Soppressione treno Potenza-Taranto: interrogazione a Delrio

Il treno “Regionale 3591” di Trenitalia percorreva la tratta ferroviaria Potenza-Taranto in partenza da Potenza alle ore 17:15, fermata a Ginosa  alle ore 18:54 e arrivo a Taranto alle ore 19:22. Questa corsa è stata soppressa. Da Potenza in direzione Taranto, sono solo 3 i treni giornalieri che fermano a Ginosa che diventano 2 la domenica. Sull’argomento ho presentato un’interrogazione al Ministro Delrio.

E’ inaudita la soppressione di una corsa ferroviarie tra Puglia e Basilicata, a maggior ragione perché ci risulta che questo treno fosse sempre pieno di pendolari. I cittadini pugliesi e lucani sono nuovamente penalizzati dalle scelte di Trenitalia.”

Il Comune di Ginosa conta circa 21 mila abitanti molti dei quali utilizzano il treno per spostarsi. Nella stagione estiva, si arriva a toccare 90 mila presenze giornaliere.

La soppressione del treno pomeridiano penalizza molti comuni, soprattutto Ginosa, perla del Golfo di Taranto. L’amministrazione virtuosa del M5S sta puntando a migliorare l’accoglienza turistica, tuttavia la soppressione del treno costituisce una penalizzazione. Trenitalia anziché incentivare il trasporto ferroviario verso le località turistiche, che necessitano di essere collegate in maniera efficiente e sostenibile, lo depotenzia. Sarebbe interessante sapere se tali variazioni sono concordate con la Regione nel contratto di servizio e come vengono giustificate

Alle scelte penalizzanti di Trenitalia, frutto di programmazioni scellerate del Governo nazionale del PD, si aggiungono anche le occasioni perse dalla politica regionale del PD: anche quest’anno l’Assessore della Regione Puglia, Loredana Capone, non ha colto il mio invito a farsi promotrice dell’iniziativa “al mare in treno.  

Nelle località turistiche dove si è adottata l’iniziativa “al mare in treno”, i turisti che si recano in vacanza con il treno presso una struttura convenzionata, hanno il rimborso del biglietto di viaggio. In caso di due settimane di vacanza, è rimborsato anche il viaggio di ritorno fino ad un massimo di 80 euro. Sono previsti anche i rimborsi dei biglietti autobus dalla stazione sino all’albergo.
Evidentemente l’Assessore Capone del PD  non crede nel turismo promosso con mezzi sostenibili e non ha alcuna intenzione di incentivare l’offerta turistica pugliese. Si dimettesse anziché far perdere ancora tempo e occasioni alla Puglia.

Metropolitana di Bari: ora apertura fermata Cecilia subito!

Già a giugno 2015 doveva esser inaugurata la fermata “Cecilia” che consente il prolungamento della metropolitana dalla stazione di Bari centrale fino al quartiere San Paolo ed invece la stazione è rimasta chiusa finendo nel degrado e in uno stato di totale abbandono.

Avevo già presentato un’interrogazione per capire le sorti di questa vicenda e avere chiarimenti sull’apertura della fermata della metropolitana e, come latita il Governo locale che lascia una stazione pronta ancora chiusa, latita anche il Governo nazionale che non mi ha ancora dato alcuna risposta!

Allora, facendo anche rete con i colleghi portavoce in Regione, mi sono impegnato direttamente per capire le difficoltà per le autorizzazioni e l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ha comunicato che non è necessaria alcuna ulteriore autorizzazione di sua competenza per dare avvio al servizio sulla linea interessata!

L’Agenzia Nazionale per la sicurezza delle ferrovie, infatti, con una lettera ha indicato alla Ferrotramviaria – società che gestisce l’infrastruttura ferroviaria – alcune misure da adottare ma che non impediscono l’apertura della fermata e l’erogazione del servizio.

Ora ci aspettiamo l’immediato regolare funzionamento del servizio di trasporto anche per la fermata Cecilia perché il Ministro Delrio non può parlare di cura del ferro e poi lasciare marcire infrastrutture già pronte per cui stati spesi milioni di euro pubblici! I cittadini hanno diritto ad avere un servizio di trasporto pubblico funzionante ed efficiente. 

