Legge Ferrovie Turistiche: grandi vantaggi, seguiamo Best Practices UE

Esprimo la massima soddisfazione per il via libera dato al Senato alla nostra proposta di Legge a favore delle ferrovie turistiche. Una norma importante ed urgente, che permette di dare continuità all’attività delle reti ferroviarie isolate a scopo turistico, con grandi vantaggi per il settore e per i territori. Tra i risultati più immediati, sicuramente il salvataggio della stagione del Trenino Verde in Sardegna, grazie alla possibilità concessa alla società Arst, pur non essendo impresa ferroviaria, di continuare a gestire il servizio turistico sulle reti ferroviarie isolate della Sardegna. Grazie a un mio emendamento inoltre, è stato riconosciuto un ruolo fondamentale e innovativo alle associazioni con un ruolo attivo nella gestione di questa tipologia dei servizi. Soggetti diversi dalle imprese ferroviarie e dalle aziende di trasporto pubblico regionale, come musei ferroviari e associazioni, potranno ora erogare il servizio di trasporto turistico purché sotto la responsabilità di imprese ferroviarie e aziende di tpl in possesso di certificato di sicurezza o altro titolo idoneo di servizio. Diamo così, finalmente, la possibilità alle ferrovie turistiche italiane di ottenere i risultati conseguiti da altri Paesi Ue. La legge non si applicherà quindi solo alle linee della rete nazionale e a quelle ad essa interconnesse ma anche a quelle isolate dove la gestione del trasporto è affidata alle società di trasporto pubblico locale o regionale.

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Intervista su Bikeitalia sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Qui di seguito il mio chiarimento su Bikeitalia in merito alla ciclovia dell’acquedotto pugliese.

Scontro Governo-Regione: la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è a rischio

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, con il suo tracciato di 500 km promette di essere la più bella ciclovia d’Europa, ma non tutto sembra andare per il verso giusto. L’itinerario che unisce Campania, Basilicata e Puglia rischia di vedere ritirati i finanziamenti erogati dal Ministero dei Trasporti: a lanciare l’allarme è stato Michele Dell’Orco, sottosegretario al Ministero dei Trasporti, che ha richiamato la Regione Puglia al rispetto dei tempi sull’invio dei progetti preliminari per la realizzazione della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese.

Sembra infatti che la Regione Puglia, ente capofila nel progetto, non abbia ancora consegnato lo studio di fattibilità ai tecnici del ministero.

Lo scorso 22 Gennaio è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il Governo ha confermato i 361 milioni di euro per la realizzazione del sistema nazionale delle ciclovie turistiche. Il decreto ha quindi sbloccato i 157 milioni di euro stanziati per il triennio 2017-2019 a cui  si sommeranno ulteriori tranche annuali da 40 milioni ciascuna fino al 2024.

10 ciclovie nazionali

Se da un lato l’arrivo dei fondi da parte del ministero rappresenta una buona notizia che fa ben sperare nello sviluppo della rete cicloturistica italiana, dall’altro arriva una prima battuta d’arresto per uno dei più importanti progetti, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese.

Proprio per i ritardi nella consegna dei progetti arriva l’esortazione a fare in fretta da parte degli esponenti del Governo, altrimenti la Corte dei Conti costringerebbe il Ministero a chiedere la restituzione del finanziamento.

Diego De Lorenzis, vicepresidente della commissione trasporti, sottolinea come il MIT avesse previsto una finestra di 180 giorni a partire da Luglio 2017 per la consegna degli studi di fattibilità tecnica. Oggi, a più di un anno e mezzo di distanza, la Puglia ancora non avrebbe consegnato alcun documento.
A sua discolpa la Regione fa sapere di aver provveduto alla realizzazione dello studio
per il tratto di propria competenza, ma mancherebbero ancora i tratti che interessano Campania e Basilicata.

