Cannabis: la criminalità festeggia per colpa del PD!

Negare la legalizzazione è stato l’ultimo atto ipocrita del PD, che permette alla criminalità di prosperare. Una scelta ideologica dannosa che non vuole vedere quanto accade a livello internazionale: la legalizzazione porta una sostanziale riduzione dei reati, maggiori entrate fiscali, una diminuzione del consumo soprattutto tra i giovani. Come affermato dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo i tempi sono maturi per legalizzare, perché la criminalizzazione ha prodotto l’aumento del consumo, arricchimento delle mafie ed il contatto dei giovani con il crimine, con le droghe pesanti e sostanze tossiche. Ma questo non basta al PD. Anche in Italia potremmo controllare il fenomeno, regolamentando il mercato, di fatto già libero. Così, si potrebbero impegnare le forze dell’ordine ed i magistrati sul perseguimento di reati gravi e al contempo destinare una parte di quelle risorse economiche alla giustizia, alla prevenzione dell’utilizzo di droghe, alla sanità. I partiti contrari sono ipocriti: non hanno fatto proposte contro tabacco e alcool che provocano migliaia di morti ogni anno in Italia, ma si sono opposti a questa legge nonostante non esista alcun morto accertato per uso di cannabis.

Il Movimento 5 Stelle ha votato favorevole della legge sulla cannabis ad uso terapeutico per senso di responsabilità nei confronti dei tanti malati che chiedono un intervento in materia, sperando che il Senato approvi rapidamente questa legge. Tuttavia, il testo è stato svuotato di passaggi importanti volti a criminalizzare chi la coltiva per uso strettamente personale e penalizzando i tantissimi cittadini pugliesi che da anni provano a creare un’economia con la cannabis per via dei suoi molteplici utilizzi oltre a quello terapeutico, come la bioedilizia, il tessile.

Nella prossima legislatura l’argomento lo affronteremo anche attraverso un referendum popolare consultivo, così da avere una discussione pubblica che spazzi via la disinformazione e in modo che i partiti non potranno più nascondersi dalle loro responsabilità nei confronti dei cittadini italiani. Cosi, nessuno potrà opporsi all’approvazione delle norme che includano gli aspetti stralciati da questa legge.

Programma nazionale di ricerca: inaccettabili ritardi per le liquidazioni ai beneficiari!

Abbiamo denunciato alla Ministra Fedeli i gravi ritardi nella liquidazione dei progetti di ricerca finanziati dal PON ricerca e competitività 2007-2013 che stanno creando una situazione di estremo disagio finanziario agli organi di ricerca che ne dovrebbero beneficiare.

I ritardi sarebbero giustificati sia dalle indagini giudiziarie in corso sulla regolarità dei procedimenti amministrativi precedenti al 2015 sia dall’espletamento delle procedure previste per il riconoscimento degli organismi stessi. Come successo in alcuni casi, c’è il rischio concreto che i provvedimenti utili arrivino molti mesi dopo il fallimento e la chiusura delle aziende di ricerca.

Il portale “Open Coesione” conferma che al 31 agosto 2016 il totale dei pagamenti (1.176.485.552,57 euro) risulta essere meno della metà del totale dell’importo impegnato (2.832.786.959,74 euro).

E’ inaccettabile che il Governo a parole dichiari di sostenere la ricerca creando un ponte diretto con il mondo delle imprese ma nei fatti non sia capace di garantire quello a cui hanno diritto gli enti di ricerca che non godono di alcun sostegno pubblico e trasparente. 

Anche il Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali, (CETMA di Brindisi), oggi versa in una situazione di estremo disagio finanziario proprio a causa di questi ritardi: è stato costretto a rinviare dei pagamenti di fornitori e degli stipendi dei propri dipendenti, mettendo in grave difficoltà tante famiglie. E altri enti di ricerca beneficiari sono sull’orlo del fallimento o già in liquidazione.

