Rifiuti: caos nel Salento

L’incapacità dei Comuni e della Regione si abbatte sui cittadini. Per tanti anni i Comuni hanno realizzato, e in molti ancora oggi continuano a realizzare, percentuali di raccolta differenziata ridicole. I rifiuti indifferenziati vengono inviati prima alla stabilizzazione e quindi nelle discariche e negli inceneritori. Tutto ciò causa costi elevatissimi alla collettività, danni ambientali e paradossalmente mancati introiti ai Comuni per i materiali che non sono avviati al riciclo.

Il Commissario regionale, dott. Grandaliano, uomo di Emiliano, agevola i signori dei rifiuti in Puglia: il duo Albanese-Marcegaglia. Emiliano, come Vendola e Fitto, avvantaggia gli impianti di smaltimento in danno la raccolta differenziata, come dimostra la finta pianificazione regionale, che come certificato dall’ANAC non ha avuto alcun controllo, e l’inerzia regionale alle numerose richieste di autorizzazioni provinciali degli impianti di smaltimento.

Oggi possiamo dirlo chiaramente: l’emergenza rifiuti pugliese è causata dai partiti che stanno attuando una strategia perversa in favore degli impianti di smaltimento. L’unica maniera per dirimere la costante emergenza dei rifiuti in Puglia, è attuare immediatamente la strategia Rifiuti Zero. Una strategia che aiuta l’Ambiente e avvia anche l’Economia Circolare creando occupazione: riduzione a monte della produzione dei rifiuti, riutilizzo, riciclo e recupero delle materie prime/seconde. Non dovrebbe esistere alcun rifiuto ma soltanto risorse da riusare e riciclare.

Discarica Grottaglie: Controllato è controllore!

Il 13 luglio 2017 l’Enac, cambiando radicalmente il parere negativo espresso in conferenza dei servizi il 26 luglio 2016, ha rilasciato il nulla osta con prescrizioni al raddoppio. Le prescrizioni sono la rinuncia a 35 tipologie di rifiuti da smaltire identificate con Codice Cer 02 (su un totale di 379 tipologie di rifiuto richieste) e una serie di controlli e verifiche ad opera del gestore.

E’ inaccettabile che il controllore sia lo stesso controllato! Come è possibile affidare il controllo sulla presenza di avifauna al gestore quando gli esiti potrebbero risultare sfavorevoli all’attività dello stesso gestore? Essendo la discarica nei pressi dell’aeroporto, l’avifauna che viene attirata dalla stessa, potrebbe impattare con gli aerei e gli elicotteri creando un “wildlife strike”. Proprio Enac in un sopralluogo del 2016 aveva rivelato la presenza di avifauna. Con l’autorizzazione al raddoppio si mette a rischio la navigazione aerea.

Già nel 2008 Enac si era occupata della discarica in occasione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e aveva rilevato che la Regione Puglia aveva autorizzato una discarica nel 2005 illegittimamente perchè senza il dovuto parere vincolante dello stesso Ente per l’aviazione civile. Inoltre Enac aveva raccomandato di non consentire l’utilizzo delle discariche per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani, tuttavia nel corso di questi anni sono stati conferiti, tra gli altri, rifiuti provenienti dal leccese (classificati 19.05.01) “parte di rifiuti urbani e simili non destinata al compost”.

I rifiuti urbani arrivano a Taranto perchè la Provincia, a guida centrodestra, continua a rilasciare autorizzazioni impianti con capacità di gran lunga superiori al fabbisogno provinciale e la  Regione Puglia, a guida PD, continua ad autorizzare l’invio dei rifiuti dalle altre province a quella di Taranto. La discarica di Grottaglie, al pari degli altri impianti di smaltimento del tarantino, fanno comodo ai partiti che sono colpevoli di gestire il ciclo dei rifiuti in maniera pessima. Stanno attuando una strategia perversa e clientelare: il business dei rifiuti frutta decine di milioni di euro sempre agli stessi gestori in danno del territorio.

Occorre cambiare subito la logica dello smaltimento dei rifiuti. Il M5S infatti incentiva l’economia circolare che può essere realizzata adottando la strategia rifiuti zero come da tempo proponiamo a tutti i livelli amministrativi: riduzione dei rifiuti, riciclo, recupero e sostegno per una produzione di prodotti riciclabili, in modo da generare posti di lavoro e salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini. Purtroppo fino a quando i partiti di centro destra e centro sinistra continueranno a governare, l’economia circolare non potrà mai essere attuata!

