Il reddito di cittadinanza ha diminuito la povertà e le diseguaglianze

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Il reddito di cittadinanza ha avuto il merito di aver diminuito la povertà e le disuguaglianze.

Nessuna descrizione della foto disponibile.A dirlo sono i dati comunicati direttamente dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico: il tasso di povertà è diminuito del 60% e anche l’intensità della povertà è in calo dell’8%. Se guardiamo poi alle disuguaglianze la diminuzione è dell’1,5%.

Sono state accolte oltre un milione di domande tra reddito e pensione di cittadinanza, con un importo medio mensile che supera i 500 euro. Un sostegno importante per moltissime famiglie che possono finalmente gestire le spese essenziali per assicurarsi cibo, cure mediche e un tetto.

Aver dato una prospettiva di speranza e di piena dignità a quelle persone che vivevano sotto la soglia di povertà, è comunque un dato straordinario. Procede in maniera positiva anche la fase due con la firma dei patti per il lavoro e con l’avvio dei progetti di pubblica utilità in cui saranno impegnati i percettori del reddito. Per quanto riguarda il profilo occupazionale sono 18 mila i beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno già trovato un lavoro. Il dato, aggiornato a metà novembre, arriva direttamente da Mimmo Parisi, presidente dell’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro).

Per il resto i dati diffusi sono ancora molto parziali e non sufficienti a valutare l’efficacia della manovra, che potrebbe comunque meritare degli aggiustamenti, qualora se ne dimostrasse la necessità, suffragata da dati definitivi. Inoltre, molti centri per l’impiego stanno facendo ancora i colloqui, quindi non hanno messo in contatto domanda e offerta.

Il reddito di cittadinanza è sicuramente una misura per chi non ha un lavoro ma prevede anche degli incentivi per le aziende che assumono e dei finanziamenti per l’auto-imprenditorialità, quindi ci saranno dei progetti che riceveranno delle risorse per iniziative economiche.

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