De Lorenzis incalza la Regione Puglia che,  in qualità di soggetto capofila del progetto, deve occuparsi anche del coordinamento di tutti gli enti coinvolti nella progettazione e realizzazione della ciclovia.

Il vicepresidente della commissione trasporti, facendo una panoramica delle situazione nazionale, ha fatto sapere come il progetto per il Grab stia procedendo a passo spedito, passando alla fase di progettazione definitiva, avvicinandosi a quella esecutiva.

“La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, contrariamente ad altre analoghe infrastrutture previste dalla finanziaria 2017, si sviluppa su un tracciato che non deve essere inventato ma esiste già: è stato percorso da ben due cicloesplorazioni condotte dal Coordinamento dal Basso che dal primo giorno promuove il progetto. Troppo spesso sentiamo le amministrazioni locali lamentarsi della mancanza di fondi per le infrastrutture, una volta che i soldi e un progetto concreto ci sono,  sarebbe un peccato mortale perdere i finanziamenti per mera incapacità di gestione della filiera” ha chiosato De Lorenzis.

Da parte nostra non possiamo fare altro che augurarci che la Regione Puglia presti fede quanto prima agli impegni presi affinché il nostro meridione possa vedere quanto prima quella che sarà senza dubbio l’infrastruttura ciclabile per il turismo più affascinante d’Europa.

Ciclovia turistica dell’Acquedotto Pugliese: Emiliano e Giannini accampano scuse per nascondere disinteresse e colpevoli ritardi.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già ribadito quanto la Regione Puglia ha sottoscritto nel protocollo per cominciare la progettazione tecnico economica della ciclovia dell’acquedotto: il progetto è unico e pertanto anche l’analisi preliminare deve prevedere il percorso completo da Caposele (Av) fino a Santa Maria di Leuca (Le) e la regione capofila, cioè la Puglia, si è formalmente impegnata a Luglio 2017 a consegnare l’intera progettazione entro 180 giorni.
Dopo quasi 2 anni di colpevole ritardo, la Puglia non può consegnare nulla al Ministero dei Trasporti perché non ha completato la sua parte e non ha preteso il rispetto della scadenza neanche dalle altre 2 regioni interessate dal passaggio della ciclovia, Campania e Basilicata.

Per questo, il 15 febbraio il Ministero, ha mandato una nota alla Regione ricordando la sollecitazione della Corte dei Conti sulla rendicontazione delle risorse già erogate, cioè la consegna del progetto di fattibilità tecnico economica ed evidenziando quindi il rischio concreto di dover restituire le somme già erogate e di perdere le altre previste per gli step successivi dell’iter, cioè la progettazione definitiva, quella esecutiva e la realizzazione concreta delle opere di messa in sicurezza e di accessibilità del sentiero della condotta principale dell’acquedotto pugliese.

Non importa che la parte del progetto relativa alla Regione Puglia sia meno indietro rispetto a quanto fatto da Campania e da Basilicata.
La Regione ha anche la responsabilità di aver lasciato la progettazione delle altre porzioni a Basilicata e Campania, sapendo che il progetto è unico. Ha anche l’aggravante di non essere riuscita a coordinare il progetto in qualità di capofila? Insomma un fallimento totale: solo adesso che è stato evidenziato dal Ministero il rischio di perdere le risorse Emiliano e Giannini si sono svegliati provando maldestramente a scaricare le proprie responsabilità ad altri.

D’altronde, il nervosismo nelle repliche scomposte di Emiliano conferma il suo imbarazzo e l’incapacità di Giannini, visto anche che non dovrebbe essere difficile interloquire con i Presidenti di Campania e Basilicata visto che entrambi sono del suo stesso partito.

Sulla base dei fatti, dunque, ribadiamo quindi le colpe della Regione Puglia che non è affatto in attesa di alcuna risposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che se i pugliesi perderanno questa opportunità di sviluppo e di occupazione, sarà solo per l’incompetenza del governatore della nostra regione.

Ciclovia Acquedotto Pugliese: Regione Puglia e Aqp recitano una farsa!

Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese interviene il deputato pugliese del M5S Diego De Lorenzis, vicepresidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazione alla Camera.

La ciclovia dell’acquedotto Pugliese è stata finanziata a dicembre 2015 grazie alle pressioni del Coordinamento dal Basso per la ciclovia dell’acquedotto pugliese, che ne ha promosso l’inserimento in legge di Bilancio e poter quindi beneficiare dei 91 milioni di euro stanziati per finanziare inizialmente solo le ciclovie Venezia Torino, Verona-Firenze, Grande raccordo delle biciclette a Roma

“Gli annunci e i proclami di Acquedotto Pugliese e della Regione Puglia (http://www.regione.puglia.it/…/la-ciclovia-lungo-il-canale-…’acquedotto-pugliese-completati-i-lavori-di-un-ulteriore-tratto/) si scontrano nei fatti con la loro inerzia sul tema che dura da 2 anni: tali dichiarazioni hanno il sapore di slogan vuoti per il turismo e per la mobilità sostenibile perché privi di reale volontà politica e della visione di dare a questo progetto l’attenzione che merita”

“Infatti, recentemente con una nota la società, ha negato il permesso per lo svolgimento della cicloesplorazione (https://www.bikeitalia.it/…/una-legge-del-1904-blocca-la-c…/) promossa dal Coordinamento dal Basso per la Ciclovia, un insieme di 66 associazioni e 26 imprese e migliaia di cittadini che promuovono il progetto, prevista per Settembre: un tour di alcuni giorni organizzato per percorrere la ciclovia nella sua interezza dalla fonte a Caposele in provincia di Avellino fino al capo di Santa Maria di Leuca, con lo scopo di documentare gli interventi per renderla fruibile e promuoverne la diffusione tra turisti e cicloamatori.
Anzi all’inerzia si aggiunge l’assurda ed evidente manifestazione della Società Acquedotto pugliese e della Regione Puglia di voler ostacolare nei fatti questo progetto: citare un regio decreto del 1904 per impedire l’unica iniziativa di promozione, tra l’altro a costo zero per le casse pubbliche, svolta da soggetti non istituzionali è un grave errore di miopia politica. Gli assessori Giannini e Capone non hanno compreso il valore di questa arteria che non è un percorso di 5 km per le domeniche fuori porta, ma un volano economico straordinario sinergico a tutte le iniziative di promozione turistica e alla reale destagionalizzazione del turismo del Sud Italia”, così tuona il deputato De Lorenzis a fronte della totale strumentalità delle recenti dichiarazioni a proposito della Ciclovia dell’Acquedotto pugliese.

“E mentre qualcuno si adopera per mettere i <<bastoni tra le ruote>> al progetto dopo aver siglato con il Ministero un accordo per la ripartizione di quelle risorse, le altre Regioni che credono davvero in queste iniziative e vogliono investire anche proprie risorse nel turismo sostenibile perché ne riconoscono l’enorme potenziale, si sono adoperate per accedere a quei fondi, ottenendo di ripartire quelle risorse anche per altre ciclovie di interesse nazionale.” – spiega De Lorenzis – “Perdere due anni di vantaggio rispetto ad altre Regioni é demotivante ma é ancor più assurdo dover spiegare a questa giunta e ai vertici di Aqp che c’è una legge dello Stato che non chiede di realizzare una nuova infrastruttura, tantomeno di lastricare o cementificare una lingua di terra, ma finanzia la messa in sicurezza e la fruibilità di un’opera che esiste già, immersa nella natura, che attraversa località meravigliose, paesaggi naturali incontaminati, e attraversa perle turistiche piene di storia e di cultura”

“Valorizzare e dare impulso al meritorio impegno al Coordinamento dal Basso delle associazioni per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese non solo è un obbligo di responsabilità sociale dell’azienda ma un atto doveroso dato che la Cicloesplorazione del 2016, la pubblicazione recente del libro e delle tracce gps, stanno incrementando esponenzialmente l’uso di questa ciclovia.”

