Strada Statale 275: la posizione del M5S sugli ultimi sviluppi

 

Per decenni la politica ha discusso di un’opera che non aveva ragione di esistere perché sovradimensionata e probabilmente figlia di interessi particolari con la ovvia duplice conseguenza di aver stimolato appetiti discutibili e di aver condotto ad una situazione di stallo.

Da subito, il M5S ha rilevato le discrasie emergenti da progetti anacronistici e non funzionali alla valorizzazione del territorio, appoggiando il comitato SOS 275 e le migliaia di cittadini che chiedevano trasparenza nelle scelte progettuali. Abbiamo avuto il merito di mettere in luce le ridondanze delle ipotesi avanzate e il notevole impatto ambientale.

E anche quando tutte le amministrazioni locali hanno espresso il loro parere favorevole a questa opera, seppur ridimensionata e con vedute diverse su due tracciati differenti, in modo propositivo e concreto ho sottolineato come portavoce del M5S, grazie al contributo di tanti, la necessità di ridurre ulteriormente il consumo di suolo diretto e indotto, chiedendo ad Anas informalmente di valutare altre ipotesi progettuali che valorizzassero il tracciato esistente. Con questa scelta, la Regione conferma la bontà del nostro operato dopo mesi di annunci e pressioni per scegliere tra 2 tracciati che decisamente non rispondevano al criterio di recupero della infrastruttura già presente. A questo punto, crediamo che Anas possa lavorare al fine di ridurre ulteriormente l’impatto anche del primo lotto con altre modifiche non sostanziali nella progettazione definitiva.

Crediamo che la Regione Puglia e gli enti locali debbano puntare fortemente anche alla messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, evitando sprechi di denaro pubblico e non dimenticando che il diritto ad una mobilità puntuale, frequente, economica, rapida e comoda passa anche dal potenziamento delle Ferrovie Del Sud-Est in un quadro di spostamenti intermodali e integrazione tariffaria.

Statale 275 all’attenzione del governo nazionale

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridonoIl tema della strada statale è all’attenzione del Ministero è ho chiesto al sottosegretario Dell’Orco di incontrare nelle prossime settimane a Lecce tutti gli attori coinvolti per rassicurare l’opinione pubblica della volontà di questo Governo di sciogliere ogni nodo.

Inoltre, credo sia il caso di evidenziare che la terza ipotesi di tracciato renda palese la mistificazione su due punti che abbiamo sempre posto nella discussione affrontata in questi mesi sul secondo lotto: in primis che era possibile ragionare su soluzioni diverse dalle due ipotesi dibattute finora e in secondo luogo che è possibile valorizzare e riutilizzare in parte l’esistente adeguandolo a standard di sicurezza più elevati.

Infine, ho letto della contrarietà del Comune di Specchia che però appare condizionata e non assoluta e totale. Non si comprende quindi se sia solo una legittima preoccupazione sull’impatto ambientale che condividiamo ma che andrà affrontata e chiarita in altra fase, tanto che la progettazione definitiva è sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale, oppure se sia una opposizione strumentale atteso che spesso i Comuni hanno dato l’avallo al tracciato solo quando

SS 275 – Incontro con ANCE – Risposta alla lettera appello alla Politica

Egregio Presidente,

facendo seguito all’invito rivoltomi per l’incontro indetto presso la CCIAA di Lecce relativo all’ammodernamento della strada statale 275 Maglie-Leuca, sono a comunicare la mia impossibilità a prendervi parte in ragione dei lavori parlamentari che mi impegnano a Roma nella medesima giornata.
Purtroppo, il breve preavviso ha impedito ogni diversa organizzazione, per questo era stato cortesemente chiesto un rinvio dell’incontro – tuttavia disatteso – nell’intendimento di offrire una attiva partecipazione della politica, come l’Associazione stessa aveva auspicato.

