SS 106: Previsti lavori, ma mancano le risorse.

Il Ministro dei Trasporti ha risposto all’interrogazione sul dissesto stradale della SS 106 da Taranto a Ginosa che ho presentato a settembre 2017.

Il Ministro ha risposto che sono previsti lavori di miglioramento della sede stradale per 3 milioni di euro. Sarebbe un’ottima notizia se non fosse che tali risorse non sono ancora disponibili: l’intervento quindi al momento risulta solo in fase di progettazione.

L’intervento è previsto dal Contratto di Programma 2016 – 2020, firmato tra il Ministero e l’Anas. Tuttavia il Contratto di Programma è ancora al vaglio delle Corte dei Conti e dopo l’approvazione, dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. I cittadini pugliesi, lucani e i tanti turisti dovranno ancora attendere senza sapere la data entro cui i lavori inizieranno!

Poste, nuova mannaia sui Comuni pugliesi.

A completamento della riforma postale a giorni lavorativi alterni, che ha interessato oltre la metà delle amministrazioni comunali, i Comuni pugliesi che rientrano nel nuovo modello (che ha toccato la nostra Regione già dal maggio 2016) di recapito a giorni alterni sono 125: 13 in Provincia di Bari, 4 nella BAT, 22 in Provincia di Taranto, 24 in Provincia di Lecce, 8 nel Brindisino e 54 in Provincia di Foggia.

Il nuovo modello di recapito a giorni alterni sta creando enormi disagi alla cittadinanza. La situazione è gravissima e in costante peggioramento visto il coinvolgimento sempre maggiore del numero dei Comuni interessati.

Molte amministrazioni interessate sono già in una situazione critica dovuta al cronico isolamento per carenza o assenza di servizi pubblici: trasporti, servizi sanitari e presidi di pubblica sicurezza e di controllo del territorio delle forze dell’ordine. Ora verrà meno anche il servizio postale e chi vive in aree disagiate sarà ulteriormente svantaggiato. Il piano di razionalizzazione prevede che l’ufficio postale rimanga comunque aperto alcuni, pochi, giorni a settimana; poi troppo frequentemente, come già accaduto in molti Comuni, il servizio postale sarà chiuso e i cittadini saranno costretti a recarsi all’ufficio postale superstite più vicino, spesso distante parecchi chilometri.

Come si evince dall’approvazione del nuovo contratto di programma 2015-2019 di Poste, le azioni intraprese sono opposte rispetto la Direttiva postale (97/67/CE).

Il Governo promuove questa politica di tagli senza considerare che potremmo pure dover pagare sanzioni di centinaia di milioni di euro a livello europeo, perché si viola l’obbligo di assicurare la raccolta e la distribuzione della posta almeno ogni cinque giorni lavorativi a settimana!

SS 106 Taranto – Ginosa, dissesto stradale.

La strada statale 106 “Jonica” nel tracciato a quattro corsie che collega  Taranto e il territorio comunale di Ginosa, ogni carreggiata mostra evidenti segni di deterioramento e più in generale il tratto di strada evidenzia notevoli problemi per una corretta e sicura viabilità. Sull’argomento ho presentato una interrogazione al Ministro Graziano Delrio.

La messa in sicurezza della ss 106 è urgente! Il tracciato è disseminato di buche e il manto stradale è in condizioni critiche. Una strada importante e densamente trafficata, tenuta nell’incuria più totale, un rischio per chi la percorre.

Secondo i dati diffusi dall’AREM riferiti al 2016, nella provincia di Taranto la S.S.106 ha registrato 18 incidenti, 1 decesso e 35 feriti. Nel 2017 sono stati diversi i sinistri che hanno provocato vittime e feriti, anche gravi.

Questo Governo continua a spendere miliardi per nuove strade inutili mentre dimentica quelle esistenti che sono molto più importanti perché già utilizzate da milioni di cittadini. Delrio intervenga immediatamente e ci spieghi il perchè la strada statale 106 tra Taranto e Ginosa presenta questi dissesti e perché l’ANAS non sia già intervenuta per risolverli.