L’Acquedotto pugliese ha negato la propria collaborazione, contrariamente a quanto avvenuto nel 2016, fornendo la disponibilità al passaggio solo per qualche chilometro e per una sola giornata.
Già un anno fa sotto il coordinamento degli uffici tecnici di AQP ed a seguito di sopralluoghi congiunti, il percorso autorizzato comprendeva lunghi tratti accessibili e percorribili in sicurezza.

“Alla nuova richiesta di eventi come la Cicloesporazione, distintasi per successo di pubblico ed operatori, c’è stato un diniego assurdo:” – continua il deputato – “non vi è alcuna motivazione reale in ordine alla sicurezza della integrità della infrastruttura e dei ciclisti, atteso che la ciclovia è percorsa quotidianamente da un numero crescente di persone per turismo, a piedi, in bici e a cavallo che non possono arrecare pregiudizio di alcun tipo ai luoghi interessati. Nè sussistono situazioni di pericolo ed al massimo sarà sufficiente segnalare il pericolo o adoperarsi per porre in sicurezza quei pochi punti di intersezione con le strade ad alto flusso veicolare.
Invece, di porre assurdi divieti di transito e veti pretestuosi, Regione e Acquedotto dovrebbero adoperarsi per rimuovere gli ostacoli alla fruizione dell’intero percorso!”

“La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese può divenire una incantevole “via verde” con i suoi straordinari paesaggi naturali che non hanno bisogno di alcun intervento. Esorto pertanto l’Acquedotto pugliese, la più grande azienda idrica d’Europa, custode di un patrimonio infrastrutturale, storico e culturale che appartiene all’Italia tutta ed al Mezzogiorno in particolare, a consentire la fruizione della Ciclovia anche grazie agli eventi promossi dal Coordinamento e dalle comunità locali, dando seguito alle richieste cariche di enormi aspettative che giungono da ogni parte d’Italia e dall’estero.” – conclude il deputato – “Questa è la via per garantire immediatamente un’economia sostenibile con ricadute economiche sui territori: abbiamo un tesoro ed è irragionevole tenerlo chiuso in un forziere!”.

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Settimana Europea della Mobilità: dal 16 al 22 settembre 2017

Come ogni anno, dal 16 al 22 settembre ci sarà la Settimana Europea della Mobilità, alla quale possono aderire i Comuni promuovendo incontri e approvando provvedimenti al fine di migliorare la viabilità urbana. Quest’anno è stato scelto come tema principale la “Mobilità pulita, condivisa e intelligente”. 

La Settimana Europea della Mobilità costituisce un’importante occasione di ripensamento del sistema dei trasporti che incide molto sulla crescita economica locale e sulla vivibilità dei centri urbani. Per queste ragioni, invito tutti i Comuni italiani e in particolar modo quelli pugliesi ad aderire all’iniziativa, approvando provvedimenti permanenti per favorire la mobilità sostenibile, per esempio estendendo le zone ztl, potenziando il trasporto pubblico, consentendo a chi si sposta in bici di farlo con percorsi sicuri e comodi .

Le automobili private italiane sono più di 37 milioni a fronte di una popolazione di circa 60 milioni di cittadini. L’acquisto e il mantenimento di un’autovettura ha un costo medio annuo stimato in circa  6.700 euro, senza contare il costo in vite umane e feriti che ogni anno sono vittime dei sinistri stradali.