Si è infatti ben consapevoli della urgente esigenza di addivenire ad una rapida risoluzione delle problematiche che attengono all’opera in parola: invero, non certo ritardi sono imputabili all’attuale compagine governativa che ha finora offerto elementi fattuali per fare chiarezza sulla soluzione migliore. A confermare la tesi del MoVimento militano le determinazioni sia dell’Autorità nazionale anticorruzione che ha accertato comportamenti non conformi alla normativa e qualificato il progetto definitivo posto a base di gara non più attuale, oltre che sovradimensionato, sia quelle dell’Anas che ha disposto l’annullamento del provvedimento di aggiudicazione già adottato.

Il MoVimento, invero, fin dal più risalente impegno relativo a quest’opera, si è reso sempre partecipe e motore nelle azioni di sollecito.

Finora tuttavia scelte lontane dai bisogni dei cittadini e dalle esigenze dei territori hanno impedito un esito positivo e rapido. Unitamente a ciò anche i contenziosi promossi dalle imprese hanno contribuito ad un allungamento dei tempi.

Tempi che attualmente, sul primo lotto, risultano allineati alle previsioni. Sul secondo lotto, invece, insiste sia l’assenza di positiva sintesi fra le posizioni degli enti locali coinvolti e sia la mancanza di una progettazione definitiva. Il terzo, proposto da Anas, invece, costituisce una ipotesi nuova che smentisce la validità della sola alternativa fra due uniche soluzioni, confermando la possibilità del recupero di parte del tracciato esistente.

Su quest’ultima proposta, sia personalmente sia il MoVimento, si garantisce piena e concreta disponibilità a ragionare e lavorare, scevri da pregiudizi di sorta, ascoltando gli enti coinvolti, i cittadini e i territori, assicurando ogni necessario contributo del fare, con assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. Individuata la soluzione migliore, ci si adopererà per il reperimento delle necessarie risorse.

Rinnovando ogni più completa disponibilità, si porgono
Distinti saluti

Roma-Lecce, 7 giugno 2019
Diego De Lorenzis

Vice Presidente
Commissione IX “Trasporti, Poste e Telecomunicazioni”
Camera dei deputati

Elezioni comunali a Lecce

Ieri sera una bella festa a Lecce con Arturo Baglivo, una squadra piena di entusiasmo e coraggio per vincere contro l’armata dei soliti noti o di loro burattini, incapaci di cambiare davvero come dimostra la mole di finte liste utili solo a rastrellare voti per portarli nei contenitori vuoti di sempre!
#VotateviAlCambiamento

Alcune riflessioni sul decreto sblocca cantieri

Le dichiarazioni di noti e stimabili professionisti, dell’ANAC e delle associazioni di categoria sul decreto sblocca cantieri inducono ad una serie di riflessioni. Intanto, va dato atto a ciascun intervento nel merito, di aver messo in luce aspetti positivi e criticità che certamente possono essere da stimolo nella discussione parlamentare del provvedimento durante le prossime settimane quando le camere affronteranno la conversione in legge del decreto.

In secondo luogo, è altrettanto evidente che il timore di possibili aspetti relativi alla corruzione e ad altri fenomeno distorsivi della concorrenza, non tiene in debita considerazione il nuovo impianto regolatorio che ha introdotto due aspetti assolutamente innovativi volti a limitare la corruzione: se per un verso, si punisce maggiormente corrotti e corruttori della PA, arrivando ad escludere ogni futura possibilità di collaborazione per chi sia riconosciuto colpevole di tali reati, dall’altro si vuole fornire ulteriori e più efficaci strumenti di indagine agli organi di polizia attraverso l’estensione della figura dell’agente sotto copertura, già previsto per altre fattispecie.

