Libretto di circolazione e nuove multe… state tranquilli!

  STOP TRAFFICODa qualche giorno ricevo messaggi di persone allarmate da articoli di stampa relativi ad una disposizione normativa che prevede il pagamento di una multa di almeno 705 €, qualora il nome della patente non corrisponda a quello riportato nella carta di circolazione. Su vostra sollecitazione ho approfondito il tema anche contattando i dirigenti del Ministero dei Trasporti. Per una volta tanto Renzi non ha messo una nuova tassa!

La notizia infatti non è corretta: si tratta di una norma volta a favorire i controlli su coloro che affittano abusivamente dei mezzi o per quelle aziende che usano i mezzi dati in uso ad altri per ottenere vantaggi fiscali. La misura, introdotta dopo un lungo confronto con tutti i soggetti interessati (associazione delle compagnie di affitto mezzi, …), ha l’unico scopo di vietare l’intestazione fittizia dei veicoli ed è quindi volta a permettere alle forze di polizia di controllare che il proprietario del veicolo sia colui che è indicato nella carta di circolazione. Posso rassicurare che non si corre alcun rischio di sanzioni utilizzando, come comunemente accade, l’auto, la moto o un altro mezzo di cui non siamo proprietari come quella di un amico o di un parente.

Per chi voglia approfondire può continuare la lettura… La norma non è stata varata in questa legislatura ma è la legge n.120 del 29 luglio 2010 “Disposizioni in materia di sicurezza stradale.” (pubblicata in G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.) All’art.12, “Introduzione dell’articolo 94-bis e modifiche agli articoli 94 e 96 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di divieto di intestazione fittizia dei veicoli“, di tale legge, viene modificato l’art. 94 del codice della strada (decreto legislativo 285 del 1992) con l’introduzione del comma 4-bis, che riporto di seguito:

sanzioni4-bis. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 93, comma 2, gli atti, ancorché diversi da quelli di cui al comma 1 del presente articolo, da cui derivi una variazione dell’intestatario della carta di circolazione ovvero che comportino la disponibilità del veicolo, per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un soggetto diverso dall’intestatario stesso, nei casi previsti dal regolamento sono dichiarati dall’avente causa, entro trenta giorni, al Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici al fine dell’annotazione sulla carta di circolazione, nonché della registrazione nell’archivio di cui agli articoli 225, comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di omissione si applica la sanzione prevista dal comma 3.

Per semplicità riporto anche il comma 3 (art. 94 del C.d.S.): “3. Chi non osserva le disposizioni stabilite nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 705 a euro 3.526.

Pertanto la norma, che ha lo scopo di vietare l’intestazione fittizia dei veicoli, si applica esclusivamente, nei casi previsti dal regolamento, quando ci sono atti (diversi da trasferimenti di proprietà, costituzione di usufrutto, contratti di leasing) che comportino la variazione dell’intestatario della carta di circolazione o la disponibilità del veicolo per un periodo superiore a 30 giorni ad un soggetto diverso dall’intestatario.

All’indirizzo del ministero dei trasporti http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=normativa&o=vd&id=2172 trovate la Circolare Prot. 15513 del 10/07/2014 che chiarisce l’ambito di applicazione della norma e di cui riporto i passaggi di interesse:

carta circolazioneOGGETTO: Art. 94, comma 4-bis, c.d.s. e art. 247-bis, d.P.R. n. 495/1992 – Nuove disposizioni in materia di variazione della denominazione o delle generalità dell’intestatario della carta di circolazione e di intestazione temporanea di veicoli. 

