Per il Governo i bimbi di Taranto si ammalano perché poveri!

Il Sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico Antonio Gentile risponde all’interpellanza urgente che ho presentato sui rischi sanitari a Taranto dovuti all’Ilva. 

È sconvolgente la risposta ottenuta dal Governo all’interpellanza presentata al Ministero della Salute! Abbiamo chiesto se fosse il caso di procedere alla chiusura dello stabilimento come annunciato dal Sindaco a fronte delle gravissime notizie sulla situazione sanitaria in base ai dati dello studio della Regione Puglia, Agenzia Regionale di Protezione Ambientale e Asl dal quale si evince un incremento di mortalità nelle aree vicino all’Ilva.

Secondo il Governo «L’Istituto Superiore di Sanità afferma che gli studi evidenziano, con qualche piccolo distinguo, una situazione ambientale-sanitaria per il territorio di Taranto, paragonabile a quella di un’area urbana ad alta antropizzazione>>.

L’aria di Taranto è uguale a quella di Roma: questa in sintesi l’assurda e immorale risposta di un Governo senza vergogna! Hanno persino osato dichiarare che i danni neuropsicologici dei bambini che presentano piombo nel sangue, sono influenzati dalla situazione di povertà in cui vivono! Coloro che si rendono complici di tale enorme catastrofe sono persone indecenti e senza coscienza!

E’ un Governo di incoerenti e bugiardi! Parlano di lievi criticità come se l’emergenza sanitaria non ci fosse, contraddicendo quindi l’approvazione di ben 13 decreti in 4 anni! La realtà è che al Governo non interessano i cittadini e i lavoratori ma solo che l’Ilva continui a produrre: infatti mentre ha stanziato solo qualche milione di euro per i servizi sanitari, ancora oggi sono insufficienti, contemporaneamente ha dato oltre 2 miliardi di euro per permettere all’Ilva di continuare ad inquinare!

È insopportabile che il Governo non voglia tutelare la vita e la salute umana: come gli struzzi continuerà a ignorare il problema anche davanti alle migliaia di malattie e alle centinaia di morti. Taranto ha bisogno di una riconversione economica per creare posti di lavoro nel rispetto di ambiente e salute; di sicuro non potrà mai ottenerla con questo squallido Governo che calpesta deliberatamente da troppo tempo i diritti costituzionali dei cittadini.

Sistema di gestione della logistica nazionale: soldi pubblici senza trasparenza!

Senza dubbio realizzare la piattaforma digitale per gestire la logistica e i flussi merci nel nostro Paese è un’iniziativa importante e positiva perché è di sostegno al sistema di trasporto delle merci attraverso una piattaforma condivisa tra tutti gli operatori, tuttavia è necessario garantire piena trasparenza per un sistema tanto strategico!

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha indicato come attuatore unico per la realizzazione del sistema di gestione della logistica nazionale UIRNet che è un raggruppamento temporaneo di imprese, tra i cui soci ci sono gli interporti, che sono dei soggetti privati, le autorità portuali, che sono degli enti pubblici, Telecom e anche le associazioni di categoria dell’autotrasporto. Questa società privata ha ricevuto circa 50 milioni di euro.

Abbiamo chiesto cosa sia stato realizzato con l’ingente finanziamento pubblico! Ad oggi i risultati finora ottenuti non sono apprezzabili, quali sono gli obiettivi raggiunti? 

Chiediamo nuovamente al Ministro Delrio di darci le informazioni necessarie per avere maggiore trasparenza visto che, pur avendo addirittura un sito dedicato, molti dati, come gli incarichi amministrativi di vertice, i dirigenti, la performance, le sovvenzioni, i contributi, non sono disponibili!

Nonostante questo, alcuni deputati della maggioranza, inseriscono una norma nel decreto c.d. “mezzogiorno” per finanziare con altri 30 milioni di euro in sei anni proprio UIRNet per realizzare la piattaforma logistica digitale del Mezzogiorno. 

E’ assurdo dover constatare che l’avallo del Governo non sia motivato da alcuno studio privato o da una relazione tecnica del Ministero che ne spieghi la necessità: si stanno spendendo altri 30 milioni di euro dei cittadini italiani per un progetto per cui se ne sono spesi già 50!

