti e tra le nostre battaglie storiche c’è proprio quella a favore della mobilità sostenibile. Ecco perché il nuovo Codice della strada per noi si fonda su due principi fondamentali: più sicurezza e mobilità sostenibile in città. Ad esempio, per incentivare l’uso delle bici diamo la possibilità ai Comuni di istituire, agli incroci semaforici, delle linee di arresto avanzate per i ciclisti rispetto agli altri veicoli. In questo modo risulteranno più visibili a tutti e quindi più sicuri. Inoltre le amministrazioni adesso potranno consentire la circolazione delle bici anche nelle corsie preferenziali riservate al trasporto pubblico locale e viene introdotto l’obbligo per tutti i veicoli di mantenere una distanza di sicurezza laterale durante il sorpasso delle biciclette in ambito extraurbano. Tutto questo, ovviamente, fa parte di un lavoro più ampio che stiamo portando avanti di pari passo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in favore di una mobilità sostenibile, moderna e in linea con molti Paesi europei, nel quale rientra l’ecobonus, che attraverso gli incentivi, promuove l’acquisto di autovetture, motocicli e ciclomotori, e ha favorito la crescita delle immatricolazioni di vetture elettriche, arrivate a segnare nel primo semestre dell’anno un +120% rispetto allo stesso periodo del 2018. In questo solco si inserisce anche il progetto sperimentale avviato dal Mit sui dispositivi di mobilità elettrica e a propulsione elettrica, monopattini, segway e hoverboard”.

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