TAP: Governo risponde al M5S. Espianto ulivi è illegale!

Il Governo ha risposto ad una mia interrogazione a risposta immediata alla Camera dei Deputati sulla vicenda TAP. Inaccettabile! Il Ministro non ha potuto smentire che le autorizzazioni per l’espianto degli ulivi non ci sono e che la competenza del loro rilascio è esclusivamente della Regione Puglia. Quindi silenzio totale sull’abuso di potere e sull’illegalità che il Governo ha compiuto: l’ente vigilante, la Regione Puglia, non ha dato parere favorevole alla prescrizione e il Governo ha ancora una volta valicato con prepotenza le proprie competenze stabilite dalla Costituzione italiana.

Attualmente l’Italia ha una capacità di importazione di circa 140 miliardi di metri cubi l’anno di gas, a fronte di un consumo nel 2016 di 70,9 miliardi di metri cubi.

Il Ministro Calenda ha solo ribadito menzogne che ho puntualmente smentito! Il TAP non serve alla sicurezza dell’approvvigionamento. TAP porta il gas dall’Azerbaijan, una dittatura che non rispetta i diritti civili, il gasdotto passa anche dalla Turchia e la stabilità geopolitica e la democrazia di questi paesi è paragonabile agli altri fornitori di gas come la Russia, la Libia e l’Algeria! Il Governo è smentito anche dalla stessa TAP, che ha confermato che il gasdotto non serve a diversificare le fonti di approvvigionamento ma a sostituirle. Infine c’è un aggravio immediato di costi: per collegare il TAP alla rete nazionale dei gasdotti, SNAM preleverà 270 milioni di euro dalle bollette degli italiani.

Siamo accanto ai cittadini che si sono mobilitati in maniera pacifica per contrastare questo scempio, che pretendono il rispetto della legalità e che difendono il nostro territorio, la nostra storia e il futuro delle prossime generazioni dalle speculazioni finanziarie.

Il Governo mente agli italiani. Questa è l’ennesima truffa avallata dai politicanti del PD. Tra un anno, se gli italiani lo vorranno saremo al Governo di questa nazione: toglieremo opere inutili come TAP e chiuderemo tutte le centrali a carbone entro il 2020!

TAP: mercoledì 5 aprile Question Time.

Il 5 aprile 2017 il Ministro dello Sviluppo Economico risponderà ad una interrogazione a risposta immediata alla Camera dei Deputati sulla vicenda TAP. L’Autorizzazione Unica rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico il 20 maggio 2015 vincola la costruzione del gasdotto al rispetto delle prescrizioni del Ministero dell’Ambiente. La Regione Puglia è ente vigilante per l’ottemperanza della prescrizione A.44, in merito all’espianto degli ulivi, che la ritiene non rispettata. Nonostante ciò, il Ministero dell’Ambiente con due note distinte, afferma il contrario. 

E’ inqualificabile che il Governo non rispetti le leggi vigenti e la nostra Costituzione con un abuso di potere che sottrae le competenze della Regione in maniera arrogante e prepotente: l’espianto degli ulivi è irregolare! Per favorire il TAP, il Governo non rispetta le leggi. L’ennesima insopportabile dimostrazione della facilità con cui si calpestano diritti degli enti locali e dei cittadini, per tutelare lobby.

Attualmente l’Italia ha una capacità di importazione di circa 140 miliardi di metri cubi l’anno di gas, a fronte di un consumo di nel 2016 di 70,9 miliardi di metri cubi, pertanto non è chiaro il motivo per cui il Governo intenda realizzare nuove infrastrutture per l’importazione del gas;

L’Italia non ha bisogno di TAP: lo dicono i dati.Durante il QT metterò all’angolo il Governo: TAP non serve a diversificare gli approvvigionamenti e non ci rende indipendenti dal punto di vista energetico. Oltre al danno la beffa: il costo di 270 milioni di euro per il collegamento di TAP alla rete nazionale SNAM sarà scaricato sulle bollette degli italiani. Per questi motivi gli italiani devono essere contrari a questo gasdotto a prescindere dall’approdo.