Delrio non può continuare a dormire mentre gira l’Italia in convegni e non accorgersi che le nostre strade di competenza statale sono impraticabili. E’ una grave mancanza da parte di questo Governo che il M5S vuole mettere in risalto al fine di garantire una sicura viabilità ai cittadini.

Gasdotto Eagle nella lista dei Progetti d’Interesse Comune.

Secondo il Ministero, il gasdotto della Eagle è stato inserito, dalla Commissione europea nella lista dei progetti d’interesse comune (PCI): questo potrebbe comportare il primo passo perché il progetto diventi di tipo prioritario (PECI) e siano poste le premesse per la sua realizzazione. I PCI possono beneficiare di una pianificazione accelerata e di consentire la concessione di un’autorità nazionale per ottenere permessi, condizioni regolamentari migliorate, minori costi amministrativi dovuti a processi di valutazione ambientale semplificata, maggiore partecipazione del pubblico tramite consultazioni e maggiore visibilità agli investitori. Essi hanno altresì il diritto di richiedere finanziamenti dal CEF.

Come avevamo previsto il PD mente agli italiani a tutti i livelli! Il Governo, solo a parole contrario al progetto, lo ha fatto inserire nella lista dei progetti d’interesse comune europei, avviando l’iter quindi per farlo diventare un progetto prioritario! Tra Calenda ed Emiliano quindi non c’è alcuna differenza: entrambi mentono spudoratamente agli italiani. E’ evidente che ancora una volta il governo nazionale e quello regionale del PD fanno solo finta di litigare ma in realtà hanno il comune obiettivo di continuare con le fonti fossili.

Il Governo nonostante questa grave situazione non risponde ai quesiti posti sul gasdotto in relazione alla Rete nazionale e alla Strategia energetica nazionale. Il Ministro evidentemente tace perché consapevole della propria colpa: per sua volontà e delle lobby che finanziano il PD, il progetto si trova anche all’interno della lista dei gasdotti italiani!

Questo Governo non tiene conto il fabbisogno reale di gas del Paese, per cui non ci sarebbe bisogno di alcun ulteriore gasdotto, e soprattutto non vuole pianificare una graduale azzeramento dell’utilizzo delle fonti fossili con un rilancio delle fonti alternative sostenibili. Questa strategia energetica nazionale è vecchia e voluta dai petrolieri che ricattano il governo. Il Piano Energetico del M5S invece prevede la chiusura delle centrali a carbone nel 2020, di non usare petrolio al 2040 e di non usare il gas nel 2050: è l’unica proposta credibile per una transizione per tutelare la nostra sopravvivenza su questo pianeta.

Tasse aeroportuali: non arrivano soldi ai Comuni.

Dal 2003, quando il Governo ha istituito per legge l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sugli aeromobili, pari ad un euro per passeggero imbarcato, ci sono stati talmente tanti aumenti che attualmente si sfiorano i dieci euro a passeggero. Per la Puglia sono coinvolti i Comuni di Bari, Bitonto, Brindisi, Foggia e Grottaglie.

E’ gravissimo che ai Comuni delle aree aeroportuali non vengano trasferite le risorse spettanti pari al 40 per cento! Parliamo di milioni di euro mancanti nelle casse degli enti locali che contribuiscono a creare gravi danni per i loro bilanci!

Da un comunicato del Ministero dell’Interno si apprende di qualche sporadico e misero trasferimento, ma anche di sospensioni nei pagamenti, mentre i Comuni continuano a tagliare servizi perché versano in difficoltà finanziarie. A quanto ammontano le cifre dovute e quanto tempo ancora ci vorrà perché arrivino tutti i soldi dovuti dal Governo ai Comuni?

Ci sono enti locali, destinazioni turistiche, già penalizzate da questi aumenti, che hanno diritto a ricevere quanto dovuto per questo ho presentato un’interrogazione in modo che il Governo provveda a trasferire subito i soldi per impedire che la situazione si aggravi ulteriormente. Ad oggi, come in moltissimi altri casi, non ha ancora risposto!

Sversamento petrolio in Basilicata: 400 tonnellate.