Questi enti sono importanti realtà imprenditoriali e di ricerca, preziosi per il nostro territorio perché coinvolgono in tanti progetti innovativi un elevato numero di piccole e medie imprese! Inoltre questa grave situazione è rischiosa anche per la finanza pubblica nazionale dato che c’è la possibilità che l’Unione europea si riprenda le risorse non utilizzate! Per questo motivo con un’interrogazione ho chiesto risposte concrete ed immediate del Governo per garantire a questi enti di ricerca quanto dovuto velocizzando i tempi per completare le procedure necessarie.

Software libero nelle pubbliche amministrazioni: inaccettabile non avere informazioni!

E’ gravissimo che ad oggi non abbiamo alcuna informazione su quali e quante sono le amministrazioni che ricorrono al software libero! Tanto meno il Governo ha intrapreso iniziative per quelle che hanno violato quanto imposto dalla legge!

L’adozione del software libero consentirebbe alle amministrazioni di risparmiare milioni di euro che oggi servono per acquistare le licenze di prodotti proprietari e di investire tali risorse in aziende locali per la formazione e il supporto tecnico eventualmente necessario per la migrazione verso il software libero. Tranne pochissime eccezioni che devono essere motivate, nella gran parte delle scuole, degli uffici degli enti locali e delle altre istituzioni, l’adozione di sistemi operativi e applicazioni alternativi ai costosi software proprietari sarebbe già dovuta avvenire immediatamente anni fa! 

I vantaggi del software libero sono numerosi e dovrebbe essere adottato con sistematicità dalle amministrazioni.

Per questo ho chiesto al Governo di rendere pubblici i dati aggiornati relativi all’uso del software libero da parte delle pubbliche amministrazioni, ammesso che esistano, e di chiarire come intende completare la migrazione delle altre amministrazioni ancora in difetto perché non è possibile tollerare oltremodo lo sperpero di risorse pubbliche per incapacità o collusione della politica!

Car sharing tra privati: presentata una legge per la sua promozione!

Car2go Rome carsharingPer incentivare la mobilità sostenibile, un validissimo strumento che intendiamo sostenere è il car sharing tra privati. Per questo abbiamo presentato una legge per la definizione e la promozione del car sharing tra privati per garantire chiarezza e promuovere le iniziative che già tanti privati cittadini stanno spontaneamente realizzando.

I problemi della mobilità infatti si risolvono con un sapiente mix di promozione della mobilità a piedi e in bici, del TPL, del car sharing e bike sharing, del car pooling. La crisi economica e le nuove piattaforme digitali, hanno fatto emergere nuovi modelli più efficienti di comportamento.

La “sharing economy” permette di condividere un bene il cui possesso è formalmente di un singolo soggetto, ma nella disponibilità di più persone in funzione delle necessità di altri soggetti che piattaforme digitali possono contribuire a mettere in contatto in forma organizzata.

Nell’era della sharing economy, il possesso e l’uso esclusivo  di qualcosa lascia velocemente il passo alla sua condivisione. Oltre al costo per l’acquisto, la manutenzione di un’auto comporta un impegno economico rilevante, calcolato in oltre 3.000 euro l’anno e a questo si aggiunge l’inaccettabile inefficienza del servizio di trasporto pubblico locale, oggi drammaticamente inadeguato per le esigenze di mobilità dei cittadini, contrariamente a quanto accade in altri Paesi Europei, anche a causa dei continui tagli disposti dagli ultimi Governi.car-sharing

La collaborazione e la condivisione sono invece un’ottima alternativa per contribuire a soddisfare il diritto alla mobilità quotidiana con costi eccessivi. Il car sharing tra privati consentirebbe a coloro che usufruiscono dell’automobile altrui l’eliminazione dei costi connessi al possesso di un’autovettura con il pagamento di  tariffe chiare e trasparenti, mentre, a coloro che la mettono in condivisione, permetterebbe di ammortizzarne i costi di gestione, senza poterne fare un’attività professionale.

Il car sharing attualmente presente in alcune città ha almeno 4 limitazioni: riguarda soltanto poche aree metropolitane, interessa esclusivamente nelle zone centrali di tali città e tipicamente la flotta di veicoli a disposizione è molto limitata rispetto al parco circolante e appartiene ad un’azienda.

