Legge di Bilancio: nuove risorse per aumentare sicurezza e sostenibilità trasporti

Ora che la legge di bilancio 2020 è stata approvata dal Parlamento, segnalo queste tre importanti misure che contribuiranno a rendere le nostre Città più sicure e vivibili e le nostre infrastrutture più moderne ed efficienti:

  • 800 milioni di euro per la realizzazione della metro 2 di Torino;
  • creazione di un fondo di 50 milioni di euro (fino ad un massimo di 150 milioni in 3 anni) per la realizzazione di nuove piste ciclabili urbane;
  • 39 milioni di euro per il marebonus e il ferrobonus, per incentivare lo spostamento delle merci dai tir su gomma alle navi ed ai treni.

Questi provvedimenti, insieme a quelli già previsti nel decreto clima (buoni mobilità, investimenti nel TPL e per servizi di trasporto scolastico eco-sostenibili) vanno nella direzione che sia noi che milioni di italiani auspicano da tempo e cioè quella di una mobilità più rispettosa dell’ambiente. Sui temi ambientali e della mobilità sostenibile l’Italia ha preso la giusta direzione, non ci resta che proseguire su questa strada con forza e determinazione.

Il decreto Clima è legge: per una mobilità sempre più sostenibile

L'immagine può contenere: testoSi parla da tanto tempo di sostenibilità ambientale e mobilità sostenibile. Oggi, dopo anni di slogan e tanti Governi che hanno adottato provvedimenti spesso contrari a questi temi, con il MoVimento 5 Stelle è stato finalmente approvato il 1° atto normativo che l’Italia dedica totalmente alla tutela dell’ambiente, il decreto legge contro i cambiamenti climatici.

In esso si trovano tante nuove misure per contrastare le emissioni clima-alteranti e soprattutto migliorare la qualità dell’aria. Ovviamente parte di queste incidono sui trasporti e il modo in cui ci spostiamo quotidianamente.

Le misure per incentivare la mobilità alternativa e green potranno essere attuate in tutti i Comuni italiani interessati dalle procedure di infrazione comunitaria sulla cattiva qualità dell’aria:

  • 255 milioni di euro dal 2019 al 2024 (di cui 70 milioni nel 2020) per il Programma “buoni mobilità”: i cittadini che volessero rottamare autovetture fino alla classe Euro 4 o motocicli fino alla classe euro 2 e ed euro 3 potranno ottenere buoni mobilità da 500 a 1500 euro da utilizzare entro i successivi 3 anni dalla rottamazione di un veicolo inquinante per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico regionale o locale, biciclette anche a pedalata assistita o per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale, punto della legge per il quale mi sono battuto con forza;
  • 40 milioni di euro (nel biennio 2020-2021) per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale;
  • 20 milioni di euro (nel biennio 2020-2021) per la realizzazione o l’implementazione del servizio di trasporto scolastico con mezzi di trasporto ibridi o elettrici.

Lo ritengo un ottimo inizio, certamente non sufficiente a risolvere tutti i problemi della mobilità ma è sicuramente l’ennesimo passo di un cambiamento concreto verso la sostenibilità del nostro modo di abitare la Terra.

Dispositivi anti abbandono: pronta modifica per evitare sanzioni

Grazie ad una nostra proposta di modifica al decreto fiscale, prevediamo di posticipare al 1° Giugno 2020 l’applicazione delle sanzioni per chi non abbia già montato a bordo del proprio veicolo il dispositivo anti abbandono per i bambini fino ai 4 anni di età. Infatti, l’obbligo di avere tali dispositivi è entrato in vigore lunedì 7 novembre. Ovviamente, è necessario prevedere un periodo di adeguamento, sia per informare adeguatamente la cittadinanza anche attraverso apposite campagne d’informazione e iniziative mirate a raggiungere i genitori, sia per consentire ai produttori ed ai distributori di produrre e vendere tali dispositivi sul mercato.

