Interporti, M5S Camera: l’Italia non ha programmazione, serve rete

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interporto

Roma, 26 nov – “Gli aeroporti, i porti, le autostrade le ferrovie ed infine gli interporti, non sono collegati in modo efficace. Non esiste una programmazione generale, mentre occorrerebbe fare rete”

Lo dichiara il Gruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera che oggi ha espresso voto contrario alla legge quadro in materia di interporti e piattaforme logistiche.

“Allo stato attuale – aggiungono i deputati del M5S – non abbiamo una linea ferroviaria adeguata per lo spostamento di merci in direzione est-ovest, bensì solo per collegamenti nord-sud. La verità è che Trenitalia non vuole fare del cargo merci un suo core buseness. Gli stessi privati però non possono emergere e garantire questo mercato perché Trenitalia ed RFI bloccano i servizi manovra.

I Porti non sono tutti dotati di scambi modali funzionanti, anche perché RFI non ha interesse a realizzarli, ma sopratutto anche perché c’è una lotta di confine, quasi una lotta di territorio, tra i Porti che hanno diritto di programmare l’intermodalità nei confini della loro autorità, ed RFI che invece dovrebbe portare i binari fino al porto.

Nel provvedimento poi non si fa alcun riferimento al consumo del suolo: non si possono commemorare le tragedie delle alluvioni e, poi, continuare a cementificare, bocciando emendamenti di buonsenso”.

Secondo i deputati del M5S l’Italia ha bisogno di una politica dei trasporti seria e, a tale scopo, “bisogna creare una rete multinodale, perché senza cooperazione non si va da nessuna parte”.

“Il futuro della logistica è nell’uso dell’Open Data nel trasporto di merci e persone  – afferma nella dichiarazione di voto il deputato Ivan Catalano, relatore di minoranza del provvedimento -. L’Open Data, che consentirebbe la creazione di migliaia di posti di lavoro, può dare realmente un forte sviluppo al settore. Se tutti gli attori del trasporto mettessero in comune i dati comunicandoli in modo intelligente tramite uno standard comune, si potrebbe razionalizzare ed ottimizzare qualsiasi trasporto. Tramite una piattaforma telematica opensources – prosegue – si potrebbero fare risparmiare moltissimi soldi ai trasportatori e alle aziende, nonché ai clienti dei servizi.

L’Italia non ha una vera strategia unitaria sul trasporto merci. Se – conclude Catalano – la politica vuole occuparsi di trasporto, allora lo faccia senza rappresentare e favorire le lobbies ma, semplicemente, facendo il bene del Paese”.

Dichiarazione di voto

 

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