Grazie a queste novità, è stato possibile introdurre quei meccanismi di snellimento burocratico tanto attesi dagli operatori economici: tali semplificazioni porteranno inoltre l’ulteriore vantaggio di dare maggiori certezze con minori contenziosi, cioè alleggerire la giustizia amministrativa rendendo più celere la cantierizzazione delle opere.
L’intento di questo Governo è quello di semplificare realmente i procedimenti della PA e delle imprese di cui gli appalti sono parte consistente e fondamentale, riducendo molto gli adempimenti su carta ex ante, con la volontà di concentrarsi sul reale adempimento degli obblighi di legge e sulla correttezza delle procedure, con severe verifiche ex post come avviene in tanti altri Paesi. Siamo certi che gli effetti di questa rivoluzione daranno a brevissimo un impulso enorme all’economia e all’occupazione perché accelereranno i cantieri delle opere davvero utili per i cittadini.

A tale riguardo, per quanto riguarda le infrastrutture locali, occorre sottolineare che le semplificazioni introdotte produrranno grande slancio anche nella aggiudicazione e alla realizzazione del primo lotto della SS 275, che contrariamente alla narrazione di molti non è affatto bloccata: nel giro di pochi anni il Salento potrà avere un arteria sicura e scorrevole a 4 corsie fino a Tricase come da progetto unanimemente approvato.

Strada statale Bradanico-Salentina

Per questo asse viario c’è un forte interesse pubblico e del M5S: il collegamento tra i due capoluoghi di provincia, già previsto nel contratto Mit-Anas, é stato confermato da questo governo tra gli interventi prioritari e pertanto si procederà con le fasi indicate per la realizzazione del miglioramento dell’arteria.

Comprendo la frustrazione di chi ha ascoltato la politica discutere per anni, e decenni, ma ribadisco che il pregresso è ormai superato e presto i cittadini avranno la riprova che questo Paese non è affatto bloccato e che questa maggioranza conferma le opere utili ai cittadini che hanno diritto di vedere impiegati i soldi delle tasse in infrastrutture che migliorino la propria qualità della vita; per questo l’esecuzione dei lavori dell’Anas sull’importante arteria è stata sostenuta, ritenendo gli interventi da completare necessari e urgenti.

Ferrovie turistiche: il vandalismo criminale e l’incuria della Regione

A seguito del furto nella stazione di Novoli di entrambi i radiatori dalla locomotiva BB 160, di uno dei due radiatori dalla locomotiva BB 162, di apparecchiature varie e arredi dall’automotrice Breda Ad 80 e dalla rimorchiata R 553, sono intervenuto per ribadire che il furto di componenti dai rotabili di rilevanza storica, tutelati dalla Soprintendenza e destinati a essere riqualificati in chiave turistica è un danno gravissimo ai beni storici del nostro territorio, lasciati alla mercé di tutti a causa dello stallo in Regione Puglia, che ancora non ha trovato la soluzione per la loro tutela e valorizzazione, considerato che la Regione non è riuscita ancora a trovare un accordo con la Fondazione Fs.

Nel momento in cui il Parlamento riconosce il ruolo delle associazioni museali nella legge per il turismo ferroviario, è inaccettabile assistere a queste vicende: visto che l’alto potenziale turistico dei progetti che potrebbero interessare questi quattro rotabili, chiedo con urgenza lo spostamento dei mezzi presso la stazione di Gallipoli, unica al momento ad avere caratteristiche idonee per proteggere questi beni da successivi furti perché, visto anche quanto accaduto nello scalo Trenitalia di Surbo, dobbiamo impedire che tali azioni criminali accadano nuovamente. 