La nostra proposta mira a revocare l’efficacia delle sanzioni, eventualmente comminate fino alla conversione del decreto, e consentire la restituzione dell’importo della multa a coloro che l’avessero già pagata. Ribadiamo che l’obiettivo di questa legge, a mia prima firma e approvata all’unanimità in Parlamento, non è quello di infliggere sanzioni ma quello di evitare che siano messe in pericolo le vite dei bambini a causa della disattenzione involontaria di un genitore. Non a caso, è previsto anche un incentivo di 30 euro per l’acquisto del dispositivo. Per questo, ricordo a coloro che hanno già comprato il dispositivo o lo compreranno nelle prossime settimane di conservare lo scontrino fiscale in attesa che venga definita la procedura per usufruire del bonus.

Sicurezza stradale: è urgente garantire sicurezza per bambini e utenti vulnerabili con “strade scolastiche”

L’ennesimo inaccettabile fatto di cronaca dove quattro bambini sono stati investiti, nei pressi dell’asilo, rende evidente la necessità di garantire a tutti i cittadini di spostarsi in piena sicurezza a partire dai luoghi dove crescono le nuove generazioni!

Le soluzioni esistono, funzionano e costano poco o nulla!

Dobbiamo garantire ai nostri cittadini una città a misura di bambino: in questo modo, sarà garantita accessibilità e rischi notevolmente ridotti anche per disabili, anziani, ciclisti, motociclisti e automobilisti.

I Comuni non devono attendere una legge: possono urgentemente prendere provvedimenti in questa direzione, con interventi di pedonalizzazione e riduzione della velocità, per garantire alle famiglie e ai bambini di poter affrontare il percorso quotidiano casa-scuola in autonomia, tranquillità e piena sicurezza. Tra le modifiche che stiamo apportando al Codice della strada, abbiamo inserito proprio l’obbligo per tutti i Comuni di istituire le “strade scolastiche”, per impedire, o almeno drasticamente ridurre, la presenza di veicoli motorizzati nei pressi delle strade vicine alle scuole.

Per città più vivibili, sostenibili e sicure.

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Seggiolino auto: finalmente via libera a dispositivi antiabbandono

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, persona seduta e sta dormendoQuesta è la notizia che aspettavamo da mesi. Finalmente il Consiglio di Stato ha reso il parere in senso favorevole sul regolamento tecnico che definisce gli standard funzionali e tecnici dei seggiolini anti-abbandono. Si può quindi dare finalmente seguito all’applicazione dell’obbligo di usare tali sistemi di allarme per scongiurare il rischio di dimenticare in auto i nostri bambini minori di 4 anni, contenuto in una proposta di legge a mia prima firma approvata all’unanimità in Parlamento.

Il parere del Consiglio di Stato segue quello della Commissione Europea ed era l’ultimo passaggio necessario per regolamentare l’uso nel nostro Paese di questi dispositivi. Sebbene negli ultimi anni i casi di minori morti a causa dell’abbandono involontario in autovetture chiuse e lasciate al sole siano meno di una decina, è giusto introdurre tale obbligo per evitare che si ripetano altre assurde tragedie. Allo stesso modo, dobbiamo rapidamente modificare il codice della strada per rendere più sicure le nostre strade per gli utenti più vulnerabili.

Trasporti: decreto MIT sblocca 2,4 miliardi per trasporto rapido di massa

Il ministero dei Trasporti ha ottenuto il via libera, nell’ambito della conferenza unificata Stato Regioni, al decreto ministeriale che indica le linee guida per il Piano urbano della mobilità sostenibile, i cosiddetti PUMS. A quasi due anni dal primo decreto, riusciamo in questo modo a far ripartire la rivoluzione della mobilità sostenibile, sbloccando finalmente la ripartizione di 2,4 miliardi disponibili e destinati ai comuni per il trasporto rapido di massa.

Queste risorse, rischiavano di non essere assegnate e ora invece consentiranno di migliorare il servizio di trasporto pubblico di massa, sia rinnovando il parco mezzi a disposizione delle Regioni, con una particolare attenzione alle persone con mobilità ridotta, sia potenziando e realizzando linee tramviarie, filoviarie e metropolitane, puntando su una mobilità veloce e sostenibile.