Pretendiamo una spiegazione dal Governo o una cancellazione della norma quando il decreto verrà discusso in Senato: la priorità è il miglioramento della logistica ma questo Governo non può sprecare soldi dei cittadini senza darne pubblicamente una spiegazione coerente!

Chiusura ILVA: Lorenzin risponde in Parlamento.

Venerdì mattina 24 febbraio 2017 il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, risponderà ad una mia interpellanza urgente sull’ordinanza di chiusura dell’Ilva.

Il 27 settembre 2016 il sindaco di Taranto ha inviato una lettera al Ministro della Salute, chiedendo di sapere se, attraverso i propri organismi scientifici di controllo, l’Ilva allo stato attuale possa continuare a produrre e se questa produzione – in mancanza delle prescrizioni relative alla autorizzazione integrata ambientale – sia dannosa per la salute dei cittadini e, conseguentemente, quali iniziative possano/debbano essere assunte in sede locale.

Da allora non si è saputo più nulla, per questo il M5S ha presentato una interpellanza urgente al Ministro Lorenzin che risponderà se abbia risposto alla lettera del sindaco di Taranto e in caso affermativo, in che modo ed inoltre il M5S chiede alla Lorenzin se intenda chiarire in quale caso il sindaco di Taranto possa emanare un’ordinanza per la chiusura dello stabilimento dell’Ilva a tutela della salute pubblica.

12 Decreti Salva Ilva dimostrano che il Governo ha tenuto più alla produzione di acciaio che alla salute dei cittadini e dei lavoratori. La scusa adottata dal Governo per questo disumano comportamento è il ricatto occupazionale. Adesso Ilva ha chiesto la cassa integrazione per 5 mila lavoratori a dimostrazione che la strada intrapresa da tutti i partiti e da tutti i Governi è sbagliata e che a Taranto non è stato mai garantito il diritto alla salute tantomeno quello al lavoro. Taranto ha bisogno di una riconversione economica per creare posti di lavoro nel rispetto di ambiente e salute.

Il silenzio del Ministro della salute è un gesto insopportabile. La salute dei cittadini è gravemente compromessa: il Ministro si mostrerà all’altezza di tutelare la vita umana o come gli struzzi continuerà a far finta di nulla davanti alle tante malattie e alla morte di tanti cittadini?

Raddoppio discarica Italcave: il caso in Parlamento.

La discarica Italcave è attiva con due lotti ed una volumetria di 6.228.444 m3. Inoltre è in possesso di autorizzazioni in deroga all’emissione di alcuni inquinanti. La società sta chiedendo alla Provincia di Taranto, l’autorizzazione a costruire un terzo lotto che potrà consentire una disponibilità di ca. 4.600.000 m3.

No al raddoppio della discarica Italcave! E’ incredibile che all’interno Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Taranto, che meriterebbe di essere bonificato integralmente, ci sia una richiesta di raddoppio per la più grande discarica di rifiuti speciali d’Italia. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per chiedere di salvaguardare l’ambiente circostante e la falda idrica, per sapere se siano considerati gli impatti cumulativi della discarica con i diversi complessi industriali – tra cui l’ILVA – ed infine per sollevare il problema delle Ordinanze del Presidente della Regione Puglia che derogano alle autorizzazioni concesse, aumentando la quantità di rifiuti smaltiti.

L’AIA di Italcave permette alla discarica di ricevere un quantitativo massimo di rifiuti pari a 2.000 tonnellate al giorno “da rispettare assolutamente”. Per sopperire alla carenza di discariche nel barese, i rifiuti della Provincia di Bari sono stati inviati ad Italcave tramite apposite Ordinanze del Presidente della Regione Puglia. A partire da settembre del 2014, sono giunti continuamente ad Italcave quantitativi maggiori di rifiuti giornalieri rispetto quelli autorizzati dall’AIA. Dapprima  2.200 tonnellate al giorno a successivamente  2.400 tonnellate al giorno.

Sui rifiuti il PD è da sempre una vergogna! Solo tante belle parole sulla tutela salute e sulla salvaguardia dell’ambiente però nei fatti, non solo si ordina che i rifiuti delle altre Province siano smaltiti a Taranto, una delle zone più inquinate d’Italia,  ma anche che i quantitativi di rifiuti giornalieri smaltiti ad Italcave siano di centinaia di tonnellate in più rispetto ai quantitativi autorizzati! Questa è l’ennesima dimostrazione che sui rifiuti il PD e i partiti hanno fallito ancora a livello nazionale e a livello locale!