Su infrastrutture al sud e Alta capacità (o alta velocità di rete) Napoli-Bari (-Taranto/Lecce)

L’aggiudicazione del bando da 608 milioni di euro per un altro lotto della nuova linea Napoli/Bari conferma, contrariamente a quanto dichiarato recentemente da alcuni esponenti politici, che c’è una grande attenzione del Governo e della maggioranza a colmare veloce il gap infrastrutturale del Mezzogiorno e alla realizzazione immediata di opere utili per i cittadini con l’apertura dei cantieri. Inoltre, vale la pena specificare che non è corretto dire che questa linea aumenti solo la capacità, cioè il numero dei treni che possono transitare in un’ora. Il progetto prevede la velocizzazione di una parte del tracciato esistente e la realizzazione ex novo dei tratti in variante per eliminare le pendenze eccessive e le curvature più strette, rendendo quindi possibile una velocità media di percorrenza che passa da 80km/h a 150km/h.

Questo è una scelta progettuale che porta ben 3 vantaggi: in primis, avere una linea che possa continuare ad essere sfruttata anche dai treni regionali, interregionali e intercity, cioè non ad uso esclusivo dei freccia, con un impiego efficiente delle risorse; in secondo luogo, si dimezzeranno i tempi di percorrenza rendendo inutile l’uso dell’aereo e dell’auto, determinando quindi un incremento delle possibilità per raggiungere la capitale a prezzi accessibili e in modo eco sostenibile e infine questi enormi vantaggi si ottengono impiegando 1/4 delle risorse necessarie ad una linea dedicata che avrebbe reso impossibile interventi per il contemporaneo miglioramento della rete esistente per il trasporto regionale senza avere prezzi inaccessibili per il servizio freccia che avrebbe dovuto sostenere la realizzazione di una linea dedicata.

Inoltre, questa nuova linea veloce sarà implementata fino a Taranto, con raddoppio binari e ammodernamento tecnologico e fino a Lecce, già in parte realizzata attraverso soppressione passaggi a livello, ammodernamento tecnologico consentendo di andare a breve a 200 km/h tra Lecce e Bari (per ora fino a Brindisi).

Proprio la buona riuscita del commissariamento della realizzazione di questa opera, sta inducendo il ministro Toninelli a pensare di operare allo stesso modo per altre infrastrutture da realizzare, per esempio in Puglia, il raddoppio della linea adriatica Termoli e Lesina (che la Cgil confonde con la Napoli-Bari!), il nodo ferroviario di Bari Nord, la bretella all’aeroporto di Brindisi e altre opere che devono passare rapidamente dalla fase di progettazione a quella di cantiere!

I rifiuti abbandonati e le nostre responsabilità

La situazione che da giorni viene denunciata sull’abbandono dei rifiuti è frutto di molteplici fattori. Certamente in taluni casi, c’è la scarsa attenzione e impreparazione delle amministrazioni locali e dei proprietari delle strade che invece di accogliere le istanze dei cittadini come l’adozione di sistemi automatici per il tracciamento delle segnalazioni di degrado come decorourbano.it e l’uso delle “fototrappole” hanno preferito chiudersi “nel palazzo” dimostrandosi sordi alle soluzioni che avrebbero certamente facilitato a costo zero le azioni di propria competenza.

Inoltre, è innegabile talvolta la loro incapacità di negoziare con le imprese incaricate della raccolta dei rifiuti e di intraprendere virtuosamente iniziative volte a risparmiare risorse da destinare alla cura del territorio sotto la propria responsabilità, atteso che questi servizi vanno garantiti, come accade altrove, dai tributi locali che la gran parte dei cittadini paga con regolarità. Non può infatti essere avallata la tesi di scarsità delle risorse, esistendo centinaia di Comuni italiani virtuosi che riescono a trovarle attraverso una gestione parsimoniosa e oculata.

Vale allora la pena chiedersi con quale finalità i Comuni e la Provincia si fanno promotori di ricorsi nelle sedi giudiziarie per avere tariffe sulla raccolta dei rifiuti che scongiurino l’ecotassa, che senso abbia lamentarsi dei modelli turistici “mordi e fuggi”, della situazione difficile delle infrastrutture e dei servizi di trasporto, quale sia la visione che guida la fruizione consapevole del territorio con iniziative volte alla valorizzazione delle specialità enogastronomiche, dei sentieri naturalistici e delle bellezza architettoniche, se la gestione ordinaria in capo a questi enti ci consegna degrado e incuria? Questa situazione non può essere risolta con risorse straordinarie atteso che riguarda la gestione ordinaria in capo agli enti locali.