Il Gasdotto TAP è stato dichiarato di pubblica utilità e ha carattere di indifferibilità ed urgenza.

L’espianto degli alberi va bloccato perché irregolare e perché un sacrificio inutile dato che il progetto esecutivo non ha tutte le autorizzazioni per avviare i lavori di cantiere.

TAP non è strategico: il decreto “sblocca italia” va cancellato, per decarbonizzare le centrali come Cerano occorre chiuderle e rivedere la politica energetica del Paese puntando decisamente all’efficientamento energetico, alle fonti rinnovabili diffuse e alla ricerca!

Brindisi: EAGLE LNG, nuovo gasdotto dall’Albania.

Nel decreto direttoriale del 31 gennaio 2017 del Ministero dello Sviluppo Economico sull’aggiornamento della Rete Nazionale dei Gasdotti, tra i gasdotti che dall’estero porteranno il gas in Italia, c’è ancora EAGLE LNG che interconnetterà, tramite metanodotto di 110 km di lunghezza ricadenti in mare e 18 km in terraferma, un rigassificatore in Albania a Brindisi. Sull’argomento ho presentato un’interrogazione a Gentiloni e Calenda.

Il gasdotto è stato proposto dalla società «Burns S.r.l.» il 26 giugno 2012. Nel 2016 il Governo in una comunicazione alle Camere riguardante un carteggio con l’Europa si era dichiarato contrario a questo nuovo gasdotto che sbarcherà in Puglia, ma dall’aggiornamento al 2017 della rete nazionale dei gasdotti, EAGLE LNG risulta ancora presente.

Il PD continua con una politica energetica scellerata! EAGLE LNG è ancora vergognosamente presente nella lista dei gasdotti e arriverà in Puglia! Per il PD non bastano gli inutili gasdotti TAP e Poseidon: confermando per l’ennesima volta l’assenza totale di visione, favoriscono ancora le fonti fossili, aumentando la nostra dipendenza dall’estero!

I Governi italiani hanno previsto questo gasdotto sin dal 1 gennaio 2013, l’Unione Europea nel 2016 ha quindi incluso questo gasdotto tra quelli di interesse comune e a breve potrebbe inserirli in quelli definitivi da realizzare, esattamente come è avvenuto per TAP e Poseidon.

Il Governo PD è uguale al Governo Monti e Berlusconi, sono cambiati i volti ma la politica energetica è sempre la stessa da venti anni! Non solo per i gasdotti ma anche per gli impianti che ammazzano il nostro territorio come Cerano e gli inceneritori: ancora una volta è evidente che questi politicanti dal centro destra al centro sinistra sono divisi a parole ma uniti nel condannare i cittadini ad una politica energetica obsoleta!

Il piano energetico del M5S è l’unica alternativa virtuosa alle proposte di questi cialtroni! Si prevede entro il 2050 l’azzeramento totale dell’uso di fonti fossili garantendo una maggiore autonomia energetica all’Italia. Non ci stancheremo mai di lottare per  “democratizzare” la produzione di energia permettendo ad ogni cittadino di poter creare energia e scambiarla con gli altri. Cambiare politica energetica significa maggiore tutela della salute e dell’ambiente e soprattutto creare nuova occupazione: un cambiamento per l’Italia da attuare immediatamente!

Programma nazionale di ricerca: inaccettabili ritardi per le liquidazioni ai beneficiari!

Abbiamo denunciato alla Ministra Fedeli i gravi ritardi nella liquidazione dei progetti di ricerca finanziati dal PON ricerca e competitività 2007-2013 che stanno creando una situazione di estremo disagio finanziario agli organi di ricerca che ne dovrebbero beneficiare.