Le sbagliate politiche degli ultimi decenni in favore dell’automobile hanno indotto spesso gli italiani a non avere alternativa o ad avere abitudini insostenibili Non a caso il nostro Paese ha il tasso di motorizzazione tra i più alti d’Europa e i risultati sono pessimi: gran numero di incidenti stradali con vittime e feriti soprattutto tra gli utenti della strada più vulnerabili (pedoni e ciclisti), migliaia di tonnellate di emissioni inquinanti, congestione della circolazione stradale senza dimenticare che il possesso di un’auto pesa notevolmente anche sul bilancio familiare. È irrinunciabile adottare soluzioni alternative: favorire la mobilità a piedi e in bici, l’impiego dei mezzi pubblici e la promozione dei mezzi in “condivisione”. E’ necessario e non più rinviabile adottare provvedimenti per migliorare la circolazione stradale promuovendo la mobilità sostenibile al fine di liberare le città dall’occupazione selvaggia delle auto e riconsegnarla ai cittadini

La condivisione dei veicoli è il tema della Settimana Europea della Mobilità 2017. Personalmente ho presentato una legge per consentire ad un privato cittadino di condividere la propria auto al fine di raggiungere tre obiettivi: far risparmiare i soldi per il mantenimento della seconda e terza auto alle famiglie, liberare i parcheggi attraverso la diminuzione delle auto non utilizzate; la progressiva riduzione del numero di veicoli di proprietà privata per un migliore e più razionale impiego degli spazi urbani.

TRIV: le proposte del M5S per salvare il mare.

La competenza esclusiva per le attività di prospezione e ricerca e le coltivazioni di idrocarburi in mare è dello Stato, così come ribadito in una recente sentenza della Consulta, ma il presidente Gabellone vuole proporre lo stesso una legge regionale contro le trivellazioni in mare.

Una legge regionale è inutile. E’ incostituzionale e serve solo per illudere i cittadini con una manovra per controllare il consenso elettorale. Gabellone prende in giro i salentini così come il PD di Renzi ed Emiliano hanno fatto con TAP e ILVA

5 sono i permessi di ricerca e 1 è la concessione di coltivazione di idrocarburi già rilasciati nei mari pugliesi, ma ci sono anche altre 16 richieste di permesso di ricerca di idrocarburi e 3 di permesso di prospezione e su alcune di queste, il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali hanno già rilasciato il decreto con parere favorevole, in attesa dell’Autorizzazione finale del Ministero dello Sviluppo Economico.

Sarebbe sufficiente approvare la mia proposta di legge per salvare i mari della Puglia dalle trivellazioni e dalle prospezioni tutelando i golfi di Taranto e di Manfredonia. Per scongiurare l’assalto delle compagnie petrolifere al nostro mare basterebbe aumentare la tassazione sui permessi e le concessioni in modo da rendere sconvenienti le attività e approvare la legge depositata dal M5S al Senato che vieta l’uso della tecnica  <<Air-Gun>> in Italia.

Da un lavoro di 27 ricercatori delle Università di Stanford, Berkeley, Berlino e Aarhus pubblicato nell’ultimo numero della rivista scientifica JouleIn, in un’Italia alimentata interamente dalle rinnovabili, i cittadini risparmierebbero 6 mila e 500 euro a testa, si ridurrebbero di 46.543 le morti premature per inquinamento e si potrebbero creare 485.857 nuovi posti di lavoro.

I Governi di centro-destra, centro-sinistra e tecnici si sono rivelati pro-fossili e in combutta con le lobbies petrolifere e per questo non si fermeranno nonostante i grandi rischi. Tuttavia la transizione energetica è necessaria per evitare guerre, per evitare disastri climatici e dissesto idrogeologico, evitare morti per inquinamento e smog e soprattutto rilanciare economia e occupazione. Sappiamo che nessun partito ha reale intenzione di ostacolare davvero i petrolieri: soltanto un Governo a 5 stelle che attui una lotta immediata al carbone e al petrolio può permettere un futuro con l’uso esclusivo di fonti rinnovabili.

TAP: Posidonia e  Cymodocea non censite nell’area.