Premessa – Com’è noto, il comma 4-bis dell’art. 94 c.d.s., introdotto dall’art. 12, comma 1, let. a), della legge n. 120/2010, prevede obblighi di comunicazione, finalizzati all’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione, in caso di atti, diversi da quelli previsti dal comma 1 del medesimo art. 94 c.d.s. (trasferimenti di proprietà, costituzione di usufrutto, contratti di leasing), dai quali derivino variazioni concernenti gli intestatari delle carte di circolazione, ovvero che comportino la disponibilità dei veicoli, per periodi superiori ai 30 giorni, in favore di soggetti diversi dagli intestatari stessi. La medesima norma ha altresì demandato al regolamento di esecuzione ed attuazione del codice della strada l’individuazione delle fattispecie ricadenti nella nuova previsione legislativa e, conseguentemente, si è resa necessaria una modifica del d.P.R. n. 495/1992, adottata con iI d.P.R. 28 settembre 2012, n. 198 il quale ha introdotto l’art. 247-bis. Detto decreto è stato pubblicato sulla G. U. n. 273 del 22 novembre 2011 ed è in vigore dal 7 dicembre 2012. E’ altrettanto noto, tuttavia, che si è reso necessario procrastinare la concreta applicazione del richiamato art. 247-bis in attesa della realizzazione delle procedure informatiche indispensabili per dar corso ai procedimenti amministrativi di aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione, così come prescritto dall’art. 94, comma 4-bis, c.d.s..

Ciò premesso, si comunica che la predisposizione delle predette procedure informatiche è stata condotta a termine, con l’avvertenza che le stesse, al momento, non si applicano ai veicoli in disponibilità di soggetti che effettuano attività di autotrasporto sulla base di:

-iscrizione al REN o all’albo degli autotrasportatori;

-licenza per il trasporto di cose in conto proprio;

-autorizzazione al trasporto di persone mediante autobus in uso proprio o mediante autovetture in uso di terzi (taxi e ncc).

Con riferimento ai predetti veicoli, infatti, verranno emanate apposite disposizioni.

Si evidenzia, inoltre, che le procedure in parola saranno concretamente operative a partire dal 3 novembre 2014, al fine di consentire, in particolare, alle Forze dell’Ordine e all’utenza professionale interessata di adottare le necessarie misure organizzative. Pertanto, fino alla predetta data, resta ferma l’impossibilità di concreta applicazione delle sanzioni previste dall’art. 94 c.d.s. in relazione alle fattispecie per le quali trova applicazione il richiamato comma 4-bis, così come già segnalato al Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno con nota prot. n. 33691 del 6 dicembre 2012. Al riguardo, si precisa che è fatto obbligo di annotare sulla carta di circolazione e nell’Archivio Nazionale dei Veicoli i dati relativi agli atti posti in essere a decorrere dal 3 novembre 2014. Pertanto, in caso di omissione, saranno applicabili nei confronti dell’avente di causa le sanzioni previste dal medesimo art. 94, comma 4-bis, c.d.s.. Laddove richiesto dagli utenti interessati, resta ovviamente salva la possibilità di provvedere all’aggiornamento delle carte di circolazione e dell’Archivio Nazionale dei Veicoli anche con riferimento agli atti insorti anteriormente al 3 novembre 2014, ed in specie quelli posti in essere tra il 7 dicembre 2012 ed il 2 novembre 2014; in tal caso, tuttavia, l’eventuale omissione non dà luogo alla applicazione delle predette sanzioni. Ciò premesso, con la presente circolare si forniscono le necessarie direttive per l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e per l’emissione dei tagliandi di aggiornamento delle carte di circolazione nelle ipotesi contemplate dalla nuova disciplina[…]

A) Ambito oggettivo di applicazione – Tenuto conto delle fattispecie individuate dall’art. 247-bis del d.P.R. n. 495/1992 e delle avvertenze illustrate in Premessa, le nuove procedure trovano al momento applicazione esclusivamente con riferimento alle carte di circolazione relative agli autoveicoli, ai motoveicoli ed ai rimorchi, la cui disponibilità non sia assoggettata al possesso di titoli autorizzativi, nel caso in cui:

– vi sia una variazione della denominazione dell’ente intestatario;

-vi sia una variazione delle generalità della persona fisica intestataria;

-un soggetto abbia la temporanea disponibilità, per un periodo superiore a 30 giorni, di un veicolo intestato ad un terzo, a titolo di comodato, in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale o di un contratto di locazione senza conducente;

-si debba procedere alla intestazione a nome di soggetti giuridicamente incapaci. […]