I ritardi sarebbero giustificati sia dalle indagini giudiziarie in corso sulla regolarità dei procedimenti amministrativi precedenti al 2015 sia dall’espletamento delle procedure previste per il riconoscimento degli organismi stessi. Come successo in alcuni casi, c’è il rischio concreto che i provvedimenti utili arrivino molti mesi dopo il fallimento e la chiusura delle aziende di ricerca.

Il portale “Open Coesione” conferma che al 31 agosto 2016 il totale dei pagamenti (1.176.485.552,57 euro) risulta essere meno della metà del totale dell’importo impegnato (2.832.786.959,74 euro).

E’ inaccettabile che il Governo a parole dichiari di sostenere la ricerca creando un ponte diretto con il mondo delle imprese ma nei fatti non sia capace di garantire quello a cui hanno diritto gli enti di ricerca che non godono di alcun sostegno pubblico e trasparente. 

Anche il Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali, (CETMA di Brindisi), oggi versa in una situazione di estremo disagio finanziario proprio a causa di questi ritardi: è stato costretto a rinviare dei pagamenti di fornitori e degli stipendi dei propri dipendenti, mettendo in grave difficoltà tante famiglie. E altri enti di ricerca beneficiari sono sull’orlo del fallimento o già in liquidazione.

Questi enti sono importanti realtà imprenditoriali e di ricerca, preziosi per il nostro territorio perché coinvolgono in tanti progetti innovativi un elevato numero di piccole e medie imprese! Inoltre questa grave situazione è rischiosa anche per la finanza pubblica nazionale dato che c’è la possibilità che l’Unione europea si riprenda le risorse non utilizzate! Per questo motivo con un’interrogazione ho chiesto risposte concrete ed immediate del Governo per garantire a questi enti di ricerca quanto dovuto velocizzando i tempi per completare le procedure necessarie.

Metropolitana di Bari: ancora chiusa la fermata Cecilia!

Già a giugno 2015 fa doveva esser inaugurata la fermata “Cecilia” che consente il prolungamento della metropolitana dalla stazione di Bari centrale fino al quartiere San Paolo.

Il partito democratico continua a latitare e lascia che la stazione Cecilia, pronta ma ancora chiusa, finisca già nel degrado in uno stato di totale abbandono e sia oggetto di atti vandalici.

Chi governa non deve fare promesse infondate e non può accampare scuse.

Delrio non può parlare di cura del ferro e poi lasciare marcire infrastrutture già pronte! Per questo ho presentato una interrogazione perchè chiarisca la vicenda dell’apertura della fermata della metropolitana dato che sono stati spesi milioni di euro pubblici e i cittadini hanno diritto ad avere risposte ed un servizio di trasporto pubblico!

Puglia: Treni “Bidone” per Roma.

Sui treni Fyra V250 da Roma per la Puglia previsti dal “Piano Industriale 2017 – 2026” di Ferrovie dello Stato Italiane  ho depositato un’interrogazione al Ministro DelrioL’Olanda e Belgio hanno riconsegnato ad AnsaldoBreda (all’epoca sotto Finmeccanica) i Fyra V250 per problemi di sicurezza e di affidabilità che ora verranno utilizzati per la tratta da Roma verso la Puglia.

Scandaloso! Ferrovie dello Stato Italiane (FSI) penalizzano nuovamente la Puglia! FSI rifila alla Puglia treni che dovrebbero essere più lenti degli attuali Frecciargento e che avrebbero anche problemi di sicurezza e di affidabilità. A che serve spendere oltre 6 miliardi di euro per la nuova linea veloce tra Napoli e Bari se poi i treni oggi in servizio vengono sostituiti con treni più lenti? Il Ministro Delrio dovrebbe chiarire immediatamente!

A settembre 2016, il Ministro Delrio ha dichiarato che il piano industriale è da “svolta storica”, mentre l’A.D. Mazzoncini, ha dichiarato che l’Italia Meridionale possa essere “avvicinata” – quasi sollevata – al resto dell’Italia grazie a migliori collegamenti ferroviari. Inoltre, Mazzoncini ha dichiarato che più della metà delle risorse sono già disponibili, ben 58 miliardi di cui 23 in autofinanziamento e 35 stanziati nei contratti di programma, cioè dallo Stato.

