Dichiarazione dei redditi dei parlamentari.

Nei giorni scorsi sui giornali è apparsa la notizia della mia dichiarazione dei redditi di 98.471 euro. Quello che non è stato riportato è che il sottoscritto ha versato nel 2016 oltre 30 mila euro al Fondo di garanzia per il Microcredito. Personalmente, in 4 anni di legislatura ho restituito quasi 140.000 euro e insieme ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, abbiamo restituito circa 20 milioni di euro.

Il Fondo di garanzia per l’erogazione del Microcredito permette il conferimento di prestiti alle aziende italiane e sostenere l’economia. L’erogazione del Microcredito è in crescita costante. Il fondo di Garanzia, che permette agli istituti di credito di non pretendere garanzie reali al richiedente, è in parte finanziato grazie al dimezzamento dello stipendio da parlamentare e dalla restituzione dei rimborsi per l’attività politica non utilizzati da parte di tutti i parlamentari del M5S.

Con questi soldi sono state finanziate 4.327 aziende, con un credito erogato mediamente di quasi 22.000 euro, e abbiamo così permesso a più di 10.500 persone di trovare lavoro. Questo è quello che si può fare quando una forza politica, pur stando all’opposizione, è coerente, onesta e trasparente: l’avevamo promesso in campagna elettorale e manteniamo la parola data.

Abbiamo dimostrato che è possibile essere ottimi rappresentanti dei cittadini e utilizzare meno e meglio i soldi che loro  <<prestano>> per questa attività. Quanto si risparmierebbe se, invece di 120 parlamentari del M5S, lo facessero tutti i 1000 parlamentari, servitori della Repubblica Italiana, che chiedono continuamente sacrifici ai cittadini? Pur non risolvendo i problemi economici del Paese, certamente sarebbe un segnale concreto di riavvicinamento tra i rappresentanti istituzionali e la cittadinanza: abbiamo invitato spesso i parlamentari delle altre forze politiche a replicare la nostra iniziativa, ma nessuno ha mai accettato di rinunciare a questo eccesso di denaro che evidentemente costituisce un prezioso privilegio.

Trasparenza nella Pubblica Amministrazione: i soliti annunci di Renzi!

 

#‎Trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Su #‎FOIA è il solito pasticcio all’italiana, l’ennesima presa in giro del Governo.

A7BEz_DCAAEJHjM Con la legge delega per la riforma della Pubblica Amministrazione il Parlamento aveva dato l’incarico al Governo di rivedere le norme sulla trasparenza e l’accesso alle informazioni e ai documenti detenuti dalle amministrazioni sul modello del “Freedom of Information Act” statunitense.

f49fCnij PA3Da mesi Renzi e il suo governo si fa vanto di questa riforma epocale nel nome della trasparenza. Peccato che la bozza di decreto informale che gira in questi giorni, presentato dal Ministro Madia, tradisca ogni aspettativa.


Un esempio per tutti: se l’amministrazione decide di NON rispondere ad una richiesta di un cittadino, può semplicemente evitare di rispondere senza fornire nessuna motivazione. Sarà poi il cittadino interessato a dover fare ricorso al Tar (strumento ormai costosissimo e accessibile solo a pochi).
Vi sembra questa trasparenza?
L’impressione è che si vogliano scoraggiare le richieste di accesso a informazioni e documenti permettendo ai soliti noti di continuare a fare i propri affari sulle spalle dei cittadini.
Ma si dirà se l’amministrazione non risponde il funzionario addetto sarà sanzionato vero? Assolutamente no, non è prevista alcuna sanzione!


E’ questo il senso della trasparenza del Governo Renzi!!!

foia2-kBSH-U10503592779316kD-700x394@LaStampa.itIl decreto Madia tradisce lo spirito e la lettera della legge delega e va cambiato. Non consentiremo l’ennesima presa in giro a danno dei cittadini!


Schermata 2015-02-17 alle 18.55.18.e5192ce0Chiediamo che il Governo dia piena attuazione alla delega conferita dal Parlamento recependo le indicazioni del progetto #‎FOIA4Italy che da anni aspetta di essere realizzato.

Più di mezzo milione alle PMI!

BannerRESTITUTIONPUGLIADal nostro ingresso a Palazzo Madama e Montecitorio, i portavoce, deputati e senatori, 5 Stelle hanno restituito 635.362,67 euro, rinunciando alle indennità aggiuntive di carica e rendicontando in modo trasparente le spese. Nell’ultimo trimestre, altri 110 mila euro al Fondo per le PMI!