La circolare continua elencando le ipotesi contemplate dalla vigente disciplina:
C) Variazione della denominazione o della ragione sociale dell’ente intestatario della carta di circolazione
D) Variazione delle generalità della persona fisica intestataria della carta di circolazione
E) Intestazione temporanea di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi
E.1) Comodato
E.1.1) Comodato di veicoli aziendali
E.2) Custodia giudiziale
E.3) Locazione senza conducente
E.4) Locazione senza conducente di veicoli da destinare ai Corpi di Polizia Locale
E.5) Intestazione di veicoli di proprietà di soggetti incapaci di agire
E.6) Altre fattispecie
E.6.1) Utilizzo di veicolo intestato al de cuius
E.6.2) Utilizzo di veicoli con contratto “rent to buy’
F) Furto, smarrimento, distruzione o deterioramento della carta di circolazione
G) Veicoli facenti parte del patrimonio di un “trust”
H) Variazione della sede di imprese esercenti la locazione di veicoli senza conducente

Assunzioni del personale militare: l’Enav eviti gli sprechi

8197559402_f025fae71fL’interrogazione parlamentare chiede ai Ministri dei Trasporti, della semplificazione per PA, delle Finanze e a quello della Difesa, di sapere se ENAV si sta attenendo al decreto-legge n. 90 del 24 giugno del 2014 che sancisce l’agevolazione del passaggio del personale in possesso delle abilitazioni di controllore del traffico militare impiegato, nei corrispondenti ruoli del personale civile dell’ENAV entro il limite del relativo fabbisogno secondo i criteri di mobilità geografica e di anzianità di servizio e senza limite di età anagrafica.

I Ministri del Governo Renzi si impegnino affinché Enav si adoperi, in vista delle nuove assunzioni, a perseguire quanto stabilito dal decreto, acquisendo i controllori di volo del traffico militare prima di intraprendere un nuovo percorso di selezione di personale operativo esterno

ENAV Spa, infatti, ha provveduto ad emanare un apposito piano tendente nell’ambito dei 21 impianti denominati a basso traffico, alla contestuale riduzione degli orari di servizi, degli organici disponibili e delle configurazioni tecnologiche standard, predisponendo un piano di mobilità geografica che porta il personale ENAV al trasferimento verso altra sede e tale riordino dell’organico operativo porterà alla assunzione di circa 150 nuove figure professionali per sopperire alle esigenze così venutesi a creare.

Il personale proveniente dall’Aeronautica Militare è già qualificato e immediatamente disponibile. Non utilizzare queste risorse preziose rappresenterebbe un vero spreco, oltre che una inadempienza normativa. Anche perché qualora ENAV assuma nuovo personale non preparato, dovrebbe effettuare dei corsi di formazione ed addestramento del personale operativo da inviare negli aeroporti così detti a basso traffico. una spesa che potrebbe essere evitabile.

enavInoltre nel testo della interrogazione si chiede se il Governo abbia preso in considerazione gli sviluppi del tessuto aeroportuale italiano, e ne abbia valutato le conseguenze dirette e indirette sul piano nazionale aeroporti.

Il Governo non solo deve far rispettare quanto stabilito dal decreto, ma deve essere conscio dell’aggiornamento che si è venuto a creare anche a seguito alla decisione di ENAV di anticipare, al 2014, anziché dal 1o gennaio 2015, la suddivisione degli aeroporti nazionali in base al numero di movimento annui.

Il M5S continuerà a mantenere l’attenzione alta su questo argomento affinché il personale militare non rimanga solo o ancor peggio vittima dei soliti slogan del Governo Renzi.