Ai fini della valutazione dell’estensione delle praterie di Posidonia, nell’ambito della fase istruttoria svolta dalla Commissione tecnica VIA per vagliare le diverse alternative di localizzazione del progetto, è stato preso in considerazione lo studio “Inventario e cartografia delle praterie di Posidonia nei compartimenti marittimi di Manfredonia, Molfetta, Bari, Brindisi, Gallipoli e Taranto – CRISMA 2006” redatto sulla base di indagini condotte nel 2004. Si evince dalle cartografie che la Posidonia presente dalle coste brindisine fino a quelle del sud Salento si interrompa in maniera innaturale proprio nel tratto dove è previsto l’approdo di TAP. A differenza delle altre località vagliate, l’approdo è stato scelto perché non vi era una zona protetta. Tuttavia sulla base degli studi condotti dalla società TAP in sede di ottemperanza alle prescrizioni individuate dal DM di compatibilità ambientale, si evince la presenza della Posidonia oceanica e di dense praterie di Cymodocea nodosa, entrambe non censite, nel fondale marino interessato dai lavori.

La compatibilità ambientale di TAP va ritirata! Le carte sulla presenza di Posidonia per l’approdo TAP sono lacunose e non attendibili. Lo ammette la stessa TAP. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per chiedere di revocare le autorizzazioni e istituire la protezione anche del tratto di costa interessato.

Queste specie di piante marine svolgono una rilevante funzione contro l’erosione costiera. Rappresentano aree per la crescita della fauna ittica e quindi sono importanti per il ripopolamento dei mari. Funzioni fondamentali per la salute dei nostri mari e sono habitat e specie protette per Legge. E’ inaccettabile che il Ministero dell’Ambiente non sia in grado o non voglia difendere gli ecosistemi tanto fragili e utili e addirittura infranga le leggi di tutela di queste specie/habitat e le direttive europee e per questo dovrebbe dimettersi immediatamente

Occorre revocare le autorizzazioni per la realizzazione di TAP dato che sono state concesse sulla base di informazioni errate e istituire subito la protezione di questa porzione di costa per la rilevanza imprescindibile degli ecosistemi marini e la coerenza con quanto previsto dalle norme vigenti e dalle direttive comunitarie! L’economia basata sulla sostenibilità e sul turismo responsabile, può essere garantita solo attraverso l’attenta e diffusa tutela delle risorse naturali e il rispetto della legalità: è evidente che il Partito Democratico colluso con le lobby degli idrocarburi e delle banche non abbia a cuore il territorio ma solo le speculazioni finanziarie!

Lettera Aperta all’assessore Loredana Capone:“Al mare in Treno” per la Puglia 2017

Alla Dott.ssa Loredana Capone

Assessore dello Sviluppo economico – Competitività, Attività economiche e consumatori, Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca Industriale e Innovazione con delega all’Industria Turistica e Culturale – Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali

Oggetto: Adesione al progetto a favore del turismo “Al mare in treno”.

Gentile Assessore Loredana Capone,

in data 7 agosto 2014 il sottoscritto portavoce del M5S inviava una lettera alla Regione Puglia, agli enti locali e alle Associazioni di categoria operanti nel settore turistico in Puglia con la quale proponevo di adottare anche nella nostra Regione l’iniziativa “Al mare in treno” a favore del turismo locale, replicando quanto già da diversi anni avviene in Emilia Romagna.

Al pari di quanto accaduto negli anni precedenti, anche nel 2016 in Emilia Romagna, la proposta sostenuta da Trenitalia e dai Comuni di Riccione e Cattolica, con la collaborazione delle associazioni degli albergatori di Riccione, Rimini e Cattolica, prevedeva che i turisti che hanno soggiornato almeno una settimana negli alberghi convenzionati delle tre cittadine della Riviera romagnola, ricevessero, qualora avessero raggiunto tali località in treno, il rimborso del biglietto ferroviario di andata direttamente dall’albergatore. Era previsto che in caso di soggiorno di due settimane, il rimborso venisse esteso anche al biglietto di ritorno fino ad un massimo di 80 euro a persona. Inoltre, si è arricchito il sistema delle Frecce in Emilia Romagna con nuove corse e nuove fermate con i Frecciabianca per i turisti diretti a Riccione, Rimini e Cattolica. Sempre nel 2016 la partnership con Trenitalia si è realizzata anche in Calabria con le offerte “Tropea e Capo Vaticano in treno” e “Riviera dei Cedri” che prevedevano analoghe metodologie a quelle utilizzate in Emilia Romagna.