La nostra legge ha l’obiettivo di rendere questo strumento accessibili a tutti, in maniera capillarmente diffusa sul territorio nazionale: dare una normativa stabile sul tema permette di sviluppare soluzioni assicurative coerenti e consentire la promozione delle piattaforme digitali che consentono questa pratica. Infine, a livello urbano, la legge prevede una minore occupazione degli spazi per la sosta conseguente al maggior utilizzo medio dei veicoli e una riduzione della congestione delle arterie stradali a causa della maggior disponibilità di parcheggi.

“Internet, i nostri diritti”: il libro che illustra la Dichiarazione dei Diritti in Internet!

CezWaMjW8AAM_AXAlla Camera oggi c’è stata la presentazione di un libro davvero interessante, frutto del lavoro della commissione per la Carta dei diritti su Internet!

Qui potete trovare il video della presentazione con l’intervento, oltre a quelli degli autori che ringrazio per l’importante opera di divulgazione, di uno straordinario prof. Rodotà che con i suoi interventi rende sempre concreti concetti complessi relativi alla tutela dei diritti fondamentali anche nella dimensione immateriale!

Codice dell’Amministrazione Digitale: riforma deludente!

codiceI 65 articoli di cui si compone il decreto più che semplificare duplicano strumenti già disponibili e appare lecito avanzare dei dubbi sull’efficacia delle misure presentate.  Dopo 10 anni dall’approvazione del CAD condividiamo l’esigenza di modernizzare gli strumenti a disposizione dei cittadini e delle PA ma non vorremmo che, ancora una volta, le riforme rimangano solo sulla carta.  Ed è questa l’impressione che ci restituisce una prima lettura del decreto.

Oltre alle imprecisioni tecniche già rilevate da autorevoli studiosi della materia, il vizio forse più appariscente del decreto attuativo si rinviene dalla relazione finanziaria costellata da espressioni come “la disposizioni non produce effetti sulla finanza pubblica” o “la disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.  Il Governo vuole fare le nozze coi fichi secchi!

La rivoluzione digitale delle PA ha bisogno di risorse e di volontà politica per un’effettiva realizzazione.  Elementi fondamentali che mancano nei testi proposti dal Governo.

Siamo sempre più convinti che solo un governo a 5 stelle possa dare una svolta su questi temi. 

In Parlamento solleciteremo il Governo a migliorare il testo presentato su un piano tecnico ma anche mettendo a disposizione risorse significative per la realizzazione della PA digitale.

Piano Banda Ultralarga: il governo ci da ragione!

Ieri, in abbiamo chiesto chiarezza al sottosegretario Giacomelli.

In primo luogo, è vero che il governo investirà nelle aree a fallimento di mercato con la realizzazione di una rete pubblica? Domanda non retorica visto che il governo ci ha abituati ad annunci roboanti seguiti dall’inazione completa.

E, se è vera, quali le modalità e le tempistiche di realizzazione

La risposta è stata alquanto vaga, lasciando intendere che siamo fermi, in attesa che arrivi il via libera da Bruxelles; quindi, per ora rimane un annuncio, almeno fino a quando la commissione UE non darà risposte, confermando che il nostro Paese è commissariato da Bruxelles e Berlino.

Nella replica siamo tornati a ricordare, se mai ce ne fosse necessità, l’assoluta importanza di mettere a punto una Società della Rete pubblica, unica strada percorribile per far progredire l’Italia in questo settore fondamentale e annullare il digital divide che ci affligge rispetto agli altri paesi europei e non solo.

Abbiamo pure ricordato quanto ci siamo battutiperché tale strada venisse seguita. Non tanto per sottolineare che l’idea è del Movimento, ma quanto siamo in ritardo sulla realizzazione dell’infrastruttura strategica più importante per il nostro paese!

Siamo ben felici che oggi si stia imboccando la strada da noi indicata. Tante e tutte importanti sono le questioni ancora in sospeso che riguardano questo progetto. Le telecomunicazioni sono un settore in evoluzione. Tante quindi ancora le domande da porre: l’entrata di Enel, l’accordo, ancora “segreto”, tra Telecom e Metroweb, le scalate dei transalpini Bolloré e Niel nell’azionarato di Telecom, da tenere d’occhio… E Orange che ha palesato le sue mire su Telecom.