Dal Rapporto Ispra sui rifiuti del 2016 si evince che in Puglia siano stati smaltiti quasi 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e speciali. Di questi quantitativi oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti sono stati smaltiti nelle discariche della Provincia di Taranto. La provincia di Taranto ha invece prodotto meno di 300 mila tonnellate di rifiuti urbani. Si evince che gran parte dello smaltimento dei rifiuti in Puglia pesa sulla Provincia di Taranto che inoltre riceve anche rifiuti speciali provenienti dalle altre Regioni.

Questa situazione dei rifiuti non deve continuare! La Provincia di Taranto, prima con l’ex presidente Florido di centro-sinistra e poi con l’attuale presidente Tamburrano di centro-destra, è la primo colpevole perché ha autorizzato le discariche a ricevere enormi quantità di rifiuti da smaltire, di gran lunga maggiori al fabbisogno provinciale. Fino a quando si autorizzeranno nuove discariche o raddoppi a quelle esistenti, la situazione peggiorerà, in danno dei cittadini e del territorio.  

Occorre mandare a casa una volta per tutte i vecchi partiti politici e attuare la strategia <<Rifiuti Zero>>: solo il M5S è in grado di dare voce ai cittadini, gestire correttamente i rifiuti con la diminuzione della loro produzione, il loro riciclo e il recupero della materia senza incenerimento, generando un’economia sana con nuovi posti di lavoro nel rispetto dell’ambiente e della salute.

 

Discarica Vergine: il caso alla Camera

Le discariche “Vergine” sono una bomba pronta ad esplodere: sappiamo che la falda risulta già inquinata e questo fenomeno potrebbe essere in relazione con la presenza della discarica. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per chiedere la bonifica immediata e per assicurare che il principio <<chi inquina paga>> sia rispettato! Gli aspetti su cui pretendiamo trasparenza sono tanti: bisogna chiarire perchè ora non vi sono più i soldi per la bonifica e perché la Provincia di Taranto, contrariamente a quanto prescrive la legge, abbia restituito le fideiussioni alla società che si è anche rivelata una scatola vuota!

Pur essendo vicine a Lizzano, le due discariche Vergine sono nell’isola amministrativa di Taranto in contrada Mennole e Palombara, attualmente nessuno sta gestendo le discariche. Anche se le discariche “Vergine”  al momento non rientrano nell’elenco dei siti oggetto delle Sentenze della Corte di giustizia europea, non si può escludere che presto possano farne parte

L’Italia già paga corpose sanzioni economiche dell’Unione Europea per inadempienze sulle direttive riguardanti i rifiuti e le discariche: non vorremmo che gli italiani paghino anche per le discariche in questione. Oltre al danno si aggiungerebbe la beffa di dover pagare profumatamente l’incapacità del Comune e della Provincia di Taranto.

Per anni in Puglia la malapolitica, una parte del tessuto imprenditoriale e la criminalità hanno gestito il business dei rifiuti nel silenzio! Oggi, grazie alla cittadinanza attiva, informata e vigile, come l’associazione “Attiva Lizzano”, e ai portavoce del M5S dentro le istituzioni, tutti i disastri nascosti stanno puntualmente venendo alla luce. Occorre mandare a casa una volta per tutte i vecchi partiti politici: solo il M5S è in grado di dare voce ai cittadini, gestire correttamente i rifiuti con la diminuzione della loro produzione, il loro riciclo e il recupero della materia, generando un’economia sana con nuovi posti di lavoro nel rispetto dell’ambiente e della salute.

RFI: Il Governo dica se la rete ferroviaria è sicura!

Vogliamo sapere dal Governo se la rete ferroviaria su cui viaggiamo è sicura! Troppi sono gli eventi drammatici che hanno colpito il nostro Paese e troppo poche le risposte dello Stato a tutela dei cittadini!.

In conformità a direttive europee, a tutela e garanzia di sicurezza, la legge impone ai gestori di dotarsi di un’autorizzazione di sicurezza che consente l’esercizio dell’attività e l’erogazione del servizio a seguito dell’accertamento che il sistema di gestione di sicurezza e le misure adottate dal gestore dell’infrastruttura siano conformi ai requisiti necessari per la sicurezza della progettazione, della manutenzione e del funzionamento dell’infrastruttura ferroviaria.

