I rifiuti abbandonati e le nostre responsabilità

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La situazione che da giorni viene denunciata sull’abbandono dei rifiuti è frutto di molteplici fattori. Certamente in taluni casi, c’è la scarsa attenzione e impreparazione delle amministrazioni locali e dei proprietari delle strade che invece di accogliere le istanze dei cittadini come l’adozione di sistemi automatici per il tracciamento delle segnalazioni di degrado come decorourbano.it e l’uso delle “fototrappole” hanno preferito chiudersi “nel palazzo” dimostrandosi sordi alle soluzioni che avrebbero certamente facilitato a costo zero le azioni di propria competenza.

Inoltre, è innegabile talvolta la loro incapacità di negoziare con le imprese incaricate della raccolta dei rifiuti e di intraprendere virtuosamente iniziative volte a risparmiare risorse da destinare alla cura del territorio sotto la propria responsabilità, atteso che questi servizi vanno garantiti, come accade altrove, dai tributi locali che la gran parte dei cittadini paga con regolarità. Non può infatti essere avallata la tesi di scarsità delle risorse, esistendo centinaia di Comuni italiani virtuosi che riescono a trovarle attraverso una gestione parsimoniosa e oculata.

Vale allora la pena chiedersi con quale finalità i Comuni e la Provincia si fanno promotori di ricorsi nelle sedi giudiziarie per avere tariffe sulla raccolta dei rifiuti che scongiurino l’ecotassa, che senso abbia lamentarsi dei modelli turistici “mordi e fuggi”, della situazione difficile delle infrastrutture e dei servizi di trasporto, quale sia la visione che guida la fruizione consapevole del territorio con iniziative volte alla valorizzazione delle specialità enogastronomiche, dei sentieri naturalistici e delle bellezza architettoniche, se la gestione ordinaria in capo a questi enti ci consegna degrado e incuria? Questa situazione non può essere risolta con risorse straordinarie atteso che riguarda la gestione ordinaria in capo agli enti locali.

Ma le responsabilità del pubblico ovviamente non esauriscono né costituiscono un’alibi per l’inciviltà di quei cittadini che si rendono colpevoli di danneggiare la salute altrui e recare gravissimo danno e pregiudizio all’immagine, all’economia e all’ambiente del nostro territorio.
Eppure le associazioni ambientaliste si moltiplicano, l’attenzione dell’opinione pubblica in questo momento storico è altissima e non mancano i momenti di sensibilizzazione della cittadinanza, non solo negli istituti scolastici.

È evidente altresì che dalla meritoria azione di alcuni cittadini “attivi” e dall’attenzione dei mezzi di comunicazione, cui deve andare il plausa per l’energia profusa, possa venire un decisivo supporto alla risoluzione del maggiore fattore concausa del fenomeno: l’indifferenza. Denunciare immediatamente tali situazioni di compromissione e di coloro che si rendono protagonisti di comportamenti tanto pericolosi, insieme al pronto intervento di chi ha la responsabilità del ripristino dei luoghi, sono i migliori deterrenti alla diffusione di queste pratiche irresponsabili e impediscono l’accumulo nel tempo e nello spazio dei loro effetti che oggi purtroppo sono emersi in tutta la loro orrenda brutalità.

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