Occorrono risposte certe. Le vogliamo dai diretti interessati. Non attraverso articoli di giornale. Per questo continueremo a fare fiato sul collo e a vigilare.

Trasparenza nella Pubblica Amministrazione: i soliti annunci di Renzi!

 

#‎Trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Su #‎FOIA è il solito pasticcio all’italiana, l’ennesima presa in giro del Governo.

A7BEz_DCAAEJHjM Con la legge delega per la riforma della Pubblica Amministrazione il Parlamento aveva dato l’incarico al Governo di rivedere le norme sulla trasparenza e l’accesso alle informazioni e ai documenti detenuti dalle amministrazioni sul modello del “Freedom of Information Act” statunitense.

f49fCnij PA3Da mesi Renzi e il suo governo si fa vanto di questa riforma epocale nel nome della trasparenza. Peccato che la bozza di decreto informale che gira in questi giorni, presentato dal Ministro Madia, tradisca ogni aspettativa.


Un esempio per tutti: se l’amministrazione decide di NON rispondere ad una richiesta di un cittadino, può semplicemente evitare di rispondere senza fornire nessuna motivazione. Sarà poi il cittadino interessato a dover fare ricorso al Tar (strumento ormai costosissimo e accessibile solo a pochi).
Vi sembra questa trasparenza?
L’impressione è che si vogliano scoraggiare le richieste di accesso a informazioni e documenti permettendo ai soliti noti di continuare a fare i propri affari sulle spalle dei cittadini.
Ma si dirà se l’amministrazione non risponde il funzionario addetto sarà sanzionato vero? Assolutamente no, non è prevista alcuna sanzione!


E’ questo il senso della trasparenza del Governo Renzi!!!

foia2-kBSH-U10503592779316kD-700x394@LaStampa.itIl decreto Madia tradisce lo spirito e la lettera della legge delega e va cambiato. Non consentiremo l’ennesima presa in giro a danno dei cittadini!


Schermata 2015-02-17 alle 18.55.18.e5192ce0Chiediamo che il Governo dia piena attuazione alla delega conferita dal Parlamento recependo le indicazioni del progetto #‎FOIA4Italy che da anni aspetta di essere realizzato.

I finti impegni dei partiti per il rilancio del Mezzogiorno

masterplanSudGrazie Presidente!

Cittadini italiani,colleghi deputati

E’ la terza mozione sul rilancio del SUD!

Ho letto con attenzione le mozioni presentate da tutti i gruppi e devo dire che le vostre mozioni sono intrise di ipocrisia, sono esclusivamente dichiarazioni di buone intenzioni, ottime promesse di politici di professione che devono “mostrare” a reti unificate che il SUD è negli impegni che portate avanti in queste aule. Ed è questa la vostra grande incoerenza. In un paese civile, normale, con un sistema di informazione degna di questo nome, con una classe dirigente che non mira a mantenere questi scranni “ad libitum”, che non si dimette MAI neanche quando è coinvolta direttamente in continui scandali e ruberie, non si discuterebbe ancora del rilancio del Mezzogiorno in una mozione! Pensateci colleghi, questo governo con la sua smisurata maggioranza incostituzionale ha portato avanti a colpi di fiducia qualsiasi porcheria legislativa, incluse la vergognosa legge elettorale e la schifosa riforma costituzionale.

In Germania, in 30 anni sono riusciti a completare quello che i governi italiani e il parlamento non hanno saputo e voluto conseguire in più di un secolo. Credete che il problema sia la mancanza di una mozione o di impegni condivisibili?

Tutti, e ribadisco TUTTI, avete governato questo paese, la lega nord e i partiti di destra, i comunisti e la finta sinistra, con un unico risultato: NON aver realizzato quello che avete scritto in questi impegni!

La verità è che vi manca una visione di futuro e la volontà di percorrere una nuova strada per la realizzazione di quel futuro. Mantenere lo status quo è, per i partiti, fonte di privilegio, vi permette di controllare i bacini di voti e vi garantisce la spartizione del poltrone e di potere. Altrimenti, per quale ragione questo paese non ha ancora un reddito di cittadinanza come gli altri Stati Europei?