L’avevamo promesso sui palchi in campagna elettorale e continuiamo imperterriti a mantenere la parola data agli elettori italiani, nonostante i costi della politica non siano più una priorità del Governo Renzi e pare siano stati accantonati nel dibattito pubblico del Paese. I parlamentari pugliesi del M5S, dieci tra deputati e senatori, infatti, hanno provveduto alla rendicontazione dell’ultimo trimestre (da aprile a giugno 2014), contribuendo ancora una volta con quasi 110 mila euro al Fondo per le Piccole e Medie Imprese, così da permettere il conferimento di prestiti alle aziende italiane e sostenere l’economia ed i posti di lavoro nazionali. Il fondo ha già permesso, difatti, di far erogare dagli istituti di credito ben 91 milioni di euro di prestiti a favore di startup innovative e incubatori certificati, con notevoli incrementi nell’ultimo periodo.

I portavoce alla Camera dei Deputati Giuseppe L’Abbate, Giuseppe D’Ambrosio, Diego De Lorenzis, Francesco Cariello, Emanuele Scagliusi, Giuseppe Brescia ed quelli al Senato della Repubblica Lello Ciampolillo, Barbara Lezzi, Daniela Donno e Maurizio Buccarella, oltre a rifiutare tutte le indennità ulteriori previste per le cariche istituzionali all’interno delle commissioni parlamentari, hanno rinunciato a 525.660,09 euro da metà marzo 2013, data di inizio dell’attuale Legislatura, a marzo 2014. Una cifra che, aggiunta agli ulteriori 109,702,58 euro, portano il totale dei soldi restituiti agli italiani a 635.362,67 euro. Soldi non spesi che, se incassati come da sempre fatto dai politici dei partiti, costituirebbero per giunta reddito non tassato.

Il nostro è un minimo contributo alle imprese del nostro Paese tartassate ogni giorno di più da una politica che mira allo spot, allo slogan e non ad azioni concrete. Non ci resta che invitare tutti gli interessati ad approfondire i meccanismi di funzionamento del fondo sul sito www.fondidigaranzia.it/imprese.html: si parla di soldi certi a disposizione di tutti gli italiani che possono aiutare chi è in difficoltà. Quel che diciamo, facciamo e continueremo a fare. Nonché invitare i politicanti dei partiti a passare dalle parole contro i costi della politica finalmente ai fatti. Li abbiamo visti spesso emulare le nostre iniziative, le nostre proposte di legge ed addirittura i nostri emendamenti, ci auguriamo sinceramente che vogliano emularci anche questa volta.

La scelta del M5S su “dove versare le eccedenze” si è focalizzata, sin dall’inizio, su un fondo che consentisse l’applicazione di più favorevoli condizioni economiche quando una piccola e media impresa italiana chiede un finanziamento ad una banca o ad un intermediario finanziario. Ma come funziona? Il Fondo interviene a garanzia del finanziamento concesso: l’impresa che ha bisogno di un finanziamento può, dunque, chiedere alla banca di garantire l’operazione mediante la garanzia offerta dal fondo e, pertanto, in relazione alla quota garantita che in alcuni casi può arrivare al 100%, l’intervento dell’intermediario finanziario (banca o confidi) è a rischio zero. Anche in caso di insolvenza da parte dell’impresa, il suo credito verrebbe risarcito dal fondo centrale di garanzia e, in caso di esaurimento fondi, direttamente dallo Stato. Tutte le piccole e medie imprese (compresi artigiani e professioni) possono rivolgersi alla propria banca di fiducia e “pretendere” che l’Istituto chieda la garanzia del Fondo PMI sul credito concesso, piuttosto che pretendere che l’azienda procuri altre garanzie.

Coerenza: noi restituiamo e rendicontiamo… gli Onorevoli?

diegoHD

In un momento di crisi di valori della società, il vostro supporto e controllo continua a farci mantenere la schiena dritta: il rispetto degli impegni sottoscritti sono le nostre linee guida.

Trattamento economico L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.

Per i dettagli date uno sguardo qui!

Ma dato che questo aspetto non è l’unico da valutare vi prego anche di guardare l’attività parlamentare e aiutarmi a darci ancora più voce.

Ricordo ancora che potete trovare qui tutte le informazioni relative al fondo di garanzia