Ma le responsabilità del pubblico ovviamente non esauriscono né costituiscono un’alibi per l’inciviltà di quei cittadini che si rendono colpevoli di danneggiare la salute altrui e recare gravissimo danno e pregiudizio all’immagine, all’economia e all’ambiente del nostro territorio.
Eppure le associazioni ambientaliste si moltiplicano, l’attenzione dell’opinione pubblica in questo momento storico è altissima e non mancano i momenti di sensibilizzazione della cittadinanza, non solo negli istituti scolastici.

È evidente altresì che dalla meritoria azione di alcuni cittadini “attivi” e dall’attenzione dei mezzi di comunicazione, cui deve andare il plausa per l’energia profusa, possa venire un decisivo supporto alla risoluzione del maggiore fattore concausa del fenomeno: l’indifferenza. Denunciare immediatamente tali situazioni di compromissione e di coloro che si rendono protagonisti di comportamenti tanto pericolosi, insieme al pronto intervento di chi ha la responsabilità del ripristino dei luoghi, sono i migliori deterrenti alla diffusione di queste pratiche irresponsabili e impediscono l’accumulo nel tempo e nello spazio dei loro effetti che oggi purtroppo sono emersi in tutta la loro orrenda brutalità.

Via della Seta e i porti del Sud Italia

La Via della Seta è un tema troppo importante per essere lasciato in mano ad approssimazioni e strumentalizzazioni politiche prive di fondamento.

Proverò a fare chiarezza sulla base delle informazioni avute direttamente dal Ministero dei Trasporti. In primis, nel Memorandum of Understanding di prossima sottoscrizione tra l’Italia e la Repubblica Popolare Cinese, che esprime una convergenza generale di interessi fra le parti e la volontà di collaborazioni in diversi settori, non si fa alcun particolare riferimento a progetti portuali italiani, in particolare alcun cenno è fatto ai porti di Genova e Trieste. Dunque, è assolutamente pretestuoso e fuorviante ritenere che l’area portuale di Taranto sia penalizzata rispetto ad altri porti.
Inoltre, nel quadro della Piattaforma di connettività Eu-China, iniziativa partita nel settembre 2015 e il cui obiettivo è quello di rafforzare lo scambio di informazioni, promuovere collegamenti di trasporti, creare opportunità di cooperazione per le imprese cinesi ed europee, è prevista una lista aperta e sempre emendabile su proposta delle parti. In questa lista sono previsti progetti per i porti di Trieste e Genova. Per il porto di Taranto, invece, non è stata mai espressa la volontà di un inserimento in tale Piattaforma e pertanto, al momento, non è previsto il suo coinvolgimento. Infatti, nell’ultima missione commerciale del precedente esecutivo, nell’anno 2017, furono sottoposte proposte commerciali riguardanti i porti di Genova e Trieste, e in riferimento all’area portuale di Taranto, tale proposta non fu mai concretizzata dal precedente Governo.
Esistono quindi accordi commerciali bilaterali delle Autorità di Sistema Portuali con le parti cinesi per i progetti portuali sopra richiamati (diga foranea per Genova e progetto ferroviario Trihub per Trieste), mentre evidentemente le Autorità di Sistema Portuale di Bari e di Taranto non hanno mai avviato alcun dialogo in tal senso.
Sarebbe utile per la qualità del dibattito pubblico affrontare questi temi con serietà e informazioni puntuali invece di usare polemica sterile.
È evidente come siano completamente strumentali le accuse, rivolte a questo Governo, che invece con grande impulso e determinazione si sta adoperando per ridurre il gap infrastrutturale del Mezzogiorno.