Autostrade: la sicurezza prima del profitto. Chi ha sbagliato deve pagare.

Intervista su concessioni autostradali e ricostruzione del Ponte Morandi

1) A quasi un anno dal crollo del Ponte Morandi, arriva la richiesta dei ministri M5S di revocare la concessione ad Autostrade. È l’applicazione del principio “chi sbaglia paga”?

Abbiamo sempre sostenuto, anche prima della tragedia del Ponte Morandi, che il sistema di gestione delle autostrade andava cambiato. Vogliamo fare in primis gli interessi dei cittadini e significa più investimenti per garantire sicurezza e qualità dei servizi offerti. E se chi ha questo compito, preferisce seguire logiche di profitto a discapito dell’incolumità dei cittadini, allora è sacrosanto il principio del “chi sbaglia paga.

2) Secondo Di Maio “per anni i concessionari delle autostrade hanno solamente arricchito il proprio portafoglio” attraverso gli aumenti dei pedaggi “spesso senza garantire un’adeguata manutenzione”. Si riferiva solo ad Autostrade o anche ad altri concessionari?

Non posso rispondere a quanto affermato da altri, ma posso dire che non è pensabile che in Italia ci siano infrastrutture pericolose a causa della poca manutenzione mentre invece i pedaggi sono sempre più cari, e questo vale per chiunque detenga le concessioni.

3) Dal prossimo gennaio Di Maio ha anche annunciato una rivoluzione nel sistema dei pedaggi che consentirà di ridurre le tariffe e di recuperare efficienza anche oltre il 20%. Ciò presuppone controlli più incisivi sull’attività di gestione dei concessionari?

Sì, oltre all’intervento sulla riduzione dei pedaggi, in collaborazione con l’Autorità di regolazione dei Trasporti, monitoreremo anno per anno gli investimenti dei concessionari autostradali.

4) Come chiarito dal premier Conte, dal 2020 si passerà ad un nuovo Piano unico tariffario nazionale che sostituirà i sei attualmente esistenti per evitare sperequazioni e disuguaglianze. Il metodo la convince?

Assolutamente. Finalmente abbiamo un piano unico a livello nazionale per le concessioni autostradali e non sei diversi sistemi tariffari attualmente applicati. Questo avrà effetti positivi sulla cittadinanza, perché avremo pedaggi più contenuti e tariffe trasparenti.

5) Tornando ad Autostrade, non sono un mistero i dubbi della Lega sulla revoca della concessione anche in vista di un possibile ingresso di Atlantia in Alitalia. Sono dubbi condivisibili?

Sono due vicende completamente slegate l’una dall’altra. Per la tragedia di Genova ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Per quanto riguarda Alitalia sono i commissari a ricevere le offerte e ancora non sono arrivate. Sei i concessionari di autostrade vogliono contribuire al rilancio di Alitalia possono farlo, ma questo non comporterà alcun passo indietro da parte di questo governo sulla linea delle concessioni.

Conferenza stampa sulle modifiche al Codice della strada

Sempre più Sicuri In Città!

Le proposte di modifica al Codice della strada targate MoVimento 5 Stelle.
Rivedi la Camera la conferenza stampa dei deputati della commissione Trasporti.

Sempre più #SicuriInCittà! Le proposte di modifica al Codice della strada targate MoVimento 5 Stelle.In diretta dalla Camera la conferenza stampa dei deputati della commissione Trasporti. Collegatevi!

Publiée par MoVimento 5 Stelle Camera sur Mercredi 15 mai 2019

Piano FSI e futuro FSE

Leggo delle critiche sul piano industriale del prossimo quinquennio di Ferrovie dello Stato Italiano e credo che sia importante spiegare meglio quella che reputo una svolta epocale.
Il più grande gruppo industriale italiano pubblico ha intenzione di aumentare del 75% le risorse impegnate in investimenti e alla luce delle preoccupazioni emerse è doveroso che la Politica si assuma responsabilità di spiegare il cambiamento in atto.

Il piano prende le mosse da alcuni fattori emergenti in maniera esponenziale e la loro diffusione rapidissima in modo capillare che costituiscono fattori di contesto da cui non è possibile prescindere, come solo per citare alcuni esempi l’affermazione delle reti telematiche ad altissima velocità, il comportamento degli utenti sempre più orientato al digitale e alla connessione permanente, la propensione a pensare la mobilità come servizio e ad usare mezzi condivisi, l’esplosione a livello mondiale del turismo e della concentrazione in ambito urbano della popolazione e l’elevata sensibilità nei confronti dei temi della tutela ambientale.