Grazie all’intenso lavoro del ministro Danilo Toninelli, viene prorogato di 12 mesi il termine per l’adozione dei PUMS che è un requisito obbligatorio per l’accesso a queste risorse per i comuni con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti, in modo da dare anche a loro la possibilità di presentazione delle istanze per l’accesso ai finanziamenti destinati al trasporto rapido di massa. In questo modo impegnamo risorse importanti, e contemporaneamente diamo la possibilità agli enti locali di dedicarle al trasporto cittadino, incentivando le alternative all’auto privata.

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Autostrade: la sicurezza prima del profitto. Chi ha sbagliato deve pagare.

Intervista su concessioni autostradali e ricostruzione del Ponte Morandi

1) A quasi un anno dal crollo del Ponte Morandi, arriva la richiesta dei ministri M5S di revocare la concessione ad Autostrade. È l’applicazione del principio “chi sbaglia paga”?

Abbiamo sempre sostenuto, anche prima della tragedia del Ponte Morandi, che il sistema di gestione delle autostrade andava cambiato. Vogliamo fare in primis gli interessi dei cittadini e significa più investimenti per garantire sicurezza e qualità dei servizi offerti. E se chi ha questo compito, preferisce seguire logiche di profitto a discapito dell’incolumità dei cittadini, allora è sacrosanto il principio del “chi sbaglia paga”.

2) Secondo Di Maio “per anni i concessionari delle autostrade hanno solamente arricchito il proprio portafoglio” attraverso gli aumenti dei pedaggi “spesso senza garantire un’adeguata manutenzione”. Si riferiva solo ad Autostrade o anche ad altri concessionari?

Non posso rispondere a quanto affermato da altri, ma posso dire che non è pensabile che in Italia ci siano infrastrutture pericolose a causa della poca manutenzione mentre invece i pedaggi sono sempre più cari, e questo vale per chiunque detenga le concessioni.

3) Dal prossimo gennaio Di Maio ha anche annunciato una rivoluzione nel sistema dei pedaggi che consentirà di ridurre le tariffe e di recuperare efficienza anche oltre il 20%. Ciò presuppone controlli più incisivi sull’attività di gestione dei concessionari?

Sì, oltre all’intervento sulla riduzione dei pedaggi, in collaborazione con l’Autorità di regolazione dei Trasporti, monitoreremo anno per anno gli investimenti dei concessionari autostradali.

4) Come chiarito dal premier Conte, dal 2020 si passerà ad un nuovo Piano unico tariffario nazionale che sostituirà i sei attualmente esistenti per evitare sperequazioni e disuguaglianze. Il metodo la convince?

Assolutamente. Finalmente abbiamo un piano unico a livello nazionale per le concessioni autostradali e non sei diversi sistemi tariffari attualmente applicati. Questo avrà effetti positivi sulla cittadinanza, perché avremo pedaggi più contenuti e tariffe trasparenti.

5) Tornando ad Autostrade, non sono un mistero i dubbi della Lega sulla revoca della concessione anche in vista di un possibile ingresso di Atlantia in Alitalia. Sono dubbi condivisibili?

Sono due vicende completamente slegate l’una dall’altra. Per la tragedia di Genova ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Per quanto riguarda Alitalia sono i commissari a ricevere le offerte e ancora non sono arrivate. Sei i concessionari di autostrade vogliono contribuire al rilancio di Alitalia possono farlo, ma questo non comporterà alcun passo indietro da parte di questo governo sulla linea delle concessioni

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Conferenza stampa sulle modifiche al Codice della strada

Sempre più #SicuriInCittà!

Le proposte di modifica al Codice della strada targate MoVimento 5 Stelle.
In diretta dalla Camera la conferenza stampa dei deputati della commissione Trasporti.

Sempre più #SicuriInCittà! Le proposte di modifica al Codice della strada targate MoVimento 5 Stelle.In diretta dalla Camera la conferenza stampa dei deputati della commissione Trasporti. Collegatevi!