Alta velocità Napoli-Bari? Solo slogan del governo e bugie della maggioranza

blocca lo sblocca  Il Partito Democratico continua a fornire informazioni sbagliate ai cittadini. Non vi sarebbe alcuna Alta Velocità ma solamente modifiche al tracciato ed alle tecnologie utilizzate

Il Governo e il Partito Democratico mentono sapendo di mentire: la tratta Napoli-Bari non è e non sarà una tratta Alta Velocità, come testimoniato dalla stessa RFI in commissione Ambiente durante le audizioni per il decreto #SfasciaItalia. La direttiva europea, infatti, stabilisce che per essere definita “Alta Velocità”, una tratta deve poter permettere ai treni di viaggiare ad almeno 250 km/h mentre per la Napoli-Bari le velocità raggiunte saranno notevolmente inferiori consentendo in gran parte il trasporto ferroviario sui medesimi binari regionali ed interregionali attualmente in uso.

italia_rossaAVA parte il tratto in Irpinia, con la variante di Grottaminarda voluta dal territorio campano, che costituisce un nuovo tracciato e che consentirà la dismissione del precedente, il resto della tratta Napoli-Bari consiste in raddoppi di binario e adeguamenti tecnologici nel sistema di segnalazione. Inoltre, nel progetto ‘Napoli-Bari’ sono inserite già le tratte Bari-Taranto (già in cantiere) e Bari-Lecce con adeguamenti tecnologici che non riguardano i binari ma i sistemi di segnalamento per aumentare la velocità con la stessa infrastruttura. Nel medesimo decreto, sono stanziate anche risorse per interventi di adeguamento tecnologico della linea adriatica Bologna-Lecce sempre del medesimo tipo. Logoav3dnInvece di raccontare narrazioni, la giunta regionale ci spieghi come mai ancora nessun ente locale abbia avanzato la richiesta di studi di fattibilità per favorire l’intermodalità delle persone, proponendo per esempio un collegamento ferroviario con gli aeroporti di Brindisi, Foggia e Taranto. Spieghino ai pugliesi perché si costruiscono opere come la strada statale 275 o la regionale 8, devastanti del paesaggio e in totale spregio dei suggerimenti delle tante associazioni e dei comitati che si battono da anni per tutelare il territorio da una politica che vuole solo cementificare. Come al solitoil PD e la Regione Puglia continuano a raccontare favole e ad esprimere posizioni che in seguito non si concretizzano in veri atti politici. Come sempre, tante chiacchiere ma poca sostanza, è questo il leitmotiv di questo finto centrosinistra pugliese. Il cosiddetto decreto Sblocca Italia rivela la volontà del Governo Renzi e del Partito Democratico, che su opere come questa vorrebbero agire ancora con commissari straordinari, procedure di silenzio e assenso, deroghe alle attuali normative e tacitare gli enti locali nonché il confronto con i cittadini. Se il PD vuole gestire in questo modo autoritario il Paese, il M5S sarà al fianco dei cittadini che si oppongono a questa deriva vergognosa!

 

 

Aeroporti di Puglia: il ministro faccia chiarezza!

ENACFavoritismi negli scali, spese e affidamenti milionari senza bandi di gara, assenti i contratti di programma, previsti per legge, per gli aeroporti di Foggia e Grottaglie. Questi i punti cardine dell’interrogazione parlamentare, indirizzata al Ministro Lupi.

Bisogna chiedersi se gli aeroporti pugliesi siano gestiti in maniera corretta. I contratti di programma sono una condizione necessaria, assieme alla convenzione, per la concessione degli aeroporti. Per cui stupisce che questi, ad oltre 10 anni dall’affidamento, non siano rintracciabili per due dei quattro scali della Puglia. I contratti di programma sono stipulati tra l’Enac e le società di gestione e disciplinano il profilo tariffario, la realizzazione del piano degli investimenti e il rispetto degli obiettivi di qualità e di tutela ambientale. Mancando il contratto di programma sembra mancare anche quanto previsto dalla normativa vigente.

Anche la stessa convenzione non sembrerebbe essere rispettata. La Convenzione n. 40, infatti, disciplina i rapporti conseguenti all’affidamento della concessione ad Aeroporti di Puglia per la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, l’adeguamento, la gestione, la manutenzione e l’uso degli impianti e delle infrastrutture aeroportuali, comprensivi dei beni demaniali e prevede che la società di proprietà della Regione Puglia debba gestire ciascun aeroporto adottando ogni opportuna iniziativa in favore delle comunità territoriali vicine, in ragione dello sviluppo intermodale dei trasporti e ad assicurare lo svolgimento delle attività di aviazione generale comunque compatibili con l’operatività aeroportuale.