A questi mutamenti radicali che caratterizzano la nostra società e che ne caratterizzeranno sempre di più l’evoluzione, la principale società responsabile della mobilità, della logistica e del trasporto in Italia, reagisce con un massiccio piano di investimenti sulle infrastrutture, sui servizi e sul personale sia per il settore ferroviario sia per quello stradale, con la chiara visione di migliorare l’accessibilità dei poli di attrazione come le aree urbane, gli aeroporti, i porti in una integrazione dei servizi, dei mezzi e della qualità degli stessi. Si legge infatti un corposo intervento volto a ampliare e rinnovare il parco mezzi (autobus e treni) con l’intento di rendere maggiormente attrattivo il servizio a discapito dell’auto privata e con una attenzione alle scelte tecnologiche più rispettose dell’ambiente.

E’ altresì evidente che il riflesso di queste scelte si riverberano sulle società del gruppo in maniera altrettanto decisa, e questo non può che essere vero anche per le Ferrovie del Sud Est. Il piano conferma l’indirizzo già preso dalla società pugliese, nella direzione opposta a quella paventata sui media in questi giorni, perché è ovvio leggendo gli indirizzi del ministero che la direzione prevista nei prossimi anni è una crescita imponente del numero di passeggeri e di merci trasportate in modo sostenibile, soprattutto del trasporto ferroviario per le persone, con un maggior numero di mezzi a partire proprio dai convogli ferroviari in ottica di intermodalità, con un età dei mezzi finalmente allineata alla media europea e una qualità del servizio elevata per puntualità, connessione, frequenza, capillarità, sostenibilità. E’ previsto un piano di assunzioni imponente per il gruppo e sono certo che in misura analoga ugualmente avverrà per la società di trasporto regionale i cui sforzi sono tutti tesi a rilanciare il trasporto su ferro soprattutto nella parte salentina, con una priorità degli interventi dettati dalla sicurezza in relazione alla situazione contingente.

TPL, M5S: nessun taglio come avevamo promesso, ora basta allarmismi

Nessun taglio al fondo nazionale del Trasporto pubblico locale è stato fatto, né si farà. A conferma di quanto ripetiamo da mesi, contro chi alimenta polemiche infondate e strumentali, oggi in Conferenza Stato-Regioni è stato raggiunto un accordo che conferma e certifica che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro al comparto Tpl per il 2019.

La legge prevede l’anticipazione dell’80% del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario. E infatti, già a febbraio, il Ministro Toninelli ha firmato il decreto interministeriale per ripartire 3,9 miliardi alle Regioni. Nessun taglio dunque, visto che la cifra anticipata è stata calcolata sul 100% della dotazione del fondo stesso, come chiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dal ministero dell’Economia. Inoltre, in Conferenza Stato-Regioni il Mef ha confermato che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro per il 2019 al Fondo Tpl, nemmeno a fine anno. Chiediamo quindi a chi diffonde notizie allarmistiche e inesatte di smetterla, e di lavorare come noi, con il solo intento di fare il bene del Paese.

Sicurezza stradale, M5S: con nostre modifiche al codice, tuteliamo utengi più a rischio

Parte oggi la settimana Onu della sicurezza stradale. Nel nostro Paese ogni anno si registrano oltre 3.000 morti per incidenti stradali: ecco perché con le nostre modifiche al Codice della Strada stiamo mettendo al centro la sicurezza delle persone, dando priorità agli utenti della strada più a rischio.

Prevediamo sanzioni più severe per chi si mette alla guida dopo aver assunto alcol o droghe, e anche per chi usa lo smartphone alla guida, senza vivavoce e auricolari. La distrazione alla guida infatti, è tra le prime tre cause di incidentalità nel nostro Paese e l’uso dello smartphone è tra i comportamenti, purtroppo, in maggiore crescita. Nuove regole poi prevedono l’adeguamento con strumenti di guida assistita per i veicoli del trasporto merci.

Particolare attenzione sarà rivolta agli utenti più vulnerabili, come pedoni e ciclisti: in particolare per questi ultimi i sindaci potranno introdurre le cosiddette linee di arresto avanzate agli incroci, in modo che i ciclisti urbani possano fermarsi in posizione avanzata davanti a tutti gli veicoli, permettendo loro di essere più visibili e attraversare l’intersezione semaforica in sicurezza. Una buona pratica europea che finalmente entra nel nostro codice.

Mobilità sostenibile e Tpl, consultazione pubblica MIT prorogata al 18 maggio

Accogliendo le numerose richieste pervenute dalle associazioni di settore, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di posticipare al prossimo 18 maggio il termine della consultazione pubblica in tema “Mobilità Sostenibile e Trasporto Pubblico Locale” in seno alla Conferenza Nazionale sulle Infrastrutture i Trasporti ed il Territorio.