Publiée par MoVimento 5 Stelle Camera sur Mercredi 15 mai 2019

Piano FSI e futuro FSE

Leggo delle critiche sul piano industriale del prossimo quinquennio di Ferrovie dello Stato Italiano e credo che sia importante spiegare meglio quella che reputo una svolta epocale.
Il più grande gruppo industriale italiano pubblico ha intenzione di aumentare del 75% le risorse impegnate in investimenti e alla luce delle preoccupazioni emerse è doveroso che la Politica si assuma responsabilità di spiegare il cambiamento in atto.

Il piano prende le mosse da alcuni fattori emergenti in maniera esponenziale e la loro diffusione rapidissima in modo capillare che costituiscono fattori di contesto da cui non è possibile prescindere, come solo per citare alcuni esempi l’affermazione delle reti telematiche ad altissima velocità, il comportamento degli utenti sempre più orientato al digitale e alla connessione permanente, la propensione a pensare la mobilità come servizio e ad usare mezzi condivisi, l’esplosione a livello mondiale del turismo e della concentrazione in ambito urbano della popolazione e l’elevata sensibilità nei confronti dei temi della tutela ambientale.

A questi mutamenti radicali che caratterizzano la nostra società e che ne caratterizzeranno sempre di più l’evoluzione, la principale società responsabile della mobilità, della logistica e del trasporto in Italia, reagisce con un massiccio piano di investimenti sulle infrastrutture, sui servizi e sul personale sia per il settore ferroviario sia per quello stradale, con la chiara visione di migliorare l’accessibilità dei poli di attrazione come le aree urbane, gli aeroporti, i porti in una integrazione dei servizi, dei mezzi e della qualità degli stessi. Si legge infatti un corposo intervento volto a ampliare e rinnovare il parco mezzi (autobus e treni) con l’intento di rendere maggiormente attrattivo il servizio a discapito dell’auto privata e con una attenzione alle scelte tecnologiche più rispettose dell’ambiente.

E’ altresì evidente che il riflesso di queste scelte si riverberano sulle società del gruppo in maniera altrettanto decisa, e questo non può che essere vero anche per le Ferrovie del Sud Est. Il piano conferma l’indirizzo già preso dalla società pugliese, nella direzione opposta a quella paventata sui media in questi giorni, perché è ovvio leggendo gli indirizzi del ministero che la direzione prevista nei prossimi anni è una crescita imponente del numero di passeggeri e di merci trasportate in modo sostenibile, soprattutto del trasporto ferroviario per le persone, con un maggior numero di mezzi a partire proprio dai convogli ferroviari in ottica di intermodalità, con un età dei mezzi finalmente allineata alla media europea e una qualità del servizio elevata per puntualità, connessione, frequenza, capillarità, sostenibilità. E’ previsto un piano di assunzioni imponente per il gruppo e sono certo che in misura analoga ugualmente avverrà per la società di trasporto regionale i cui sforzi sono tutti tesi a rilanciare il trasporto su ferro soprattutto nella parte salentina, con una priorità degli interventi dettati dalla sicurezza in relazione alla situazione contingente.

TPL, M5S: nessun taglio come avevamo promesso, ora basta allarmismi

Nessun taglio al fondo nazionale del Trasporto pubblico locale è stato fatto, né si farà. A conferma di quanto ripetiamo da mesi, contro chi alimenta polemiche infondate e strumentali, oggi in Conferenza Stato-Regioni è stato raggiunto un accordo che conferma e certifica che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro al comparto Tpl per il 2019.

La legge prevede l’anticipazione dell’80% del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario. E infatti, già a febbraio, il Ministro Toninelli ha firmato il decreto interministeriale per ripartire 3,9 miliardi alle Regioni. Nessun taglio dunque, visto che la cifra anticipata è stata calcolata sul 100% della dotazione del fondo stesso, come chiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dal ministero dell’Economia. Inoltre, in Conferenza Stato-Regioni il Mef ha confermato che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro per il 2019 al Fondo Tpl, nemmeno a fine anno. Chiediamo quindi a chi diffonde notizie allarmistiche e inesatte di smetterla, e di lavorare come noi, con il solo intento di fare il bene del Paese.