Gasdotto Eagle nella lista dei Progetti d’Interesse Comune.

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Secondo il Ministero, il gasdotto della Eagle è stato inserito, dalla Commissione europea nella lista dei progetti d’interesse comune (PCI): questo potrebbe comportare il primo passo perché il progetto diventi di tipo prioritario (PECI) e siano poste le premesse per la sua realizzazione. I PCI possono beneficiare di una pianificazione accelerata e di consentire la concessione di un’autorità nazionale per ottenere permessi, condizioni regolamentari migliorate, minori costi amministrativi dovuti a processi di valutazione ambientale semplificata, maggiore partecipazione del pubblico tramite consultazioni e maggiore visibilità agli investitori. Essi hanno altresì il diritto di richiedere finanziamenti dal CEF.

Come avevamo previsto il PD mente agli italiani a tutti i livelli! Il Governo, solo a parole contrario al progetto, lo ha fatto inserire nella lista dei progetti d’interesse comune europei, avviando l’iter quindi per farlo diventare un progetto prioritario! Tra Calenda ed Emiliano quindi non c’è alcuna differenza: entrambi mentono spudoratamente agli italiani. E’ evidente che ancora una volta il governo nazionale e quello regionale del PD fanno solo finta di litigare ma in realtà hanno il comune obiettivo di continuare con le fonti fossili.

Il Governo nonostante questa grave situazione non risponde ai quesiti posti sul gasdotto in relazione alla Rete nazionale e alla Strategia energetica nazionale. Il Ministro evidentemente tace perché consapevole della propria colpa: per sua volontà e delle lobby che finanziano il PD, il progetto si trova anche all’interno della lista dei gasdotti italiani!

Questo Governo non tiene conto il fabbisogno reale di gas del Paese, per cui non ci sarebbe bisogno di alcun ulteriore gasdotto, e soprattutto non vuole pianificare una graduale azzeramento dell’utilizzo delle fonti fossili con un rilancio delle fonti alternative sostenibili. Questa strategia energetica nazionale è vecchia e voluta dai petrolieri che ricattano il governo. Il Piano Energetico del M5S invece prevede la chiusura delle centrali a carbone nel 2020, di non usare petrolio al 2040 e di non usare il gas nel 2050: è l’unica proposta credibile per una transizione per tutelare la nostra sopravvivenza su questo pianeta.

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