Raddoppio discarica Italcave: il caso in Parlamento.

La discarica Italcave è attiva con due lotti ed una volumetria di 6.228.444 m3. Inoltre è in possesso di autorizzazioni in deroga all’emissione di alcuni inquinanti. La società sta chiedendo alla Provincia di Taranto, l’autorizzazione a costruire un terzo lotto che potrà consentire una disponibilità di ca. 4.600.000 m3.

No al raddoppio della discarica Italcave! E’ incredibile che all’interno Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Taranto, che meriterebbe di essere bonificato integralmente, ci sia una richiesta di raddoppio per la più grande discarica di rifiuti speciali d’Italia. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per chiedere di salvaguardare l’ambiente circostante e la falda idrica, per sapere se siano considerati gli impatti cumulativi della discarica con i diversi complessi industriali – tra cui l’ILVA – ed infine per sollevare il problema delle Ordinanze del Presidente della Regione Puglia che derogano alle autorizzazioni concesse, aumentando la quantità di rifiuti smaltiti.

L’AIA di Italcave permette alla discarica di ricevere un quantitativo massimo di rifiuti pari a 2.000 tonnellate al giorno “da rispettare assolutamente”. Per sopperire alla carenza di discariche nel barese, i rifiuti della Provincia di Bari sono stati inviati ad Italcave tramite apposite Ordinanze del Presidente della Regione Puglia. A partire da settembre del 2014, sono giunti continuamente ad Italcave quantitativi maggiori di rifiuti giornalieri rispetto quelli autorizzati dall’AIA. Dapprima  2.200 tonnellate al giorno a successivamente  2.400 tonnellate al giorno.

Sui rifiuti il PD è da sempre una vergogna! Solo tante belle parole sulla tutela salute e sulla salvaguardia dell’ambiente però nei fatti, non solo si ordina che i rifiuti delle altre Province siano smaltiti a Taranto, una delle zone più inquinate d’Italia,  ma anche che i quantitativi di rifiuti giornalieri smaltiti ad Italcave siano di centinaia di tonnellate in più rispetto ai quantitativi autorizzati! Questa è l’ennesima dimostrazione che sui rifiuti il PD e i partiti hanno fallito ancora a livello nazionale e a livello locale!

Dal Rapporto Ispra sui rifiuti del 2016 si evince che in Puglia siano stati smaltiti quasi 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e speciali. Di questi quantitativi oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti sono stati smaltiti nelle discariche della Provincia di Taranto. La provincia di Taranto ha invece prodotto meno di 300 mila tonnellate di rifiuti urbani. Si evince che gran parte dello smaltimento dei rifiuti in Puglia pesa sulla Provincia di Taranto che inoltre riceve anche rifiuti speciali provenienti dalle altre Regioni.

Questa situazione dei rifiuti non deve continuare! La Provincia di Taranto, prima con l’ex presidente Florido di centro-sinistra e poi con l’attuale presidente Tamburrano di centro-destra, è la primo colpevole perché ha autorizzato le discariche a ricevere enormi quantità di rifiuti da smaltire, di gran lunga maggiori al fabbisogno provinciale. Fino a quando si autorizzeranno nuove discariche o raddoppi a quelle esistenti, la situazione peggiorerà, in danno dei cittadini e del territorio.  

Occorre mandare a casa una volta per tutte i vecchi partiti politici e attuare la strategia <<Rifiuti Zero>>: solo il M5S è in grado di dare voce ai cittadini, gestire correttamente i rifiuti con la diminuzione della loro produzione, il loro riciclo e il recupero della materia senza incenerimento, generando un’economia sana con nuovi posti di lavoro nel rispetto dell’ambiente e della salute.