Ryanair_b737-800_nykoping_ei-csv_arp Inoltre, AdP S.p.A. deve provvedere ad erogare i servizi di propria competenza con continuità e regolarità, nel rispetto del principio di imparzialità e secondo le regole di non discriminazione dell’utenza. Se ciò che è scritto nei regolamenti, nelle convenzioni e nei contratti corrisponde al vero, viene normale chiedersi come mai John Alborante, sales & marketing manager per Italia, Grecia e Croazia per Ryanair, non sia mai stato informato dalla Regione Puglia o da Aeroporti di Puglia dell’esistenza degli aeroporti di Foggia e di Taranto, nonostante la Regione paghi ben 12 milioni di euro a Ryanair e dalle ultime fonti stampa si parla addirittura di 85 milioni di euro per i prossimi 5 anni, per scegliere la Puglia come meta di destinazione dei voli. Per non parlare delle mancate gare di appalto effettuate dal gestore, con cui AdP ha dato in gestione diretta diversi servizi. Servizi che si sono rivelati molto più costosi di quel che prevedono i prezzi di mercato. Sembrerebbe, quindi, evidente che ci siano aspetti su cui si debba fare chiarezza, verificando anche il rispetto della concorrenza reale tra gli aeroporti e il vincolo di non discriminazione dell’utenza. Il Ministro dei Trasporti Lupi chiarisca se Aeroporti di Puglia S.p.A. stia rispettando, prima ancora dei regolamenti e delle carte, la dignità della nostra splendida regione che merita un servizio efficiente e non le solite narrazioni in salsa vendoliana.

 

Decreto “Competitività”, M5S: approvato l’impegno sul trasporto merci ferroviario

iss_4137_00287_1_o2fepd33Approvato alla Camera dei Deputati nell’ambito della conversione del decreto legge “Competitività”, l’impegno volto all’incentivazione del trasporto merci su ferro e sul potenziamento ed ammodernamento infrastrutturale delle reti ferroviarie esistenti.

Il trasporto ferroviario è di importanza primaria per un Paese che punta a migliorare la sua capacità produttiva e di coesione sociale, ed è al contempo di gran lunga maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale, rispetto al trasporto su gomma.

Se a questo aggiungiamo che migliorando il trasporto di merci su ferrovia si riduce indirettamente anche il traffico su gomma, è evidente, non solo una diminuzione dei costi ambientali dovuti all’inqunamento, ma anche di quelli sociali e sanitari dovuti agli incidenti stradali. Da questa considerazione si coglie l’importanza dell’ordine del giorno presentato dal MoVimento 5 Stelle ed approvato dal Governo!

0101Attualmente l’Italia risulta arretrata rispetto a molti altri Paesi non solo Europei, in merito ai servizi forniti alle utenze ed agli operatori ed è necessario creare i presupposti per un netto miglioramento dei servizi offerti, in linea anche con gli obiettivi sanciti dal Libro bianco sui trasporti della Commissione Europea del Marzo 2011, che prevede tra gli altri, 4 obiettivi nell’ottimizzare l’efficacia delle catene logistiche multimodali. Bisogna incrementare l’uso di modi di trasporto più efficienti sotto il profilo energetico, realizzando in particolare, l’obiettivo che richiede che entro il 2030, per le percorrenze superiori a 300 km, il 30 % del traffico merci su strada venga trasferito verso altre modalità di trasporto, come la ferrovia o le vie navigabili e che tale percentuale arrivi al 50% nel 2050.

Speriamo che l’Esecutivo tenga fede agli impegni presi e che non provi più a depotenziare e disincentivare il trasporto ferroviario, soprattutto quello relativo alle merci; il MoVimento 5 Stelle dopo aver contribuito a sventare l’aumento del costo tariffario energetico per il trasporto ferroviario, previsto dal Governo Renzi, continuerà a vigilare e a proporre soluzioni per rendere i trasporti in Italia più efficienti e maggiormente fruibili per i cittadini, ponendo la tutela ambientale come elemento irrinunciabile!

 

“Sblocca Italia”: solo il 25% dei comuni pugliesi risponde al governo!

