Commissione d’inchiesta sulla digitalizzazione e innovazione delle P.A.

Si è insediata da alcuni mesi la <<Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni.>>. La Commissione è stata istituita per verificare il livello di digitalizzazione e innovazione raggiunto nelle pubbliche amministrazioni, sia statali che locali, anche alla luce delle spese pubbliche complessivamente destinate al settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), al fine di raccogliere dati aggiornati e individuare possibili soluzioni, anche legislative, per adeguare lo stato dell’innovazione e della digitalizzazione della pubblica amministrazione al livello degli altri Paesi europei. Farò parte di questa Commissione d’Inchiesta.

Tutte le Pubbliche Amministrazioni saranno scandagliate dalla Commissione alla ricerca delle motivazioni dell’inefficienza. Un compito importante ma l’esistenza della stessa Commissione dimostra che fino ad oggi la politica in Italia abbia proceduto in ordine sparso e senza un omogenea ed efficace azione per garantire i servizi ai cittadini. La digitalizzazione e l’innovazione sono punti cardini su cui insistere per avvicinare i cittadini e le imprese alle Pubbliche Amministrazioni, basti pensare ai servizi legati alla sanità, ai trasporti, a quelli della P.A per il terzo settore, solo per fare alcuni esempi. Sarà messo a fuoco cosa non ha funzionato fino ad ora e le risorse anche economiche che sono state impiegate.

Insieme al collega del M5S Federico d’Incà abbiamo lavorato molto su questi temi e ora con la Commissione d’inchiesta potremmo analizzare come hanno preceduto le Pubbliche Amministrazioni. Il nostro impegno e la nostra competenza nel settore delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni sarà al servizio della Commissione al fine di garantire una concreta e spedita realizzazione degli obiettivi di modernizzazione e di Trasparenza, battaglie che il M5S da sempre porta avanti nelle istituzioni.

Purtroppo l’Italia in questo ambito è ancora fanalino di coda dell’Europa e non è più tollerabile alcun ritardo nella digitalizzazione del nostro Paese. La Pubblica Amministrazione, centrale e locale, deve essere al servizio del cittadino con procedure semplici: nessuna ulteriore giustificazione o resistenza è ammissibile dato che le tecnologie abilitano questa rivoluzione! Verificare il livello di digitalizzazione e di investimento nelle singole realtà regionali e il livello di competenza dei diversi responsabili del settore. Dobbiamo individuare i possibili sprechi e gli investimenti errati. Per questo come portavoce del M5S chiedo anche il supporto dei cittadini mediante la segnalazione di sprechi e scandali al fine di raccogliere dati aggiornati e individuare possibili soluzioni.

Codice dell’Amministrazione Digitale: riforma deludente!

codiceI 65 articoli di cui si compone il decreto più che semplificare duplicano strumenti già disponibili e appare lecito avanzare dei dubbi sull’efficacia delle misure presentate.  Dopo 10 anni dall’approvazione del CAD condividiamo l’esigenza di modernizzare gli strumenti a disposizione dei cittadini e delle PA ma non vorremmo che, ancora una volta, le riforme rimangano solo sulla carta.  Ed è questa l’impressione che ci restituisce una prima lettura del decreto.

Oltre alle imprecisioni tecniche già rilevate da autorevoli studiosi della materia, il vizio forse più appariscente del decreto attuativo si rinviene dalla relazione finanziaria costellata da espressioni come “la disposizioni non produce effetti sulla finanza pubblica” o “la disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.  Il Governo vuole fare le nozze coi fichi secchi!

La rivoluzione digitale delle PA ha bisogno di risorse e di volontà politica per un’effettiva realizzazione.  Elementi fondamentali che mancano nei testi proposti dal Governo.

Siamo sempre più convinti che solo un governo a 5 stelle possa dare una svolta su questi temi. 

In Parlamento solleciteremo il Governo a migliorare il testo presentato su un piano tecnico ma anche mettendo a disposizione risorse significative per la realizzazione della PA digitale.