 

Discarica Vergine: il caso alla Camera

Le discariche “Vergine” sono una bomba pronta ad esplodere: sappiamo che la falda risulta già inquinata e questo fenomeno potrebbe essere in relazione con la presenza della discarica. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per chiedere la bonifica immediata e per assicurare che il principio <<chi inquina paga>> sia rispettato! Gli aspetti su cui pretendiamo trasparenza sono tanti: bisogna chiarire perchè ora non vi sono più i soldi per la bonifica e perché la Provincia di Taranto, contrariamente a quanto prescrive la legge, abbia restituito le fideiussioni alla società che si è anche rivelata una scatola vuota!

Pur essendo vicine a Lizzano, le due discariche Vergine sono nell’isola amministrativa di Taranto in contrada Mennole e Palombara, attualmente nessuno sta gestendo le discariche. Anche se le discariche “Vergine”  al momento non rientrano nell’elenco dei siti oggetto delle Sentenze della Corte di giustizia europea, non si può escludere che presto possano farne parte

L’Italia già paga corpose sanzioni economiche dell’Unione Europea per inadempienze sulle direttive riguardanti i rifiuti e le discariche: non vorremmo che gli italiani paghino anche per le discariche in questione. Oltre al danno si aggiungerebbe la beffa di dover pagare profumatamente l’incapacità del Comune e della Provincia di Taranto.

Per anni in Puglia la malapolitica, una parte del tessuto imprenditoriale e la criminalità hanno gestito il business dei rifiuti nel silenzio! Oggi, grazie alla cittadinanza attiva, informata e vigile, come l’associazione “Attiva Lizzano”, e ai portavoce del M5S dentro le istituzioni, tutti i disastri nascosti stanno puntualmente venendo alla luce. Occorre mandare a casa una volta per tutte i vecchi partiti politici: solo il M5S è in grado di dare voce ai cittadini, gestire correttamente i rifiuti con la diminuzione della loro produzione, il loro riciclo e il recupero della materia, generando un’economia sana con nuovi posti di lavoro nel rispetto dell’ambiente e della salute.

Rilanciare Taranto è possibile!

Occorre la bonifica del territorio, altro che chiacchiere sulla eco-compatibilità e finta decarbonizzazione! Il PD continua a prendere in giro i tarantini, i pugliesi e gli italiani. Sia Emiliano che Gentiloni continuano, facendo finta di litigare tra, a parlare di miracolose ricette per rendere l’Ilva sostenibile, cioè a raccontare una menzogna colossale! L’Italia non ha materie prime per le soluzioni che propongono. Le logiche di mercato e la tutela della salute avrebbero già fatto chiudere il siderurgico se non fosse per il rinvio dovuto all’accanimento “terapeutico”, con ben 12 decreti, in danno di un intero territorio e della salute dei cittadini e lavoratori.

Il PD propone ancora un decreto ma non pensa ai cittadini e ai lavoratori! Presenterò un emendamento che vincoli i Commissari a bonificare il territorio martoriato, comprese le discariche e le acque di falda sottostanti. Proporrò anche l’istituzione di un parco marino delle isole Cheradi e del Mar Piccolo e una norma per tutelare il Golfo di Taranto dalle trivellazioni petrolifere. Vedremo se il PD sosterrà queste proposte.

Questi politicanti continuano a giocare con la vita delle persone. Il PD ripropone un modello ottocentesco di sviluppo. Al contrario, quello che il M5S propone, è un futuro sostenibile per Taranto, per la Puglia e l’intero Paese che passa necessariamente da una riconversione economica dell’intera area, puntando esclusivamente a modelli virtuosi come turismo sostenibile, produzione distribuita di prodotti ed di energia rinnovabile E’ solo una questione di tempo!

Cerano: presenza di amianto.

La tutela della salute prima di tutto! I lavoratori non possono e non devono lavorare in impianti in cui è presente l’amianto. Dal 1992 è vietato in Italia l’utilizzo dell’amianto ma ancora oggi ci sono un numero indefinito di siti in cui è ancora presente.

E’ necessario verificare la presenza di amianto all’interno di Cerano e nel caso fosse accertata la presenza, bisogna impedire ai lavoratori di venirne a contatto. Inoltre in questo caso è necessario anche valutare per quanto tempo gli operai sono stati a contatto con l’amianto e di conseguenza valutare i benefici pensionistici in favore dei lavoratori esposti a tale sostanza pericolosissima.