Occorre chiarezza sull’autorizzazione di sicurezza rilasciata alla Rete ferroviaria italiana, RFI, che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale per quasi 16mila chilometri di linee perché ci sono alcune prescrizioni da parte dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria e crediamo che i cittadini abbiano diritto ad essere informati!

Dobbiamo sapere se tali prescrizioni sono state soddisfatteChiediamo al Governo di sapere se la sicurezza della rete ferroviaria nazionale è garantita! Non possiamo permetterci altre tragedie.

Scarcerazioni per annullamento ordinanze copiate.

Il numero dei procedimenti penali pendenti al 30 giugno 2016 in tutti gli uffici giudiziari era di 3.229.284 unità a fronte di un personale ben inferiore alle 10.000 unità.

Le carenze che colpiscono il personale della giustizia sono gravissime come abbiamo appreso negli scorsi giorni in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario questo si ripercuote anche sull’arretrato pendente presso gli uffici penali che hanno difficoltà a smaltire e gestire il carico di lavoro in assenza di un reale e concreto intervento del Governo che ha una responsabilità enorme.

Le prescrizioni dei reati che registrano un aumento del 3,3%, percentuale che sale, e tanto, negli uffici del giudice per le indagini preliminari (GIP), nei procedimenti contro noti e contro ignoti, e negli uffici dei giudici delle udienze preliminari (GUP) per un totale di complessivamente 82.923 pari al 59,4%

Le scarcerazioni stanno aumentando a seguito delle pronunce dei tribunali del riesame che annullano le ordinanze dei gip per mancanza della motivazione perchè in alcune sarebbero direttamente copiate dalle relative richieste dei pubblici ministeri

Purtroppo in questo scenario destano grande preoccupazione i numeri sulle prescrizioni, a ciò si aggiungono le notizie sulle scarcerazioni: questi sono solo gli effetti di una gestione scellerata dei governi a guida del Partito Democratico. La misura è colma ed è chiaro che questi sono solo i sintomi di problemi che vanno risolti immediatamente. In Parlamento, in più occasioni abbiamo sottoposto al Ministro Orlando le nostre proposte per dare a questo Paese un sistema giustizia efficiente, con processi più rapidi e certezza della pena!

Il Governo anzi ha aggravato e complicato la situazione della giustizia italiana perché, non solo finora non ha fornito alcun supporto agli uffici oberati di lavoro, ma ha anche appesantito tutta la fase delle misure cautelari. La riforma che impone l’obbligo di motivazione delle ordinanze di arresto non è tesa alla maggior tutela dei diritti degli imputati ma alla complicazione del lavoro dei giudici: la conseguenza di queste misure mediocri è che non è garantita la sicurezza dei cittadini italiani viste le clamorose scarcerazioni che ne derivano. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro Orlando per capire come intenda rimediare allo scandaloso fenomeno delle scarcerazioni.

Poste: disservizi in Salento. Il caso in Parlamento.


Vergogna,
ancora una volta non vengono garantiti i diritti dei cittadini e dei lavoratori! Non bastavano i bancomat fuori servizio che non erogano contante dopo un certo orario: anche il servizio di corrispondenza nel Salento è diventato un incubo per i cittadini che non solo non ricevono la corrispondenza di familiari o conoscenti in tempo utile, ma anche le bollette dei servizi di luce, acqua e gas! Oltre al danno, la beffa: questi ritardi e mancate consegne producono oneri aggiuntivi nel pagamento ritardato delle bollette! Anche i lavoratori del servizio di Poste pagano a caro prezzo la pessima gestione del servizio: prima il taglio della forza lavoro del 30% ed ora chi è rimasto a lavorare deve fare turni massacranti e subire la rabbia della cittadinanza.

Un Paese civile non può erogare un servizio così pessimo! Anche su Poste è evidente il fallimento totale delle politiche del PD. I ridicoli slogan lanciati dall’ex Presidente Renzi e dal Governo si scontrano con la drammaticità del servizio reso pessimo dalle logiche di quotazione in borsa che ha causato una razionalizzazione del servizio con “recapito a giorni alterni” senza alcuna concertazione e senza alcuna gradualità!

