FSE: presto interventi del Governo per 40 milioni di euro

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Da sempre come cittadino utente e poi per il ruolo istituzionale in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, seguo attentamente lo sviluppo delle vicende che riguardano le Ferrovie del Sud Est.

Purtroppo la situazione di oggi è il risultato di almeno 20 anni di disinteresse della politica e distrazione di fondi pubblici ed è impossibile recuperare questo divario in pochi mesi. Oggi è ovvio sentire i turisti affermare che tale situazione è inaccettabile: probabilmente perché in tanti decenni di depredazione nessuno tra i lavoratori, gli utenti, i giornalisti e i sindaci sarebbe rimasto in silenzio come invece avvenuto in Salento. Eppure tutti sapevano o immaginavano quel che accadeva dietro le quinte! Quanto accaduto quindi sia da monito per tutta la società civile, l’opinione pubblica e gli amministratori degli enti locali: è un dovere morale e una responsabilità collegiale non tacere di fronte ai disservizi e alle frodi che portano vantaggi ad interessi particolari e privano la collettività di servizi pubblici essenziali pagati in massima parte con soldi pubblici.

Con questa premessa sul ruolo delle responsabilità per ciascuno di noi, è importante sottolineare che per il presente la direzione intrapresa dell’azienda è quella di un piano industriale che rilancia e sviluppa i servizi di trasporto in modo che siano sicuri, rapidi, confortevoli, frequenti e capillari con investimenti ingenti nel breve e medio termine.

Sono stati stanziati 40 milioni di euro nel piano operativo sicurezza per dotare del sistema scmt tutta la rete FSE, suddividendo la progettazione e la realizzazione in 4 lotti per procedere più rapidamente agli adeguamenti necessari anche con la collaborazione di Italfer, la società di progettazione di Rete Ferroviaria Italiana del gruppo Ferrovie dello Stato Italiano.
Per questi 4 lotti: ci saranno in sequenza le fasi di progettazione, gara d’appalto, aggiudicazione e esecuzione lavori con tempi tecnici incomprimibili. Aver cominciato gli interventi nella provincia di Bari, i cui cantieri cominceranno il prossima anno, è una necessità dovuta allo stato di maggior usura di quella parte di infrastruttura e quindi a maggior rischio.

Per l’elettrificazione e l’interoperabilità, cioè consentire a treni di altri operatori ferroviari di usare la rete FSE e viceversa permettere ai treni FSE di usare la rete RFI e quella di altre società ferroviarie, sull’intera rete sono stati pure già stanziati 130 milioni di euro. Finalmente oggi l’azienda garantisce le corse che domenica non c’erano, sebbene i tempi di percorrenza e comfort sono decisamente scarsi e hanno bisogno di qualche anno ancora per raggiungere gli standard. La Regione da questo punto di vista ha gli strumenti per programmare il servizio stanziando risorse per acquisto dei treni e per garantire corse frequenti. Gli orari e l’acquisto dei biglietti è integrato in quelli di trenitalia sebbene manchi ancora una app per l’acquisto e l’infomobilita in tempo reale che potrebbe essere realizzata immediatamente per limitare i disagi all’utenza dovuti a ritardi e carenze delle biglietterie.

Il mio impegno è quello di chiedere al Ministro di valutare la possibilità di dichiarare le tratte del FSE Maglie-Otranto e Martina Franca – Gagliano di rilevanza nazionale, come accaduto recentemente tramite decreto ministeriale alla tratta delle FSE Bari-Taranto. In questo modo si potrebbero usare fondi nazionali, per accelerare anche gli altri interventi indispensabili di cui ancora nessuno parla.
La politica deve avere una visione di lungo periodo e pensare ad almeno due linee di interventi per i prossimi 10 anni. In primis, è fondamentale riqualificare le stazioni cominciando dalle 18 principali: intervenire sui piazzali di scambio garantendo realmente l’intermodalità ferro-gomma, la realizzazione dei sottopassi per ricucire il tessuto urbano, colonnine elettriche per auto, parcheggi coperti per le bici, il rifacimento di marciapiedi e la rimozione barriere architettoniche per aumentare accessibilità e attrattiva delle stazioni.
Allo stesso tempo, è indispensabile procedere con un piano straordinario di soppressione dei passaggi a livello: sui 512 attraversamenti stradali presenti nei 474 km di ferrovia, ne restano da chiudere ancora 495 (90 privati, il resto pubblici). È già allo studio un’analisi del rischio per individuare un elenco di priorità, ma è importante stanziare già ora le risorse necessarie.

Anche sui passaggi a livello, a fronte delle decine di segnalazioni di cittadini e amministratori locali degli anni scorsi, l’azienda ha profuso energie negli interventi di miglioramento, raggiungendo risultati evidenti: al netto dei comportamenti errati degli automobilisti, il tasso di malfunzionamenti è paragonabile a quello della rete nazionale RFI. Addirittura in 8 Comuni la soppressione dei passeggi a livello è già pronta ma in 6 di questi gli amministratori non li chiudono pur avendo sottopasso già realizzato!

Ps: A vedere le reazioni e i comunicati dell’onorevole Palese e del cons. regionale Abaterusso possiamo dire che non c’è limite alla mancanza di vergogna…
Rocco Palese dimentica che per 10 anni la regione è stata a guida dell’on.Fitto mentre lui era presidente della commissione Bilancio in consiglio regionale, e in quel periodo come in quello vendoliano dei successivi 10 anni, in FSE avvenivano le ruberie, i disagi e i disservizi e la giunta che appoggiava non ha mai sollevato una eccezione o chiesto l’intervento delle autorità preposte (mit, corte dei conti, procura,…) per una verifica!
Il consigliere Abaterusso è, se possibile, ancora più scandaloso: dopo 13 anni di giunta di csx, in cui continuava la predazione delle FSE con la politica regionale che guardava altrove, rilancia l’illusione di uno slogan mediatico coniato anni fa dall’avv.Pellegrino, allora presidente della prov. di Lecce: quello della “metropolitana di superficie” invece di ciò che in tutto il mondo si chiama trasporto pubblico ferroviario regionale (non c’è alcuna area urbana metropolitana ma Comuni in 4 province e oltre 90 comuni sparsi in provincia di Lecce, ne tantomeno c’è un servizio che per frequenza possa essere paragonato ad una rete metropolitana).
L’idea della Metropolitana è così malsana che il filobus a Lecce è stato propagandato per anni con la stessa ingannevole dicitura, per un costo di 23 milioni di euro e 4 milioni di euro ogni anno di esercizio. Quindi “Metropolitano” forse è soltanto lo spreco che ci rende paragonabili agli scandali di Milano (inchieste per corruzione per Expo), Roma (inchiesta per corruzione di “mafia capitale”) e Venezia (inchiesta per corruzione per “Mose”).

E per evitare ulteriore disinformazione dovuta ad Orrori grossolani, caro Consigliere Abaterusso, FSE non sono una società di Trenitalia ma di Ferrovie dello Stato Italiano.

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