Giù le mani dal nostro mare

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giulemanidalnostromareIl successo incredibile dell’iniziativa di molti gruppi locali mi convince sempre più che le persone si aggregano su idee e progetti. Con lo sforzo e la volontà di centinaia di cittadini liberi, attivi e informati, che hanno saputo coinvolgere migliaia di bagnanti, sulle coste pugliesi e lucane, insieme ai portavoce, il messaggio è stato unanime: lo sviluppo della nostra civiltà non deve essere più basato sull’impiego di combustibili fossili, non possiamo accettare che un uso scellerato delle risorse naturali, peraltro obsolete, metta al rischio le nostre ricchezze più grandi (il territorio, il paesaggio naturale, l’ambiente e la biodiversità, la salute) sulle quali si basano le alternative economiche sostenibili (turismo culturale, turismo balneare, pesca, agricoltura, caratterizzazione delle tipicità dei prodotti enogastronomici locali,…)

Ci sono forme di energia ancora non valorizzate, diffuse e sfruttate nel nostro paese: si chiamano efficienza energetica, risparmio energetico, uso intelligente dell’energia a disposizione, conversione energetica verso fonti rinnovabili e sostenibili, di ricerca e sviluppo.

10413409_4518561618610_5754155001576090970_nLe fonti rinnovabili non sono tutte sostenibili (bruciare biomasse non è sostenibile se lo si fa con grandi impianti che invece di usare potature dell’agricoltura) e ad ogni modo la posizione del M5S non è per qualunque impianto di rinnovabili. Gli sterminati “campi” fotovoltaici e le grandi torri eoliche sono impianti a favore di multinazionali che deturpano il paesaggio, condannano le alternative economiche del territorio e concentrano risorse economiche nelle mani di pochi (solitamente esclusivamente gruppi finanziari multinazionali): noi vorremmo lo sviluppo delle fonti rinnovabili in maniera diffusa e distribuita con la proprietà degli impianti cittadini (alcune migliaia si sono già organizzati in gruppi di acquisto solidali!). La sovranità energetica al pari di quella alimentare è indispensabile per evitare storture sociali, guerre e scompensi geopolitici internazionali, accentramento di capitali e povertà in aree diffuse del mondo, ricattabilità e svendita dei nostri beni comuni.

Questo avviene per ignoranza e per malafede. Per ignoranza di molti cittadini italiani e operatori dell’informazione, per malafede di pochi industriali e giornalisti che non parlano di quanto sta accadendo nel resto del mondo.

 

 

 

 

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