Cerano come l’Ilva, rappresenta un vecchio modello ottocentesco di produzione, un modello che deve essere al più presto superato. Nella Puglia del sole e delle energie rinnovabili, avere ancora oggi la più imponente centrale elettrica a carbone dell’Italia è un paradosso oltre che un delitto contro l’ambiente e la salute di cittadini e lavoratori. Non solo possiamo quindi avere meno costi sanitari ma possiamo anche generare importanti possibilità di nuova occupazione! Così come a Taranto anche a Brindisi il M5S vuole attuare una riconversione economica che oggi non è solo una necessità urgente, ma anche indifferibile! Quando saremo al Governo questa non sarà una priorità ma la realtà!

Bonifica Burgesi: interrogazione a Galletti

discarica-burgesi-4-3-2-2Burgesi è una bomba pronta ad esplodere! Anche se la falda sembra al momento non essere contaminata, non c’è tempo da perdere: i PCB, Policlorobifenili, sono cancerogeni accertati. Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per provvedere alla bonifica e anche per assicurare il principio <<chi inquina paga.>>.

L’Italia è già stata sanzionata dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea per inadempienze sulle direttive riguardanti i rifiuti e le discariche. Anche se Burgesi al momento non rientra nell’elenco dei siti oggetto delle Sentenze della Corte, non si può escludere che presto possa farne parte e quindi che possa rappresentare un problema per tutta l’Italia visto che la Regione Puglia e la Provincia di Lecce si sono già dimostrate incapaci a bonificare le discariche abbandonate.

downloadOccorre porre immediatamente rimedio al disastro! La discarica Burgesi va bonificata immediatamente e bisogna chiarire i mancati controlli e le autorizzazioni. Per anni in Puglia la malapolitica, l’imprenditoria deviata e la criminalità hanno gestito il business dei rifiuti, un fenomeno sottaciuto ma oggi anche grazie al M5S, tutti i disastri nascosti stanno puntualmente venendo alla luce. Occorre mandare a casa una volta per tutte i vecchi partiti politici perché solo il M5S è in grado di impostare una corretta gestione con la diminuzione della produzione dei rifiuti, il riciclo e il recupero della materia e generare un’economia sana con nuovi posti di lavoro e nel rispetto dell’ambiente.

Rifiuti pericolosi tombati nel Salento. Subito bonifica!

rifiuti-scorrano-noe-5Trovati oltre 600 fusti di rifiuti pericolosi nei pressi della discarica dismessa a Burgesi. 

Hanno ridotto il Salento ad una enorme discarica di rifiuti pericolosi! Per anni la politica non è mai intervenuta in maniera definitiva e solo il M5S già nel 2013 ha rivelato alcune informazioni sui rifiuti tombati descrivendo una situazione allarmante: ovunque si scavi si trovano discariche abusive!

13059469_10205246635080482_1298253418_nÈ criminale che la discarica Burgesi sia sorta sopra la discarica abusiva contenente i rifiuti pericolosi! Chi ha dato l’autorizzazione per fare una discarica lì dove c’era bisogno di una bonifica? Come per le tante discariche abusive trovate sul tracciato del progetto lacunoso e illegittimo della Pro.sal sulla SS 275, anche a Ugento ci sono delle responsabilità ben precise nella progettazione e nel mancato controllo evidentemente mai eseguito. Ancora una volta il Salento paga la collusione della politica che chiude gli occhi quando non scende a patti e l’imprenditoria malata che fa affari con la criminalità organizzata.

C’è il concreto rischio che questa discarica appena scoperta non sia l’unica, così come si è appreso dalle dichiarazioni di Carmine Schiavone, rese già nel 1997 ma poi incredibilmente secretate dallo Stato. Occorre stanziare risorse adeguate per verificare ora tutto il territorio salentino e per le discariche già emerse occorre subito una bonifica per evitare che la falda sia contaminata e che la popolazione sia messa a rischio. Non c’è tempo da perdere!

 

Cemerad: Chiarezza sui flussi di rifiuti radioattivi.

scorie-nucleari-6751La Commissione Ecomafie ha disposto il sequestro della documentazione della Cemerad al fine di capire i flussi dei rifiuti radioattivi e pericolosi transitati negli anni ‘90 nel deposito di Statte. 