Invocate l’aiuto dell’Europa, per la coesione e per gli interventi, ma la verità è che avete venduto il Sud e gli Italiani alla Commissione Europea. La privatizzazione, anzi la svendita, di Poste Italiane ha comportato la chiusura di centinaia di sportelli.

La svendita delle Ferrovie di Stato avrà importanti ripercussioni sul trasporto pubblico locale e il servizio di trasporto universale. E non ho il tempo per ricordare a quest’aula il disastro di ANAS e quello sull’Ente Nazionale Assistenza al Volo.

E cosa ne fate di questi spicci? Avete forse in programma di reinvestirli per i servizi al cittadino? Assolutamente no, andranno nel grande buco nero di oltre 2.100 miliardi di debito pubblico!

Annunciate di voler rilanciare l’agricoltura e la produzione delle eccellenze ma come non ricordare l’IMU sui terreni agricoli e il disastro sul tema del disseccamento degli ulivi in Puglia che con il vostro consenso, quasi unanime, avete contribuito a sradicare a centinaia

D’altronde in Europa poi votate a favore dell’invasione di prodotti come l’olio che provengono da paesi extraUE

Su porti, aeroporti e infrastrutture ferroviarie come la linea Napoli-Bari e Palermo-Catania, la Corte Costituzionale ha bocciato le norme varate da questa maggioranza per il mancato coinvolgimento delle Regioni!

In nessuna mozione, a parte la nostra, si riscontra il riconoscimento e l’impegno a finanziarne la realizzazione, della rete Bicitalia come infrastruttura prioritaria per gli spostamenti extraurbani oltre che per il cicloturismo!

Sui trasporti puntate alla realizzazione di inutili autostrade invece di potenziare i collegamenti ferroviari, il trasporto pubblico locale e regionale magari con l’elettrificazione delle tratte ancora non elettrificate. Ricordo a tale proposito al Sottosegretario che parla del porto di Taranto e del collegamento nord sud che abbiamo lungo la direttrice adriatica ancora oltre 30 km a binario unico!

In legge di Stabilità, non sapendo come contenere l’indignazione avete annunciato un masterplan per il SUD, un foglio bianco, peggiore delle vuote slide del presidente del Consiglio.

Sempre per motivi di tempo, non posso approfondire in questa fase gli impegni che attengono al rilancio occupazionale ma è evidente che gli annunci di Renzi, dei ministri al seguito e dei partiti di maggioranza sono assolutamente, nei fatti, smentiti sulla reale efficacia del “jobs-act”

Impegnate al rilancio turistico del Mezzogiorno, ma il governo che la maggior parte di voi sostiene in quest’aula pensa solo a perforarlo alla ricerca di idrocarburi in cambio di un piatto di lenticchie per gli italiani!

Volete rilanciare il sud ma su ILVA avete dimostrato tutta la vostra inadeguatezza e la vostra miopia con 10 decreti, con il risultato che nessuna bonifica è cominciata, le prescrizioni sono disattese e i cittadini continuano ad ammalarsi e a morire!

Sul dissesto idrogeologico potete continuare a fare annunci ma la verità è che la mancata cura del territorio si manifesta periodicamente con irruenza, con tutte le tragiche conseguenze che ben conosciamo da nord a sud, segno dell’insufficienza degli interventi programmati e delle risorse stanziate: è crollato il viadotto Italia sull’eterna incompiuta Salerno Reggio Calabria, sono crollati fondamentali assi viari in Sicilia che hanno frammentato l’isola! E non la Regione, non la cabina di regia sulle infrastrutture sono immediatamente intervenuti, ma i portavoce regionali del M5S.

Anche sulle misure fiscali annunciate per gli investimenti, fate un buco nell’acqua, dato che la maggior parte delle piccole e medie imprese avrebbe più bisogno di una sburocratizzazione e di un abbassamento della pressione fiscale!