Come è noto la nostra Regione è a forte vocazione turistica, con mete tra le più affascinanti nel panorama mondiale, sia nell’ambito del turismo culturale, enogastronomico, sia in quello costiero marittimo, al punto da esser stata nominata, da rinomate riviste di settore come National Geographic e Lonely Planet, tra le “migliori destinazioni per i viaggi di valore al mondo”.

Purtroppo, al contrario di altre mete turistiche nazionali, la Puglia non gode di servizi di trasporto efficienti che consentano di soddisfare e sostenere la domanda turistica, risultando spesso inadeguati nei periodi di maggior afflusso turistico. La mancanza di qualità nell’offerta di trasporto, è causa di forte disagio anche per i turisti che scelgono di trascorrere le proprie vacanze nella nostra Regione, con ovvio danno dei tanti operatori del settore che vedono limitate le proprie potenzialità.

A Settembre 2014, l’assessore della Regione Puglia, Silvia Godelli, rispose vagamente affermando che avrebbe valutato la proposta, per sottoporla all’attenzione degli operatori del turismo. Inutile dire che nessun tavolo fu convocato e nessuna iniziativa del genere venne intrapresa.

Nel 2016 Le ho inviato una lettera aperta per promuovere incontri con gli operatori del settore al fine di valutare ed adottare l’iniziativa “Al mare in treno” anche in Puglia, tuttavia senza ricevere risposta.

Con la presente, rinnovo esplicitamente l’invito ad affrontare tale proposta che risulta a costo zero per le amministrazioni pubbliche e che presenta ulteriori indiscussi vantaggi. Da una parte favorisce i flussi turistici verso la nostra Regione, contribuendo a destagionalizzare l’offerta turistica e dall’altra migliorare la sostenibilità dei flussi di traffico aiutando a non gravare ulteriormente sui delicati equilibri ambientali della nostra Regione.

Gli albergatori e le strutture ricettive, se adeguatamente messi in condizioni di accogliere turisti, ne trarrebbero giovamento e sono certo sarebbero pronti a sostenere tale iniziativa. Considero utile che la collaborazione di Trenitalia, venga estesa anche agli altri gestori ferroviari pugliesi che insieme ai consorzi di trasporto e agli altri soggetti potenzialmente interessati, possono contribuire alla riuscita dell’iniziativa anche in Puglia.

Auspico che Lei possa cogliere questo invito, intervenendo in accordo sinergico con gli altri enti locali per rendere più agevole il raggiungimento sostenibile delle mete turistiche pugliesi. Rinnovo la mia immediata disponibilità, insieme ai miei colleghi portavoce del M5S in Consiglio Regionale, a partecipare ad incontri che la Regione Puglia vorrà promuovere con gli operatori del settore al fine di valutare ed adottare l’iniziativa “Al mare in treno”.

L’occasione è gradita per porgerLe cordiali saluti e augurarLe buon lavoro.

Roma 11/03/2017

Diego De Lorenzis

Portavoce M5S della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni

Camera dei Deputati

Legge sulle ferrovie turistiche: da approvate subito anche in Senato!

Ho considerato fin da subito importante l’iniziativa di adottare una disciplina sulle ferrovie turistiche recuperando le linee in disuso o in corso di dismissione proprio perché al momento manca una regolamentazione specifica del settore che invece può esser preziosa specie per le aree di particolare pregio naturalistico e archeologico.

Per questo come M5S abbiamo collaborato positivamente ai lavori indicando tutti gli elementi di miglioramento del testo che pur ci sono ancora.