Piena chiarezza sui flussi dei rifiuti a Cemerad. Da 20 anni questi fusti radioattivi sono stati abbandonati nella più totale noncuranza della politica locale che continuava a giocare allo scaricabarile. Troppi hanno fatto finta di non vedere quello che succedeva al capannone di Statte.

Ad Agosto del 2014, a seguito della rivelazione della forestale che aveva esplorato la Cemerad, ho presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Ambiente, Salute e dell’Interno al fine di verificare, tra l’altro, come siano arrivati nel capannone della Cemerad quei rifiuti radioattivi.

vlcsnap-00003_640-360_resizeSono chiari i riferimenti che la Forestale ha messo in luce già diversi anni fa e ancora oggi la politica tarda a chiarire gli intrecci tra Agip nucleare, l’Enea di Rotondella, la criminalità organizzata campana, la massoneria e i rifiuti conferiti a Statte. In un Paese normale questi intrecci si sarebbero già chiariti ma in Italia e a Taranto la normalità non esiste.
Siamo ancora in attesa degli esiti del bando per la messa in sicurezza ma occorre urgentemente bonificare il sito Cemerad, Non possiamo sopportare che tale indecenza, così rischiosa per i cittadini e per l’ambiente, possa continuare a sussistere nel territorio di Taranto

Ecotassa 2017: disastro in Provincia di Lecce.

cs-rifiuti-uscitoIl 15 dicembre 2016 è stata pubblicata sul BURP la determina sulla validazione delle percentuali di raccolta differenziata dei Comuni per la determinazione del tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti e contestuale assegnazione a ciascun Comune della Provincia di LECCE dell’aliquota di tributo dovuto per l’anno 2017. 

La raccolta dei rifiuti in Provincia di Lecce è disastrosa! La stragrande maggioranza dei Comuni è stata punita per l’inefficienza nella raccolta con il massimo tributo di ecotassa! Un disastro che grava sulle tasche dei cittadini! La Provincia di Lecce paga a caro prezzo il dilettantismo dei suoi amministratori. Non solo il territorio è sprovvisto degli adeguati impianti per i rifiuti, costringendo la cittadinanza a pagare il trasbordo fuori provincia dei rifiuti non differenziati, ma ora l’aliquota di ecotassa è una mazzata. Gli amministratori dovrebbero dimettersi in blocco e chiedere scusa ad ogni salentino.

80 Comuni salentini pagheranno il massimo tributo di 25,82 euro a tonnellata smaltita, 4 pagheranno 22,59 euro, 6 Comuni pagheranno  19,77 euro, solo 4 Comuni pagheranno 6,97 euro per ogni tonnellata smaltita e soltanto Copertino pagherà 5,17 euro per ogni tonnellata essendo l’unico Comuni in Tutta la provincia ad aver raggiunto tutte le premialità di raccolta rifiuti.

Latina - Discarica Indeco presso Borgo MontelloUn’accozzaglia di incapaci! Un solo Comune ha raggiunto tutti gli obiettivi, tutti gli altri nella stragrande maggioranza dei casi non sono stati capaci di raggiungere quanto stabilito dalla Legge. Anche il Comune di Lecce paga un’aliquota alta di 19,77 euro per ogni tonnellata smaltita, riuscendo a peggiorare rispetto l’aliquota del 2016 di 7,5 euro a tonnellata. Nonostante i toni trionfalistici dei mesi scorsi della Giunta Perrone, la realtà è sempre diversa da come Perrone la racconti.
Solo un approccio che va verso Rifiuti Zero darà la possibilità di uscire dal business delle discariche che devasta la Puglia, ma la giunta PD di Emiliano non vuole approvare la proposta di legge del M5S. Evidentemente ad Emiliano e al PD fa comodo il perdurare di questa situazione. L’Anac ha massacrato la Regione Puglia per i mancati controlli sul ciclo dei rifiuti e non c’è tanto da stupirsi visto che il business dell’indifferenziato, degli inceneritori e delle discariche in Puglia appartiene per lo più alla Marcegaglia e all’imprenditore massafrese Albanese, feudo del PD e di Mazzarano. Bisogna mandare a casa velocemente Emiliano con tutto il PD, solo il M5S potrà avviare finalmente in Puglia un percorso che ci porterà a creare un’economia circolare, un risparmio per i cittadini e la salvaguardia dell’ambiente.