La consultazione è stata aperta lo scorso 3 aprile e avrebbe dovuto chiudersi il 3 maggio prossimo. Alla luce dell’importanza prioritaria delle tematiche e della sovrapposizione con il periodo festivo, il Mit ha deciso di accogliere le istanze delle associazioni che hanno chiesto più tempo per inviare le osservazioni sulle tematiche della Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile e il Tpl, che si terrà a inizio giugno a Roma.

La consultazione intende infatti consentire a tutti gli operatori del settore e ai cittadini di partecipare attivamente con proposte e contributi in questa fase propedeutica della Conferenza nazionale, il cui obiettivo è quello di scrivere, con strumenti condivisi con i diversi stakeholder, la nuova strategia nazionale in materia di mobilità elettrica, city logistic, Tpl, smart road, sicurezza stradale e mobilità attiva.

Strada statale Bradanico-Salentina

Per questo asse viario c’è un forte interesse pubblico e del M5S: il collegamento tra i due capoluoghi di provincia, già previsto nel contratto Mit-Anas, é stato confermato da questo governo tra gli interventi prioritari e pertanto si procederà con le fasi indicate per la realizzazione del miglioramento dell’arteria.

Comprendo la frustrazione di chi ha ascoltato la politica discutere per anni, e decenni, ma ribadisco che il pregresso è ormai superato e presto i cittadini avranno la riprova che questo Paese non è affatto bloccato e che questa maggioranza conferma le opere utili ai cittadini che hanno diritto di vedere impiegati i soldi delle tasse in infrastrutture che migliorino la propria qualità della vita; per questo l’esecuzione dei lavori dell’Anas sull’importante arteria è stata sostenuta, ritenendo gli interventi da completare necessari e urgenti.

TPL: con 3,7 miliardi per bus meno inquinanti parte guerra allo smog

Sostenibile da 3,7 miliardi di euro contenuto nel dpcm proposto dal ministro Toninelli e firmato dal presidente del Consiglio Conte, fa compiere un importante balzo in avanti alla mobilità e alla guerra allo smog nelle nostre città. Ridurremo finalmente l’età media del nostro parco autobus e di conseguenza l’inquinamento, sostenendo allo stesso tempo l’industria del settore.

Tra le novità di rilievo c’è l’obbligo di riservare al Sud almeno il 34% delle risorse stanziate e la possibilità di usare fino al 50% dei fondi concessi nel primo triennio per infrastrutture legate all’alimentazione alternativa, come i veicoli a metano, a idrogeno ed elettrici.

Le risorse, stanziate nell’arco temporale 2019-2033, saranno erogate ogni 5 anni in base a tre diverse graduatorie: 2,2 miliardi andranno alle Regioni, 1,1 miliardi ai comuni e città metropolitane con più di 100mila abitanti, e 398 milioni, tutti per il primo quinquennio, ai capoluoghi di provincia e città metropolitane ad alto inquinamento di PM10 e biossido di azoto.
Il rapporto MobilitAria 2019 appena presentato conferma l’allarme legato agli sforamenti dei livelli di polveri sottili nelle nostre città capoluogo e la necessità di puntare con la massima decisione sulla mobilità sostenibile, potenziando la ciclabilità e il trasporto pubblico locale.

Proposta di legge delega di riforma del Codice della Strada

Il nostro codice della strada è stato varato nel 1992. Nel frattempo sono intervenute sentenze giurisprudenziali, innovazioni tecniche e tecnologiche, nonché mutamenti profondi nella società e nei comportamenti delle persone.
Il codice è così incentrato sull’uso dell’auto privata da non contemplare la mobilità in condivisione (car sharing e bike sharing, car pooling) e non prevede neanche i dispositivi di mobilità personale come i monopattini elettrici, gli attraversamenti pedonali luminosi.

I correttivi in questi 27 anni sono stati numerosi, ma non sempre hanno contemplato tutte le modifiche necessarie. D’altra parte, i cambiamenti apportati si sono stratificati rendendo a volte l’intero corpo normativo incoerente.
E’ necessario quindi rivedere l’intero impianto del codice della strada per semplificarlo, renderlo facilmente comprensibile e armonico. Bisogna anche sfoltire le norme contenute eliminando quelle superflue e lasciando a decreti e regolamenti di secondo livello molti dei dettagli tecnici. Questo permetterà una revisione agevole e rapida al passo con l’evoluzione delle tecnologie.

Con questa legge, individuiamo i criteri con cui delegare il Governo a scrivere un codice della strada a prova di futuro.
Solo in questo modo sarà possibile avere delle buone regole che siano aggiornate e valide per i prossimi 30 anni.
Aspetto il vostro contributo su Rousseau.