Dopo questo sversamento si espande di certo l’area inquinata dei terreni lucani circostanti il Cova di Viggiano, insieme alla contaminazione delle falde acquifere sottostanti, e si rischia di dare da bere acqua inquinata e cibo contaminato da idrocarburi e abbiamo dovuto saperlo dalla stampa perché il Governo è del tutto assente!.

Il Governo addirittura se ne lava del tutto le mani come ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Galletti mente: la legge impone al Ministro la responsabilità di intervenire e il potere per farlo!

E’ come se il Governo avesse lasciato guidare la propria automobile in sua presenza a qualcuno che la utilizza per compiere una rapina o mettere una bomba: non vigilare e dichiararsi estraneo equivale ad una dichiarazione di complicità!

Ho presentato un’interrogazione perché pretendiamo chiarezza dal Governo ma siamo altrettanto certi che nessuno ci risponderà! Eppure, i cittadini hanno il diritto di sapere se l’Eni abbia informato subito le autorità competenti di ciò che succedeva, come hanno diritto di sapere quali siano le misure di prevenzione adottate e la situazione adesso. Esigiamo di sapere con trasparenza se vi sia pericolo per le popolazioni del territorio, per la salute pubblica e per la catena alimentare.

Scontro ferroviario FSE: colpa dei governi degli ultimi 20 anni.

Non si possono catalogare come “incidenti”: sono i sintomi di crimini perpetrati per decenni con il silenzio complice di tutti i partiti quando si mangiavano i soldi da investire sulla sicurezza ferroviaria. I colpevoli sono i Governi nazionali e regionali degli ultimi 20 anni e non certo il binario unico o dell’errore umano. Il M5S ha chiesto subito una informativa urgente in aula al Ministro Delrio e ha depositato una interpellanza sulla vicenda.

Tutti sanno gli annosi problemi di sicurezza sulle Ferrovie regionali e invece di interventi risolutivi il Governo si è lavato la coscienza con delle misure tampone, che hanno creato solo disagi come la diminuzione della velocitàIl colpa dei governi degli ultimi 20 anni ma quanto avvenuto dimostra l’insufficienza del suo intervento: le bugie del ministro Delrio vengono a galla!

I soldi per mettere in sicurezza le reti ferroviarie regionali, non solo pugliesi, ci sono, ma il PD preferisce sprecarli per faraoniche opere inutili dove si annida corruzione e malaffare invece di investire nella sicurezza dei cittadini sulle tratte regionali. Questo succede perché a guidare il Paese c’è un’accozzaglia di incompetenti che curano i profitti di pochi a scapito dell’interesse generale. Devono andare a casa immediatamente: gli italiano non possono rischiare per la loro inadeguatezza!

Non arrivano soldi ai Comuni per le tasse aeroportuali: il Governo è colpevole!

Dal 2003, quando il Governo ha istituito per legge l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sugli aeromobili, pari ad un euro per passeggero imbarcato, ci sono stati talmente tanti aumenti che attualmente si sfiorano i dieci euro a passeggero.

E’ gravissimo che ai Comuni delle aree aeroportuali non vengano trasferite le risorse spettanti pari al 40 per cento! Parliamo di milioni di euro mancanti nelle casse degli enti locali che contribuiscono a creare gravi danni per i loro bilanci!

Da un comunicato del Ministero dell’Interno si apprende di qualche sporadico e misero trasferimento, ma anche di sospensioni nei pagamenti, mentre i Comuni continuano a tagliare servizi perché versano in difficoltà finanziarie. A quanto ammontano le cifre dovute e quanto tempo ancora ci vorrà perché arrivino tutti i soldi dovuti dal Governo ai Comuni?

Ci sono enti locali, destinazioni turistiche, già penalizzate da questi aumenti, che hanno diritto a ricevere quanto dovuto per questo ho presentato un’interrogazione in modo che il Governo provveda a trasferire subito i soldi per impedire che la situazione si aggravi ulteriormente. 

Filobus a Lecce: ritardi, disagi e tangenti.