Evidentemente la Puglia è considerata da questo Governo di incapaci una zavorra! Il ministro Delrio propaganda slogan sul piano industriale di FSI ma in realtà sta per essere attuata una nuova penalizzazione del Sud. Parole incoerenti di cui faranno ancora le spese tutti i cittadini pugliesi: continuiamo a pagare la propaganda del PD di Renzi e di Emiliano, dei loro slogan intrisi di finzione sul rilancio del Sud e vuoti come la parola Masterplan!

Coloro che hanno causato questa situazione devono andare subito a casa! Non possiamo tollerare un giorno di più questi affronti! Si sperperano tanti miliardi per opere faraoniche inutili mentre in Puglia, le Ferrovie Sud-Est, controllata da Ferrovie dello Stato, sono ancora in una crisi nerissima, con mezzi obsoleti e senza sistemi di sicurezza adeguati, un servizio di trasporto pessimo operato su molte tratte ancora con treni a gasolio: è inconcepibile che invece di risolvere i problemi, il PD ci tenga ostaggio delle sue correnti per lotte di potere!

 

Software libero nelle pubbliche amministrazioni: inaccettabile non avere informazioni!

E’ gravissimo che ad oggi non abbiamo alcuna informazione su quali e quante sono le amministrazioni che ricorrono al software libero! Tanto meno il Governo ha intrapreso iniziative per quelle che hanno violato quanto imposto dalla legge!

L’adozione del software libero consentirebbe alle amministrazioni di risparmiare milioni di euro che oggi servono per acquistare le licenze di prodotti proprietari e di investire tali risorse in aziende locali per la formazione e il supporto tecnico eventualmente necessario per la migrazione verso il software libero. Tranne pochissime eccezioni che devono essere motivate, nella gran parte delle scuole, degli uffici degli enti locali e delle altre istituzioni, l’adozione di sistemi operativi e applicazioni alternativi ai costosi software proprietari sarebbe già dovuta avvenire immediatamente anni fa! 

I vantaggi del software libero sono numerosi e dovrebbe essere adottato con sistematicità dalle amministrazioni.

Per questo ho chiesto al Governo di rendere pubblici i dati aggiornati relativi all’uso del software libero da parte delle pubbliche amministrazioni, ammesso che esistano, e di chiarire come intende completare la migrazione delle altre amministrazioni ancora in difetto perché non è possibile tollerare oltremodo lo sperpero di risorse pubbliche per incapacità o collusione della politica!

Autorità di Sistema Portuale di Bari: ancora su Patroni Griffi come Presidente!

 Non è arrivata nessuna smentita da Delrio sulla proposta di nomina del Professor Patroni Griffi nonostante l’inopportunità politica che abbiamo segnalato in ogni modo: non è possibile procedere a nomine in ruoli chiave delle Istituzioni secondo logiche che possano anche solo lontanamente ricondotte a influenze partitiche e familistiche senza garantire trasparenza, meritocrazia, specchiata moralità e assenza di conflitti di interessi anche solo potenziale dei candidati!

Sebbene l’Autorità Nazionale Anticorruzione abbia escluso l’incompatibilità, l’inopportunità resta perché i numerosi ruoli ricoperti e i rapporti di parentela del candidato sono situazioni oggettive e i cittadini non devono avere il minimo dubbio che tali legami abbiano avuto un peso nella nomina: è possibile che non esistano altri candidati in tutto il nostro Paese capaci, competenti, esperti e meritevoli idonei a ricoprire quel ruolo senza possibili conflitti di interesse?

A questa domanda non possiamo rispondere perché ancora una volta il Governo procede senza alcuna trasparenza: avevamo chiesto invano di pubblicare i curricula di tutte le persone che si stanno proponendo a Presidente delle Autorità di Sistema Portuale!  

Il Governo non può gestire tutto questo come fosse un affare privato o di famiglia per questo chiediamo di smentire le indiscrezioni sulla nomina del Professore Patroni Griffi o di dare pubblicamente delle motivazioni valide se esistono!