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Su 258 paesi solo 65 hanno inviato segnalazioni al Governo per sbloccare opere incompiute e progetti bloccati causa burocrazia o patto di stabilità

Pubblicate sul sito del Governo il numero di richieste dei Sindaci per lo “Sblocca Italia”. I primi cittadini italiani avrebbero dovuto segnalare i problemi per progetti ed opere incompiute dovuti, tra gli altri a patto di stabilità, richieste di finanziamento, problematiche con regioni ed enti. Su 258 comuni esistenti sul territorio pugliese, solo 65 hanno inviato segnalazioni al Governo. Le richieste dei comuni suddivise per provincia arrivano due dalla BAT (su 10 comuni esistenti), 13 dalla provincia di Bari (su 41), 5 dal brindisino (su 20), 13 dalla Capitanata (su 61), 27 dalla provincia di Lecce (su 97) e solo 5 richieste dal tarantino (su 29 comuni).

Evidentemente la stragrande maggioranza dei Comuni in Puglia non ha alcun problema oppure, molto più probabilmente, molti Sindaci non si sono accorti di questa possibilità, facendo perdere al proprio territorio delle opportunità. I cittadini devono sapere quanto i primi cittadini da loro votati siano assenti, in realtà, quando si tratta di poter avanzare delle richieste per risolvere i problemi attinenti al proprio territorio. Infine, chiediamo ai sindaci di pubblicare le missive indirizzate al Governo: è diritto dei cittadini avere un rapporto trasparente con la pubblica amministrazione. I pugliesi devono sapere cosa chiedono, per conto loro, gli amministratori locali.

Disservizi al portale dell’automobilista: il ministro Lupi risponda

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Dopo il blocco del servizio telematico della Motorizzazione, chiedo un intervento del Ministero dei Trasporti a sostegno dei lavoratori e delle potenzialità dello stesso. A causa di problemi tecnici, nei giorni scorsi si è bloccato il servizio telematico fornito dall’Ufficio centrale operativo del CED della Direzione generale per la motorizzazione, che fornisce il servizio per il rilascio ai cittadini del rinnovo delle patenti di guida. Il problema è stato causato da un anomalo funzionamento de “Il portale dell’automobilista”. Disagi avvertiti anche dagli operatori accreditati del settore, impossibilitati a poter completare ed inoltrare le pratiche. Il M5S chiede chiarezza e soluzioni al Ministro Lupi tramite una interrogazione parlamentare.

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Il MoVimento 5 Stelle ritiene molto funzionale e un’ottima innovazione quella fornita dal Ufficio centrale operativo del CED. Il servizio ha ottimizzato e velocizzato le procedure, abbassato notevolmente i costi e ridotto l’enorme quantitativo di carta utilizzata con risvolti positivi, per l’ambiente e per tutti i cittadini che richiedono il rinnovo della patente di guida in tempi celeri. Nonostante ciò, questo servizio nei giorni scorsi si è bloccato, creando grandi problemi agli addetti ai lavori. Persino il servizio sostitutivo, appositamente pensato nei casi di problemi di accesso al portale, non ha funzionato a dovere. Il Ministro Lupi dovrà rispondere anche di questo e spiegare come mai il servizio sostitutivo rappresentato dal lavoro del call center non è stato all’altezza della situazione. Se il sistema informatico centrale ha dei problemi come possono i lavoratori impiegati nel call center risolvere al meglio le pratiche inoltrate dai soggetti accreditati? Inoltre, chiediamo di dissolvere ogni dubbio sull’impiego di società esterne e sulla tipologia dei contratti, perché riteniamo che la tranquillità lavorativa degli operatori telematici possa essere un aspetto in grado di migliorare il servizio offerto. Pensiamo, infatti, che il servizio offerto dal CED debba essere sostenuto ed incoraggiato da parte del Ministero, con adeguate risorse al dipartimento che eroga il servizio, in termini di personale e dotazione strumentale affinché, in futuro, non si ripetano queste problematiche. Lupi accantoni le attenzioni per le ‘grandi opere inutili’ e si concentri seriamente nei servizi ai cittadini.