Questo progetto, pensato male e realizzato peggio, continua a gravare sulle tasche dei cittadini senza aver portato alcun beneficio né alla mobilità urbana né tantomeno all’ambiente e alla salubrità cittadina visto che è stato realizzato un progetto ben diverso da quello inizialmente previsto in tutti questi anni sono stati spesi più di venti milioni di euro per invadere la bella e storica città di Lecce di pali e fili decapitando i finanziamenti previsti per altri interventi fondamentali come l’acquisto di mezzi di trasporto pubblico ecologici per aumentarne la frequenza e la capillarità, il bike sharing funzionante, i parcheggi di scambio, l’ampliamento delle zone 30 e della ztl.

Ma se la politica locale è stata complice in questo pasticcio, incapace nella gestione dell’opera e chi ha scoperchiato l’affaire oggi è anche candidato sindaco con l’appoggio dei responsabili, anche alla luce delle recenti determinazioni della Procura della Repubblica anche il Governo nazionale ha gravi responsabilità ed è inaccettabile la mancanza di trasparenza sui finanziamenti erogati che magicamente coincidono esattamente a quelli previsti per la prima ipotesi progettuale nonostante l’opera poi effettivamente realizzata sia del tutto stravolta e differente per tecnologia, percorso, mezzi!

Ho infatti presentato un’interrogazione perché Delrio ci dimostri di aver avviato un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità interne alle strutture ministeriali incaricate dell’opera. I funzionari corresponsabili di tale sfacelo non dovrebbero essere ancora incaricati di procedure simili e magari destinatari di premi di risultato! Pretendiamo chiarezza dal Governo e che si attivi per il recupero delle somme erogate.

TAP: Posidonia e  Cymodocea non censite nell’area.

Ai fini della valutazione dell’estensione delle praterie di Posidonia, nell’ambito della fase istruttoria svolta dalla Commissione tecnica VIA per vagliare le diverse alternative di localizzazione del progetto, è stato preso in considerazione lo studio “Inventario e cartografia delle praterie di Posidonia nei compartimenti marittimi di Manfredonia, Molfetta, Bari, Brindisi, Gallipoli e Taranto – CRISMA 2006” redatto sulla base di indagini condotte nel 2004. Si evince dalle cartografie che la Posidonia presente dalle coste brindisine fino a quelle del sud Salento si interrompa in maniera innaturale proprio nel tratto dove è previsto l’approdo di TAP. A differenza delle altre località vagliate, l’approdo è stato scelto perché non vi era una zona protetta. Tuttavia sulla base degli studi condotti dalla società TAP in sede di ottemperanza alle prescrizioni individuate dal DM di compatibilità ambientale, si evince la presenza della Posidonia oceanica e di dense praterie di Cymodocea nodosa, entrambe non censite, nel fondale marino interessato dai lavori.

La compatibilità ambientale di TAP va ritirata! Le carte sulla presenza di Posidonia per l’approdo TAP sono lacunose e non attendibili. Lo ammette la stessa TAP. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per chiedere di revocare le autorizzazioni e istituire la protezione anche del tratto di costa interessato.

Queste specie di piante marine svolgono una rilevante funzione contro l’erosione costiera. Rappresentano aree per la crescita della fauna ittica e quindi sono importanti per il ripopolamento dei mari. Funzioni fondamentali per la salute dei nostri mari e sono habitat e specie protette per Legge. E’ inaccettabile che il Ministero dell’Ambiente non sia in grado o non voglia difendere gli ecosistemi tanto fragili e utili e addirittura infranga le leggi di tutela di queste specie/habitat e le direttive europee e per questo dovrebbe dimettersi immediatamente

Occorre revocare le autorizzazioni per la realizzazione di TAP dato che sono state concesse sulla base di informazioni errate e istituire subito la protezione di questa porzione di costa per la rilevanza imprescindibile degli ecosistemi marini e la coerenza con quanto previsto dalle norme vigenti e dalle direttive comunitarie! L’economia basata sulla sostenibilità e sul turismo responsabile, può essere garantita solo attraverso l’attenta e diffusa tutela delle risorse naturali e il rispetto della legalità: è evidente che il Partito Democratico colluso con le lobby degli idrocarburi e delle banche non abbia a cuore il territorio ma solo le speculazioni finanziarie!