Rispetto al testo originario, infatti, abbiamo contribuito a ottenere buoni risultati, come per esempio:

-il riferimento nel testo anche alle reti regionali;

-un meccanismo snello di aggiornamento;

-il coinvolgimento della società civile e delle associazioni;

-un ruolo capofila della Fondazione delle Ferrovie dello Stato Italiane per la sua riconosciuta esperienza

-una richiesta di regolamentazione semplificata delle norme per classificare il materiale rotabile e le tratte adeguate;

-un soggetto unico, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture o la Regione, che sovrintende a tutte le richieste di autorizzazione

-la possibilità di valorizzarle anche mediante l’uso del velorail (dei piccoli carri a pedalata simili a risciò su binari)

Ora questo lavoro non si può fermare e perdere nelle paludi nei lavori parlamentari! Il testo approvato dalla Camera dei Deputati è all’esame dell’altro ramo del Parlamento Italiani, il Senato della Repubblica. Qui, il M5S ha chiesto, insieme ad altri gruppi, di procedere alla discussione e al voto nella Commissione competente (senza l’ulteriore passaggio in aula al Senato). Ci siamo impegnati a non presentare ulteriori modifiche (perché se il testo viene modificato, tali modifiche ripassano al vaglio della Camera dei Deputati) per poter approvare la legge prima di nuove elezioni! Speriamo che il PD e le altre forze politiche non intralcino l’iter di approvazione e lo portino a conclusione immediatamente!

Ciclovia Acquedotto Pugliese: Risultati inesistenti, Delrio incapace!

Con la Legge di Stabilità 2016 il Parlamento ha stanziato 91 milioni di euro per le Ciclovie turistiche e grazie ad un emendamento, proposto anche da me,  la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è stata inserita tra i soggetti beneficiari. 

Delrio ha perso solo tempo ma non lo paghiamo per scaldare la poltrona! Dopo oltre un anno dallo stanziamento dei fondi in Parlamento, a Dicembre 2015, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese resta un miraggio per incapacità dei Ministri Delrio e Franceschini. I Ministri di questo Governo sono ridicoli: la loro incoerenza supera ogni limite! Si riempiono la bocca sull’importanza del turismo e della mobilità sostenibile, ma nella realtà non sono in grado di realizzare neanche le Ciclovia turistiche per il bene del Paese con 91 milioni di euro stanziati dal Parlamento. Quando invece gli argomenti sono Expo, Mose, Ilva, Tap, Tempa Rossa, TAV, eccoli pronti ad autorizzare e inaugurare immediatamente ogni cantiere con commissari e interventi straordinari, probabilmente perchè nelle grandi opere inutili c’è spazio per corruzione e malaffare e anche qualche favore agli amici degli amici.

Il Governo ostacola apertamente tante altre proposte di legge utili per rilanciare il turismo sostenibile e la mobilità dolce che vengono insabbiate in parlamento: penso alla legge quadro sulla mobilità ciclistica, a quella sulle “greenways” cioè alla rete nazionale della mobilità dolce, alla riforma del codice della strada e a quella sulle ferrovie turistiche. Proposte che spesso vengono pure dal Partito Democratico e che dopo 4 anni di legislatura sono ancora ferme in parlamento per carenza di reale volontà di dare al Paese strumenti indispensabili e urgenti per migliorare la qualità di vita e il benessere dei propri cittadini!

Ancora una volta il PD blocca la mobilità sostenibile che viene proposta dal basso: i cittadini esigono un cambiamento reale nelle priorità dell’agenda delle istituzioni potendo incidere e controllare direttamente. La mobilità dolce e il turismo sostenibile sono la chiave di volta per creare una nuova economia sostenibile per l’Italia, lontana dal modello ottocentesco di sviluppo economico e di potere baronale che tutti i partiti hanno interessi a mantenere. Abbiamo una grande occasione da non perdere: riconvertire l’economia creando nuova occupazione ma per farlo dobbiamo andare ad elezioni subito e liberarci di chi vuole scaldare solo una poltrona!