Il Salento non può sopportare l’ennesimo disservizio di un’azienda che dice di basare la sua politica aziendale sulla prossimità territoriale, su servizi efficienti svolti con “umanità”! Il M5S si è sempre opposto a questa politica di privatizzazione e tagli indiscriminati. Per questi motivi presenterò l’ennesima interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico, Calenda, al fine di avere risposte chiare su tali affronti nei confronti dei cittadini e dei lavoratori

Agenzia Italiana per la Sicurezza delle ferrovie: incarichi inopportuni e conflitti di interessi!

L’Agenzia Italiana per la Sicurezza delle ferrovie (ANSF) è sorta con l’obiettivo di fornire precise prescrizioni e di vigilare per garantire la migliore sicurezza e promuovere il costante miglioramento per dare ai cittadini il miglior servizio possibile. Per questo è impensabile che proprio al suo interno ci siano dirigenti imputati del processo per la Strage di Viareggio con capi di accusa, tra gli altri, di disastro ferroviario colposo, omicidio e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Abbiamo appreso infatti che il dirigente Giulio Margarita si occupa proprio di fare norme in materia di condotta dei treni, movimento dei treni e formazione per il personale dell’esercizio ferroviario addetto a mansioni di sicurezza mentre è imputato di quel processo.

Secondo noi sarebbe più opportuno, in via cautelativa, rimuovere o sospendere il dirigente in attesa che la magistratura si pronunci. Cosa farà Delrio?

Delrio però dovrebbe intervenire anche su un’altra questione che riguarda la sicurezza visto che è emerso che tra i verificatori indipendenti di sicurezza, certificati proprio da ANSF, c’è anche Italcertifer, che risulta essere una società partecipata dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e che ha fra i suoi principali clienti, su cui è chiamata a svolgere la funzione di verificatore di sicurezza, Rete ferroviaria Italiana e Trenitalia. Come è possibile?

Bisogna garantire indipendenza e imparzialità per lo svolgimento dell’attività di verifica e controllo sulla sicurezza chiaramente alterato dallo stretto legame societario fra il controllore e le controllate.

Delrio intervenga per dirimere definitivamente questioni tanto delicate quanto importanti per la credibilità delle istituzioni coinvolte!

Aeroporto Firenze: menzogne sulla sicurezza per costruire la nuova pista!

Non sanno davvero cosa inventarsi ormai: ora provano a mettere in discussione la sicurezza e l’operatività dell’Aeroporto di Firenze, nella sua attuale struttura, pur di trovare qualche debolissima ragione per continuare a sostenere la necessità di una nuova pista che, quella sì, Comitati ed Associazioni di esperti, Accademici e tecnici hanno bollato come pericolosa a livello ambientale e paesaggistico

Fatto sta che l’Aeroporto “Amerigo Vespucci” di Firenze ha ogni certificazione occorrente che ne attesta la sicurezza in conformità al Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti ed è idoneo per le operazioni di traffico aereo commerciale senza avere alcuna limitazione né deroga. Anzi è un aeroporto che, nel suo stato attuale, continua a registrare un incremento dei voli,  avendo sporadici casi di dirottamenti per venti di coda pari all’1% del traffico secondo la normale gestione aeroportuale.

Allora se l’aeroporto è sicuro ed è ben performante perchè si vuole una nuova pista? Perché si tratta di una torta da milioni di euro in cui il Governo ha troppi interessi in ballo!

Non dimentichiamoci che tra le holding che hanno lanciato due offerte pubbliche di acquisto totalitarie sugli scali di Pisa e Firenze, poi riuniti, c’è Corporacion America che ha finanziato la Fondazione Open di Matteo Renzi per la somma di 25 mila euro e anche la Alha Airlines, con interessi sugli scali toscani, che ha versato alla stessa Fondazione Open la somma di 25 mila euro. E tutto questo con buona pace dei gravissimi danni ambientali e paesaggistici che si verificherebbero, oltre all’alterazione dei precari equilibri antropico e naturali e alla limitazione al godimento del Patrimonio Culturale Unesco, come tante volte abbiamo denunciato.

Veniamo a sapere solo da fonti di stampa che ci sarebbe già il provvedimento favorevole di Valutazione d’Impatto Ambientale. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione per sapere dove sono questi atti. Sono previste prescrizioni? Il Ministro ha dimenticato la sentenza del Tar della scorsa estate che ha cancellato la previsione della nuova pista dal piano di indirizzo territoriale della Regione?