Impegnate il governo a opere di interconnessione e di riequilibrio dei trasporti, ma questo governo, al pari dei precedenti impiega miliardi in mostruose opere inutili come il Mose, il terzo valico di Giovi, l’autostrada orte mestre, l’alta velocità torino lione, il tunnel del brennero, l’autostrada tirreno brennero, il nuovo aeroporto di Firenze… e non avete il coraggio nemmeno di depennare definitivamente il Ponte sullo Stretto.

Sul digitale vi abbiamo detto che questo paese deve avere una società a maggioranza pubblica per l’infrastruttura strategica più importante per il presente e per il futuro e oggi il governo ammette che nessun privato, nonostante i sussidi, è disposto ad investire nel SUD!

Chiedete rispetto della legalità negli appalti eppure la stragrande maggioranza di quelle amministrazioni ed enti locali siete voi a guidarle; siete tra i primi a votare leggi incostituzionali come lo Sblocca Italia e ad avere tra i vostri eletti condannati e indagati o se va bene in conflitto di interessi.

La vostra visione economica è solo dettata dal Prodotto Interno Lordo: come ormai riconosciuto in molteplici occasioni anche da indiscussi ed indipendenti esperti, è un indicatore assolutamente inadeguato a valutare il benessere dei cittadini rappresentati da quest’aula, e a dir la verità anche di coloro che in quest’aula non sono rappresentati.

La vostra visione economica nel peggiore dei casi è ferma al 1800, nel peggiore semplicemente non siete liberi di intraprendere i cambiamenti che annunciate da troppi anni.

La verità colleghi deputati è che siete già in campagna elettorale: più che impegnare il governo a realizzare le iniziative che avete scritto, vi serve uno straccio di carta da poter sventolare agli elettori per dire che state lavorando al rilancio del Sud!

Con tali premesse è inutile dire che non possiamo accettare le riformulazioni del governo. Per coerenza e consci della vostra insostenibile malafede o inconsapevole ma altrettanto grave connivenza con chi vuole mantenere in catene il nostro paese, il m5s voterà tutti e soli gli impegni che ritiene condivisibili nel merito, ma anche nel metodo, di proponenti credibili e che sono in linea con il nostro programma elettorale o gli atti da noi sottoscritti in questi anni di legislatura, pur sapendo che difficilmente questo governo li rispetterà come d’altronde accade per la quasi totalità degli impegni che vengono assunti dall’esecutivo in quest’aula.

Italian digital day: dominio e spese non trasparenti.

Il 21 novembre si è tenuto presso la Reggia di Venaria l’Italian digital day, un’iniziativa nella quale il Presidente del Consiglio ha lanciato “[..] un nuovo patto con il Paese”, un Digital Action Plan di un centinaio di punti, con obiettivi, tempi e responsabili”.

E’ una iniziativa che parte con il piede sbagliato! Per questo è stata presentata un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri per ottenere chiarezza sulla gestione poco trasparente e assai personalista di eventi che, invece, dovrebbero coinvolgere tutte le parti interessate. Tale evento, da quanto risulta dal sito www.italiandigitalday.it, sembra organizzato dalla Presidenza del Consiglio come emerge, peraltro, dall’utilizzo del logo della Presidenza che campeggia sulla home page. Il sito web, secondo quanto emerge dal servizio whois, è stato tuttavia registrato il 5 ottobre scorso da Riccardo Luna che risulta sia “Registrant Organization” sia “Admin Contact” per i contatti amministrativi di gestione del sito.

Italian digital dayEppure, la direttiva n. 8 del 2009 del Ministro per la pubblica Amministrazione e l’Innovazione recante disposizioni “per la riduzione dei siti web delle pubbliche amministrazioni e per il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni online al cittadino” sancisce l’obbligatorietà dell’iscrizione al dominio “.gov.it” di tutti i siti tenuti da pubbliche Amministrazioni.

Allo stato attuale né sul sito web indicato né sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio è inoltre dato conoscere le risorse finanziarie destinate all’organizzazione e alla tenuta dell’iniziativa.

Si ponga fine alla politica opaca di questo governo e si spieghino  le ragioni tecniche che hanno indotto la Presidenza del Consiglio a non utilizzare un sito web con estensione gov.it per l’iniziativa e si dia compiutamente conto delle risorse finanziarie destinate all’organizzazione e alla tenuta dell’evento.